Frasi su tunica

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Petronio Arbitro 54
scrittore, filosofo 27 – 66
„Ma, indegno obbrobrio, v'è gente che mangia carne di pecora eppure indossa una tunica di lana! In quanto alle api, io le considero delle bestie divine, perché vomitano miele, seppure si voglia dire che lo ricevano da Giove. E se è vero che esse pungono, gli è perché là dove è dolcezza, vi troverai unita amarezza. (cap. LVI; 1982, p. 99)“

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Gesù 119
fondatore del Cristianesimo -2 – 30 d.C.
„Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? (6, 27 – 32)“


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Giovanni Battista 5
santo cristiano
„Le folle lo [Giovanni] interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva: «Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». (Vangelo secondo Luca, 3, 10 – 14)“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 270
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Compresi, in realtà, solo ciò che sapevo da moltissimo tempo, quella verità che è stata trasmessa agli uomini sin dai tempi più antichi, da Buddha, da Isaia, da Lao-Tse, da Socrate e, in modo particolarmente chiaro e inequivocabile, da Gesù Cristo e dal suo predecessore Giovanni Battista. Giovanni Battista, alla domanda degli uomini: «Che dobbiamo fare?», ha risposto in modo semplice, breve e chiaro: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto.» [... ] Capii che un uomo, oltre a vivere per il proprio bene personale, deve inevitabilmente contribuire al bene degli altri: se dobbiamo prendere un paragone dal mondo degli animali [... ] allora occorre prenderlo dal mondo degli animali sociali, come le api; ed è per questo che l'uomo, senza parlare dell'amore per il prossimo che è innato in lui, è chiamato sia dalla ragione sia dalla sua stessa natura a servire gli altri uomini e l'umanità in generale. Capii che questa legge naturale dell'uomo è la sola che gli permette di compiere quanto gli è stato assegnato e di essere quindi felice. (pp. 155-156)“

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Colin Firth 12
attore britannico 1960
„Noi tutti speriamo che qualcuno con i superpoteri venga nella nostra vita, ma l’unica certa superpotenza che si presenterà indossa una tunica nera. (Film Magic in the Moonlight)“

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Aldo Palazzeschi 125
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Da vetri oscurissimi | leggera una nebbia viola traspare | finissima luce. | E s'odon le note morenti | dei balli più lenti. | Si vedon dai vetri | leggere passare volanti le tuniche bianche | di coppie danzanti. (da Diaframma di evanescenze, I cavalli bianchi)“

Marie Luise Kaschnitz 1
scrittrice, poetessa e saggista tedesca 1901 – 1974
„A Palermo il versetto della cinquantacinquesima Sura: | lodato sia Dio, Signore dei secoli. | A Palermo l'impercettibile smorfia cherubini | Sodoma brucia Simon Mago precipita. | A Palermo il selciato bagnato fradicio nerolava | cavolo verdeveleno, biancheria dei poveri al vento. | A Palermo i sepolcri porfido imperiale | tunica ridotta a polvere corona e spada. | A Palermo i sospiri dei vecchi in salita | con ceste colme d'erba gocciolante. | A Palermo la chiesa che luccica scrigno di gioielli | gelsomini ramificati alla fontana.“

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Arnobio 7
scrittore e filosofo romano 255 – 327
„E se gli uomini o conoscessero a fondo se stessi o potessero ricevere il fruscio di una qualche idea dell'intelligenza divina, non rivendicherebbero mai per sé una natura divina e immortale, né penserebbero di essere qualcosa di meraviglioso solo perché si sono costruiti graticole, bacinelle, bicchieri, e così pure tuniche, vesti, toghe, sopravvesti, trabee, coltelli, corazze e spade, o i rastri, le piccole scuri e il vomero. Non crederebbero mai, ripeto, gonfi di superbia e di alterigia, di essere divinità di primo grado e uguali alla sommità del Sovrano, perché hanno inventato la grammatica, la musica, l'oratoria e le formule geometriche. In tali arti non vediamo che cosa ci sia di ammirevole al punto da credere che le anime, a motivo di tali invenzioni, valgono più sia del sole che di tutte le stelle e sono superiori, per dignità e natura, a tutto questo mondo di cui esse sono membra. (II, 19; p. 162)“


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Arsciak Ciobanian 1
giornalista, critico letterario e drammaturgo armeno 1872 – 1954
„Ed oggi, dopo aver varcato tanti paesi, tanti secoli, tante vicende; dopo aver provato glorie purissime e formidabili sciagure, tu scorri sempre, o lingua armena, tu scorri sempre limpida e vivace. La correntia secolare non ti ha stancata, non ti ha invecchiata. Ascondesi in te stessa il segreto della tua giovinezza eterna. Ora tu unisci la sontuosità dell'aurea tunica onde ridevano i tuoi fausti classici giorni, alla delicata grazia del variopinto periodo dei trovieri: a volte, tu hai l'inaccessibile dolcezza dello sguardo gravemente tenero delle madri nostre; a volte, il vivo fulgore dell'anima bronzea dei nostri eroi; a volte, tu rifletti lo spaventoso rosseggiar della gemma delle nostre sciagure e a volte il fulgido radiar soave delle nostre nobili speranze. E con tutte le bocche delle tue acque tu canti la Libertà con sì profondo accento, intenso e soave, che tutto l'Oriente n'è commosso, e fin nell'ombra che lo insepolcra, noi, noi vediamo già spuntare i primi raggi d'una grande Alba... (dall'ode Lingua Armena)“

