Frasi su umbro

Antonio Sicari 6
presbitero e teologo italiano 1943
„Nel processo del 1626 il pievano di Cascia depose: «Quotidianamente quasi tutti gl'habitatori di questa terra vanno a raccomandarsi al corpo di questa beata Rita, dove ricevono grazie, ed ho inteso dire dalli Antichi che per il passato questo medesimo è stato fatto». Da allora un incredibile e costante flusso di pellegrini lega quel piccolo paese umbro al mondo intero. In Rita ricercano certo la «santa degli impossibili», ma nel senso che può tutto colei che tanto ha conosciuto e tanto ha amato: i devoti cercano la ragazza desiderosa di Dio, la donna dal matrimonio difficile, la sposa privata violentemente dello sposo, la madre che non sa più cosa fare per salvare i propri figli, la vedova capace di perdono e di bontà, la donna consacrata che sta accanto alla Croce per ricevere e distribuire quella grazia e quella salvezza. Nella storia del nostro popolo Rita è la sorella minore di due grandi santi dell'Umbria: il grande patriarca san Benedetto da Norcia (situata a pochi chilometri da Cascia) e san Francesco d'Assisi. Ella, però, è, forse, la più amata dal popolo [... ]. (p. 139)“

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Karel Čapek 34
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938
„Il dio umbro, poi, ebbe un meraviglioso azzurro per il cielo e un colore ancora più bello con cui tinteggiò le lontananze e le montagne. Perciò l'Umbria è così miracolosamente azzurra; la più azzurra di tutte le terre. (cap. Dolce Umbria, p. 89)“


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Nando Martellini 14
giornalista italiano 1921 – 2004
„Parliamoci chiaro: il radiocronista al di sopra delle parti non esiste. È inconcepibile un uomo asettico, vaccinato a tal punto da risultare inattaccabile, pure in forma attenuata, dal morbo del tifo. Ad esempio, io non ho nulla in contrario ad ammettere che faccio il tifo per il Perugia. Ma perché il Perugia, mi chiedono tutti, osservando che non c'è nulla di umbro nella mia posizione anagrafica? Perché la sorte mi toccò, a diciotto anni, di studiare a Perugia.“

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Maria 20
madre di Gesù
„Chi se rinnova lu giornu de Maria, è libiru da ogni maladia. (Umbro)“

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Bianca Bianchi 5
insegnante e politica italiana
„I giorni che mi crearono l'infanzia sono soltanto miei. (da Il tempo del ritorno, Selci Umbro, Stabilimento tipografico Pliniana, 1976, p. 3)“

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Bianca Bianchi 5
insegnante e politica italiana
„In una breve stagione mio padre mi aveva regalato secoli d'amore. (da Il tempo del ritorno, Selci Umbro, Stabilimento tipografico Pliniana, 1976, p. 31)“

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Emilio Cecchi 18
critico letterario e critico d'arte italiano 1884 – 1966
„Greta Garbo l'incontrai in una sala d'Assisi, dove faceva così freddo da rannicchiarsi sotto al cappello e tenere alzato il bavero del cappotto. Quel freddo umbro-toscano che spacca le pietre, e odora lontanamente di polenta dolce e castagne arroste. (da Cinematografi poveri)“

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Enrico Fermi 6
fisico italiano 1901 – 1954
„Sono trascorsi molti anni, ma ricordo come se fosse ieri. Ero giovanissimo, avevo l'illusione che l'intelligenza umana potesse arrivare a tutto. E perciò m'ero ingolfato negli studi oltre misura. Non bastandomi la lettura di molti libri, passavo metà della notte a meditare sulle questioni più astruse. Una fortissima nevrastenia mi obbligò a smettere; anzi a lasciare la città, piena di tentazioni per il mio cervello esaurito, e a rifugiarmi in una remota campagna umbra. Mi ero ridotto a una vita quasi vegetativa: ma non animalesca. Leggicchiavo un poco, pregavo, passeggiavo abbondantemente in mezzo alle floride campagne (era di maggio), contemplavo beato le messi folte e verdi screziate di rossi papaveri, le file di pioppi che si stendevano lungo i canali, i monti azzurri che chiudevano l'orizzonte, le tranquille opere umane per i campi e nei casolari. Una sera, anzi una notte, mentre aspettavo il sonno, tardo a venire, seduto sull'erba di un prato, ascoltavo le placide conversazioni di alcuni contadini lì presso, i quali dicevano cose molto semplici, ma non volgari né frivole, come suole accadere presso altri ceti. Il nostro contadino parla di rado e prende la parola per dire cose opportune, sensate e qualche volta sagge. Infine si tacquero, come se la maestà serena e solenne di quella notte italica, priva di luna ma folta di stelle, avesse versato su quei semplici spiriti un misterioso incanto. Ruppe il silenzio, ma non l'incanto, la voce grave di un grosso contadino, rozzo in apparenza, che stando disteso sul prato con gli occhi volti alle stelle, esclamò, quasi obbedendo ad una ispirazione profonda: «Com'è bello! E pure c'è chi dice che Dio non esiste». Lo ripeto, quella frase del vecchio contadino in quel luogo, in quell'ora: dopo mesi di studi aridissimi, toccò tanto al vivo l'animo mio che ricordo la semplice scena come fosse ieri. Un eccelso profeta ebreo sentenziò, or sono tremil'anni: «I cieli narrano la gloria di Dio». Uno dei più celebri filosofi dei tempi moderni scrisse: «Due cose mi riempiono il cuore di ammirazione e di reverenza: il cielo stellato sul capo e la legge morale nel cuore». Quel contadino umbro non sapeva nemmeno leggere. Ma c'era nell'animo suo, custoditovi da una vita onesta e laboriosa, un breve angolo in cui scendeva la luce di Dio, con una potenza non troppo inferiore a quella dei profeti e forse superiore a quella dei filosofi.“

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