Frasi su veggente

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Giacomo Zanella 2
presbitero e poeta italiano 1820 – 1888
„Il nulla | A più veggenti savj: | Io nella tomba troverò la culla. (da La veglia, 18)“

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Anthony Kiedis 120
cantante statunitense 1962
„È ridicolo dirlo, ma il fatto è che io e Flea siamo uniti da uno strano legame dovuto ad un arcano potere. Una volta lui ha anche consultato una veggente, che gli ha raccontato un mare di stronzate sulle sue "vite passate"; la tipa gli ha poi descritto un personaggio che sembra una mia copia sputata, e ha concluso che nelle nostre "vite precedenti" ci siamo persi e ritrovati per secoli; addirittura gli avrei salvato la vita, uno-due secoli fa, durante una guerra in Italia. Cazzate, certo. Però tra noi un misterioso legame c'è, eccome:più di una volta ci è capitato che ci ritrovassimo vestiti con abiti uguali, eccentrici e identici, e questo è veramente strano.“


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Anita Ekberg 4
attrice svedese 1931 – 2015
„[... ] quello che mi dava fastidio è che lui era falso, voleva apparire diverso da ciò che era, non era coerente. Era un uomo razionale che dimostrava poi di essere assolutamente irrazionale. [... ] Tutti sanno che era fissato con maghi e veggenti, come una donnetta... diciamola tutta, era un provinciale. Si affidava alla divinazione di sensitivi, figuriamoci... e per me, che sono sempre stata con i piedi piantati a terra, era francamente insopportabile.“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„La profezia consiste nella sua conoscenza dei più profondi valori, in cui si specchiano e si ritrovano i secoli; come oggi il mondo della tecnica con i suoi particolari. Infatti, da queste tavole si possono presagire le forme delle bombe degli aerei e le forme dei sottomarini e in una di esse, mi pare nel giardino delle libidini si trova anche il pauroso pendolo di E. A. Poe, uno dei grandi simboli del ritmico mondo della morte. Bosch è il veggente di un aeon, come Poe lo è di un saeculum (da Nota di diario del 4 gennaio 1944, Parigi, pp. 376-377)“

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Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„Così io, ombra delicata e fiori | di velo ricoperti | tra marmi antichi e divorate chiome | svolgo il mio passo acceso alle veggenti | distese d'erba e anche al tuo passato. (Psyche a Pan)“

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Gabriele Rossetti 7
poeta, critico letterario e patriota italiano 1783 – 1854
„L'Astrea che mai non erra | Non danna a stigio gelo | Un cuor che in sé rinserra | Fiamma di patrio zelo: | So ch'è punito in terra, | Ma premïato in cielo: | Tempesta ha qui, là calma, | Martirio qui, là palma. (da Il veggente in solitudine, novena prima, III, VII, p. 64)“

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Friedrich Dürrenmatt 21
scrittore, drammaturgo e pittore svizzero 1921 – 1990
„«Pannychis», disse il veggente in tono paterno «solo la non conoscenza del futuro ci rende sopportabile il presente. Mi sono sempre stupito e continuo a stupirmi immensamente che gli uomini siano tanto smaniosi di conoscere il futuro. Sembra quasi che preferiscano l'infelicità alla felicità.» (p. 41)“

Roger Munier 11
1923 – 2010
„Il pensatore non è creatore. È veggente. (n. 38)“


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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Apparteniamo a un'epoca in cui cinema e Tv si sostituiscono alla parola scritta, al racconto scritto, e nel dialogo con il mondo i registi anzi gli attori si sostituiscono agli scrittori. Nessuno infatti, neanch'io, resiste al narcotico richiamo dello schermo, al perpetuo svago offertoci da un sistema di comunicazione che trasforma in pubblico trastullo anche la sacra intimità del sesso e la inviolabile solennità della morte. Soggiogati, ipnotizzati dalla moderna Medusa, passiamo ore a guardar le sue immagini e ascoltare i suoi suoni. Di conseguenza leggiamo assai meno, e molti non leggono più. Ritengono che si possa vivere senza leggere cioè senza la parola scritta, il racconto scritto, gli scrittori. Invece no. No, e non tanto perché lo stesso cinema e la stessa Tv non prescindono dalla parola scritta, dal racconto scritto, dagli scrittori, quanto perché lo schermo non permette e non permetterà mai di pensare come si pensa leggendo: le sue immagini e i suoi rumori distraggono troppo, impediscono di concentrarsi. Oppure suggeriscono riflessioni troppo superficiali e passeggere. Inoltre si preoccupa troppo di stupire e divertire, lo schermo, diverte e stupisce con mezzi troppo rudimentali e giocattoleschi: se ne frega delle tue meningi. È superfluo ricordare che per leggere ci vuole un minimo di meningi cioè di intelligenza e cultura, superfluo sottolineare che qualsiasi idiota o qualsiasi analfabeta con due occhi e due orecchi può guardare le immagini e ascoltare i suoni della moderna Medusa. Ma per vivere, per sopravvivere, è necessario pensare! Per pensare è necessario produrre idee, fornirle! E chi più dello scrittore produce idee? Chi più di lui le fornisce? Lo scrittore è una spugna che assorbe la vita per risputarla sotto forma di idee, è una mucca eternamente incinta che partorisce vitelli sotto forma di idee, è un rabdomante che trova l'acqua in qualunque deserto e la fa zampillare sotto forma di idee: è un mago Merlino, un veggente, un profeta. Perché vede cose che gli altri non vedono, sente cose che gli altri non sentono, immagina e anticipa cose che gli altri non possono né immaginare né anticipare... E non solo le vede, le sente, le immagina, le anticipa: le trasmette. Da vivo e da morto. Cara, nessuna società s'è mai evoluta al di fuori degli scrittori. Nessuna rivoluzione (buona o cattiva che fosse) è mai avvenuta al di fuori degli scrittori. Nel bene e nel male, sono sempre stati gli scrittori a muovere il mondo: cambiarlo. Sicché scrivere è il mestiere più utile che ci sia. Il più esaltante, il più appagante del creato. (il Professore: II, VI, IV; pp. 416-418)“

