Frasi su troupe

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Pif 25
conduttore televisivo e scrittore italiano 1972
„Questo programma equivale per me al sabato sera di Raiuno. Curo tutto, anche il montaggio. Privilegio l'immediatezza più che la qualità dell'immagine. "Il testimone" fatto con una troupe sarebbe diverso. Cogli cose che altrimenti non succederebbero proprio. Metto rec e registro.“

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Rino Tommasi 72
giornalista e conduttore televisivo italiano 1934
„Barry MacKay è stato un campione che non si è mai preso sul serio. Da giocatore dilettante prima, da professionista della troupe Kramer poi, da commentatore per la NBC, da compagno di merende e di bevute fino agli ultimi giorni della sua vita non si è mai negato una battuta, un ricordo, una risata.“


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Giuseppe Tornatore 22
regista italiano 1956
„È un fermento che c'è sempre stato. Solo che lo diciamo noi siciliani e allora può sembrare un vanto, gli altri se ne accorgono ma non lo dicono nel timore di fare un complimento. È un fermento che ora si manifesta nel cinema, altre volte nel teatro o nella letteratura. Il mio Schermo a tre punte, il documentario sul cinema girato in Sicilia, ormai è vecchio perché sono stati fatti tanti altri film: se avessimo avuto la filosofia di dare mezzi opportuni e incentivi, oggi questo fermento sarebbe più forte. Questa è stata la terra più amata dal cinema, e lo siamo tuttora: negli anni Sessanta c'era una troupe ogni due mesi ma era un cinema che arrivava da fuori, girava e andava via, noi davamo solo le comparse. Nessuno ha pensato di costruire una realtà, una scuola di cinema, qualcosa che riducesse i costi delle produzioni, che cogliesse l'opportunità di lavoro.“

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Gael García Bernal 40
attore messicano 1978
„Le notti che ho passato a nuotare nel fiume per l'ultima scena di I diari della motocicletta: non mi rendevo nemmeno conto della troupe, c'ero con tutto me stesso in quel ruolo, in quel momento.“

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Aldo Grasso 62
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„Com'è noto, «Boris» mette in scena il dietro le quinte di un set televisivo alle prese con una serie tv fasulla, il classico telefilm nostrano. Che finge di ispirarsi alla serialità americana ma non fa altro che ingigantire tutti i difetti di quella italiana, a partire dalle condizioni materiali di realizzazione: budget risicati, attori improbabili, piani di lavorazione approssimativi, troupe al limite della professionalità, telefoni cellulari sempre spenti, ecc. Spesso «Boris» additato come un esempio di satira riuscita, di atto d'accusa contro la tv. Star indiscussa del racconto è proprio Renè Ferretti (Francesco Pannofino), «il Roberto Saviano della fiction», la caricatura del regista cialtrone, figlio di quella tv italiana che vive di budget risicati, di approssimazioni, di balle, di facilonerie, di romanità folkloriche, di indotto Rai.“

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David Lynch 15
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico stat... 1946
„Le idee arrivano nei modi più impensati. Basta tenere gli occhi aperti. Qualche volta sul set capitano dei piccoli incidenti che mettono in moto l'immaginazione. Durante le riprese dell'episodio pilota dei Segreti di Twin Peaks, nella nostra troupe c'era un arredatore di nome Frank Silva. Mai e poi mai sarebbe dovuto comparire nella serie. Mentre giravamo alcune scene nella casa di Laura Palmer, Frank stava spostando dei mobili nella camera da letto della ragazza. Io mi trovavo nell'ingresso, sotto un ventilatore a soffitto. Una donna disse: "Frank, non spostare il cassettone davanti alla porta in quel modo. Non chiuderti dentro." Ebbi così una visione di Frank nella stanza. Lo raggiunsi di corsa e gli domandai: "Sei un attore?". Rispose: "Guarda caso sì", perché a Los Angeles sono tutti attori. Forse al mondo lo sono tutti. Così dissi: "Frank, in questa scena ci sarai tu". Girammo tre panoramiche della camera, due senza e una con Frank accucciato e immobile ai piedi del letto. Non avevo idea però di cosa significasse o a che cosa servisse questa scena. Di sera scesi al piano inferiore, stavamo girando la scena in cui la madre di Laura Palmer è sdraiata sul divano. Annientata dal dolore e dalla disperazione. Improvvisamente, vede qualcosa con l'occhio della mente e scatta a sedere di colpo, urlando. Sean, il cineoperatore, doveva manovrare la cinepresa e seguire il volto della donna mentre si alzava all'improvviso. Mi parve che avesse fatto un ottimo lavoro. Così dissi: "Stop! Perfetto, stupendo!". Sean dissentì: "No, per niente". "Perché?" "C'era qualcuno riflesso nello specchio." "Chi?" "Frank." Sono incidenti che capitano e mettono in moto l'immaginazione. Da cosa nasce cosa e se lasci fare ne nascerà un'altra completamente diversa.“

