Frasi su torre

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Herman Melville 53
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Mercoledì 18 febbraio
Prima dell'alba siamo passati tra Capri e il Continente e siamo entrati nel Golfo di Napoli. Ero sul ponte. L'indistinta massa del Vesuvio fu presto in vista. L'ho riconosciuta da un quadro (della mamma?). Ben presto ho «sentito» la città. Luci brillanti. Siamo stati trattenuti a bordo fino alle nove dalla polizia che se la prende con comodo. Con alcuni altri sono sceso all'Hotel de Geneve. Colpito dalla prima apparizione di Napoli. Grandi folle, strade belle, edifici alti. A colazione Rhinelander e Friedman han detto che sarebbero andati a Pompei. Mi sono unito a loro, le ferrovie sono dovunque le stesse. Siamo passati attraverso Portici, Resina, Torre del Greco. Pompei è uguale ad ogni altra città. La stessa antica umanità. Che si sia vivi o morti non fa differenza. Pompei è un sermone incoraggiante. Amo più Pompei che Parigi. C'erano delle guardie silenziose come il Mar Morto. Al Vesuvio a dorso di cavallo. Vigneti sulle pendici. Arrampicata sulle ceneri. Aggrappato alla guida. Discussione. Il vecchio cratere di Pompei. Il cratere attuale è come una vecchia miniera abbandonata. L'uomo che brucia. Rosso e giallo. Tuoneggiante. Boati. Una lingua di fuoco. Sono sceso nel cratere. Liquirizia congelata. Son sceso giù in fretta. Crepuscolo. Cavalcata nel buio. All'Annunziata trovato un vetturino per Napoli. Una corsa nel freddo senza soprabito. Di ritorno all'Hotel a mezzanotte. La strada e la campagna erano silenziose. Un sobborgo. Cena a letto. (da Diario italiano 1856)“

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Bob Dylan 124
cantautore e compositore statunitense 1941
„Adesso esiste solo il Rock, con la erre maiuscola senza il roll. Il roll è finito. Rock omosessuale, Rock della classe operaia, Rock del finanziere, adesso è diventata tutta un'impresa di grande evidenza, una faccenda che riguarda l'establishment. Sai che con la Coca Cola le cose ti girano per il meglio perché te l'ha detto Aretha Franklin, e anche che il Maxwell House Coffee dev'essere ok dato che compare nelle canzoni di Ray Charles. Tutti cantano del ketchup oppure degli analgesici... All'inizio non era così, non aveva niente a che fare con i collant, né con il profumo, né tantomeno con la maionese. Eri passibile di ostracismo, se facevi una cosa del genere. Sarebbe come se Lyndon Johnson cantasse l'Internazionale di fronte alla platea del mondo intero – semplicemente ridicolo... C'è un vecchio detto: "Se vuoi battere il nemico, cantagli la sua canzone" e mi pare che sia ancora vero. Ai vecchi tempi, e qui vale un altro proverbio, "per suonare dovevi pagare un prezzo". Potevi venire scacciato da una città, oppure gettato giù da una torre – anche se ovviamente c'era sempre qualcuno sotto pronto con una rete. Non sto cercando di tracciare un solo lato della questione; ma allora era difficile farsi ascoltare, era qualcosa di radicale. Sentivi di far parte di un qualche spettacolino circense da marciapiede. Adesso si tratta del gran galà. Il materiale migliore è stato realizzato a riflettori spenti, prima che scattasse l'attenzione generale e perché no... anche prima che potesse essere definito in qualche maniera. Penso che abbiano ucciso un elemento importante del rock'n'roll. Il mondo delle grandi industrie, quando ha capito come si poteva utilizzarlo, ha tirato un grosso sospiro di sollievo e poi l'ha assassinato. Cosa gliene importava? Tutto quello che si trovano sul cammino loro lo spianano come se fossero dei bulldozer, una volta che lo hanno capito, lo assassinano, lo rendono una cosa del passato, gli erigono un bel monumento – e oggi è proprio quello che state ascoltando, la pietra tombale, un affare da un miliardo di dollari. Non sto dicendo una menzogna, ma ancora una volta, chi è che vuole ascoltare? Non si fa altro che tentare di avere del successo sulla base del nulla“


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Dario Fo 39
drammaturgo, attore, scrittore, paroliere e scenografo i... 1926
„Così pur di sopravvivere rischiamo la vita. (dal quadro sui licenziati Wagon Lits sulla torre Binario 21, esposto alla mostra "Lazzi sberleffi dipinti", Milano, Palazzo Reale, 2012 )“

