Frasi su venerato

„Un uomo del suo tempo e di tutti i tempi: una presenza viva e fraterna in tutto il mondo dell'Islam, dal Cairo a Tangeri, da Djakarta a Lahore, coi suoi 800 milioni di musulmani. Nell'India, in Afghanistan, in Iran i suoi poemi sono salmodiati dalle folle durante i pellegrinaggi; nel più umile villaggio turco – e, ancora oggi, in Bosnia-Erzegovina – la sua memoria è venerata; a Istanbul esiste un cimitero in cui molti chiedono di essere sepolti, vicino a coloro che furono "gli innamorati" di Rūmī; monasteri in tutto l'Oriente, ivi compresi i Balcani; cattedre dalle quali per sette secoli fu insegnata la sua dottrina; il riconoscimento, da parte degli orientalisti occidentali, della sua opera come di quella del più grande poeta mistico di tutti i tempi, opera che – per gli orientali – è seconda solo al Corano [... ] Ma, soprattutto, il portatore di un messaggio di bruciante attualità, perché fondato su un'esperienza vissuta, emanante da un uomo che – anche se divenne un santo – non era un prete.“

Marc Monnier 18
scrittore italiano 1827 – 1885
„È noto che a Napoli la immagine della Vergine non solamente è affissa su tutti i canti delle vie, ma anche nelle botteghe le più profane, nei caffè, nelle taverne e perfino ne' postriboli. Le prostitute, alla pari delle donne oneste, si addormentano la sera, sotto l'immagine della Madre di Dio, che esse, per devoto pudore, tengono velata durante le loro turpitudini. La Madonna può dunque a maggior ragione essere anche nelle prigioni venerata dai malfattori e dai camorristi incaricati di fornire l'olio della lampada, che deve stare accesa dinanzi a lei. A tale effetto, essi richiedono una contribuzione a tutti i detenuti, e guadagnano per tal modo di che illuminare la città intiera. È questo un costume immemorabile, del quale si ritrovano le traccie ad ogni passo, risalendo nella storia di Napoli, fino alla conquista spagnuola, e nella storia della Spagna fino al medio-evo. L'olio per la Madonna fornì in ogni epoca pretesto ad ogni sorta di frodi, e alla più umile di tutte, cioè all'accattonaggio. (p. 18-19)“


Friedrich Georg Jünger 35
1898 – 1977
„Nel luogo integro, non ferito o danneggiato dall'uomo, il genio è vivo e sensibile. Allo stesso tempo egli è un guardiano; le ferite non restano impunite e si rivoltano contro gli uomini. Il genius loci è guardiano, custode ed accrescitore del suo luogo e in quanto tale è venerato. Ma la sfera del luogo va in rovina se viene violata; da ciò segue che l'uomo deve curare tutto ciò che è assegnato e assoggettato per farlo prosperare: il campo, il pascolo, il frutteto, piante e animali. Questa non è solo una richiesta razionale promossa dall'intelletto, perché l'intelletto non produce niente, niente cresce dal giudizio. (p. 50)“

Marc Monnier 18
scrittore italiano 1827 – 1885
„La camorra era [... ] rispettata e venerata nei tempi (ne siamo peranco usciti appieno?), nei quali non riconoscevasi altro diritto, tranne quello del più forte. E aggiungi che la camorra, fino ad un certo punto, rispettava sé stessa. Non ammetteva nel suo seno che uomini relativamente onesti, vale a dire vagabondi, fannulloni dotati di una certa fierezza. Fui assicurato che in passato — ma son lontani assai quei tempi — i ladri ne erano esclusi. (p. 8)“

David Pinsent 5
filosofo britannico 1891 – 1918
„Wittgenstein era uno spasso: qui sta studiando filosofia, ma solo ora ha iniziato a frequentarla in modo sistematico: è sinceramente stupito che tanti filosofi, da lui venerati per ignoranza, in fin dei conti siano così stupidi e disonesti e commettano madornali errori! (da Nota di diario di Giovedì 30 maggio 1912, pp. 28-29)“

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Porfírio 59
filosofo e teologo greco antico 233 – 305
„In ogni caso è proprio a causa dei demoni malvagi che la stregoneria si realizza in ogni sua forma ed essi – in particolare il loro capo – sono venerati da quanti compiono cattive azioni per via d'incantesimi. (II; 2015, p. 355)“

