Frasi su tripudio


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Vincenzo Monti 189
poeta italiano 1754 – 1828
„Opimio: Tripudia, esulta, sfogati, | Stolida plebe, generata in seno | Alla paura: imparerai tra poco | A tacer. (Atto II, p. 139)“

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Fabrizio De André 336
cantautore italiano 1940 – 1999
„Il ministro dei temporali | in un tripudio di tromboni | auspicava democrazia | con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni. (da La domenica delle salme, n.° 4)“


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Vincenzo Monti 189
poeta italiano 1754 – 1828
„Nel tripudio ognun corre ad abbracciarte | Sia nemico, od amico; l'allegrezza | Non distingue i sembianti; un caro errore | Dona gli amplessi, e negli amplessi il core. (Canto VI, p. 382)“

„Il bel danzar che con virtù s'acquista | per dar piacer all'anima gentile | conforta il cuore e fal più signorile | e porge con dolcezza allegra vista. (da De pratica seu arte tripudii)“

„La virtute del danzare è una azione dimostrativa di fuori di movimenti spirituali li quali si ànno a concordare colle misurate e perfette consonanze d'essa armonia. (da De pratica seu arte tripudii)“

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Carmen Consoli 73
cantautrice italiana 1974
„Quella domenica mattina accettavo | senza accorgermi un invito al dolore, | un tripudio di onde anomale agitava l'orizzonte. | Non avevo che me stessa e una ridente imbarcazione. | Sopravviverò al tumulto delle tue parole, sopravviverò. (da "Sud-est", n.º 5)“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Riferiscono le cronache che quando è giunta in tribunale la notizia dell'assassinio di Walter Tobagi, il brigatista Corrado Alunni l'ha accolta con una sghignazzata di tripudio. Abbiamo sempre combattuto la pena di morte sul presupposto che l'uomo non ha il diritto di uccidere l'uomo. Il presupposto lo confermiamo. Ciò di cui cominciamo a dubitare è che gli Alunni e quelli come lui siano uomini. Sui cadaveri sghignazzano le jene. (30 maggio 1980)“

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Giobbe Covatta 47
comico, attore e scrittore italiano 1956
„Entrò il preside con aria mesta, salutò con grande dignità e disse: «Ragazzi devo darvi una brutta notizia, avrete un altro maestro, quello dell'anno scorso è morto!» Ci fu un boato di gioia, applausi, tutta la curva B della classe intonò canti di tripudio. «È stato il fumo a ucciderlo» disse il Preside.
Il maestro dell'anno passato era un uomo decrepito, aveva il volto incartapecorito dalle rughe, capelli bianchi e radi, denti cariati, spalle curve e parlava con voce roca e catarrosa. Aveva ventitré anni. Un giorno lesse sul pacchetto di sigarette: «II fumo nuoce gravemente alla salute». Allora cominciò a ridere, ridere, ridere e rise tanto che morì soffocato. Il mio compagno Bakunin lo diceva sempre: «Sarà una risata che vi seppellirà!.“


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Susanna Raule 11
psicologa e scrittrice italiana 1981
„[Sulla morte di Osama Bin Laden] Mi disturba, il tripudio collettivo per l'uccisione di un uomo. Anche di un Mr. Super Cattivo Numero Uno. Mi disturba l'onestà cristallina di un governo che ammette che il suo obbiettivo era uccidere un uomo. Senza processo. Senza domande. Senza catarsi. Senza una tomba. Senza un cadavere. Senza una prova. Senza nessuna riflessione, senza nessun dubbio, senza nessun dibattito, senza una giuria di pari, senza che nessuno abbia capito, senza nessuna volontà di comprensione, senza nessuna analisi, senza nessuna pietà. Come il cavernicolo che afferra l'osso e impara quanto sia bello, uccidere. Senza che nessuno abbia cercato una risposta che, in fondo, dovremmo cercare. Alla quale dovremmo tendere. La risposta a questa domanda: com'è possibile che a uno venga in mente di far cadere due aerei sulle Torri Gemelle? Com'è possibile che uno possa concepire l'eccidio di migliaia di persone? Com'è stato possibile che una simile persona camminasse tra di noi, vivesse tra di noi, fosse uno di noi? Non un animale, non un vegetale, non un sasso, ma un essere umano esattamente uguale a noi. (maggio 2011)“

