Frasi su tram

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J-Ax 99
rapper e cantautore italiano 1972
„Portami l'ultima birra, fammi compagnia | lei è andata via | spero che poi la vedrò a casa mia | che tra due ore ripartono i tram | fammi fumare | tanto chi ti può multare | a quest'ora mi sa che è a dormire | e abbassa pure la saracinesca | non credo che né io né te domani si andrà a messa | curami un po' questa amarezza che ho. (da Piccoli per sempre, n.º 9)“

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Benito Jacovitti 28
fumettista italiano 1923 – 1997
„A me dà fastidio la folla, non ho mai visto una partita di calcio per non stare in mezzo alla folla, non vado mai in tram perché la gente ti sta addosso. Sono solitario. Gli umoristi sono o tristi, o solitari, o matti. Io sono tutte e tre le cose, un clown [... ] Il mio umorismo è basato sull'assurdo, anche se ho dei riferimenti ad un'epoca precisa, gli anni Trenta: i vestiti, i costumi, le automobili di Ridolini, gli aerei tozzi. E poi sembrava che tutto funzionasse meglio, la posta arrivava il giorno dopo... Ma forse perché ero ragazzo e quando si è ragazzi si è più felici.“


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Camillo Sbarbaro 28
poeta, scrittore e aforista italiano 1888 – 1967
„Nella vita come in tram quando ti siedi è il capolinea.“

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Ascanio Celestini 24
attore teatrale, regista cinematografico e scrittore ita... 1972
„Per sopravvivere si era smussato. Gli zingari invece erano un groviglio di spigoli. Non era l'imperfezione nel corpo o nel cervello, un'incisione sul pisello, il cognome di una città, la barba o il modo di parlare che li distingueva. Nemmeno la religione, la musica o il cibo. Nessuno di loro era mai diventato ricco, non avevano fatto guerre contro nessuno, non pensavano alla bomba atomica e alla armi chimiche o batteriologiche, non reclamavano una terra, non avevano creato né galere né manicomi. Qualcuno sapeva rubare sul tram, lavorare gli piaceva poco come a tutti, ma loro lo nascondevano meno e non consideravano un dramma puzzare di sudore o restare per una settimana senza cambiarsi mutante e calzini. In un'Europa che aspirava a una perfezione fatta di purezza sintetica e occhi azzurri, gli zingari apparivano come una zecca sul cane di Barbie, la muffa nel cheeseburger, i tarli da Ikea. (pp. 217-218)“

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Giorgio Manganelli 93
scrittore, traduttore e giornalista italiano 1922 – 1990
„Sono libero di credere o non credere in Dio, ma devo salire sul tram dalla parte destra, portiera di fondo.“

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Claudio Baglioni 184
cantautore italiano 1951
„Mille e più tramonti dietro i fili del tram, ed una fama di sorrisi e braccia intorno a me (Strada facendo)“

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Claudio Baglioni 184
cantautore italiano 1951
„Le ragazze dei tram che scrivono messaggi dentro alle bottiglie o in fondo ad un diario e sognano, appese ai desideri e alle maniglie. (Un nuovo giorno o un giorno nuovo)“

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Ramón Gómez De La Serna 49
scrittore e aforista spagnolo 1888 – 1963
„Il tram approfitta delle curve per piangere.“


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Riccardo Garrone 3
attore italiano 1926 – 2016
„Quando i bambini mi vedono sul tram o al bar o al ristorante, esclamano tutto d’un fiato: ”Mamma, ho visto San Pietro“

„Se sul tram vedo una donna incinta, mi alzo. Se poi l'ho messa incinta io, scompaio letteralmente.“

Andrea Mucciolo 30
poeta, scrittore, editore 1978
„Avere un partner è come possedere un’auto di proprietà. Avere un amante equivale a prendere un taxi. Essere lasciati da ambedue, significa attaccarsi al tram.“

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Edmondo Berselli 30
giornalista e scrittore italiano 1951 – 2010
„C’è spesso di mezzo un tram quando la sinistra attraversa un incrocio. (libro Sinistrati)“


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Paul Kammerer 4
biologo austriaco 1880 – 1926
„Kammerer passò molte ore seduto sulle panchine di diversi giardini pubblici, annotando il numero delle persone che gironzolavano avanti e indietro, classificandole secondo il sesso, l'età, l'abbigliamento, gli oggetti che portavano (ombrelli, pacchi, ecc.). Fece lo stesso lavoro nei suoi lunghi viaggi in tram dalla periferia al laboratorio. Poi analizzò le sue tabelle e trovò che ad ogni parametro mostravano i tipici fenomeni di raggruppamento familiari agli esperti di statistica, ai giocatori d'azzardo e alle compagnie di assicurazione. Tenne conto debitamente di fattori causali o nelle ore di punta del traffico, le condizioni atmosferiche, ecc. (Arthur Koestler)“

Massimo Fini 76
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. Raccontavo qualche giorno fa a una mia giovane amica la Milano dei '50, di quando ero ragazzino. Eravamo poveri, allegri e spavaldi. I tram erano stipati fino all'inverosimile con la gente sui predellini aperti e qualcuno attaccato al troller. Uscivamo dalla guerra, ci eravamo salvati dai bombardamenti angloamericani e dai rastrellamenti tedeschi, non ci poteva certo spaventare una caduta dal tram. Tutti, uomini e donne, fumavano. Il terrorismo diagnostico era di là da venire. Noi ragazzini uscivamo di casa alle due del pomeriggio e rientravamo con le ginocchia sbucciate, alle otto, senza che i nostri genitori se ne preoccupassero. Perché nel quartiere c'era un controllo sociale e se un bambino si fosse messo nei guai ci avrebbero pensato gli adulti a tirarlo fuori e un pedofilo sarebbe stato avvistato a un chilometro di distanza. Eppoi c'era, "il ghisa", il vigile, autorità sovrana. La "pula" non aveva bisogno di farsi vedere. La malavita era professionale, conosceva le regole, stava attenta a non spargere una goccia di sangue (il colpo in banca della banda di via Osoppo, senza un ferito, tenne la scena sui giornali per mesi). Eravamo solidali perché eravamo poveri e anche quelli che non lo erano non lo davano a vedere. Il sordido gioco degli "status simbol" non era ancora cominciato. Lealtà e onore erano moneta sonante. Se fra noi ragazzi ci si scontrava a pugni sulla strada – dove ci siamo formati – e un gruppo era di dieci e l'altro, poniamo di otto, due si levavano per far pari. E l'onestà era un valore assoluto. Per la borghesia, se non altro perché dava credito. Per il proletariato, per il mondo contadino dove la stretta di mano contava più di un contratto. Mentre raccontavo queste e altre cose i begli occhi della mia amica si ingrandivano, si sgranavano. Alla fine mi ha detto "tu mi stai raccontando una favola, questa non è l'Italia". Appunto.“

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Amélie Nothomb 162
scrittrice belga 1966
„Gli scrittori sono osceni; se non lo fossero, sarebbero ragionieri, conducenti di tram, centralinisti, sarebbero rispettabili. (libro Igiene dell'assassino)“

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Channing Tatum 14
attore, ballerino e produttore cinematografico statunitense 1980
„Cosa hai fatto??
- Ho preso il tram e tu?
- Ho saltato!
- Si può fare!?
- Te lo detto di leggere il manuale!
- C'è un manuale!? (Film G. I. Joe - La nascita dei Cobra)“

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