Frasi su verme

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Noyz Narcos 129
rapper, beatmaker e writer italiano 1979
„Siamo in trans solo perenne, 'sto mondo è un grosso verme, dice che domani ci lascio le penne (da Autodistruttivo)“

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William Blake 58
poeta, incisore e pittore inglese 1757 – 1827
„Il verme tagliato perdona l'aratro.“


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Natuzza Evolo 3
mistica italiana 1924 – 2009
„Io sugnu un verme della terra, io non è che faccio miracoli. Io so 'na poveraccia. Questo non lo faccio io ma lo fa il Signore.“

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Frank Herbert 112
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„O verme dai molti denti, | Puoi forse negare il male insanabile? | La carne e il respiro che ti chiamano | Nelle profondita', dove tutto ebbe inizio, | Si nutrono di mostri che si contorcono alle porte infocate ! | Con tutta la tua maesta', non hai un mantello | Che ti protegga dal veleno del dio | E dall'ardente bramosia ! (Canto del Verme, dal Libro di Dune: Ed. Nord, p. 183)“

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Bobby Sands 19
attivista e politico nordirlandese 1954 – 1981
„Dico le preghiere – che verme! (E qualcuno potrebbe osservare: hai aspettato l'ultimo minuto.) Ma io credo in Dio e, sarà presunzione, sono convinto che lui e io ci capiamo bene in questa bufera. (p. 98)“

Giuseppe Dessì 3
scrittore italiano 1909 – 1977
„Il verme si mangia tutta la polpa, tale e quale come un tarlo; poi esce e si trasforma in una piccola mosca che depone migliaia e migliaia di uova. Bisognerebbe poter distruggere milioni di mosche. Solo Dio potrebbe farlo: ma Dio, queste mosche della malora, le ha create per punirci dei nostri peccati. (p. 88)“

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„«Ti aspetti gloria?» disse Ba'alzamon. «Potere? Ti hanno detto che l'Occhio del Mondo sarà al tuo servizio? Quale gloria e quale potere toccano a un burattino? Le stringhe che ti muovono sono state intessute da secoli. Tuo padre fu scelto dalla Torre Bianca, come uno stallone legato alla cavezza e condotto al suo compito. Tua madre non era altro che una fattrice, per i loro piani. E questi piani portano alla tua morte.»
Rand strinse i pugni. «Mio padre è un brav'uomo e mia madre era una donna per bene. Non parlare di loro!»
Le fiamme risero. «C'è del coraggio in te, dopotutto. Forse sei proprio tu, quello che cerco. Ma il coraggio ti gioverà ben poco. L'Amyrlin Seat ti userà, finché non sarai consumato, proprio come furono usati Davian e Yurian Stonebow e Guaire Amalasan e Raolin Darksbane. Proprio come è usato Logain. Finché di te non resterà niente.»
«Non so...» Rand agitò la testa da una parte e dall'altra. Quel solo momento di pensiero chiaro, nato dall'ira, era sparito. I suoi pensieri continuavano a turbinare. Rand ne afferrò uno, zattera nel gorgo. Si costrinse a parlare, con voce man mano più forte. «Tu... sei imprigionato... a Shayol Ghul. Tu e tutti i Reietti... imprigionati dal Creatore fino alla fine del tempo.»
«La fine del tempo?» lo schernì Ba'alzamon. «Tu vivi come uno scarafaggio sotto la pietra e pensi che il tuo fango sia l'universo. La morte del tempo mi porterà un potere che non puoi nemmeno sognare, verme.»
«Tu sei imprigionato...»
«Sciocco, non sono mai stato imprigionato!» I fuochi del suo viso ruggirono con tanto calore che Rand indietreggiò, riparandosi con le mani. Il sudore sul palmo si asciugò per il calore. «Fui a fianco di Lews Therin Kinslayer, quando compì il misfatto che gli valse il soprannome. Fui io a dirgli di uccidere la propria moglie e i propri figli e tutta la propria stirpe e ogni persona che amava o da cui era amato. Fui io a dargli il momento di lucidità perché sapesse che cosa aveva fatto. Hai mai sentito un uomo urlare fino a perdere l'anima, verme? Poteva colpirmi, allora. Non avrebbe vinto, ma poteva tentare. Invece chiamò su di se il suo prezioso Potere, tanto che la terra si aprì e innalzò Montedrago per segnare la sua tomba. Mille anni dopo, mandai i Trolloc a depredare il meridione e per tre secoli essi devastarono il mondo. Quelle stolte e cieche di Tar Valon dissero che ero stato infine sconfitto, ma il Secondo Patto, il Patto delle Dieci Nazioni, era infranto senza rimedio e chi rimase a opporsi a me, allora? Io sussurrai nell'orecchio di Artur Hawkwing e la terra Aes Sedai morì in lungo e in largo. Io sussurrai di nuovo e il Gran Monarca mandò i suoi eserciti al di là dell'oceano Aryth e del Mare del Mondo, e con questo atto sancì due condanne. La condanna del suo sogno di una sola terra e di un solo popolo, e una condanna ancora da venire. Ero al suo capezzale, quando i consiglieri gli dissero che solo le Aes Sedai potevano salvargli la vita. Parlai, e lui ordinò d'impalare i consiglieri. Parlai, e le ultime parole del Gran Monarca furono l'ordine di distruggere Tar Valon. Se uomini del valore di costoro non hanno potuto opporsi a me, quale possibilità hai tu, rospo acquattato accanto a una pozza della foresta? Servirai me, oppure ballerai ai fili delle Aes Sedai, fino alla tua morte. E poi sarai mio! I morti appartengono a me!» (Rand e Ba'alzamon, capitolo 14)“

