Frasi su trincea

Renzo Novatore foto
Renzo Novatore 18
poeta e filosofo italiano 1890 – 1922
„E le rane partirono... Partirono verso il regno della suprema viltà umana. Partirono verso il fango di tutte le trincee. Partirono.... E la morte venne! Venne ebbra di sangue e danzò macabramente sul mondo. Danzò con piedi di folgore... Danzò e rise... Rise e danzò... Per cinque lunghi anni. Ah, Come è volgare la morte che danza senza avere sul dorso le ali di un'idea... Che cosa idiota morire senza sapere il perché... (da Verso il nulla creatore)“

Gabriele D'annunzio foto
Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„L'Associazione del Fante Italiano aveva chiesto al Comandante un motto per la sua bandiera. Il Comandante rispose con questo scritto breve e vigoroso: Non vogliamo encomi! Il fante simbolico avrà il suo trofeo su la groppa brulla dell'Ermada o sul calvario maledetto del San Michele, mentre il fante contadino seguiterà a curvarsi sulla terra non sua e a rosicchiare il non suo tozzo, dopo aver tenuto nel fango marcio della trincea per tre anni le gambe gonfie e dopo aver per tre anni ingoiato il rancio freddo tra un servizio e un assalto. — Già nel tavolato di una baracca un veterano con le tasche piene di petardi e di sipe, dopo la discorsa di un generale sedentario scrisse col gesso la sentenza in suo latino: "Non voglamo ingomii". È il più fiero motto del fante italiano. Ecco orgogliosamente tradotto nel latino di Roma: Per se fulget. (La Testa di Ferro, giornale del Fiumanesimo, n. 25, Milano, 29 agosto 1920, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 648)“


Giani Stuparich foto
Giani Stuparich 3
scrittore italiano 1891 – 1961
„6 agosto 1915 – Trincee del Lisert
Ancora qua. Il posto ci è diventato odioso; queste trincee che, nel venirci, avevamo sperato fossero la più salda e comoda difesa che fino allora conoscevamo, si sono dimostrate invece un esposto e facile bersaglio per gli austriaci, una vera posizione di martirio per noi. Di qua non è possibile uscire all'assalto, perché il terreno paludoso davanti non lo permette, di qua non avverrà mai di dover respingere un attacco nemico pienamente spiegato; le perdite qua sono molte e più dolorose che altrove perché sembrano inutili... Io guardo le facce dei compagni superstiti e mi vedo riflesso in loro: è doloroso accorgersi che l'anima non brilla più negli occhi di nessuno. (da Guerra del '15)“

Hans Carossa 8
scrittore e poeta tedesco 1878 – 1956
„Nel bel mezzo della zona mortale vedemmo dei tedeschi, feriti leggermente, che scendevano il pendio; alcuni pallidi, smarriti, altri pieni di petulanza, camuffati con cinture, panciotti, decorazioni di nemici morti, come di carnevale. Uno porta un grammofono preso nelle trincee rumene; ora gli viene l'idea di deporlo su un sasso e di caricarlo; il paggio delle «Nozze di Figaro» incomincia a cantare e la melodia di Mozart risuona come la voce di un demente in un mondo sconvolto. (da Nota di diario del 16 novembre 1916. Hallesul, alle falde del Runcul mare, pp. 103-104)“

Gianluca Lapadula 2
calciatore italiano 1991
„Il mio carattere è battagliare su ogni fronte per far gol e non farlo prendere. Sempre in trincea, per questo mio fratello mi chiama Sir William Wallace.“

Giuseppe Prezzolini foto
Giuseppe Prezzolini 83
giornalista, scrittore e editore italiano 1882 – 1982
„Come tutti i principali collaboratori della Voce, accettai la guerra come un fatto naturale. Non eravamo guerrafondai, intendi bene. Ma riconoscevamo che la guerra fa parte della vita, essendo la vita lotta e conquista. La guerra, anzi, con le sue regole e i suoi limiti, costituisce un passo avanti rispetto alle lotte barbariche. Il nemico, nella guerra, rappresenta l'ostacolo al raggiungimento di un fine, non una bestia da sgozzare. Perciò permette e anzi favorisce la pietà per il ferito, la compassione per il vinto, una volta che l'ostacolo è superato. Conquistata la trincea, i nemici tornano uomini e fratelli.“

