Frasi su vanteria

Cesare Marchi 27
scrittore, giornalista e personaggio televisivo italiano 1922 – 1992
„Assieme alla lussuria, la gola è il vizio più confessabile. Nessuno si vanterà pubblicamente di essere invidioso, avaro, tracotante, iracondo, negligente. Ma nessuno si vergognerà di dire che va matto per le profiteroles (e per Francesca Dellera). (prefazione, p. 9)“

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Louis-ferdinand Céline 128
scrittore, saggista e medico francese 1894 – 1961
„Quel che ci vuole in fondo per ottenere una specie di pace con gli uomini, ufficiali o no, armistizi fragili è vero, ma preziosi lo stesso, è di permettergli in ogni circostanza di mettersi in mostra, di sbracare in ingenue vanterie. (1992, p. 139)“


Arrigo Cajumi 32
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1899 – 1955
„Il più comico è che, nella pacifica Italia del tempo, Soffici e i suoi scandalizzavano mezzo mondo, e – come immoralisti – trovavano lettori sino nei bordelli, cosa che del resto li lusingava assai.
Ma ho in mente che si tratti di un'invenzione, o di una loro vanteria. Le puttane, e le padrone di casino, sono persone serie, business women. (p. 22)“

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Cesare Cantù 57
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„L'affettazione nello scrivere equivale all'ipocrisia neh" operare; la declamazione è il linguaggio delle idee e de' sentimenti falsi; né colla candida parola potrebbero accoppiarsi il magistrale ostentamento di concetti futili, la grande boria de' piccoli spiriti; il ghigno sistematico, l'epidemia di imprecazioni e d'ammirazioni arcadiche, le generalità ambiziose e inani, le idiote adulazioni a un pubblico stravagante, agl'ignoranti pretensivi, ai vili implacabili; le minacciose vanterie di eroiche paure. (in prefazione p. XII)“

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Francis Scott Fitzgerald 82
scrittore e sceneggiatore statunitense 1896 – 1940
„L'intimità si crea così. Prima si dà il miglior ritratto di se stesso, un prodotto splendente e rifinito, ritoccato di vanterie e falsità e umorismi. Poi diventano necessari i particolari e si dipinge un secondo ritratto e poi un terzo... In breve i lineamenti migliori si cancellano... e finalmente si rivela il segreto: i piani dei ritratti si sono mescolati e ci hanno tradito, e per quanto continuiamo a dipingere non riusciamo più a vendere un quadro. (pag 131, 1987)“

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Joseph Conrad 44
scrittore polacco 1857 – 1924
„I loro portamenti, che erano semplicemente quelli di comuni individui che se ne andavano per le loro faccende in una tranquilla fiducia quanto alla propria sicurezza personale, mi offendevano come le oltraggiose vanterie della follia in faccia ad un pericolo che essa è incapace di comprendere. Non avevo nessun preciso desiderio di illuminarli, ma avevo qualche difficoltà a trattenermi dal rider nelle facce loro tanto piene di stupida importanza. A dire il vero non stavo troppo bene in quel torno di tempo. (Marlow: cap. III, 1974, p. 113)“

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Francesco Alberoni 43
sociologo, giornalista e scrittore italiano 1929
„Metà dei danni di un Paese dipendono dall'accanimento con cui i cattivi capi frenano, ostacolano e paralizzano quelli intraprendenti ed attivi. E devo aggiungere che questi personaggi riescono quasi sempre a farla franca, perché sono abilissimi nel vendersi. Ma soprattutto perché i vertici delle istituzioni che dovrebbero controllare il loro operato sono superficiali. Non compiono indagini accurate, non si preoccupano di scoprire cosa hanno fatto di negativo. Prendono per buone le loro dichiarazioni, i loro resoconti, le loro vanterie. (da Cercando disperatamente dei leader che abbiano una fede, Corriere della sera, 30 settembre 2002)“

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Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„Compagni, non è più tempo di parlare ma di fare; non è più tempo di concioni ma di azioni, e di azioni romane.
Se considerato è come crimine l'incitare alla violenza i cittadini, io mi vanterò di questo crimine, io lo prenderò sopra me solo.
Se invece di allarmi io potessi armi gettare ai risoluti, non esiterei; né mi parrebbe di averne rimordimento.
Ogni eccesso della forza è lecito, se vale a impedire che la Patria si perda. Voi dovete impedire che un pugno di ruffiani e di frodatori riesca a imbrattare e a perdere l'Italia.
Tutte le azioni necessarie assolve la legge di Roma.
(dall'Arringa al popolo di Roma in tumulto, la sera del XIII maggio MCMXV, in Per la più grande Italia, pp. 73-74)“

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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„A notte alta, il vecchio e Occhio-di-gatto stavano davanti al camino acceso.
"Tanti anni fa," raccontò il vecchio "c'era un pittore che tutti dicevano bravo e pazzo, Enoch Pelicorti detto il Catena. Un'Autorità del paese lo convocò per commissionargli un grande affresco con un paesaggio popolato dagli angeli e dai diavoli per cui il Catena era famoso."
"Voglio che lei vi ritragga la gente importante e conosciuta del mio paese: le dirò io quali dipingere, e in che ruolo. Chi si riconoscerà tra le schiere angeliche," spiegò l'Autorità "ne sarà soddisfatto e onorato, chi si vedrà ritratto in sembianze diaboliche riderà della canzonatura, oppure ingoierà il boccone, o addirittura se ne vanterà."
"Non lavorerò per lei," rispose il Catena. "In questo paese si fa un gran parlare di angeli e di diavoli, ma io non ne conosco. Le creature alate che dipingo disprezzano ugualmente l'indifferenza di Dio e la malvagità di Satana, e sono tanto liberi e lontani dai loro supposti padroni celesti e infernali, quanto sono vicini e somiglianti agli uomini. Nel suo paesaggio non vedo né angeli, né diavoli.
Solo dei servi.“

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