Frasi su traversia

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Cassandra Clare 111
scrittrice statunitense 1973
„"Mamma. Ho qualcosa da dirti. Sono un morto vivente. Ora, so che potresti avere dei preconcetti sui morti viventi. So che potresti non sentirti a tuo agio al'idea che sono un morto vivente. Ma sono qui per dirti che i morti viventi sono esattamente come me e te." – Rimase un attimo in silenzio. – Be', okay, forse più come me che come te. [... ] "La prima cosa che devi capire è che sono la stessa persona di sempre. Essere un morto vivente non è la cosa più importante di me. È solo una parte di quello che sono. La seconda cosa che dovresti sapere è che non è una scelta. Sono nato così." – Simon le lanciò un'occhiata di traverso al di sopra dell'opuscolo. – Pardon, rinato così.“

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Johan Cruijff 16
dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore ol... 1947
„Quando allenavo il Barça, ricordo che con Koeman o con Stoichkov giocavamo a non mettere dentro la palla, troppo facile, ma a colpire la traversa o uno dei pali, proprio per aumentare la precisione del tiro.“


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Giambattista Vico 17
filosofo, storico e giurista italiano 1668 – 1744
„Sembravano traversie ed eran in fatti opportunità.“

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Massimo Bontempelli 39
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„Possedevo un'automobile: una sera da un luogo di villeggiatura accompagnai certa gente alla stazione della città più vicina. Il treno era in ritardo, loro dicevano: "Vattene pure, si fa buio, fino a casa hai forse cento chilometri, ecc.". Ma io ho preferito aspettare, per andarmene poi traverso la notte piena, quando il creato si rifà semplice ed eterno.
Partita la gente uscii dalla stazione e ripresi in fretta il mio posto al volante. In breve ero fuori delle case, via per il bel viale diritto, a fari accesi.“

Raffaele Palma 28
scrittore, disegnatore e umorista italiano 1953
„Non sono mai stato una stella, ma ho il privilegio di avere sempre la luna per traverso.“

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Alphonse De Lamartine 35
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869
„Dio mio! Ho rimpianto spesso di esser nato! Ho desiderato spesso di indietreggiare sino al nulla, invece di procedere a traverso tante menzogne, tante sofferenze e tante perdite successive, fino a quella perdita di noi stessi che chiamiamo la morte. Tuttavia, anche in quei momenti nei quali la disperazione supera il ragionamento e nei quali si dimentica che la vita deve essere opera di perfezionamento di noi stessi, mi son sempre detto: — Vi è qualche cosa che rimpiangerei di non aver conosciuto, ed è il latte di una madre, l'affetto di un padre e la comunanza di animo e di cuore con i fratelli.
Sono le gioie ed anche le tristezze della famiglia! La famiglia, evidentemente, è un secondo noi stessi, esistente prima di noi e sopraviventeci con quello che vi è di migliore in noi: è l'immagine della santa e amorosa unità degli esseri, rivelata dal piccolo gruppo di esseri collegati fra loro, e resa visibile dal sentimento! (I, II, p. 18)“

Piera Paltro 16
1920 – 2007
„Dio | ti traversò con gioia | per giungere ai suoi popoli.“

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August Strindberg 38
scrittore e drammaturgo svedese 1849 – 1912
„[... ] ho voluto una sola scenografia, tanto perché i personaggi germoglino con l'ambiente quanto per tagliar corto con i fatti scenografici. Disponendo di un solo scenario si può inoltre ben pretendere che sia realistico. Eppure non c'è niente di più introvabile di una stanza che ricordi all'incirca una stanza, nonostante i pittori sappiano tranquillamente rendere un vulcano che sputa fiamme o una cascata. Concesso pure che le pareti debbano essere fatte di tela, potrebbe essere anche arrivata l'ora di piantarla con l'abitudine di dipingerci su mensole e utensili da cucina. Abbiamo così tante convenzioni sulla scena cui dobbiamo credere che ci potremmo pure risparmiare la fatica di credere alle pentole pitturate. Ho piazzato il fondale e il tavolo di traverso per far sì che gli attori recitino di faccia e di mezzo profilo quando si fronteggiano seduti al tavolo - e proprio nell'opera Aida ho visto un fondale obliquo guidare l'occhio verso prospettive ignote, cosa che apparentemente non derivava da spirito di contraddizione verso la stancante rettilineità. (1988, pp. xxvi-xxvii)“


Angelo Conti 6
scrittore, storico dell'arte e filosofo italiano 1860 – 1930
„A traverso le compagini di tutte le vite inferiori alla vita geniale, la natura non può esprimere ciò che costituisce la più pura essenza delle sue aspirazioni. Sin che non entri in iscena il genio, la natura rimane un mistero per sé medesima. All'apparire dello spirito geniale, sembra che una nuova luce più vera e più potente di quella del sole illumini improvvisamente il mondo, e le forme delle apparenze assumano di repente un aspetto d'ombra, e dietro il loro velo d'ombra apparisca un aspetto nuovo, che il nostro occhio ridivenuto sereno subito ravvisa come il più noto e come il più vicino al nostro intimo cuore. L'apparizione del genio significa che alla natura è possibile manifestarsi a traverso un cervello sviluppato mirabilmente, e che alla sua voce, prima non udita altro che da poche anime in ascolto, è ora dato prorompere nel mondo come eco di tuono. Per essere più esatti e più brevi diremo che, per mezzo del genio, la misteriosa volontà della natura diventa oggetto della conoscenza umana, della conoscenza intuitiva e sintetica, che nulla ha di comune con le analisi empiriche e con le classificazioni scientifiche. Questa conoscenza superiore è proclamata nei capolavori del genio, che sono, come dice il Carlyle, l'apocalissi della natura. (p. 13; in 1976, pp. 138-139)“