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Roberto Calasso 33
scrittore italiano 1941
„Degli inni del Ṛgveda si dice che furono visti dai ṛṣi. Perciò i ṛṣi possono essere definiti «veggenti». Videro gli inni come si vede un albero o un fiume. (p. 131)“

„Nel paese dei ciechi, gli orbi non sono re, sono pazzi. Ricordate quel bel racconto di Wells, che si intitola precisamente Il paese dei Ciechi?. In quel paese è giunto un veggente. Lo si considera come un ammalato e non vi sarebbe che l'ablazione degli occhi, pensano intorno a lui, per guarirlo. Ebbene, se credete in me, sarete come un veggente in mezzo ai ciechi. Ma vi tratteranno da pazzo, perché avrete capito che l'uomo è doppio e si guarda vivere senza potere agire in nulla sulla propria condotta... Egli subisce il suo destino, non lo fa. (p. 130)“

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Christian Meier 1
storico tedesco dell'antichità 1929
„La religione, ha scritto Burckhardt, non era per i greci «al di sopra o accanto alla pólis, perché culto e vita» erano «una sola cosa». O erano quantomeno strettissimamente intrecciati. Ogni pasto, ogni simposio, ogni battaglia cominciava con un sacrificio; ogni assemblea popolare con una preghiera. Gli argomenti di natura religiosa erano in cima all’ordine del giorno. Le sottosezioni della cittadinanza si incontravano attorno agli altari, celebravano i loro culti e poi, per esempio, accoglievano i neonati nelle loro file, offrivano sacrifici e mangiavano solennemente le carni degli animali sacrificati. La volontà degli dèi era accuratamente sondata dai veggenti. Uomini e donne, padri di famiglia e dignitari della comunità non perdevano d’occhio gli dèi e si adoperavano per renderseli benevoli, sia quando c’era una ragione particolare per farlo, sia perché così voleva la regola. (Christian Meier, Cultura, libertà e democrazia. Alle origini dell’Europa, l’antica Grecia. Milano, Garzanti, 2009, p. 144)“


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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Esso lustra la sua armatura e agita le antenne leggiadre, poi distende le ali e si libra nella luce. Nel profondo della terra era cieco, ora gli occhi lo fanno veggente; viveva da verme senza piedi, ora vola con le ali. Era un sognatore solitario in una camera buia; ora sciama e tripudia con legioni di suoi simili, a festa. La terra vive; dappertutto i dormienti erompono dalla polvere. (da Lo scarabeo spagnolo, p. 240)“

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Polibio 13
storico greco -206 – -124 a.C.
„[... ] persone affette da malanni cronici. Costoro infatti, una volta che, seguendo tutte le prescrizioni della terapia e obbedendo ai medici, non abbiano riscontrato miglioramenti, scontenti dei risultati sono spesso costretti a desistere: alcuni allora si rivolgono a veggenti, mentre altri fanno ricorso ad ogni tipo di rito magico ed amuleto. Lo stesso avvenne ai Rodî. (XXXIII, 17; 1998, vol. IV)“

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Thomas Bernhard 67
scrittore, romanziere e drammaturgo austriaco 1931 – 1989
„Il malato è un veggente, nessuno possiede un'immagine del mondo più chiara della sua. (da Il respiro. Una decisione)“

Ugo Ojetti 50
scrittore, critico d'arte e giornalista italiano 1871 – 1946
„Odio il punto esclamativo, questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce, questo gran spiedo per un passero, questo palo per impalare il buon senso, questo stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, questo punteruolo da ciabattini, questa siringa da morfinomani, questa asta della bestemmia, questo pugnalettaccio dell'enfasi, questa daga dell'iperbole, quest'alabarda della retorica. Quando, come s'usa nei nostri tempi scamiciati, ne vedo due o tre in fila sul finir d'un periodo, che sembrano gli stecchi sul didietro di un'oca spennata, chiudo il libro perché lo sento bugiardo. Adesso v'è anche chi te l'accoppia con l'interrogativo, che par di veder Arlecchino appoggiato a Pulcinella. Tanto odio questa romantica lacrimuccia nera quando la vedo sgocciolare sulla povera candida pagina, che in essa mi immagino di scoprire or la causa or l'effetto, certo il chiaro simbolo di tutti i mali delle nostre lettere, arti e costumi. E se potessi far leggi, bandirei il punto esclamativo dalla calligrafia, dalle tipografie, dalle macchine da scrivere, dall'alfabeto Morse, con la speranza che a non vederlo più gli italiani se ne dimenticassero anche nel parlare e nel pensare, e pian piano espellessero dal loro sangue questo microbo aguzzo il quale dove arriva fa imputridire i cervelli e la ragione e rimbambisce gli adulti, accieca i veggenti, instupidisce i savi, indiavola i santi... Il punto esclamativo è il servo scemo dell'interiezione.“

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