Frasi su uditorio

Se gli illuminati non appaiano e gli uditori sono spariti, un sapere spontaneo si pro­duce allora isolatamente negli Svegliati solitari.

 Nāgārjuna foto
Nāgārjuna 24
150 – 250

Il discorso pessimistico appartiene al genere oratorio, e questo perché presuppone un uditorio che può gridare e agitarsi.

Manlio Sgalambro foto
Manlio Sgalambro 67
filosofo, scrittore e poeta italiano 1924 – 2014

L'uomo è quell'essere che è stato creato per essere uditore della parola e che si innalza alla sua propria dignità con la risposta ad essa.

Hans Urs Von Balthasar foto
Hans Urs Von Balthasar 372
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988

L'aula più grande che vi fosse a Jena risultò troppo piccola, il corridoio e il cortile erano stipati, su banchi e tavoli gli uditori stavano letteralmente gli uni sugli altri. (da una lettera alla moglie del 26 maggio 1794; citato nell'introduzione, p. IX)

Johann Gottlieb Fichte foto
Johann Gottlieb Fichte 51
filosofo tedesco 1762 – 1814

Sempre accademia, accademia e solite sbrodolature amorose. Ho dovuto arrangiarmi per arrivare alla fine senza troppo seccare gli uditori, evitando qualunque accademia. (lettera a Giulio Ricordi, 21 ottobre '99, p. 66)

Giacomo Puccini foto
Giacomo Puccini 11
compositore italiano 1858 – 1924

Le ricerche sulla letteratura classica hanno da tempo abbandonato il "paese della bellezza pura": nessun poeta o prosatore greco viene più letto sub specie aeternitatis, né estraniato dal contesto socio-politico della città in cui visse e dell'uditorio per il quale compose. Nel campo della storia della filosofia antica, e soprattutto della più antica (da Talete al giovane Empedocle), il passo è stato fatto a metà, e non da tutti, gli studiosi più illuminati sono arrivati a mettere i presocratici arcaici in rapporto con la polis in generale, ma molto raramente con le singole poleis nelle quali quei sapienti non solo vissero, ma (come attestano fonti indiscusse) ebbero posizioni politiche di primissimo piano; e quasi mai si sono domandati in qual misura l'uditorio cittadino (così determinante in età pre-letteraria) condizionasse i contenuti del loro discorso.

Antonio Capizzi 3
filosofo e storico italiano 1926 – 2003

Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un'antinomia radicale. Esiste, semmai, l'esigenza formale di volgarizzare quella poesia, nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto. Tutto ciò con l'aiuto della magia della musica, che rimane l'unico linguaggio universale che io conosca.

Fabrizio De André foto
Fabrizio De André 336
cantautore italiano 1940 – 1999

Non appena l'esilio mi astrinse a lasciare l'Italia e fui spettatore d'altro ordine di civiltà e uditore d'altri maestri, subito mi si aprì dentro l'animo l'occhio doloroso della coscienza, ed ebbi della mia ignoranza una paura ed una vergogna da non credere.

Terenzio Mamiani foto
Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885

[Sul giudizio universale] Che dite dunque, uditori? non vi par vero che i peccatori dovranno tutti in quel dì altamente confondersi? che confusione portabunt come disse Giobbe? che confusionem portabunt come disse Ezechiele? e che, per usare la formola del Salmista, da capo a piedi operientur sicut diploide confusione sua? (dalla predica V)

Paolo Segneri foto
Paolo Segneri 8
gesuita, scrittore e predicatore italiano 1624 – 1694

Dalla moltitudine dei sui uditori Gesù ne scelse dodici, ai quali fece l'onore di un insegnamento particolare, per renderli atti a sostenerli nella diffusione della sua dottrina e per avere alcuni a cui potere ispirare puro il suo spirito, poiché si rendeva conto troppo bene che la vita e la forza di un uomo non erano sufficienti per istruire alla moralità un'intera nazione. (p. 43)

Georg Wilhelm Friedrich Hegel foto
Georg Wilhelm Friedrich Hegel 68
filosofo tedesco 1770 – 1831

[Agostino d'Ippona] Egli è tutto ad un tempo, sublime e popolare. Egli ascende a' più alti principii colle più familiari espressioni; egli interroga, si fa interrogare, e risponde. La sua predica è una conversazione tra lui e 'l suo uditorio. Le similitudini gli si offrono acconcie a dissipar ogni dubbio. Egli discende sino a' più volgari pregiudizi della plebe per raddrizzarli. (citato in Guglielmo Audisio, Lezioni di eloquenza sacra, Giacinto Marietti, Torino 1870.)