Oriana Fallaci foto
Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„È una macchina diabolica, l'esercito, e il militarismo un ingranaggio mortale. Lo sai qual è la ricetta per fotter le reclute fin dal momento in cui arrivano alla caserma, Bernard? Prima si schierano sul piazzale coi loro abiti borghesi affinché ricordino d'appartenere a una società priva di uguaglianza, vale a dire un consorzio nel quale c'è chi veste bene e chi veste male. Poi gli si infila l'uniforme affinché si illudano d'accedere a un sodalizio di uguali, vale a dire un consorzio nel quale tutti vestono i medesimi panni. Subito dopo si rimbecilliscono con le esercitazioni e le marce che stroncano. E-marciando-cantate-così-tenete il passo. (Però il passo non c'entra, Bernard. C'entra che a cantare non pensano, e a non pensare non s'accorgono di venir fottuti.) Infine si cancella la loro personalità, la loro individualità. Perché il soldato non deve essere un individuo, una persona: deve esser parte d un nucleo perfetto che agisce all'unisono. E lo sai qual è l'ingrediente per ottenere un nucleo perfetto o quasi perfetto? L'odio. L'odio collettivo cioè diretto verso lo stesso bersaglio, e non il bersaglio rappresentato dal nemico che la guerra ti procura o ti procurerà: il bersaglio rappresentato da un paria coi gradi di sergente. Il sergente becero, ignorante, di cui subisci la tirannia che gli è stata delegata dal tenente al quale è stata delegata dal capitano al quale è stata delegata dal maggiore al quale è stata delegata dal colonnello al quale è stata delegata dal generale al quale è stata delegata dalla Macchina, a cui hanno insegnato a berciare come a un cantante si insegna a gorgheggiare do-re-mi-fa-sol-la. Sì, gli hanno insegnato a usare la voce per comandarti e sfotterti e umiliarti, Bernard. E lui la usa nel modo prescritto. «Sei laureato, tu? Bene, allora va' a pulire i cessi.» Al contadino e all'operaio, invece: «Razza di piercolo, da che fogna vieni? Non sai nemmeno contare, somaro?» Poi dispetti, addestramenti forzati, canagliate, fino a quando laureati e contadini e operai lo odiano in uguale misura, e il nucleo quasi perfetto è ottenuto. "Quasi" perché manca il tocco finale, l'ingrediente decisivo, e indovina qual è il tocco finale. L'ingrediente decisivo. È l'amore. L'amore concentrato sullo stesso bersaglio che stavolta è il tenente o meglio ancora il capitano. Insomma l'ufficiale buono, comprensivo, paterno, che ascolta e consola e magari si rivolge a te con il Lei. «È laureato, lei? Bravo, me ne rallegro. È contadino, lei? Bravo, me ne compiaccio. È operaio, lei? Bravo, me ne complimento.» Oppure: «Sì, la rampogna del sergente è stata eccessiva: lo rimprovererò a mia volta. Voglio essere un amico, per voi, in caso di bisogno rivolgetevi a me.» Bisogno? Che bisogno? Ormai l'unico bisogno di cui hanno bisogno è ricevere amore, darlo, e dall'odio per il sergente passano all'amore per il tenente o il capitano. Il-mio-capitano. Per il loro capitano accettano qualsiasi sacrificio, qualsiasi martirio, sono pronti a crepare. Con lui salteranno fuori dalla trincea, con lui si lanceranno contro la mitragliatrice che falcia, con lui uccideranno il nemico cioè il disgraziato che dall'altra parte della barricata ha subìto l'identico trattamento, con lui creperanno come bovi al macello. E questo, inutile dirlo, senza che sospettino d'esser le vittime d'un lurido imbroglio, le ruote di un ingranaggio ben oliato e ben collaudato. Perenne. (I, IV, I; pp. 110-112)“

