Frasi su usanza

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Totò 19
attore, commediografo, paroliere, poeta e sceneggiatore ... 1898 – 1967
„Ogn'anno, il due novembre, c'è l'usanza | per i defunti andare al Cimitero. | Ognuno ll'adda fa' chesta crianza; | ognuno adda tené chistu penziero. (da 'A livella)“

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Margaret Thatcher 129
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013
„Signor presidente, mi hai invitato a parlare sul tema della Gran Bretagna in Europa. Forse dovrei congratularmi per il suo coraggio. Se conosce alcune delle cose dette e scritte e i miei punti di vista sull'Europa, deve sembrare un po' come invitare Gengis Khan a parlare sulle virtù della coesistenza pacifica! [... ] La Comunità europea è una [delle tante] manifestazione dell'identità europea, ma non solo. Non dobbiamo mai dimenticare che ad est della cortina di ferro, ai popoli che un tempo godevano di una piena condivisione della cultura europea, la libertà e l'identità sono state tagliate fuori dalle loro radici. Staremo sempre a guardare Varsavia, Praga e Budapest come grandi città d'Europa. [... ] Cercare di sopprimere una nazione e concentrare il potere al centro di un conglomerato europeo sarebbe altamente dannoso e metterebbe a repentaglio gli obiettivi che cerchiamo di raggiungere. L'Europa sarà più forte proprio perché la Francia è Francia, perché la Spagna è Spagna, la Gran Bretagna è la Gran Bretagna, ognuna con le proprie usanze, tradizioni e identità. Sarebbe una follia cercare di inserirli in una sorta di identikit della personalità europee [... ], è ironico che proprio nel momento in cui in quei paesi come l'Unione Sovietica, che hanno cercato di eseguire tutto dal centro, stanno imparando che il successo dipende dalla dispersione del potere e delle decisioni decentralizzate, ci sono alcuni nella Comunità che sembrano voler muoversi in direzione opposta. In Gran Bretagna non abbiamo implementato con successo le frontiere di Stato, solo per vederle nuovamente infrante a livello europeo con un super-stato europeo che esercita un nuovo dominio da Bruxelles. (dal Discorso di Bruges rivolto al presidente dell'Unione Europea Andreas Papandreou, 20 settembre 1988)“


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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„Parecchie migliaia di questi poveri bambini abbandonati, dai 7 ai 13 o 14 anni, furono in tal maniera inviati al nord. Era usanza che il padrone (alias il ladro di bambini) desse da vestire e da mangiare ai suoi apprendisti e li alloggiasse in una abitazione posta accanto alla fabbrica. Alcuni guardiani avevano il compito di vigilare il loro lavoro. Tali aguzzini avevano interesse a spremere questi bambini fino all'inverosimile, dato che la loro paga era proporzionata alla quantità di prodotto che riuscivano ad estorcere dai fanciulli. Come conseguenza ne derivò la crudeltà. In molti distretti industriali, soprattutto nel Lancashire, questi poveri innocenti e derelitti, in balìa del padrone di fabbrica, andavano incontro ai tormenti più atroci. Venivano prostrati a morte dal lavoro eccessivo, venivano flagellati, messi in catene e torturati coi metodi di crudeltà più squisitamente raffinati; si davano parecchi casi in cui per mancanza di cibo si riducevano a pelle e ossa, e intanto la frusta li legava al lavoro. Qualche volta arrivavano persino a suicidarsi! Le belle e romantiche vallate del Derbyshire, del Nottinghamshire e del Lancashire, ignote al pubblico, divennero orribili deserti di tortura — e spesso di assassinio! I guadagni dei fabbricanti erano immensi. Malgrado ciò la loro insaziabilità da lupi mannari era sempre più forte, ed allora inaugurarono la prassi del lavoro notturno, ossia dopo aver paralizzato durante il giorno un gruppo di braccia, ne apprestavano un altro per il lavoro di notte; il gruppo diurno si metteva nei letti appena abbandonati dal gruppo notturno, e 'vice versa'. Nel Lancashire è divenuta tradizione popolare che «i letti non si raffreddino mai». (Libro I, settima sezione, cap. 24, p. 545)“

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Jorge Luis Borges 106
scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino 1899 – 1986
„La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.“

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Uto Ughi 33
violinista italiano 1944
„In Austria, in Germania, far musica tra amici alla domenica è usanza molto diffusa. Da noi si va alla partita. Del resto in Germania ci sono 125 orchestre da noi 25.“