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Luigi Settembrini 27
scrittore e patriota italiano 1813 – 1876
„Oggi non si vuol sapere di sette, e va benissimo: ma una volta esse ci sono state, e per esservi dovevano avere la loro ragione. Non bisogna scandalezzarsene e biasimarle così a la cieca, ma considerare che in certi tempi e in certi popoli elle sono una necessità, e moltissimi uomini di virtù e di senno credettero bene di appartenervi. Nei paesi liberi ci sono le parti, le quali sono pubbliche, e adoperano mezzi se non sempre onesti almeno d'un'apparenza legale. Nei paesi servi ci sono le sette, che sono segrete, e che per ira e corruzione non badano troppo alla qualità dei mezzi. Le sette sono una necessità della servitù, e cessano quando l'idea che le ha formate non è più né segreta né di pochi, ma pubblica e generale, e deve diffondersi e volare per tutto. Se volete la farfalla, dovete avere prima il verme. Allora non potevamo in altro modo intenderci, accordarci, tentare libertà, e spargere il seme di quelle idee che han prodotto il frutto che ora apparisce. Non abbiate dunque a male se io vi parlo d'una setta. (p. 30)“


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Herman Melville 53
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Capisci ora, Bulkington? Sembra che tu afferri barlumi di quella verità intollerabile ai mortali, che ogni pensare serio e profondo è soltanto l’intrepido sforzo dell’anima per mantenere la libera indipendenza del suo mare, mentre i venti più selvaggi della terra e del cielo cospirano a gettarla sulla costa traditrice e servile. Ma siccome nell’assenza della terra soltanto sta la suprema verità senza rive, infinita come Dio, così meglio è perire in quell’abisso ululante che venire vergognosamente sbattuto a sottovento, anche se in questo fosse la salvezza. Poiché, allora, oh! chi vorrebbe come un verme strisciare vilmente a terra? Terrore dei terrori! È così vana tutta quest’angoscia? Coraggio, Bulkington, coraggio! Tienti ferocemente, semidio! Su dagli spruzzi della tua morte oceanica, su, in alto, balza la tua apoteosi! (XXII; p. 139)“

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Primo Levi 115
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Perché il delfino è simile ad un pesce, eppure partorisce ed allatta i suoi nati? Perché è figlio di un tonno e di una vacca. Di dove i colori gentili delle farfalle, e la loro abilità al volo? Sono figlie di una mosca e di un fiore. E le testuggini, sono figlie di un rospo e di uno scoglio. E i pipistrelli, di una civetta e di un topo. E le conchiglie, di una lumaca e di un ciottolo levigato. E gli ippopotami, di una cavalla e di un fiume. E gli avvoltoi, di un verme nudo e di una strige. (Quaestio de Centauris, pp. 30-31)“

Giacomo Lubrano 5
gesuita, poeta e scrittore italiano 1619 – 1693
„Quai di natura inusitati incanti | fan d'un Verme villan Tessalo Mago, | che a lente linee circolando vago, | tesse col orientali ammanti? || I serici tesor' sono i suoi vanti, | onde di Frigia insuperbisce l'ago.)“

