Frasi su trasparenza

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Ernesto Balducci 25
presbitero, editore e scrittore italiano 1922 – 1992
„Immacolata Concezione questo significa: che Maria ha anticipato, in qualche modo, la condizione ultima verso cui noi andiamo. In lei si manifesta, per trasparenza privilegiata, la nostra condizione futura.“

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Aveva ragione lei. Qualsiasi dato diventa importante se è connesso a un altro. La connessione cambia la prospettiva. Induce a pensare che ogni parvenza del mondo, ogni voce, ogni parola scritta o detta non abbia il senso che appare, ma ci parli di un Segreto. Il criterio è semplice: sospettare, sospettare sempre. Si può leggere in trasparenza anche un cartello di senso vietato. (cap. 66)“


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Jeremy Rifkin 50
economista, attivista e saggista statunitense 1945
„Il pensiero patriarcale, le rigide norme sociali e i comportamenti xenofobi degli anziani sono totalmente alieni a una generazione cresciuta con i mezzi di comunicazione di massa e i social network, che invece enfatizzano la trasparenza, i comportamenti collaborativi e le relazioni da pari a pari, e che segnano uno spartiacque storico anche nelle coscienze. (libro La terza rivoluzione industriale)“

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Lina Sotis 6
giornalista e scrittrice italiana 1944
„La trasparenza è cosa intima, non cosa pubblica. Pensateci ogni volta che uscite di casa coperte da un velo che fa vedere mutande e reggiseno. I tempi non vogliono tutte signore, ma nemmeno delle smutandate.“

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Giorgio De Chirico 6
pittore e scrittore italiano 1888 – 1978
„Per le emulsioni e il mio olio emplastico, che possano dare alla materia della mia pittura sempre maggiore trasparenza e densità, sempre maggior splendore e fluidità, io mi perdo in sogni bizzarri davanti allo spettacolo della mia pittura e mi sprofondo in riflessioni sulla scienza della pittura e sul grande mistero dell'arte.“

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Walther Rathenau 3
politico e imprenditore tedesco 1867 – 1922
„Il reclamo sulla mancata trasparenza del concorso è di solito la lamentela per la mancanza di idee.“

Alfredo Galletti 5
critico letterario italiano 1872 – 1962
„[... ] l'opera del Pascoli segna, comunque, un momento memorabile nella storia della nostra arte poetica, perché prima che egli scrivesse ignoravamo di che infinita varietà di armonie, di che vitrea trasparenza di suoni, di che spirituali estenuazioni, di quali incanti e di quali musiche fossero capaci quei vecchi metri italiani, che tanti altri nostri poeti, classici o romantici poco importa, – i romantici furono classici anch'essi – avevano lasciati così saldi di struttura e precisi di ritmo, così sentenziosi e. (1967, p. 617)“

Vincenzo Cosenza 28
avvocato e magistrato italiano 1844 – 1924
„Il blog rimane ancora oggi il miglior strumento che ha un’azienda per raccontare la propria storia e provare a (ri)connettersi con i propri pubblici di riferimento. Di contro richiede tempo, passione, trasparenza, onestà e pazienza, anche di attendere dei risultati. (libro Social Media ROI)“


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Salvatore Quasimodo 61
poeta italiano 1901 – 1968
„Dammi il mio giorno; | ch'io mi cerchi ancora | un volto d'anni sopito | che un cavo d'acque | riporti in trasparenza, | e ch'io pianga amore di me stesso. (Dammi il mio giorno)“

Paola Taverna 13
politica italiana 1969
„Un Presidente del Consiglio non è un politico qualunque, un Presidente del Consiglio è una figura istituzionale, una delle più alte cariche dello Stato: da lui ci si aspetta un comportamento ancora più irreprensibile e integerrimo di un politico normale (eravamo abituati ad altri, pensavamo che almeno questo di cambiamento fosse avvenuto), deve essere l'emblema della trasparenza e dell'affidabilità. Un Presidente del Consiglio non può mentire. Presidente Letta, in una qualunque altra democrazia un Premier scoperto a raccontare frottole ai suoi elettori si dimetterebbe ancor prima di essere cacciato via. Lo faccia, Presidente, prima ancora che sia questo Parlamento a chiederle di andarsene.“