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Enrico De Nicola 12
1º Presidente della Repubblica Italiana 1877 – 1959
„Mi conforta il pensiero che, a traverso le più disparate concezioni politiche ed i più vivaci dissensi di propositi e di idee, nessuno potrà mai dimenticare, al di sopra di tutte le competizioni e al di fuori di ogni dissidio, il sentimento di reciproco rispetto, che è fondamento e condizione di ogni convivenza civile, e l'affetto filiale, che dovrà essere tanto più pavido e tenero per la terra, che fu la nostra culla e raccoglie le tombe dei nostri cari quanto più grave è la crisi, che la insidia e la tormenta.“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Che t'inchioda sulla scala diroccata, nella casa dei tuoi padri? Un nero di piombo. Che sollevi con mano d'argento agli occhi; e le palpebre ripiombano come ebbre di papavero? Ma traverso il muro di pietra tu vedi il cielo stellato, la Via Lattea, Saturno; rosso. Furioso al muro di pietra picchia l'albero spoglio. Tu su scalini in rovina: albero, stella, pietra! Tu, azzurra fiera, che sommessa trema; tu, il pallido sacerdote che la scanna sul nero altare. Oh il tuo sorriso nel buio, triste e cattivo, che un bimbo nel sonno impallidisce. Una rossa fiamma balzava dalla tua mano e una farfalla s'abbruciava. Oh il flauto della luce; oh il flauto della morte. Che t'inchiodava sulla scala in rovina nella casa dei tuoi padri? Là alla porta picchia un angelo con dito di cristallo.(Da Metamorfosi del male)“

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Primo Levi 115
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Davanti al 40 di Viale Gorizia c'era una panchina: Giulia mi disse di aspettarla, ed entrò nel portone come un vento. [... ] Ha avuto molte traversie e molti figli; siamo rimasti amici, ci vediamo a Milano ogni tanto e parliamo di chimica e di cose sagge. Non siamo malcontenti delle nostre scelte e di quello che la vita ci ha dato, ma quando ci incontriamo proviamo entrambi la curiosa e non sgradevole impressione (ce la siamo più volte descritta a vicenda) che un velo, un soffio, un tratto di dado, ci abbia deviati su due strade divergenti che non erano le nostre. (Fosforo)“


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Gianni Brera 70
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„Italia-Germania è giusto di quelle partite che si ha pudore di considerare criticamente. La tecnica e la tattica sono astrazioni crudeli. Il gioco vi si svolge secondo meno vigili istinti. Il cuore pompa sangue ossigenato dai polmoni con sofferenze atroci. La fatica si accumula nei muscoli male irrorati. La squadra, a stento nata traverso la applicazione assidua di molti, si disperde letteralmente. Campeggia su diversi toni l'individuo grande o fasullo, coraggioso o perfido, leale o carogna, lucido o intronato. Se assisti con sufficiente freddezza, annoti secondo coscienza. Non ti lasci trasportare, non credi ai facili sentimenti, non credi al cuore (anche se romba nelle orecchie e salta in gola).“

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Charlie Chaplin 80
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977
„Vi arrivai un sabato sera a tarda ora, e dopo cena feci una passeggiata, nella speranza di trovare la casa di Shakespeare. La notte era nera come la pece ma io svoltai istintivamente per una traversa e mi fermai davanti a uno stabile, accedi un fiammifero e lessi: «Casa di Shakespeare». Solo lo spirito del Bardo poteva avermi condotto fin là! (p. 434)“

Giuseppe Vannicola 17
violinista italiano 1876 – 1915
„La Musica è il grido terribile e supplicante che si leva dai luoghi profondi, dal più profondo dell'abisso, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è il grido terribile e supplicante che passa a traverso la forma e a traverso il colore, rapido come una freccia di desiderio. La Musica è il grido terribile e supplicante che si perde nell'immenso respiro del cielo dei cieli, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è principio. La Musica è fine. La Musica è centro. Essa è l'atto iniziale della volontà e l'atto definitivo della beatitudine. Essa è la Genesi e l'Apocalisse dell'Universo. Essa è la parola che dice Amen alla parola che dice Fiat. Fiat, Amen. Ecco il centro.“

Michele Saponaro 5
scrittore italiano 1885 – 1959
„Sempre si trova diletto nel rivedere i luoghi dove si è goduta una gioia; è l'umano bisogno di rivivere le ore liete, quando le ore liete son trascorse: così rare e brevi esse sono nella realtà che è necessario, perché la nostra vita nonsi inaridisca, rinnovarle col ricordo, quando non è agevole crearle con l'immaginazione. Il male è che alla memoria non si comanda, ed essa ritiene le ore lieti e le tristi, e come queste soverchiano nella vita le altre, segue che la memoria sia spesso un implacabile nemico. Tuttavia c'è il bisogno, c'è l'istinto di non soffrire che qualche volta comandano. Ma Lasciamo... Ed è per questo che spesso torniamo là dove una donna bella traversò la nostra vita, o dove a lungo induciammo, aspettando che ella venisse; per questo l'innamorato veglia nella notte anniversaria del primo convegno, l'affamato torna dove trovò il pane, e spesso il ladro e l'assassino si aggirano intorno al luogo dove compirono il loro misfatto. La polizia scientifica dovrebbe studiare questo umano bisogno. (p. 117-118)“

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