Frasi su tibetano

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Dalai Lama 59
14º Dalai Lama e Premio Nobel per la Pace 1989 1935
„La mia speranza s'appoggia sul coraggio dei Tibetani, e sull'amore per la verità e la giustizia che è tuttora nei cuori della razza umana.“

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Lobsang Rampa 13
scrittore britannico 1910 – 1981
„Noi tibetani siamo fermamente convinti che l'intero destino degli individui sia scritto sul palmo della mano. (p. 41)“


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Gene Gnocchi 162
comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955
„Lo smog riduce tantissimo la visibilità: i monaci tibetani, invece di Buddha, sono stati sorpresi a pregare Galeazzi.“

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Cesare Cantù 57
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„La storia de' popoli dell'Asia media comincia appena appena a stenebrarsi; quella dei Tibetani non va più indietro del VII secolo; del XII quella dei Mongoli; la storia delle più importanti nazioni turche s'innestò su quella degli Arabi, e prese la tinta del corano. Il primo eroe storico de' Tibetani, re Strongdsan Gambo, che propagò nel suo regno il buddismo, è ritenuto emanazione della divinità buddista, non meno che i suoi successori. Anche fra i Mongoli, Gengis-kan passa per figlio di Cormusda (Hormus?), signore del mondo materiale; ma Tibetani e Mongoli hanno antichi canti eroici, fra cui merita attenzione quello che parla in particolare del tibetano Gesser-kan, figliolo anch'egli di Cormusda, e rammentato pure negli annali chinesi. (p. 14)“

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Dalai Lama 59
14º Dalai Lama e Premio Nobel per la Pace 1989 1935
„Mi considero solo un semplice monaco buddhista. Niente di più, niente di meno. Quello che è importante non sono io ma il popolo tibetano. Questo premio rappresenta un incoraggiamento per i sei milioni di abitanti del Tibet che da oltre quarant'anni stanno vivendo il più doloroso periodo della propria storia. Nonostante ciò la determinazione della gente, il suo legame con i valori spirituali e la pratica della non violenza rimangono inalterati. Il premio Nobel è un riconoscimento alla fede e alla perseveranza del popolo tibetano. (dal discorso tenuto alla cerimonia di consegna del Nobel)   Fonte secondaria?“

„Jampa era l'unico che avesse conosciuto il Tibet libero. Poi, durante la Rivoluzione Culturale cinese, era stato messo in carcere e picchiato. «La situazione non è cambiata, io invece sì, sono più vecchio» si lamentava, aggiungendo che oggi molti degli occupanti cinesi «considerano i monaci tibetani il peggio del peggio, peggio perfino dei ladri». (p. 46-47)“

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Lobsang Rampa 13
scrittore britannico 1910 – 1981
„I tibetani ritengono che non sia affatto prudente dormire con la luce del giorno, in quanto i demoni del giorno possono impadronirsi dei dormienti. [... ] Nessuno si sottrae alla regola, ed anche i moribondi devono rimanere desti il più a lungo possibile, affinché possano riconoscere la giusta via da seguire attraverso i territori di confine fino all'altro mondo. (p. 18)“

Maurizio Buccarella 2
avvocato e politico italiano 1964
„Possiamo dare la ferale notizia: l'Italia non è più, almeno momentaneamente, una Repubblica parlamentare, una democrazia parlamentare, perché le prerogative tipiche degli Stati liberali occidentali, di cui noi riteniamo ancora di dover far parte, sono momentaneamente sospese a causa dell'abuso sconsiderato dello strumento della questione di fiducia. [... ] Quindi è bene che tutte le università italiane sappiano che improvvisamente sono invecchiati tutti i manuali di diritto costituzionale: l'Italia non è più, almeno per il momento, una Repubblica parlamentare. Occorre che qualcuno ne prenda piena consapevolezza e intervenga: che sia il Presidente della Repubblica, perché non vedo chi altro possa garantire l'autonomia del Parlamento e il normale iter del lavoro. Forse dovremmo approfittare della presenza qui a Roma del Lama tibetano per cercare qualche intervento extraparlamentare che possa tutelare la ragionevolezza dei nostri lavori.“

Bruce Chatwin 3
scrittore e viaggiatore britannico 1940 – 1989
„In tibetano «sherpa» significa «orientale», e gli sherpa che si stabilirono nel Khumbu circa quattrocentocinquanta anni fa sono un popolo buddhista, amante della pace, che viene dalla parte orientale dell'altopiano. Non riescono a star fermi, e nella terra degli sherpa, ogni pista è contrassegnata da cumuli di sassi e bandiere da preghiere, messi lì a rammentare che la vera casa dell'Uomo non è una casa, ma la Strada, e che la vita stessa è un viaggio da fare a piedi. (da Che ci faccio qui?)“

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