Frasi su trillo

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Più che un libro, questo è una sveglia che trilla per i tanti ragazzi che si abbandonano al qualunquismo, alla sfiducia, al disimpegno, alla noia, alle droghe, senz'alcuna forza né voglia di reagire. (Prefazione di Marco Travaglio, pag. 8)“

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Ma quando dormiamo siamo tutti uguali, morfeonauti inermi nel colorato gorgo, e non conta cosa si sogna, se no saremmo tutti in galera. E non è neanche giusto dire: mi sono svegliato incazzato, ti sei svegliato e poi, in un attimo, hai fabbricato i tuoi motivi di rabbia. E se metti la sveglia per andare a fare un attentato di buon'ora, beh, fino a quando la sveglia non trilla sei innocente.“


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Sergej Aleksandrovič Esenin 68
poeta russo 1895 – 1925
„Pantani e paludi, | azzurro fazzoletto del cielo. | Il dorato degli aghi di pino | il bosco fa risuonare. | Trilla la cincia | tra i riccioli del bosco, | sognano gli oscuri abeti | lo schiamazzo dei falciatori. | Se ne vanno i carri | scricchiolando sul prato – | di tiglio un po' secco | hanno odore le ruote. | Ascoltano i salici | il fischiettare del vento... | tu mio paese dimenticato, | tu paese mio materno!... (da Pantani e paludi)“

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Hermann Hesse 239
scrittore, poeta e aforista tedesco 1877 – 1962
„Vedendo il mio sbalordimento Mozart si mise a ridere forte. Dal ridere fece una capriola e si mise a far trilli con le gambe. E m'investiva: "Ehi, giovanotto, ti brucia di sotto? sei crudo, sei cotto? Pensi ai lettori, i biondi e i mori, i divoratori? Pensi al tuo proto, ai redattori, sempre in moto, tra mille furori, aizzanti alla guerra di dentro e di fuori? Oh com'è buffa, la zuffa, baruffa, una truffa! Che ridere! Da smascellarsi, da scompisciarsi! Va' là, credulone, sporco d'inchiostro, ti accendo un moccolo, ti batto il groppone, per spasso, per chiasso. E il diavolo ti porti, nel regno dei morti, per i tuoi rapporti storti, contorti, plagiati ed estorti!“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Verso mezzogiorno il tiro d'artiglieria assunse la violenza di una danza sfrenata. Senza interruzione, attorno a noi, si levavano fiammate. Nuvole bianche, nere e gialle si accavallavano e si fondevano. Tra tutte, le granate a fumo nero, che i veterani chiamavano «le americane» o «secchi di carbone», esplodevano con una forza di persuasione terrificante mentre i razzi, a dozzine, spandevano intorno il loro strano cinguettio da canarini. Avevano fessure attrraverso le quali l'aria, al passaggio, risuonava con note flautate; volavano come carillons di rame, o come una specie di insetti meccanici, al di sopra di un ribollente mare di esplosioni. La cosa strana era che gli uccelli della foresta non avevano affatto l'aria di preoccuparsi per quei cento rumori diversi; stavano tranquilli al di sopra delle nuvole di fumo, tra i rami spezzati dalle granate. Nei brevi intervalli di calma, si sentivano i loro richiami e i loro trilli spensierati; sembravano perfino eccitati dalle ondate di rumori che si infrangevano attorno a loro. (da Les Eparges, p. 31-32)“

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Paolo Mantegazza 84
fisiologo, antropologo e patriota italiano 1831 – 1910
„L'uomo è come l'usignuolo; non canta che quando fa all'amore. E almeno l'usignuolo ad ogni primavera rinnova i suoi divini gorgheggi. L'uomo è meno di lui, perchè non mette fuori i trilli della sua poesia che in una sola primavera; quella del pretendente. (libro L'arte di prender marito)“

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Giuseppe Giacosa 4
drammaturgo, scrittore e librettista italiano 1847 – 1906
„Cantò tutta la notte un coro
di trilli arguti e note gravi;“

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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„[... ] il pettirosso là dove saltella, occhi brillanti, petto marrone, | con il musico, limpido canto all'aurora e con il canto al tramonto, | o che svola tra gli alberi del verziere, per fabbricare il nido alla sua sposa, [... ]. (Un trillo per la stagione dei lilla, p. 474)“