Guido Piovene 50
scrittore e giornalista italiano 1907 – 1974
„vi sono due Siene. Luce, vino e tripudio nella contrada vincitrice e nelle alleate. Ma se si sbircia nella contrada nemica, si crede d'essere in una città abbandonata; le finestre e gli usci sprangati, buio, silenzio e lutto. (pp. 387-388, ed. 2007)“

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„Il loro Heysel, un tempo onorevolissimo, è ormai insopportabilmente obsoleto. Ha le due curve in terra battuta con gradini sorretti da pietre malferme: in queste curve gli spettatori sono costretti a stare in piedi. Ammassare oggi folte moltitudini sugli spalti di curve senza posti a sedere significa esporsi a rischiose calamità pubbliche. Per loro disgrazia, i belgi hanno ottenuto dalla Uefa l'incarico di organizzare la Coppa Campioni. Sapevano di aver a che fare con orde di inglesi avvinazzati e feroci. Non hanno riflettuto però che gli spiantati liverpooliani non potevano competere con i ricchi juventini di tutta Italia, e che metà della curva destinata agli ospiti albionici sarebbe stata accaparrata – magari a borsa nera – dagli italiani. Così non hanno ritenuto i belgi di dividere più efficacemente i rappresentanti di due popoli l'uno all'altro inviso per troppo differenti destini passati e presenti. Alla tradizionale spocchia degli inglesi, il visibile benessere degli italiani doveva suonare come un'offesa patente, uno sberleffo tragico della sorte: dunque, ai più scalmanati non è parso vero di farla subito fuori. I pochi sparuti poliziotti belgi sono stati travolti. Gli italiani, prima sorpresi, poi atterriti, si sono ristretti fino a soffocarsi. I vecchi spalti interrati dello Heysel sono divenuti orrendo cimitero. Mortificati e stravolti, i belgi hanno taciuto lì per lì la tragedia, hanno chiamato allo Heysel tutta la polizia a disposizione nel regno: non è bastato. La partita, che pareva giocata per tacitare i manigoldi, si è risolta a favore della Juventus, il cui tripudio ha un po' stupìto dopo tanti decessi. Gli inglesi di Liverpool sono tornati alle loro tane, alla loro quotidiana mortificazione di paria. Gli italiani, fino a ieri sottovalutati e derisi, hanno meritato la sincera comprensione di tutti.“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Esso lustra la sua armatura e agita le antenne leggiadre, poi distende le ali e si libra nella luce. Nel profondo della terra era cieco, ora gli occhi lo fanno veggente; viveva da verme senza piedi, ora vola con le ali. Era un sognatore solitario in una camera buia; ora sciama e tripudia con legioni di suoi simili, a festa. La terra vive; dappertutto i dormienti erompono dalla polvere. (da Lo scarabeo spagnolo, p. 240)“


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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„È dentro di noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra... Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena meraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello.“

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Guido Gozzano 35
scrittore italiano 1883 – 1916
„Primavera non è che s'avventuri | un'altra volta e cinga di tripudi | un'altra volta i rami seminudi | tutti raggiando questi cieli puri?. (L'inganno)“

Guglielmina Ronconi 20
insegnante italiana 1864 – 1936
„Eran giovani forti ed eran belli | per lo ardito sperar, per la fierezza | dell'indocil voler, per l'anelante | desio di glorie, di lotte e d'amor!... | Di che orgoglio gentil, madri, commossa | la più sacra di voi parte sorgea | quando sui volti lor, tripudî novi | palesava la vita! Ed eran vostre | le animate sembianze, e al sangue vostro | l'onda prima vital essi avean tolta!“

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Enzo Biagi 222
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„E il solito Goethe aggrava ancora la situazione: "Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?". Già: chi sa qualcosa di preciso? Comincia il paesaggio a confondere le idee: i sicomori, come nel Sudan, e il papiro, come in Egitto, e poi le palme e i cactus che evocano il deserto, e il poeta russo Andreij Belyj resta sconvolto dallo stridore delle cicale e dal tripudio dei colori: il giallo dello sparto, il rosa del rododendro e dei grappoli di tamerici e il verde dei carrubi. Più tardi arriva Tomasi di Lampedusa, e complica ancora il discorso dal punto di vista psicologico: "Cambiare tutto per non cambiare niente".“