Frasi su tubercolosi

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Sarah Bernhardt 6
attrice teatrale francese 1844 – 1923
„[Dalla recitazione] nulla e nessuno avrebbero mai potuto fermare Sarah. Né la gloria della Duse, né l'amputazione di una gamba, né la tubercolosi: e visse fino alla soglia degli ottanta, e recitò con una gamba sola, e piantò il marito – il solito greco di turno – che era bellissimo, ma che a lei non piaceva più. (Pietro Masserano Taricco)“

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Jean Rostand 65
aforista, filosofo, biologo 1894 – 1977
„Si libererà l'energia dell'atomo, si viaggerà fra gli astri, si prolungherà la vita, si guarirà la tubercolosi e il cancro, ma non si troverà il segreto da farsi governare da uomini meno indegni.“


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William Osler 17
medico canadese 1849 – 1919
„Nei bollettini dei decessi, la polmonite è agevolmente al secondo posto, dopo la tubercolosi; anzi in molte città il tasso mortalità è ora più alto e la polmonite è diventata, usando una frase di Bunyan, "il capitano degli uomini della morte.“

„Prima del 1800, tra l'1 e l'1,5 per cento di tutte le nascite si concludeva con la morte della partoriente. [... ] l'8 per cento [delle donne in età fertile]. La mortalità per il parto era la seconda causa di morte dopo la tubercolosi. (pag. 122)“

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Giulio Bizzozero 1
medico italiano 1846 – 1901
„La tubercolosi perseguita l'umanità dai tempi più remoti, e fino dai tempi più remoti datano gli sforzi dell'uomo per combatterla. La natura di questi sforzi doveva mutare, di necessità, a seconda del concetto che i medici dell'epoca o del paese si erano fatto della malattia, e specialmente dell'opinione che professavano riguardo alla sua contagiosità. Intorno alla quale le controversie furono vivacissime, senza che potessero trovare una soluzione definitiva nei risultati dell'osservazione e dell'esperienza [... ] nella seconda metà del secolo scorso in Italia era generale la credenza che la tubercolosi, massime nella sua forma più comune di tisi polmonare, fosse di natura contagiosa; e, in ossequio a questa credenza, noi troviamo nel Granducato di Toscana, nella Repubblica veneta, negli Stati della Chiesa, nel Regno di Napoli, ecc., pubblicati degli editti in cui venivano prescritte norme rigorosissime per evitare il contagio; norme che, per buona parte, salvo naturalmente i miglioramenti introdotti poi dalla scienza, consuonano con quelle patrocinate dagli igienisti d'oggidì. (da Contro la tubercolosi, pp. 31-32)“

„Raccontava uno dei più insigni attori e registi polacchi Aleksander Zelwerowicz, posteriore di una generazione alla Bernardt, che da giovane, andato a sentirla a Parigi, scoppiava talmente di ammirazione per quel mostro sacro, che gli scappò di bocca a voce alta, uno «psiakew»! (sangue di cane) talmente sonoro, che l'attrice si fermò, ma appena un attimo, perché nulla e nessuno avrebbero mai potuto fermare Sarah. Né la gloria della Duse, né l'amputazione di una gamba, né la tubercolosi: e visse fino alla soglia degli ottanta, e recitò con una gamba sola, e piantò il marito – il solito greco di turno – che era bellissimo, ma che a lei non piaceva più.“

Carlo Urbani 7
medico e microbiologo italiano 1956 – 2003
„Il 90 percento del denaro investito in ricerca sui farmaci è per malattie che colpiscono il 10 percento della popolazione mondiale. Un paradosso su tutti: ogni anno le aziende farmaceutiche dedicano gran parte di fondi a patologie come obesità o impotenza, mentre malaria e tubercolosi, che da sole uccidono 5 milioni di persone l'anno nei Paesi in via di sviluppo, non attirano alcun finanziamento. (da Noi, diplomatici col camice)“