Tom Hodgkinson 30
scrittore britannico 1968
„Ho scoperto che ci si può esercitare a svegliarsi grossomodo all'ora corretta anche senza sveglia; sempre che siate così sfortunati da avere un ora corretta in cui alzarvi. In questo modo ci si sveglia lentamente, in maniera naturale e piacevole. Si abbandona il letto quando si è pronti a farlo, e non quando qualcun altro vuole che lo si faccia. Addio per sempre allo strazio quotidiano di essere strappati a un sonno delizioso dal trillo meccanico di un allarme. (libro L'ozio come stile di vita)“

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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„Cantò tutta la notte un coro
di trilli arguti e note gravi;“

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Afanasij Afanas'evič Fet-Šenšin 1
poeta, traduttore e scrittore russo 1820 – 1892
„Sussurro, timido, respiro, | trillo dell'usignolo, | l'argento e l'agitarsi, | del ruscello addormentato, | la luce notturna, le ombre notturne. | L'ombra infinita, | la fila di magici mutamenti, | sul viso caro, | nelle nuvolette pensierose | la porpora della rosa, | il riflesso dell'ambra, | e i baci, e le lacrime, | e l'alba, l'alba!“

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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„Ridon siringhe del color di lilla | sopra la mensa e odorano viole: | la capinera è tra gli aranci: brilla | tremulo il sole. || Tu pur, poeta, hai rifiorito il cuore | e trilli e frulli hai nella fantasia. | Le ignave brume e l'umile dolore | sorgi ed oblìa. (da Maggio, in Poesie famigliari)“


Giovanni Arpino 19
scrittore italiano 1927 – 1987
„Non risponde ai richiami, ma sta bene attento a ogni trillo del telefono, a ogni colpo di citofono, a ogni scampanellata alla porta. Perché non desidera estranei, gente che può occupargli il divano [... ]. (da Racconti di vent'anni, Mondadori, 1974, p. 33)“

Carlo Castellaneta 5
scrittore italiano 1930 – 2013
„Eravamo finiti sul tappeto ai piedi del divano, e ancora resisteva, per un attimo ho avuto la sensazione d'essere vicino a una rivelazione, ma il suo volto era così acceso e straordinario, la sua bocca dischiusa nello sforzo di prender fiato, il corpo invitante di una sconosciuta posseduto con gli occhi all'alba, in quell'appartamentino popolare mentre il Fugazza saltava dai tetti, da non potermi chiedere grazia, anzi mi aiuta lei stessa a superare l'ultimo ostacolo, supina sul tappeto, ormai abbandonata, rassegnata a godere, felice di offrirsi come non s'è mai offerta, ti ha mai preso un uomo così? no, dice, nessuno; le braccia che di colpo mi rivendicano contro di sé; devi imparare ad obbedirgli quando ti cerca; sì, dice, imparerò; vergognosa di mostrarsi insanguinata alla luce del giorno, tutto il suo gran corpo sconfitto sotto di me, ormai sempre più partecipe, il campanello alla porta deve aver suonato, solo adesso lo sentiamo squillare di nuovo, limpidamente, mentre ci guardiamo sgomenti.
«Cosa fai, non apri?»
Un dito alle labbra mi fa segno di tacere, impudica scomposta incurante di come si mostra dopo avermi tanto resistito, una figura provocante che non avrei dimenticato, lo sguardo fisso all'anticamera nel timore di una chiave che sta girando nella serratura, strano che Pat non abbaiasse, deve averla lasciata in portineria prima di salire, un ultimo trillo del campanello le fa appena sbattere le ciglia, stringe con più forza la mano che era nella mia, finché un passo si allontana sul pianerottolo, rassegnato discende la scala. (p. 70-71)“

Giovanni Camerana 12
poeta, critico d'arte e magistrato italiano 1845 – 1905
„Se non ci sei, mi sembra un sepolcreto | questo villaggio; | svanita è la malìa del paesaggio, | del verde idillio queto, | se non ci sei. || Se non ci sei, rifaccio il mio sentiero | a fronte bassa, | e i colli, i fior, la nuvola che passa, | tutto mi è strano e nero | se non ci sei. || Se non ci sei, se non ti leggo in volto | che sai ch'io t'amo, | che irrequïeto ti sogno e ti chiamo, | che il raggio mio m'è tolto | se non ci sei; || se non ci sei, mi avvinghia oscuramente | nelle sue braccia | la Noia, incùbo dalla tetra faccia; | l'ore son nebbie lente | se non ci sei; || Ma se ti trovo, sfuggon via col volo | delle farfalle; | ride la casa, un cantico è la valle, | un trillo d'usignuolo, | quando ti trovo! (Se non ci sei..., pp. 781-782)“