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Patrick O'Brian 35
scrittore, saggista e traduttore britannico 1914 – 2000
„«Dottor Jacob», disse Jack, «spero che possiate salire a bordo al più presto. Non vedo l'ora di andarmene da qui.» E in privato a Stephen: «Ho ripetuto il tuo 'niente penetrazione, niente sodomia', e li ho messi a terra; anche se devo dire che la maggior parte di loro è stata ben felice di essere messa a terra. Ho persuaso gli altri a giudicarlo soltanto un caso di flagrante impudicizia».«E la pena prevista è essere rimorchiati a terra su un carabottino?»«No. È solo un'usanza del mare: si è sempre fatto così.» (cap. I, p. 38)“

Fulco Pratesi 4
giornalista, ambientalista e illustratore italiano 1934
„Da sempre le uniche due maniere con cui nel nostro felice paese si entra in contatto con gli uccelli sono gabbia e fucile. Ai due milioni di cacciatori che li usano come bersaglio si contrappongono migliaia e migliaia di «ornitofili» il cui unico piacere è quello di tenerli in gabbia. [... ] In tutti i paesi d'Europa è tradizione antica quella di offrire, specialmente nella stagione invernale, del cibo agli uccelli liberi. Questa simpatica usanza fa sì che si instauri tra padrone di casa e commensali un rapporto di vera e propria amicizia. Con infiniti vantaggi da ambo le parti: intanto colui che si abitua a vedere gli uccelli da vicino e tranquilli (e non come sempre accade da noi, in fuga terrorizzata), mai più penserà di poterli uccidere [... ].“

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Arto Paasilinna 17
scrittore finlandese 1942
„Che succederebbe, cara signorina, se nelle banche vigesse l'usanza di versare da qualche parte nelle paludi o sulle colline i risparmi e gli interessi dei loro clienti? (cap. XXI)“


Bono Giamboni 13
scrittore italiano
„[... ] Della mala volontà nascono sette vizî principali, da sette pessime cose in che fa l'animo dell'uomo vizîoso e mal disposto. E 'l primaio vizîo è Vanagrolia: questo muove l'animo e fallo vizîoso e mal disposto d'una volontà disordinata a volere quello onore che non si conviene. E comettesi questo peccato per [otto] vie, e catuna ha il suo nome per meglio averle a memoria. E quelle sono i vizî che nascono di lei, e sono cosí appellati: Grandigia, Aroganza, [N]on usanza, Ipocresia, Contumacia, Contenzione, Presunzione, Inobbedienzia.“

Stefano Lentini 4
compositore italiano 1974
„L'indipendenza nella musica, e nelle arti in generale, è uno strumento di salvezza, di libertà e di espressione che rischia di essere sempre liquidato brutalmente dalle regole, le usanze, gli stilemi che caratterizzano un'epoca. Dare spazio alle identità, salvare le differenze, valorizzare i talenti è la via che permette al flusso misterioso della creatività di avere sfogo. (citato in Corriere della sera, 3 febbraio 2010)“

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Andreas Hofer 4
oste, comandante e patriota tirolese 1767 – 1810
„Andreas Hofer resta l'esempio di come si possa e si debba amare la propria terra e la propria identità, senza contrapporla a quella degli altri, ma rivendicando ogni diritto a vivere secondo le proprie usanze, i propri sentimenti, la propria cultura, la propria lingua, la propria fede. (Paolo Gulisano)“

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Umberto Eco 193
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Chi ride è malvagio solo per chi crede in ciò di cui si ride. Ma chi ride, per ridere, e per dare al suo riso tutta la sua forza, deve accettare e credere, sia pure tra parentesi, ciò di cui ride, e ridere dal di dentro, se cosí si vuol dire, se no il riso non ha valore. Ridere del piegabaffi, oggi, è un gioco da ragazzi; ridete dell'usanza di radersi, e poi discuteremo. Chi ride deve dunque essere figlio di una situazione, accettarla in toto, quasi amarla, e quindi, da figlio infame, farle uno sberleffo. (Franti a parte, solo di fronte al riso la situazione misura la sua forza: quello che esce indenne dal riso è valido, quello che crolla doveva morire. E quindi il riso, l'ironia, la beffa, il marameo, il fare il verso, il prendere a gabbo, è alla fine un servizio reso alla cosa derisa, come per salvare quello che resiste nonostante tutto alla critica interna. Il resto poteva e doveva cadere). Tale è Franti. Dall'interno idilliaco della terza classe in cui alligna Enrico Bottini, egli irraggia il suo riso distruttore; e chi si aggrappa a ciò che egli distrugge, lo chiama infame. (p. 363)“


