Frasi su trofeo

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Zlatan Ibrahimović 37
calciatore svedese 1981
„Quegli scudetti sono miei e lo dico anche se ora gioco nell'Inter. E se non ci credete, vi porto a casa mia a vedere i due trofei. Non scherziamo, abbiamo fatto tutti dei gran sacrifici, tutti i giorni, per vincerli. Il resto non mi interessa.“

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Lionel Messi 15
calciatore argentino 1987
„Farò il possibile e l'impossibile per alzare anche quel trofeo [la Coppa del Mondo].“


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John Ruskin 12
scrittore, pittore e poeta britannico 1819 – 1900
„Economia "pratica"
I capitalisti, quando non sanno cosa fare col loro denaro, convincono i contadini di diversi paesi che ciò che occorre loro sono fucili per spararsi gli uni con gli altri. I contadini perciò comprano i fucili, prodotti dalle fabbriche dalle quali i capitalisti traggono i loro dividendi e gli uomini di scienza il loro divertimento e la loro reputazione.
I contadini cominciano a spararsi a vicenda, in buon numero, finché non sono stanchi, e si bruciano gli uni gli altri le case. Dopodiché mettono giù i fucili e li conservano in torri, arsenali ecc., composti in trofei ornamentali (i vincitori portano anche qualche bandiera sbrindellata nelle chiese). Allora i capitalisti li tassano entrambi, vincitori e vinti, perché paghino annualmente gli interessi sul denaro anticipato per i fucili e la polvere da sparo.
Questo è ciò che i capitalisti chiamano "sapere cosa fare col proprio denaro", e ciò che tutti gli uomini del commercio chiamano l'economia politica "pratica", che è cosa ben diversa da quella "sentimentale". (Munera pulveris, prefazione, § 19)“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque. (4 marzo 2005)“

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Javier Zanetti 34
calciatore argentino 1973
„La partita simbolo? Ne ricordo tante che hanno lasciato un segno. Una forse è stata quella in cui ho vinto il mio primo trofeo, la Coppa Uefa a Parigi contro la Lazio. Ho anche segnato lì, è stata una serata indimenticabile per tutti.“

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Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„L'Associazione del Fante Italiano aveva chiesto al Comandante un motto per la sua bandiera. Il Comandante rispose con questo scritto breve e vigoroso: Non vogliamo encomi! Il fante simbolico avrà il suo trofeo su la groppa brulla dell'Ermada o sul calvario maledetto del San Michele, mentre il fante contadino seguiterà a curvarsi sulla terra non sua e a rosicchiare il non suo tozzo, dopo aver tenuto nel fango marcio della trincea per tre anni le gambe gonfie e dopo aver per tre anni ingoiato il rancio freddo tra un servizio e un assalto. — Già nel tavolato di una baracca un veterano con le tasche piene di petardi e di sipe, dopo la discorsa di un generale sedentario scrisse col gesso la sentenza in suo latino: "Non voglamo ingomii". È il più fiero motto del fante italiano. Ecco orgogliosamente tradotto nel latino di Roma: Per se fulget. (La Testa di Ferro, giornale del Fiumanesimo, n. 25, Milano, 29 agosto 1920, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 648)“

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Angelo Di Livio 2
allenatore di calcio e ex calciatore italiano 1966
„Diaz si deve vergognare per le sue insinuazioni sulla vittoria della Juventus della Coppa Intercontinentale contro il River Plate del 1996. Abbiamo vinto quel trofeo e la Coppa dei Campioni qualche mese prima perché eravamo più forti e meglio allenati. Se avessimo fatto uso di sostanze illegali non avremmo vinto solamente ai rigori contro l'Ajax e con un gol di Del Piero su un mio calcio d'angolo nel finale contro gli argentini. Li avremmo potuti asfaltare nel gioco e nel risultato, al contrario entrambe le finali sono state gare molto equilibrate e molto dure fino all'ultimo minuto. Evidentemente, a Diaz quella sconfitta brucia ancora e dopo quasi 17 anni cerca alibi. Peraltro, come per ogni squadra dopo ogni partita, vi erano controlli anti-doping a sorteggio e non mi pare siano emersi problemi. La delusione provocata dalle parole di Diaz deriva dal fatto che lui è un professionista, ex grande attaccante e attuale ottimo allenatore, non un tifoso dal quale mi potrei anche aspettare certe dichiarazioni.“

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Francesco Totti 23
calciatore italiano 1976
„Credo sia uno scandalo che un giocatore come Raul, capace di segnare ogni anno 20-30 goal e vincitore di tutti i trofei più importanti a livello di club, non abbia ancora vinto il pallone d'oro. Per il pallone d'oro penso che sia già tutto scritto, ogni anno… (dall'intervista a Sky del 27 marzo 2008)“