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Quinto Aurelio Simmaco 2
oratore, senatore e scrittore romano 340 – 402
„Quel che da tutti è venerato, è giusto considerarlo uno stesso ed unico essere. Noi guardiamo gli stessi astri, il cielo è comune a tutti, lo stesso universo ci circonda: che importanza ha la filosofia attraverso la quale ogni uomo cerca la verità?
Non si può approdare ad un mistero così grande attraverso una sola strada.“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Dico che nessun uomo è mai stato abbastanza devoto, neppure la metà del necessario, | nessuno ha mai adorato o venerato, neppure la metà del necessario, | nessuno ha ancora cominciato a considerare quanto divino egli sia, quanto indubbio il futuro. || Affermo che la vera, durevole grandezza di questi Stati dev'essere la loro religione, | altrimenti non si avrà mai né vera né durevole grandezza; | (né carattere né vita né durevole grandezza, | nessuna terra, né uomo, né donna senza religione.) (7, p. 28)“


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Huston Smith 2
1919 – 2016
„Se vogliamo analizzare un tratto della visione primitiva che le religioni storiche hanno in gran parte abbandonato, consideriamo come essa tenda a classificare gerarchicamente gli esseri in base alla loro prossimità con la fonte divina. Così, gli animali sono in gran parte venerati per la loro "anteriorità"; la relativa stupidità della lontra induce i Winnebago a pensare che fu creata per ultima. (da Le religioni del mondo)“

„Fu un romano, Verre, il rapace protettore della Sicilia, a fare gran guasto a Segesta, depredandola, tra l'altro, del simulacro di Diana, insigne opera d'arte, ma anche venerato come protettore della città.“

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Marvin Harris 6
antropologo statunitense 1927 – 2001
„Gli esploratori [europei], ovviamente, scoprirono anche Stati ed imperi pienamente sviluppati, governati da despoti e da classi dirigenti e difesi da eserciti permanenti. Furono questi gli imperi che con le loro città, i monumenti, i palazzi e i tesori spinsero tutti i Marco Polo e i Cristoforo Colombo oltre i deserti e gli oceani. V'era la Cina, il più grande impero del mondo, uno stato ampio e sofisticato i cui governanti schernivano i "barbari dalle facce rosse" [gli europei], supplicanti da piccoli regni oltre i confini del mondo civilizzato. E v'era l'India, un paese dove le vacche erano venerate e il fardello dell'esistenza veniva distribuito in misura ineguale secondo i meriti di ciascun'anima nella sua precedente incarnazione. Vi erano poi gli stati e gli imperi americani primitivi, mondi a parte, ciascuno con le sue arti e le sue religioni caratteristiche: gli Incas, con le loro grandi fortezze di pietra, i ponti sospesi, i granai sempre pieni e l'economia controllata dallo Stato; gli Aztechi, con i loro dei assetati di sangue, nutriti di cuori umani, e la loro incessante ricerca di nuove vittime sacrificali. E infine vi erano gli Europei stessi, con le loro proprie caratteristiche esotiche: pronti a combattere in nome di un Principe della Pace, sempre a comprare e vendere per realizzare profitti, molto più potenti della loro consistenza numerica, grazie all'abile padronanza delle arti meccaniche e dell'ingegneria.“

Francesco Compagna 10
politico italiano 1921 – 1982
„Della «Padania» non si discute; la si combatte anche nel nome e per conto delle «venerate tradizioni sentimentali». Come il separatismo siciliano. Tengo tanto alle «venerate tradizioni» che rifiutai come testimone delle mie nozze un fratello di mia suocera che era un esponente in vista di quel separatismo. (p. 72)“


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Jürgen Moltmann 11
teologo tedesco 1926
„Ci dobbiamo intromettere là dove viene venerata la morte e distrutta la vita: questo intendevamo per teologia politica.“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Dal boschetto è venuto ancora | il cigno blu della notte | portando sulle ali | venerate reliquie. (da Il sorbo si è fatto rosso)“

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James Joyce 49
scrittore, poeta e drammaturgo irlandese 1882 – 1941
„Cristoforo Colombo, come ognuno sa, è venerato dai posteri perché fu l'ultimo a scoprire l'America.“

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Vasilij Vasil'evič Rozanov 12
scrittore e filosofo russo 1856 – 1919
„Ma anche nell'ultimo istante, "sradicati" dal loro mondo, questi popoli della circoncisione non sopportano la putredine della morte, tipica presso gli ariani, l'odore di cadavere: in loro non vi sono rughe di vecchiaia, né rilassamento di membra, né Weltschmerz, "dolore universale", né "anarchia sociale". Creatori di vita "secondo leggi grandi ed eterne", hanno escluso dal nerbo stesso dell'esistenza l'idea della morte; – "non accolgono l'idea del non essere", come nel Fedone si espresse sul conto dell'immortalità dell'anima Platone. Al contrario, presso gli ariani, il "pungolo" della negazione è penetrato nelle radici dell'essere, e questa "traumatizzante negazione" pulsa nelle loro vene. Gli ariani vivono nella morte e hanno venerato un sepolcro. (da Da una remota antichità, pp. 160-161)“

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