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Roberto Longhi 12
storico dell'arte italiano 1890 – 1970
„La sua ostinata deferenza al vero poté anzi confermarlo nella ingenua credenza che fosse "l'occhio della camera" a guardar lui e a suggerirgli tutto. Molte volte dovette incantarsi di fronte a quella "magia naturale"; e ciò che più lo sorprese fu di accorgersi che allo specchio non è punto necessaria la figura umana, se, uscita questa dal suo campo, esso seguita a specchiare il pavimento inclinato, l'ombra sul muro, il nastro caduto a terra. Che altro potesse conseguire a questa risoluzione di procedere dipingendo per specchiatura diretta della realtà, non è troppo difficile intendere. Ne conseguiva la tabula rasa del costume pittorico del tempo che, preparandosi gli argomenti in carta e matita per via di erudizione storica e di astrazione stilizzante, aveva elaborato una complessa classificazione del rappresentabile, dove, per meglio servire alla società di allora, non poteva che preferirsi l'aspetto della classe dominante. Ma il Caravaggio pensa invece alla vita comune, ai sentimenti semplici, all'aspetto feriale delle cose che valgono, nello specchio, come gli uomini. [... ] Anche il Caravaggio avvertiva il pericolo di ricadere nell'apologetica del corpo umano, sublimata da Raffaello o Michelangelo, o magari nel chiaroscuro melodrammatico del Tintoretto. Ma ciò che gli andava confusamente balenando era ormai non tanto il rilievo dei corpi quanto la forma delle tenebre che li interrompono. Lì era il dramma della realtà più portante ch'egli intravedeva dopo le calme specchiature dell'adolescenza. E la storia della religione, di cui ora si impadroniva, gli tornava come un seguito di drammi brevi e risolutivi la cui punta non può indugiarsi nella durata sentimentale delle trasparenze, anzi inevitabilmente s'investe del lampo abrupto della luce rivelante, fra gli strappi inconoscibili dell'ombra. Uomini e santi si sarebbero impigliati in quel tragico scherzo. Giacché, per restar fedeli alla natura del mondo, occorreva far sì che il calcolo dell'ombra apparisse come casuale, e non causato dai corpi; ove volesse esimersi dal riattribuire all'uomo la sua funzione umanistica dirimente, di eterno protagonista e signore del creato. Perciò il Caravaggio seguitò, e fu fatica di anni, ad osservare la natura della luce e dell'ombra incidentali. [... ] Chi non sa che il Tintoretto studiava al lume di lucerna, non già il vero, ma i modellini della Cappella Medicea? E che i modellini del Greco erano cere dove si stiravano in una poetica follia le ultime spire laocoontiche del disegno 'serpentinato'? Ma ora è la realtà stessa a venir sopraggiunta dal lume per 'incidenza': il caso, l'incidente luminoso, diventano causa efficiente della nuova pittura (o poesia). Non v'è Vocazione di Matteo senza che il raggio, assieme col Cristo, entri dalla porta socchiusa e ferisca quel turpe spettacolo dei giocatori d'azzardo. In effetto Caravaggio stagliò questa sua "descrizione di luce", questo poetico "fotogramma", quando l'attimo di cronaca gli parve emergere, non dico con un rilievo, ma con uno spicco, con un'evidenza così memorabile, invariabile, monumentale, come dopo Masaccio non s'era più visto. (citato in Caravaggio, pp. 187-188)“

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Herta Müller 31
scrittrice tedesca 1953
„Per me il falegname era uno che s'intendeva di tutto. Ai miei occhi era lui a creare il mondo. Cominciai a capire che il mondo non è fatto di cieli vaganti e di erbosi campi di mais, ma di legno sempre uguale. Sapeva sistemare dappertutto il legno per opporsi alle stagioni fugaci, alle nude e anche erbose stagioni della terra. Là c'era la galleria dei giorni della morte nella forma di materia squadrata e levigata. Una trasparenza in colori neutri, colori che non si spostavano più, ma diventavano solo più scuri di una sfumatura invece di svolazzare e dissolversi come paesaggio. Avevano una natura silenziosa, una quieta certezza. Non mi facevano paura, toccandoli non si muovevano, così che la loro quiete si diffondeva dentro me. Mentre le stagioni si spingevano l'una dopo l'altra nella regione e la divoravano, queste casse da morto nel laboratorio non si avvicinavano troppo alla carne. Si prendevano il loro tempo e aspettavano, erano solo l'ultimo letto per i morti, in modo da poterli portare via.“


Ferruccio Masini 54
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„La totalità del mondo, che accoglie in sé tutto quanto è umano e divino [... ] si genera, cioè si rivela nella parola, ma non – si badi bene – in una parola “cercata”, costruita con i procedimenti astratti e scompositivi dell'intelletto, bensì in una parola che sigilla prodigiosamente in se stessa, in una sorta di estatica trasparenza, la compenetrazione di interno ed esterno, così da ricomporre l'identità antepredicativa del divino e dell'umano; è la parola impronunciata del divenire che cerca la metafora e si fa metafora così da poter ripetere, nel suo “discorrere”, l'innocente ebbrezza della metamorfosi, l'intatta pienezza della vita vivente. (da Parte terza, cap. secondo, I “campi di significato” del parlò Zarathustra, I, La scrittura metasemantica, p. 256)“

„L'ancella del Signore è il primo libro con il nome di Adrienne [... ]. Esso mette in risalto il sì obbediente della Vergine nel quale confluiscono l'amore di Giovanni e l'obbedienza di Ignazio. Il ruolo di Maria nella redenzione è quello del sì puro che getta tutta la luce sul Signore; nessun accenno a se stessa, alla sua missione, tutto il peso è su Dio e la sua volontà: pura trasparenza. Dalla disponibilità di Maria alla disponibilità del credente, alla disponibilità della Chiesa. Per questo Maria sta sempre davanti alla Chiesa come il modello cui tendere [... ]. (p. 126)“

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Sergio Mattarella 34
12º Presidente della Repubblica Italiana 1941
„Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito.
Penso alle imprese, piccole medie e grandi che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sui mercati internazionali.
Penso alla Pubblica Amministrazione che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni.“

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Al Gore 19
politico statunitense 1948
„La disobbedienza civile ha un passato di tutto rispetto. Quando il bisogno di trasparenza morale supera una certa misura, credo che disobbedire sia comprensibile e sensato.“

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