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Rocco Siffredi 45
attore pornografico, regista e produttore cinematografic... 1964
„francamente non credo abbia fatto così male, né penso che sia stato tra i nostri politici peggiori. Ha usufruito del potere, gli è piaciuto e si è fatto un po' i cazzi suoi. Ma se mezza Italia femminile voleva attaccarsi alla sua tunica e l'altra metà sognava di essergli amante o fidanzata, di condannarlo, io non me la sento.“

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Katherine Alice Applegate 25
scrittrice statunitense 1956
„[Loki] sedeva sul trono, le mani strette intorno ai braccioli, stravaccato, il mento sul petto. Era vestito più o meno come un Vichingo, ma con quello che sembrava un modello d'alta moda. Gli stivali erano al ginocchio, di pelle morbida e lucida, bordata di pelliccia nera. I calzoni erano verde scuro. La lunga tunica fermata da una cintura era una cotta di maglia d'oro. Fissata sulle spalle da una catena d'oro, aveva una pelliccia bianca, di un animale enorme. Aveva i capelli biondi, lunghi, ben pettinati. Il volto era magro, crudele ma non stupido. A suo modo, era bello. Bello come può essere bello un serpente velenoso. Ma pareva piuttosto agitato. Tamburellava le dita sulla pietra. Si dondolava appena in avanti e indietro. Sì, era nervoso. Spaventato, malgrado tutto il suo potere.“

„Lo Skeksis li teneva troppo saldamente perché potessero liberarsi, ma non fece quello che temevano, cioè strangolarli come aveva fatto anni prima con la madre di Kira. No, era evidente che voleva qualcosa da loro, e che non aveva intenzione di ucciderli.
– Prego ora voi venite con me, eh? – disse il Ciambellano. – Sì, Skeksis e Kelffinks ora vivere in pace insieme, sì. Per favore.
Jen, che aveva le braccia libere, infilò la mano nella tunica impugnando il cristallo.
– Noi ora andiamo – continuò il Ciambellano avviandosi. – Altrimenti sarà troppo tardi.
Con uno scatto fulmineo, Jen estrasse la scheggia e gliel'affondò nel braccio. Il cristallo emise un bagliore accecante, e il tunnel tremò mentre dal tetto cadevano piccole pietre.
Nella landa selvaggia, all'orizzonte, urSol il Cantore alzò un braccio. Improvvisamente vi era comparso un profondo squarcio che sanguinava abbondantemente. La fila degli urRu arrancava verso il castello. Nel cielo, i tre soli stavano sempre più avvicinandosi l'uno all'altro.“


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Basilio Magno 15
vescovo e teologo cristiano greco antico 329 – 379
„Il pane che a voi sopravanza è il pane dell'affamato; la tunica appesa nel vostro armadio è la tunica di colui che è nudo; le scarpe che voi non portate sono le scarpe di chi è scalzo; il denaro che tenete nascosto è il denaro del povero; le opere di carità che voi non compite sono altrettante ingiustizie che voi commettete.“

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Tertulliano 25
teologo 155 – 230
„Tu sei la porta del diavolo, tu sei la profanatrice dell'albero della vita, tu sei stata la prima a violare la legge divina, tu sei colei che persuase Adamo, colui che il diavolo invece non riuscì a tentare. Tu che hai infranto l'immagine di Dio, l'uomo, con tanta facilità. Per causa tua esiste la morte, anche il Figlio di Dio ha dovuto morire. E tu hai in mente di adornarti con altro che non siano le tuniche che coprono la tua pelle?“

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Petronio Arbitro 54
scrittore, filosofo 27 – 66
„Sono stati gli Dei più importanti che mi hanno fatto tornare uomo. Infatti Mercurio, che conduce e riconduce le anime, mi ha restituito quello che mi aveva tolto. Perciò sappi che adesso sono fornito meglio di Protesilao e degli altri eroi antichi. Guarda qua. E detto questo, sollevai la tunica, rimettendomi al suo giudizio. E lui dapprima fa un balzo indietro atterrito, ma poi quasi non credendo ai suoi occhi, mi afferra con le mani quel dono degli Dei. (CXL; Petronio Arbitro, Satyricon, a cura di G. A. Cibotto, Fratelli Melita, 1987)“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Verrai dunque a vedere Paolo Uccello, e Piero, e Masaccio? Da tempo avrei voluto parlarti di questa mostra, che credo rimarrà al centro del tuo mondo ideale, fusa ai più alti momenti dei poeti e dei musicisti che ami. C'è una Resurrezione di Paolo Uccello (il rosone del Duomo di Firenze) che è come l'esplosione di un cratere in fondo al mare – morte e vita strette in una vertigine tale che persino gli elementi sembrano penetrare l'uno nell'altro: la roccia è acqua il vento è roccia, e la superficie terrestre, con l'esplosione dei suoi frutti e fiori, si è fatta tunica di quel Cristo a piedi legati, che esplode in alto, fisso come un sole. (da Lettera a Remo Fasani del 22 maggio 54, p. 92)“

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