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Leonida Rèpaci 15
1898 – 1985
„Per me Calabria significa categoria morale, prima che espressione geografica. Calabrese, nella sua miglior accezione metaforica, vuol dire Rupe, cioè carattere. È la torre che non crolla giammai la cima pel soffiar dei venti. (p. 14)“

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Arthur Rimbaud 79
poeta francese 1854 – 1891
„Ho avuto tanta pazienza | Da scordare per sempre; | Sofferenze, timori, | Son finiti su in cielo. | E la sete malsana | Mi oscura le vene. (da Canzone della torre più alta, vv. 13-18, 1992)“

Teodorico di Nieheim 4
storico tedesco 1340 – 1418
„Il castello di Nocera è posto in una terra assai fertile e dall'aria salubre: infatti, il suolo di essa produce un ottimo vino bianco e rosso, grano, segale e altri ottimi frutti in grande abbondanza. C'è una bella pianura con intorno alti monti e sorgenti abbondanti ed amene, e gli abitanti di questa valle amena seminano quattro volte all'anno; i campi producono svariati raccolti, dalle viti stese sopra gli olmi si ricava il vino in abbondanza e così l'olio dagli olivi. Le montagne sono coperte d'alberi, soprattutto enormi castagni, su cui crescono le castagne più grandi che io abbia mai visto. Dalla base dei monti dal lato verso la città di Amalfi, fino alla strada che dal castello va a Salerno, vi è una piantagione di noci o noccioli della lunghezza di 3-4 miglia e della larghezza di un miglio, e questi alberi di noci danno ogni anno tanta copia di frutti che basterebbero a molte regioni, se le raccogliessero: ma se ne nutrono i maiali, le cui carni, sia salate che fresche, si mantengono a lungo e sono ottime e saporite e non ho mai visto capponi più grandi e grassi e a buon mercato di quelli che si trovano in questa piana. Perciò i Curiali, finché furono sicuri, vi soggiornarono più volentieri che in qualsiasi altra parte del Regno di Sicilia. Dall'altro lato, verso il castello di Torre, sorge quel fertilissimo monte che chiamano volgarmente Somma, estremamente fruttifero, assai alto e dalla circonferenza assai ampia. Dista otto miglia dal castello di Nocera alla quale somiglia per ubertosità… Vi si producono ottimi vini greci, di almeno tre qualità, grande, mediocre e minore, che vengono portati nei vari luoghi e paesi. Ho sentito ripetere che i loro dazi ammontano ogni anno a più di 200 fiorini. Ogni anno, al tempo della vendemmia, si possono vedere oltre centomila recipienti costruiti dagli abitanti di questa zona con legno dei castagni di quei monti: ognuno di essi ha la capacità di otto barili secondo la misura romana; vi sono inoltre infiniti altri recipienti detti caratelli, che contengono di solito ognuno quattro barili. Il mosto raccolto dalle vigne di questo monte viene riposto in tali recipienti, e poi trasportato nei luoghi di mare, a Napoli, e nei vari paesi del mondo dai mercanti, attraverso il mare che dista dal monte tre miglia italiche. In molte località esso vien venduto come malvasia o altro vino di pregio. (libro I, cap. XXXVIII)“

Maurizio Milani 30
comico, scrittore e attore teatrale italiano 1961
„Adesso stiamo pensando di tirar pari la torre che c'è nella cittadina di Pisa. Problemi non ce n'è. Con cinque escavatori che puntano dalla parte dove il silos è curvato, vedi che dopo la voglia di stare così gli passa.“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„L'affermazione secondo cui il nostro tempo non è in grado di generare artisti è oggi un luogo comune. Ciò significa: capovolgere la gerarchia di qualità. L'artista non bada al tempo. È il tempo, piuttosto, che attende con ansia i cenni dell'artista. Nell'istante in cui l'opera gli riesce, l'artista ha redento il tempo. (da Presso la torre saracena, p. 192)“