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Giuliano Ferrara 24
giornalista, conduttore televisivo e politico italiano 1952
„Ieri sono andato a letto tardi, ho girato per Milano mi sono fermato in una libreria e ho trovato un libro di Emmanuel Kant, il filosofo che Umberto Eco legge senza capirlo. Nel libro "Scritti politici" Kant scrive: "Il capo supremo deve essere giusto per se stesso e tuttavia essere un uomo. Da un legno storto come'è quello di cui l'uomo è fatto non può uscire nulla di interamente diritto". Questa è l'essenza del liberalismo che i puritani e i moraleggianti robespierristi giacobini non hanno mai capito, per questo hanno tagliato tante teste e realizzato un mondo di terrore. [... ] "Lo Stato che vuole attuare con mezzi coattivi la felicità individuale o la morale collettiva – scrive il filosofo tedesco – non raggiunge lo scopo e diventa oppressore". È chiaro professor Eco, è chiaro che lei Kant lo legge fino a tarda notte ma non lo capisce? (dal discorso introduttivo alla manifestazione "Siamo in mutande, ma vivi. Contro il neopuritanesimo ipocrita", al Teatro dal Verme di Milano, il 12 febbraio 2011; citato in [http://www. ilvelino. it/articolo. php? Id=1295739&t=Ferrara_Eco_legge_Kant_ma_non_lo_capisce Ferrara: Eco legge Kant ma non lo capisce. ], Il Velino, 12 febbraio 2011; [http://video. ilfoglio. it/ilfogliocatodico/preview/298 video su ilfoglio. it])“


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Arrigo Boito 10
librettista italiano 1842 – 1918
„Il tizzo acceso fin che arde fuma; | simile, o mesto amico, al nostro cuore | che in pianto si consuma | fin che arde l'amore. || Lascia dunque che s'alzi e che s'esali | questa nube di duol cotanto intenso; | essa abbraccia i tuoi mali | come grani d'incenso. || Sii in te stesso al par d'un vaso sacro | d'olocausto, di fede e di speranza; | vedi, il fumo pare acro, | ma il turibolo danza. || Non ispegner per tema o per ristoro | quell'incendio divin che ti fa egro, | non far che il carbon d'oro | si muti in carbon negro. || Anzi affronta gli spasmi ed il martiro, | cerca nell'ansia del tormento occulto | dopo il duol del sospiro | l'estasi del singulto; || troverai qualche vero. È la tempesta | esultazione a chi non sa temerla, | e sulla duna resta | dopo l'onda la perla. || Piangi, medita e vivi; un dì lontano | quando sarai del tuo futuro in vetta | questo fiero uragano | ti parrà nuvoletta. || *** || Oggi volli per te cantar la vita, | ma la dolce canzon sul metro mio | torna fioca e smarrita | per troppo lungo oblio. || Torva è la Musa. Per l'Italia nostra | corre levando impetuösi gridi | una pallida giostra | di poeti suicidi. || Alzan le pugna e mostrano a trofèo | dell'Arte loro un verme ed un aborto | e giuocano al palèo | colle teste di morto. || Io pur fra i primi di cotesta razza | urlo il canto anatemico e macabro, | poi, con rivolta pazza, | atteggio a fischi il. || Praga cerca nel buio una bestemmia | sublime e strana! e intanto muor sui rami | la sua ricca vendemmia | di sogni e di ricami. || Dio ci aiuti, o Giovanni, egli ci diede | stretto orizzonte e sconfinate l'ali; | ci diè povera fede | ed immensi ideali. || E il mondo ancor più sterile, o fratello, | ci fa quel vol di pöesia stupendo, | e non trovando il Bello | ci abbranchiamo all'Orrendo. || Dio ci aiuti! Su te sparga l'ulivo, | sparga la pace e le benedizioni, | sii sulla terra un vivo | felice in mezzo i buoni. || A me calma più piena e più profonda; | quella che splende nell'orbita d'una | pupilla moribonda, | mite alba di luna. (A Giovanni Camerana., pp. 796-798)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Esso lustra la sua armatura e agita le antenne leggiadre, poi distende le ali e si libra nella luce. Nel profondo della terra era cieco, ora gli occhi lo fanno veggente; viveva da verme senza piedi, ora vola con le ali. Era un sognatore solitario in una camera buia; ora sciama e tripudia con legioni di suoi simili, a festa. La terra vive; dappertutto i dormienti erompono dalla polvere. (da Lo scarabeo spagnolo, p. 240)“

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Umberto Saba 97
poeta italiano 1883 – 1957
„L'Italia – direbbe il loro e mio Shakespeare – è una rosa troppo bella, troppo profumata, per non accogliere nel suo grembo il verme più ripugnante. (145, p. 111)“

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Ljudmil Stojanov 15
poeta e scrittore bulgaro 1886 – 1973
„Chi mi avrebbe mai detto che sarei stato lì, coricato e morente di colera, in quella contrada straniera e coperta di noccioli e di pruni? Non avevo mai pensato una cosa simile: ecco che cosa fa la guerra dell'uomo. Lo mette nella posizione più anormale, più idiota e più umiliante, per schiacciarlo in ultimo come una mosca o come un verme. (da Sotto le stelle del Golak, p. 57)“

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