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Antonio Dipollina 4
giornalista, critico televisivo e scrittore italiano 1960
„Un gruppo di lavoro sta girando una terrificante fiction dal titolo "Gli occhi del cuore" (perfetto, e ognuno faccia gli abbinamenti che vuole con la realtà). Dal regista in giù, sono tutti rassegnati al peggio e al brutto, vorrebbero girare ben altro ma la vita li ha portati lì. La speranza è nei due giovani stagisti della troupe, vessati e martoriati, che stanno chiaramente a simboleggiare lo sguardo innocente dei giovani di fronte ai disastri umani, sociali, lavorativi dei 40-50enni. Il taglio è comico (ma potrebbe esserlo di più, premendo il pedale, senza paura di togliere spazio a messaggi e senso dell' operazione) e si ride spesso, con sano umorismo da strip Usa gestito da autori che sono un' oasi di speranza nel panorama attuale.“

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Giancarlo De Cataldo 70
scrittore, drammaturgo e magistrato italiano 1956
„La stazione era sventrata. Le sirene ululavano. Militari e volontari, fianco a fianco con le mascherine al naso, scavavano le macerie in cerca di un segno di vita. Qualcuno piangeva, i più moltiplicavano gli sforzi per rimandare l'appuntamento con la rabbia e lo sgomento. Arrivarono le troupe televisive. Una folla di parenti angosciati assiepava i binari. Circolava una parola maledetta e rivelatrice: strage. Le lancette del grande orologio del piazzale Ovest erano ferme sulle 10 e 25. L'ora in cui il cuore dell'Italia aveva preso a sanguinare. (pp. 239-240)“


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Michael Fassbender 6
attore irlandese 1977
„Si aspetta che tutti diano tutto, non solo gli attori, ma anche la troupe e lui stesso. Lavorare con lui è sempre un'esperienza molto speciale e molto istruttiva.“

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Laurence Olivier 18
attore e regista britannico 1907 – 1989
„[A Marilyn Monroe davanti alla troupe de Il principe e la ballerina] [Devi] tentare di essere sexy.“

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Werner Herzog 26
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico tedesco 1942
„Gli indios hanno colpito due membri della troupe con delle frecce [... ] li abbiamo operati sdul tavolo della cucina e sono entrambi sopravissuti.“

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Werner Herzog 26
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico tedesco 1942
„Gli indios hanno attaccato alcuni della troupe [... ] io ho detto loro "per favore non fatelo, abbiamo bisogno di loro almeno finché arriviamo alla fine delle riprese.“


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Volker Schlöndorff 4
regista tedesco 1939
„Il regista è indubbiamente un artista solitario, talvolta un genio melanconico e incompreso, ma è in primo luogo un caposquadra. È giudicato soprattutto per la sua capacità di motivare la troupe. Il suo partner principale è il direttore della fotografia, perché da lui dipendono non solo la qualità dell'immagine, l'atmosfera del film e il ritmo delle riprese, ma anche il vostro rapporto con gli attori che sentono immediatamente se la vostra intesa funziona o no. (pp. 63-64)“

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Arthur Ashe 28
tennista statunitense 1943 – 1993
„[Su Wimbledon] Adesso che viaggiamo come una troupe di cani ammaestrati, venti volte il giro del mondo in un anno, è una cosa incredibile ritornare per 15 giorni in un luogo in cui tutto funziona con amore. Darei un anno di vita, magari una mano, pur di farcela [a vincere il torneo]. È un posto incredibile, un posto dove tutti dovremmo vestirci puliti, di bianco, se già non ci fosse quella regola.“

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Lorenzo Mattotti 2
fumettista e illustratore italiano 1954
„Il cinema mi ha sempre accompagnato, è stato una miniera d'immagini e ha molto influenzato il mio modo di raccontare. Da giovane sognavo di fare il regista più che il disegnatore, ma non ne avevo le competenze e ho scelto il fumetto. Ci sono stati dei momenti in cui avrei potuto tuffarmi nel grande schermo, ma mi spaventa il rapporto con la troupe e gli attori. (dall'intervista di Andrea Fornasiero, FilmTV, 7 gennaio 2009, p. 6)“

„Agli esordi [Gary Cooper] viveva e lavorava, come lui stesso afferma "in un'agonia di insicurezza". Quello che nasce come un limite finisce per trasformarsi in una caratteristica fondamentale della sua recitazione, addirittura in uno stile. Non enfatizzare, limitare l'azione alla sua stretta funzionalità rende il suo agire quasi impercettibile agli occhi degli astanti (registi, attori, troupe) ma sraordinariamente efficace quando viene proiettato sullo schermo.“

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