Frasi su traviata


Hans Urs Von Balthasar foto
Hans Urs Von Balthasar 372
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988
„Meglio un amore traviato che nessun amore.“

„Vincenzo Monti formò su primi classici le precipue bellezze di suo stile, ma non ne seguì servilmente alcuno. Additò a poeti il vero modo d'imitar Dante più che non fecero Minzoni e il Varano, e richiamò dal torto sentiero i traviati italici verseggiatori. (p. 12)“


Stefano Verdino 6
scrittore e critico letterario italiano 1953
„La celebre grande aria "Addio, del passato bei sogni ridenti" di La Traviata è il primo spunto per uno struggimento patetico, che poi, con il favore della stagione, matura in un idillio amoroso. Siamo perfettamente calati in quel clima che cinquant'anni dopo sarà affettuosamente rievocato con scaltrissima ironia da Gozzano, come sappiamo, in "L'amica di Nonna Speranza.“

Giuseppe Maffei 15
pittore e architetto, storico e critico letterario italiano. 1821 – 1901
„Tali furono le varie e grandi opere del Muratori, che trasse dalle tenebre la storia dell'Italia; che dissotterrò dalla polvere tante cronache e tanti documenti; che illustrò i bassi tempi in guisa che poco più rimaue a dire intorno ad essi; che pose i poeti italiani; prima traviati, sul buon sentiero; che fe' disfavillar nell'Italia novella filosofica luce. (Vol. III, p. 12)“

Teresa de Lauretis foto
Teresa de Lauretis 1
scrittrice e accademica italiana 1938
„Ma la vitalità del libro sta anche nell'esuberanza e nell'eccesso di un linguaggio che passa dal discorso filosofico, scientifico o letterario all'argot della subcultura gay senza perdere una battuta, come nella mini-lectura Dantis del capitolo III; dalla terminologia psicoanalitica più specialistica alle espressioni gergali più colorite (smandrappato, marchettari) ai neologismi più spinti (iperacessoriati, eterocheccaggine); dalla citazione colta all'insulto velenoso, sottile o grossolano; da metafore di timbro surrealista ("l'inconscio è venduto a fette sul banco del macellaio", p. 215) o degne della poesia metafisica di un John Donne ("il fallo nel cervello impedisce al maschio eterosessuale di vedere oltre il proprio uccello: per questo, l'attuale società è retta da coglioni", p. 129) agli incisi autoironici di puro gusto camp ("noi [... ] che di moda siamo esperti da sempre", p. 203). Il ritmo stesso della scrittura, a volte incontenibile, a volte rallentato dalle reiterazioni e dal disordine dei paragrafi, mima il perverso polimorfismo di quella forza erompente e dilagante che Mario chiama transessualità. (da La gaia scienza, ovvero la traviata Norma, in Mieli 2002)“

William Golding foto
William Golding 15
scrittore britannico 1911 – 1993
„Tu sei uno sciocco" diceva il Signore delle Mosche "nient'altro che uno sciocco, un ignorante." Simone mosse la lingua, ch'era tutta gonfia, ma non disse nulla. "Non ti pare?" disse il Signore delle Mosche "non sei uno sciocco e basta?" Simone gli rispose con la stessa voce senza suono. "E allora" disse il Signore delle Mosche "faresti meglio a correr via e a giocare con gli altri. Credono che tu sia un po' tocco. Tu non vuoi mica che Ralph creda che tu sia un po' tocco, no? Ti è simpatico Ralph, no? E anche Piggy, anche Jack, no?" La testa di Simone era alzata un po' in su. I suoi occhi non si potevano staccare dal Signore delle Mosche sospeso nel vuoto davanti a lui. "Che cosa stai a fare qui tutto solo? Non ti faccio paura?" Simone ebbe un sussulto. "Non c'è nessuno che ti possa dare aiuto. Solo io. E io sono la Bestia." La bocca di Simone si aprì a fatica e vennero fuori delle parole comprensibili: "Una testa di maiale su un palo." "Che idea pensare che la Bestia fosse qualcosa che si potesse cacciare e ucciddere!" disse la testa di maiale. Per un po' la foresta e tutti gli altri posti che si potevano appena vedere risuonarono della parodia di una risata. "Lo sapevi no?.. che io sono una parte di te? Vieni vicino, vicino, vicino. Che io sono la ragione per cui non c'è niente da fare? Per cui le cose vanno come vanno?" La risata echeggiò di nuovo. "Su" disse il Signore delle Mosche ".. torna dagli altri, e dimenticheremo tutto quanto." La testa di Simone girava, scoppiava. I suoi occhi erano semichiusi, come se imitassero quella cosa oscena sul palo. Egli sapeva che stava per venirgli uno dei suoi accessi. Il Signore delle Mosche si gonfiava come un pallone. "Questo è ridicolo. Tu sai benissimo che non mi incontrerai altro che lì.. dunque non cercare di fuggire." Il corpo di Simone era inarcato e rigido. Il Signore delle Mosche parlava con la voce d'un maestro di scuola. "Questo scherzo è durato abbastanza, davvero. Mio povero bambino traviato, credi di saperne più di me?" Ci fu una pausa. "Ti metto in guardia. Sto per perdere la pazienza. Non vedi? Non c'è posto, per te. Capito? Su quest'isola ci divertiremo. Capito? Su quest'isola ci divertiremo. Dunque non provarci nemmeno, mio povero ragazzo traviato, altrimenti.. " Simone si accorse che stava guardando dentro una gran bocca. Dentro c'era buio, un buio, che dilagava. "Altrimenti.." disse il Signore delle Mosche "ti faremo fuori. Capisci? Jack e Ruggero e Maurizio e Roberto e Guglielmo e Piggy e Ralph. Ti faremo fuori. Capisci?" Simone era dentro la bocca. Cadde e perse coscienza. (p. 168 "Il signore delle mosche" edizione oscar mondadori)“

Francesco Maria Piave foto
Francesco Maria Piave 12
librettista e scrittore italiano 1810 – 1876
„Libiam nei lieti calici che la bellezza infiora e la fuggevol ora s'inebri a voluttà. (libro La Traviata)“

Mina (cantante) foto
Mina (cantante) 37
cantante italiana 1940
„La mia adorata Callas, mi mette ancora soggezione. Con quella sua voce artificiale, totale, con le sue colorature, con la sua devastante personalità. Proprio pochi giorni fa sono andata a risentirmela dopo aver visto la «Traviata» alla Scala… Che dire? Solo lei. Ogni paragone diventa impietoso. Vorrei avere la sua determinazione, la sua tenacia. Vorrei avere il suo stesso atteggiamento nei confronti della musica. Ma io sono una cialtrona al suo confronto. (dalla rubrica [http://minapervoi. vanityfair. it/2013/12/09/la-callas-solo-lei/ "Mina per voi"], 9 dicembre 2013)“

Jurij Chatuevič Temirkanov foto
Jurij Chatuevič Temirkanov 6
direttore d'orchestra russo 1938
„Se il finale di «Traviata» e l'ultimo movimento della Sesta Sinfonia di Caikovsky prevedono entrambi morte e tragedia, non credo sia giusto mantenere lo stesso sentimento: in «Traviata» la morte non ha quella connotazione temporale e fatale che ha la «Patetica». È l'ascoltatore che deve piangere, non la musica. (citato in Corriere della sera, 27 settembre 2008)“