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Giorgio Bassani 82
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000
„Benché il gioco della torre sia sempre iniquo, specie poi se proposto a un moribondo, sono d'accordo: la vivisezione è un orrore, bisogna opporvisi. Ma non basta, bisogna andare più in là. Anche i macelli sono un orrore. Anche le immense stragi di animali di tutti i tipi che gli uomini perpetrano giorno dopo giorno per nutrirsi, anche esse, oggi, non appaiono meno infami. La civiltà industriale e tecnologica ha permesso all'umanità di sconfiggere o quasi la morte precoce. Nel corso degli ultimi cento anni la popolazione terrestre ha potuto triplicarsi. E tuttavia gli uomini continuano oggi ancora a nutrirsi come una volta, come sempre, di carne sanguinante, oggi ancora continuano a fondare la loro sussistenza sulla morte di altri esseri viventi. La verità è che la civiltà industriale e tecnologica non va rifiutata, bensì corretta, piegata, dominata. Capace, come è, di fornire surrogati di tutto, o quasi tutto, perché non le chiediamo di riscattarci dall'abbiezione della più grossa delle nostre contraddizioni, l'organizzato assassinio degli animali? (8, pp. 357-358)“

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Vittorio Imbriani 44
scrittore italiano 1840 – 1886
„Se per un presupposto assurdo, gli uomini, snaturandosi, diventassero sinceri, realizzerebbero la favola della torre di Babele: non ci s'intenderebbe più, proseguendo tuttavia nell'interpretare a rovescio le chiacchiere de' nostri cari simili.“

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Miklós Radnóti 4
poeta ungherese 1909 – 1944
„Sei prato odorante di terra, è semplice il tuo ansare | come il respiro d'amore d'un contadino, e il tuo corpo | reca la forza maligna della terra materna. | Ma talvolta risuona la campana della tua brama | sotto la torre dell'oscurità ansimante. | Cade su di me il tuo amore, volteggia | come foglia di castagno che cade. Anche ora, | sul trasparente mattino della tristezza | tu sei la terra, il corpo, il sangue, | e fuor di te ogni cosa è giuoco soltanto. (dai Salmi della devozione, 8)“

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Eduardo Galeano 20
giornalista, scrittore e saggista uruguaiano 1940 – 2015
„Ma Pepe (Beppe) Schiaffino coi suoi passaggi magistrali orchestrava il gioco di squadra come se stesse osservando il campo dal punto più alto della torre dello stadio, ed El Pardo (il Bruno) Abbadie faceva scorrere la palla sulla linea bianca laterale e si lanciava con gli stivali delle sette leghe distendendosi senza sfiorare il pallone né toccare i propri avversari: e io non avevo altro rimedio che ammirarli, avevo addirittura voglia di applaudirli. (Confessione dell'autore)“


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José Mourinho 206
allenatore di calcio e calciatore portoghese 1963
„Pogba piace a tutti, ma ci sono cose che si possono fare e altre che non si possono fare. Mi piace anche la Torre Eiffel, ma non posso averla nel mio giardino.“

Lauren Oliver 32
scrittrice statunitense 1982
„Una volta ho letto di una specie di fungo che cresce negli alberi. Il fungo comincia a invadere le vie che portano l'acqua e il nutrimento dalle radici ai rami. Le mette fuori servizio, una alla volta, le soffoca. Ben presto, il fungo toglie all'albero l'acqua e gli elementi chimici, e tutto ciò di cui ha bisogno per sopravvivere. Contemporaneamente, piano piano fa marcire l'albero dal di dentro, trasformandolo in marciume, minuto per minuto. È così anche l'odio. Ti nutrirà e allo stesso tempo ti trasformerà in qualcosa di marcio. È duro, profondo e spigoloso, un sistema di barricate. È assoluto e totale. L'odio è una torre alta. Nelle Terre Selvagge, comincio a costruirla e ad arrampicarmi. (p. 143)“

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Edward Lear 15
scrittore e illustratore inglese 1812 – 1888
„Ma ciò che mi piacque di più a Trasacco fu la vista che si godeva nei pressi di una vecchia torre bizzarra e pittoresca, quadrata alla base ma tonda alla sommità: essa domina l'ampio lago, con lo sfondo del Velino in lontananza. (da Illustrated Excursions in Italy, 1846)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„«Il tuo medaglione d’argento col lupo. Lo aveva Schirrù. Ora l’hai perso per sempre. Si è fuso in questo inferno.»
«Pazienza», disse Geralt dopo un po’, guardando gli occhi color fiordaliso della flaminica. «Non sono più uno strigo. Ho cessato di essere uno strigo. A Thanedd, nella Torre dei Gabbiani. A Brokilon. Sul ponte sullo Jaruga. Nella caverna sotto la Gorgone. E qui, nel bosco di Myrkvid. No, non sono più uno strigo. Dunque dovrò imparare a fare a meno del medaglione da strigo.» (la flaminica e Geralt, cap. 7)“

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