Claudio Treves 1
politico, giornalista e antifascista italiano 1869 – 1933
„Signori del mio Governo e di tutti i Governi d'Europa, udite la voce che sale da tutte le trincee in cui è squarciato il seno della madre terra; essa detta l'ultimatum della vita alla morte: il prossimo inverno non più in trincea. (da Atti del Parlamento Italiano, Camera dei Deputati, Sessione 1913-17, vol. XIII, p. 14367)“


Mario Rigoni Stern foto
Mario Rigoni Stern 35
militare e scrittore italiano 1921 – 2008
„Il tenente Moscioni che comandava il caposaldo era come noi. Riposava lavorando come i muli, scavava camminamenti con noi durante il giorno e veniva con noi di notte a portare reticolati davanti alla trincea, a fare postazioni, a prendere pali tra le macerie delle case [... ]“

Pierluigi Battista foto
Pierluigi Battista 14
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1955
„[... ] comprendere Guareschi nella galleria dei grandi della cultura italiana della seconda metà del Ventesimo secolo sarebbe solo un atto doveroso, che non dovrebbe turbare chi non vuole restare avvinghiato ai fantasmi della storia. Dovrebbe. Ma non succede così, nell'ultima trincea delle ideologie che non esistono più. (da [http://www. corriere. it/Cinema/2008/Venezia/guareschi_trincea_battista_897c9e7e-772c-11dd-841f-00144f02aabc. shtml La trincea dell'ideologia], Corriere. it, 31 agosto 2008)“

Friedrich Georg Jünger 35
1898 – 1977
„La fisiognomica di questa vita in lotta è di una onestà profetica. Questa gigantesca miniera con le sue gallerie, i suoi percorsi, i suoi fossi, le sue trincee d'approccio, i suoi rifugi, i suoi blocchi di calcestruzzo, abitata da eserciti incolori, da soldati-lavoratori, sovrastati da una volta di proiettili è il paesaggio geografico e spirituale dell'uomo occidentale, industrioso, inventivo e laborioso. (p. 50)“

James Stewart foto
James Stewart 11
attore statunitense 1908 – 1997
„Appena arrivato a Hollywood, uno dei primi provini che mi hanno fatto è stato per "La buona terra"... e sai che personaggio era? Un cinese! Mi truccano – ci è voluta una mattinata intera – e mi mettono insieme a Paul Muni. C'era solo un dettaglio sbagliato: ero troppo alto! Così scavano una trincea e mi ci fanno camminare dentro, mentre Paul Muni camminava lungo il fosso. Non ho avuto la parte. L'hanno data a un cinese vero!“


Stephen Ambrose foto
Stephen Ambrose 6
storico statunitense 1936 – 2002
„Il combattimento è un mondo assurdo in cui tutto è sottosopra. Perfetti estranei ce la mettono tutta per ammazzarti; se ci riescono, lungi dall'essere puniti, per aver soppresso una vita, saranno ricompensati, festeggiati, onorati. In combattimento, gli uomini stanno sottoterra di giorno e fanno il loro lavoro di notte. Una buona salute è una maledizione; al contrario, il piede da trincea, una polmonite, una diarrea incontrollabile, una gamba rotta sono doni preziosissimi.“

Mario Praz foto
Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„L'abito moderno, di circoscrivere tutta l'attenzione all'individuo, alla sua breve avventura terrena, fa sì che la maggior parte degli odierni libri di guerra renda immagine di un calvario senza aureola, di un mondo governato da un caso sciocco o maligno. E non può che essere altrimenti, finché unità di misura sia l'individuo. Vista nella sua realtà bruta, tutta la guerra di trincea sarebbe null'altro che un'agonia di animali in agguato. (p. 13)“

Giovanni Sartori foto
Giovanni Sartori 70
politologo italiano 1924
„È un bel furbacchione. Ha detto solo parole tardive e fumose sulla strage dei cristiani in Africa. E la Chiesa è la trincea di chi si oppone al controllo delle nascite. Ma il sovrappopolamento è la più drammatica crisi del nostro tempo. […] È un furbo in primis, e poi è argentino. Tutti gli italiani cattivi li abbiamo spediti in Argentina.“

Francesco De Gregori foto
Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„E adesso, per favore, dimmi quando finirà la guerra: | sono stufo di stare nella mia trincea di lusso. (da Ultimo discorso registrato, n. 8)“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 147 frasi