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Javier Zanetti 34
calciatore argentino 1973
„Con noi Benitez è stato sei mesi e abbiamo vinto 2 trofei. La stagione non è stata buona sotto il profilo degli infortuni, ma si rendeva conto di essere in una grande società. Dopo il Mondiale per club si poteva fare qualcosa di importante se fosse rimasto. Magari avrebbe vinto altri trofei.“

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Francesco Moser 9
ciclista su strada e pistard italiano 1951
„Tutti dicono che se fossi stato più accomodante, se certe volte avessi scelto una linea più sfumata avrei potuto vicnere molto di più. Ma a che serve guadagnare trofei quando rinunci a essere te stesso?“

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José Mourinho 206
allenatore di calcio e calciatore portoghese 1963
„Moratti è unico. Moratti è un papà vero per i giocatori e un amico per gli allenatori. Per lui avrò sempre amicizia, ammirazione e rispetto. Mi sono bastati cinque minuti per capire che il calcio e l'Inter sono la sua vita. Ha respirato Inter fin da piccolo e ha una memoria straordinaria. E non parla mai della "sua" Inter: la squadra, per lui, è dei tifosi. L'Inter sarà sempre Moratti e Moratti sarà sempre l'Inter. Una cosa sola. Al punto che, nel mondo, i tifosi quasi confondono presidente e squadra, dal padre Angelo al figlio Massimo ai più giovani oggi: se dici Inter pensi a Moratti e viceversa. Una famiglia innamorata di calcio e di Inter. Vende perché pensa che questo faccia soltanto il bene della società e della squadra. La più grande gioia che ho ricevuto dal calcio è stato regalargli quella coppa (la Champions). In questo modo, ne sono sicuro, Moratti è diventato un presidente completo, al quale non manca nessun trofeo. Anche per lui penso sia stato il momento più bello in assoluto.“

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José Mourinho 206
allenatore di calcio e calciatore portoghese 1963
„Chi vince un trofeo non è il migliore. È un modo pragmatico per giudicare una situazione.“


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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„Dai trofei che le Aiel avevano con sé, era evidente che tornavano dalla Macchia. I Trolloc le avevano seguite, ma, a giudicare dalle tracce, solo pochi erano sopravvissuti, dopo avere fatto strage delle Aiel. In quanto alla ragazza, non permise a nessuno di toccarla, nemmeno di pulirle le ferite. Ma afferrò per la giubba il Cercatore di quella tribù e disse, sono le sue parole: "Perduto, Seccafoglie intende accecare l'Occhio del Mondo. Intende uccidere il Gran Serpente. Perduto, avverti il Popolo. Arriva Bruciaocchi. Di' al Popolo di prepararsi per Colui che Viene con l'Alba. Di' al..." E morì. (Raen: capitolo 25)“

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José Mourinho 206
allenatore di calcio e calciatore portoghese 1963
„Sono un gran difensore dello spirito di squadra e del lavoro di squadra, la prima cosa che ho promesso ai miei nuovi giocatori è che li guarderò tutti allo stesso modo. Non voglio un rapporto speciale con qualcuno di loro. Odio parlare di una persona sola. I giocatori non vincono trofei, il gruppo vince trofei, la squadra vince trofei. Non riesco a dire "mi piace questo giocatore", ma generalmente mi piacciono i giocatori che amano vincere. Non solo quello che ama vincere nei 90 minuti, ma quello che ama vincere ogni giorno, in ogni sessione di allenamento e nel resto della sua vita.“

Bruno Roghi 8
giornalista italiano 1894 – 1962
„La critica che pesa le uova di formica con bilance di ragnatela, per dirla con un vecchio proverbio nordico, stentò sempre a disarmare di fronrte a un Bottecchia che mai riuscì a vincere una corsa classica italiana, un Giro, un Lombardia, una Sanremo. L'idea fissa del Tour e l'orecchio sordo ale seduzioni del divismo concorrono a piegare la sua noncuranza per corse e trofei autarchici.“

Fernaldo Di Giammatteo 1
critico cinematografico e storico italiano 1922 – 2005
„Otto e mezzo è un film stupefacente. Teso nello sforzo di appendere allo schermo, come un trofeo, la sua psicologia, Fellini ha compiuto un salto pericoloso e spettacolare. Ha dovuto inventarsi una lingua nuova, morbida e flessuosa, che non ripetesse le convenzioni del racconto tradizionale. C'è riuscito. Il suo esperimento è una delle cose più stimolanti che, da questo punto di vista, abbia fatto il cinema italiano, pur così facondo oggi di tentativi e di invenzioni. Costretto a seguire unicamente il ritmo delle sue fantasticherie, ha saputo eliminare i confini tra la realtà e il sogno per immergersi in una nuova dimensione temporale che non ha alcun rapporto con la vita e che — insieme — non precipita mai nelle deformazioni surrealistiche o espressionistiche. (da Bianco e nero, anno XXIV, n. 4, aprile 1963)“

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