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Yukio Mishima 100
scrittore, drammaturgo e saggista giapponese 1925 – 1970
„L'anno successivo lo passai cullandomi in vaghi sentimenti ottimistici. C'era lo studio della legge, che sbrigavo svogliatamente, e c'erano le gite macchinali di andata e ritorno fra casa mia e l'università... Non mi curavo di nulla, e nulla d'altronde si curava di me. Avevo imparato a atteggiare le labbra al sorriso di chi la sa lunga sulle vicende del mondo, un sorriso simile a quello di un giovane sacerdote. Avevo il senso di non essere né vivo né morto. Pareva che il mio antico desiderio del suicidio naturale e spontaneo sotto forma della morte in guerra fosse stato divelto radicalmente e seppellito. Il dolore genuino può maturare soltanto a grado a grado. Somiglia strettamente alla tubercolosi, in quanto il male è già progredito e ha raggiunto lo stadio critico prima che il paziente si sia reso conto dei suoi sintomi.“


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Enzo Biagi 222
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„Fuori ci sono le categorie a rischio: nel reparto [per malati di AIDS del Policlinico San Matteo di Pavia] ce n'è una sola. Non c'è in gioco più nulla. I malati sanno tutto, conoscono le cause dell'infezione. Gli effetti li vedono anche su se stessi. E di fronte alla sorte che li attende, appaiono spogliati di tutto, e nella loro verità: deboli o sprezzanti, volubili o vendicativi, quasi attratti dal virus che li fa anche più indifesi, o testardamente aggrappati all'ultima zattera. C'è dell'estremismo, o un senso della fatalità, anche nelle scelte, o nelle decisioni: donne che hanno usato la siringa fino al giorno prima del parto, coppie che, sapendo, hanno desiderato mettere al mondo un figlio. Accada quel che deve accadere.
Negli ospiti non c'è almeno nell'apparenza, il senso del terrore: piuttosto della rassegnazione. Anche nei casi più avvilenti, si scarta la previsione tragica: in qualunque momento potrebbe arrivare il vaccino. Non è stato così per la tubercolosi o per la polio? Anche la morte è un avvenimento nascosto: chi va a casa si sa, non è mai guarito. La via del ritorno è quasi sempre segnata. Ma nessuno, né medici né ricoverati, si arrende. (p. 147)“

Edward Goldsmith 3
filosofo (eco-filosofo), ambientalista 1928 – 2009
„Il progresso ha i suoi innegabili meriti. Nel Medio Evo la peste ha mietuto milioni di vite, nel Seicento in Europa si moriva ancora di fame e, fino a non molto tempo fa, di tubercolosi. Ma non c’è scienza che risolva i problemi umani: la famiglia che si disgrega, l’alcolismo o la droga che dilagano, l’esistenza infelice dei figli abbandonati. Guai se non si trova una misura dell’esistenza che non vada contro la natura.“

Jack Handey 13
umorista 1949
„Papà ha sempre pensato che la risata fosse la miglior medicina, e presumo sia questa la ragione per cui parecchi di noi sono morti di tubercolosi.“