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Charlie Chaplin 80
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977
„In molti villaggi vidi berline nuove di zecca usate come pollai. Ne chiesi la ragione a Spies, che mi disse: «Il villaggio si regge su basi comuniste, e i soldi che guadagna con l'esportazione di pochi capi di bestiame finiscono in un libretto di risparmio che col passare degli anni raggiunge una somma considerevole. Un giorno un intraprendente piazzista in automobili li ha convinti a comprare delle berline Cadillac. Per i primi due o tre giorni se ne sono andati in giro godendosela un mondo, finché non è finita la benzina. Allora hanno scoperto che il mantenimento di una macchina sarebbe costato loro in un giorno quanto guadagnano in un mese, e perciò le hanno abbandonate nei villaggi, dove si sono trasformate in pollai». [... ] Bali era allora un paradiso. Gli indigeni lavoravano quattro mesi nelle risaie e dedicavano gli altri otto all'arte e alla cultura. Gli svaghi erano gratuiti in tutta l'isola, dove un villaggio si esibiva per un altro. Ma ormai il paradiso non esiste più nemmeno là. La civiltà ha insegnato alle donne a coprirsi il petto e ad abbandonare le loro divinità amanti del piacere per le usanze occidentali. (p. 443-444)“

Curzia Ferrari 16
poetessa, giornalista e scrittrice italiana 1929
„Dal 1880 al 1893 avevano visto la luce Aleksandr Blok, Andrej Belyj, Velimir Chlebnikov, Nikolaj Gumilëv, Vladislav Chodasevič, Nikolaj Kljuev, Igor Severjanin, Anna Achmatova, Boris Pasternak, Osip Mandel'stam, Marina Cvetaeva, Majakovskij... un firmamento poetico affollato di stelle dove non sarebbe stato facile brillare.
[... ] egli era però il solo che provenisse dalla campagna – gli altri erano figli di professori universitari, di ingegneri, di commercianti, di militari, vivevano nelle città e molti di essi avevano viaggiato per l'Europa. Era il solo che avesse assimilato le usanze, i costumi, le tribolazioni trascendentali del popolo russo, indissolubilmente legate a un sentimento di adorazione e rassegnazione religiose.“

Guido Piovene 50
scrittore e giornalista italiano 1907 – 1974
„Salerno è diversa da Napoli, nell'apparenza e nello spirito. Qui veramente cadono molti luoghi comuni sull'Italia meridionale. L'aspetto è infatti quasi settentrionale, e la pulizia quasi svizzera. I discorsi sono secchi, brevi, propri di persone attive. [... ] Coloro che conoscono la vita salernitana nell'intimo mi dicono ch'essa è un miscuglio, tipico dell'Italia meridionale in questa fase di passaggio, e nei luoghi di punta, di usanze ancora patriarcali e di modernismi talvolta anche strani ed eccessivi. [... ] Osservando bene Salerno, si ha dunque l'impressione di un centro abbastanza tipico della fase di trasformazione dell'Italia meridionale. L'industrializzazione e il benessere sono in progresso, anche se le antiche passività gravino ancora fortemente.“

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Charlie Chaplin 80
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977
„[... ] è successo in Germania; ma le stesse cellule malate si trovano nel corpo di ogni nazione, pronte a entrare in attività. Io non posso parlare di orgoglio nazionale. Se uno è attaccato alla tradizione familiare, alla casa e al giardino, a un'infanzia felice, alla famiglia e agli amici, posso capire questo sentimento: ma io non ho un passato del genere. Nel migliore dei casi per me il patriottismo si nutre delle usanze locali: corse ippiche, caccia, Yorkshire pudding, hamburger americani e Coca-Cola, ma al giorno d'oggi questi affetti si possono coltivare in ogni parte del mondo. Naturalmente, se il paese in cui vivo stesse per essere invaso, come la maggior parte di noi, credo che sarei pronto al supremo sacrificio. Ma non ho nessuna voglia di rinunciare alla vita o alla carriera per un editto del parlamento o del congresso, se non credo alla causa: non sono un martire per ragioni nazionalistiche e non intendo morire per un presidente, un primo ministro o un dittatore. (p. 424)“

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