 Fénelon foto
Fénelon 33
religioso, teologo e pedagogo francese 1651 – 1715

Il Bruno, ci ragguaglia il suo discepolo Raffaele Egli, improvvisava con molta faciltà sul primo soggetto propostogli. Parlando tanto facondamente che non gli si poteva correre dietro con la penna, dettando con la rapidità con cui correva il suo pensiero, trascinato dall'ardore dell'animo e dalla sincera convinzione di quanto insegnava, trascinava alla sua volta gli uditori stupiti di così grande ingegno, memoria e sapere. (pp. 314-315)

Vincenzo Spampanato foto
Vincenzo Spampanato 4
1872 – 1928

La protezione degli Aldobrandino, parenti di quel cardinale [Pietro Aldobrandini], e i canti e le sinfonie musicali dalle quali accompagnate erano le loro adunanze, traeva ad esse gran numero di cardinali, di prelati e de' più ragguardevoli personaggi. Al contrario quella degli Umoristi fu talvolta così deserta, che quando l'Aleandro recitovvi le sue lezioni sull'impresa dell'accademia, che si hanno alle stampe, egli ebbe tre soli uditori, come narrasi dall'Eritreo che vi era presente. (da Storia della letteratura, volume IV, p. 386)

Girolamo Tiraboschi foto
Girolamo Tiraboschi 10
storico, bibliotecario e gesuita italiano 1731 – 1794

Un gruppo molto singolare, benché rimasto allo stato embrionale, si riunisce a Berlino intorno al 1812. A costituirlo sono alcuni giovani che seguono con vivo interesse le lezioni del filosofo Fichte, i celebri Discorsi alla nazione tedesca. Tredici tra gli uditori di Fichte, giovani ufficiali, istitutori, studenti, scoprono la concordanza delle loro idee e decidono di passare dalla contemplazione all'azione. (da I riti delle associazioni politiche nella Germania romantica, in Il collegio di sociologia. 1937-1939, a cura di Marina Galletti, Bollati Boringhieri 1991, p. 354)

Hans Mayer 2
giurista e germanista tedesco 1907 – 2001

È una grande, inesprimibile gioia poter sentire, quando si canta, l'anima dell'uditorio sospesa nella nostra commozione. E non c'è miglior compenso alla nostra fatica del sapere che per nostro mezzo la musica può esercitare, ancora e sempre, questa benefica, misteriosa suggestione. (citato in Michele Selvini, Magda Olivero, periodico mensile: Grandi voci alla Scala, p. 9, n. 5, novembre 1993, Massimo Baldini Editore)

Magda Olivero foto
Magda Olivero 5
soprano italiano 1910 – 2014

C'è un genere di purezza che si sopporta solo quando si è forti. Simone Weil diceva dei Provenzali «il lacerante dolore della creatura finita, questo dolore inconsolabile». Ho sentito questo in modo tremendo nella Mazurka N. 4 op. 33, in certe parti dello Scherzo in si minore... È qualcosa che si può trasmettere all'uditore soltanto a patto di scomparire, come fa Michelangeli. Nella stanza c'era Chopin, con la sua tremenda determinazione, dicendo queste parole severe. (Il tutto in un ritmo di danza, un turbine di gioia rustica e guerresca. Ma anche di queste cose non è possibile parlare) (dalla lettera ad Alessandro Spina del, p. 44)

Cristina Campo foto
Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977

Mostrando 1-16 frasi un totale di 31 frasi