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Umberto Saba 105
poeta italiano 1883 – 1957
„. Ogni epoca ha la sua malattia, alla quale risponde un'altra (ma è probabilmente la stessa) nel campo morale. L'Ottocento ebbe la tubercolosi e gli sdilinquimenti sentimentali; il Novecento ha il cancro e il fascismo. Tutto il processo del fascismo – manifestarsi della sua vera natura quando è già tardi per un efficace intervento chirurgico; sua impossibilità di morire se non assieme alla vittima alla quale si è abbarbicato; tendenza a riprodursi in luoghi lontani dalla sua prima sede; disperate sofferenze che genera in quelli che ne sono colpiti; guasti profondi che si rivelano all'esame necroscopico dei corpi (o paesi) sui quali abbia totalitariamente imperato – tutto, dico, il suo processo ha sorprendenti somiglianze con quello del cancro. Ma in un'altra cosa gli assomiglia ancora. Nessuno ignora oggi che la tubercolosi è, molte volte, uno dei mezzi che i giovani impiegano per suicidarsi. Azzardo l'ipotesi che il cancro (malattia degli anziani) abbia le sue radici psichiche in un tentativo sbagliato dell'organismo per ringiovanire. La formazione di un neoplasma potrebbe significare il desiderio di rifarsi un nuovo organo, p. es. un nuovo stomaco. (Ho comunicata questa mia ipotesi ad alcuni medici intelligenti, i quali ne hanno tutt'altro che riso). Ebbene: che cosa è stata in fondo l'adesione al fascismo – in Italia e altrove – se non un tentativo sbagliato della borghesia di rifarsi una vita nuova, di ringiovanire? Troppo tardi si è accorta poi dell'errore; e allora... non c'era più rimedio; la buona cosa, la cosa provvidenziale, che si presentava apportatrice di un «ordine nuovo» recava invece inumane sofferenze; e, a più o meno lunga scadenza, la morte. (43, pp. 43-44)“


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Walter Isaacson 2
scrittore, giornalista e biografo statunitense 1952
„Di oltre tre anni maggiore di Einstein, affetta da una lussazione congenita dell'anca che la faceva zoppicare, ed incline ad attacchi di tubercolosi e di depressione, Mileva Marić non spiccava né per la sua bellezza né per la sua personalità. «Molto intelligente e seria, minuta, delicata, bruna e tutt'altro che bella» è la descrizione che ne diede un'amica di Zurigo. Ma aveva delle qualità che Einstein, almeno negli anni romantici degli studi, trovava attraenti: una passione per la matematica e la scienza, una profondità pensierosa e una personalità accattivante. I suoi occhi profondi erano di un'intensità ammaliante, sul viso aleggiava una nota seducente di malinconia. (p. 46-47)“

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Umberto Saba 105
poeta italiano 1883 – 1957
„Il giovane che accoglie e alleva nei suoi polmoni la tubercolosi si suicida – come Nelson a Trafalgar – ma prima di aver combattuto. Il cancro dei vecchi è la stessa cosa, ma con sofferenze tanto maggiori quanto maggiore è il conflitto che la malattia – a suo modo – esprime e risolve. (9, p. 178)“

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Carla Bruni 21
modella italiana 1967
„Mi scusi il ritardo, ma stamattina credo di avere un po' di tubercolosi.“

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Upton Sinclair 6
scrittore statunitense 1878 – 1968
„Tutte le volte che avanzava carne troppo guasta da poter essere utilizzata altrimenti, era uso comune inscatolarla o trasformarla in salsicce… Non c'era la minima attenzione per quel che veniva tritato per essere insaccato come salsiccia: dall'Europa, tornavano indietro vecchie salsicce rifiutate da quei paesi, ormai bianchicce e muffite, che – trattate con borace e glicerina, e rovesciate nei recipienti – venivano riciclate per finire sulla tavola di migliaia di famiglie americane. S'usava la carne caduta per terra, su quel pavimento pieno di sporcizia e segatura, su cui i lavoratori camminavano e sputavano miliardi di bacilli di tubercolosi; s'usava la carne ammucchiata negli stanzoni, sulla quale non aveva smesso un attimo di gocciolare l'acqua dal soffitto pieno di crepe, su cui centinaia di topi non avevano smesso un attimo di correre. Era troppo buio per riuscire a vedere bene, in quegli stanzoni, ma bastava passare una mano sui mucchi di carne per raccogliere manciate d'escrementi secchi di topo. I topi erano una grossa scocciatura e i conservieri avevano dato disposizione perché venissero sparsi bocconi avvelenati: gli animali li mangiavano, morivano e poi le carcasse dei topi, il pane avvelenato e la carne finivano tutti insieme nei recipienti per la triturazione.“

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