Frasi su vagabondaggio

Di esser nato da una vergine, te lo sei inventato tu. Tu sei nato in un villaggio della Giudea da una donna del posto, una povera filatrice a giornata. Questa fu scacciata dal marito, di professione carpentiere, per comprovato adulterio. Ripudiata dal marito e ridotta a un ignominioso vagabondaggio, clandestinamente ti partorì da un soldato di nome Pantera. A causa della tua povertà, hai lavorato come salariato in Egitto, dove sei diventato esperto in taluni poteri, di cui vanno fieri gli Egiziani. Poi sei tornato, e insuperbito per questi poteri, proprio grazie ad essi ti sei proclamato figlio di Dio. (Il giudeo: I, 28)

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Celso (filosofo) 25
filosofo greco antico o romano

Le fluttuazioni dell'industria attirano, quando essa è prospera, un gran numero di operai che, nei momenti di crisi, si trovano senza lavoro. Vediamo così che il vagabondaggio, che nasce dall'ozio, e il furto, che il più delle volte è la conseguenza del vagabondaggio, sono i due delitti che nello stato attuale della società conoscono la progressione più rapida. (1951-, vol. IV, t. 1, pp. 50-51; citato in Losurdo 2005, p. 73)

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Alexis De Tocqueville 71
filosofo, politico e storico francese 1805 – 1859

Morire, senza conoscere la gioia intensa e il relativo conforto dell'abbraccio di chi si ama. Affondare in quel coma orrendo, poi nella morte, e forse tornare per compiere vagabondaggi sterili, spaventosi. Senza sapere cosa significasse amare ed essere amati. Una tragedia che superava quella di trasformarsi in vampiro.

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Richard Matheson 6
scrittore e sceneggiatore statunitense 1926 – 2013

L'«eterna domenica del cuore», il vagabondaggio come affrancamento totale dal mondo e dalle strettoie della società organizzata, la gioia della peregrinazione fine a se stessa, sono certamente presenti nel giovane Hesse, ma il veleno della condizione moderna, la consapevolezza di uno sfaldamento psicologico dell'individuo conferisce al vagabondo Knulp una inquietudine vibrante, seppure coscientemente sedimentata, ignota ai suoi predecessori romantici.

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Mario Specchio 5
scrittore, poeta e traduttore italiano 1946 – 2012

L'esilio prolungato nello spazio e nel tempo, esilio senza ritorno, aggravato dal vagabondaggio dispersivo in altri mondi, possiede una rara quanto perforante facoltà distruttiva: lentamente carbonizza tutto ciò che siamo stati altrove, recide i vincoli di sangue, spegne i ricordi, fa impercettibilmente tabula rasa del passato. (p. 18)

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Enzo Bettiza 31
scrittore italiano 1927

Nei miei vagabondaggi ho avuto il grande torto di aver trascurato Nocera, la Nocera dei Pagani d'oggi, la Nuceria Alfaterna degli antichi, che fu un tempo la capitale di quella federazione della Campania meridionale di cui facevano parte, come città Minori, Pompei, Stabia, Sorrento ed Ercolano. (da Vita d'archeologo)

Amedeo Maiuri 4
archeologo italiano 1886 – 1963

[... ] l'uomo stolto, che sembri controllare il proprio corpo, ma nutra pensieri malvagi nella mente, fa uno sforzo vano. Può essere pericoloso reprimere il corpo, se si consente nello stesso tempo alla mente di andarsene fuori strada. Dove la mente vaga, presto o tardi il corpo la seguirà...
... Una cosa è permettere alla mente di nutrire pensieri impuri; assolutamente un'altra il fatto che essa si smarrisca involontariamente fra di essi, malgrado i nostri sforzi. La vittoria, alla fine, sarà nostra, se sapremo evitare di collaborare con la mente nei suoi impuri vagabondaggi. (p. 278)

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Mahátma Gándhí 197
politico e filosofo indiano 1869 – 1948

Né climi meridionali sotto un cielo come questo di Napoli che invita così potentemente alla pigrizia ed a quel dolce far niente di che ci han fatto una colpa gli stranieri, il vagabondaggio è così esteso che noi disperiamo che possa il governo giungere ad estirparlo del tutto in un paese come il nostro dove si vive così a buon mercato. Dove con dieci centesimi di maccheroni, dove con cinque centesimi di pane ed altrettanti di frutte un uomo ha messo a poco a poco il suo pranzo, non sappiamo come si possa sentire la suprema necessità e l'obbligo del lavoro. (Prima Piaga, Parte seconda, I, p. 127)

Francesco Mastriani 45
scrittore italiano 1819 – 1891

Come l'uomo che Musil paragonava ad un equilibrista sulla corda, costretto dalla sua stessa condizione di instabilità ad avanzare alla conquista di un nuovo e sempre precario equilibrio, anche i vagabondi di Hesse sono sospinti da un vento che spira dalle cime, stormisce sulle cime degli alberi, un vento che porta – come nel bellissimo capitolo Lago, albero, monte del racconto Vagabondaggio – la voce di Dio che canta, avvolto in un mantello marrone, ma un Dio sconosciuto che non concede soste che non siano pause meridiane, godute con la bruciante ed effimera letizia di un fuoco estivo.

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Mario Specchio 5
scrittore, poeta e traduttore italiano 1946 – 2012

Queste tre storie raccontano "la notte" di alcuni personaggi che si trovano in una situazione di blocco, in una fase in cui il flusso regolare del tempo si è interrotto. Perciò si può dire che fra tutt'e tre c'è una stretta affinità e che in un certo senso formano insieme un solo lungo racconto. E poi se non si fosse capito, ognuna è basata in gran parte sulla mia storia personale. Tutte le mie esperienze di questo periodo, dal mangiare le anguille al vedere i fuochi, dal troppo dormire al troppo bere agli incontri con le persone, sono confluite in questo libro insieme a tante altre emozioni, solo cambiate nella forma. Sono emozioni che continuo a cercare anche adesso, in un vagabondaggio accanito e senza sosta.

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Banana Yoshimoto 91
scrittrice giapponese 1964

Nei primi anni di questo secolo, ogni giorno – quale che fosse il tempo, con il sole o con la neve – si vedeva un uomo passeggiare attorno ai bastioni della città di Vienna. Quest’uomo era Beethoven, il quale, nel corso dei suoi vagabondaggi, elaborava nella propria testa le magnifiche sinfonie che poi avrebbe messo sulla carta. Per lui il mondo smetteva di esistere; invano le persone si levavano il cappello al suo passaggio. Lui non vedeva nulla; la sua mente era altrove. (libro I “passages” di Parigi)

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Walter Benjamin 47
filosofo e scrittore tedesco 1892 – 1940

Simone credeva di sapere già tutto sull'emigrazione, essendo stato egli stesso per tanto tempo in giro per il mondo. Invece leggendo il diario di Remigio si accorse che non era così. La sua era stata soltanto un'avventura giovanile e prolungata, il vagabondaggio di un individuo privilegiato che in ogni luogo si trovava come a casa sua. Piuttosto che un emigrante, era stato un vagabondo, un viaggiatore, che dovunque scopriva i volti nuovi e singolari del mondo, e almeno per vent'anni non aveva affatto pensato a Jalmis e a ciò che si era lasciato alle spalle. Per lui l'estero era stato veramente il Lasimpon, l'indefinito paese della fantasia, collocato dappertutto.

Carlo Sgorlon 22
scrittore italiano 1930 – 2009

La vita, senza una meta, è vagabondaggio. (95, 46)

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Lucio Anneo Seneca 174
filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 – 65 d.C.

Capisco benissimo l'atteggiamento psicologico del teddy boy col suo abito edoardiano; come tutti noi, egli vuole che la sua vita balzi al centro dell'attenzione, evochi il dramma e l'avventura. Perché non dovrebbe abbandonarsi a momenti di sfrenato esibizionismo, come lo scolaro indulge ai vagabondaggi e agli scherzi rumorosi? Non è naturale che quando vede le cosiddette classi abbienti affermare la loro fatuità egli voglia affermare la sua? Di questi tempi egli sa che la macchina obbedisce alla sua volontà come obbedisce a quella dell'esponente di qualsiasi ceto; che per cambiare una marcia o premere un bottone non occorre una speciale intelligenza. In quest'era insensata egli è pari a qualsiasi Lancillotto, aristocratico o scienziato che sia; il suo dito può distruggere una città con la stessa facilità di un esercito napoleonico. Non è dunque il teddy boy, una fenice che sorge dalle ceneri di una classe dirigente criminale, con un atteggiamento forse motivato da una subconscia convinzione, e cioè che l'uomo è solo un animale semi-addomesticato che per generazioni ha dominato gli altri con l'inganno, la crudeltà e la violenza? (pp. 110-111)

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Charlie Chaplin 108
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977