Frasi su vessillo

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Franz Liszt 16
compositore, pianista e direttore d'orchestra ungherese 1811 – 1886
„A parte il dramma, nessuna arte richiama tante folle quanto la musica, cui partecipano in numero sempre maggiore molti praticanti. [... ] La musica non limita le sue meravigliose manifestazioni a opere per le masse: va incontro alle più diverse necessità della nostra anima e le colma di tutte le impressioni di cui è capace. Non si farà sfuggire nessuno degli stati d'animo di noi stessi [... ]. Essa partecipa alla vita esteriore e chiassosa come al destino delle singole anime, ai loro dolori e alle loro gioie, risuona nel tempio come nel bosco. Col suono dei ricordi, il risonante richiamo di guerra, vessillo di un'intera nazione o simbolo di un amore segreto, essa risuona attraverso la storia dei popoli, non resta estranea a nessun luogo e a nessuno. (tratto da F. Liszt: "Un continuo Progresso. Scritti sulla musica", a cura di G. Kroo, Milano, Unicopli-Ricordi 1987.)“

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Leiji Matsumoto 54
fumettista e animatore giapponese 1938
„Vaga verso stelle lontane. Il suo vessillo è un teschio bianco in campo nero. Vive la sua vita in uno spazio senza confini e senza domani, in armonia con le leggi dell'universo. Libero. (voce narrante)“


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Giuseppe Garibaldi 127
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„Favorito dalla fortuna, io ebbi l'onore nei due mondi di combattere accanto ai primi soldati, ed ho potuto persuadermi che la pianta uomo nasce in Italia, non seconda a nessuno; ho potuto persuadermi che quegli stessi soldati che noi combattemmo nell'Italia meridionale, non indietreggeranno davanti ai più bellicosi, quando saranno raccolti sotto il glorioso vessillo emancipatore.“

Basilide Del Zio 9
medico e scrittore italiano 1839 – 1919
„Dopo la gloriosa e splendida insurrezione lucana, dopo che la Basilicata fu prima fra le provincie continentali a proclamare la decadenza dei Borboni, per negligenza di governanti, e per opera di tristi nemici d'ogni progresso e nemici della patria, doveva essere, in molti suoi comuni, la prima ad inalberare novellamente il vessillo borbonico.“

David Diop 1
poeta senegalese 1927 – 1960
„Tu che simile ad un antico sogno infranto avanzavi | un sogno dalle lame del mistrale trafitto | per quali cammini di sale | per quali tortuosi pantani di sofferenza accettata | per quali caravelle che d'isola in isola piantarono | i vessilli di nero sangue strappati alla Guinea | hai tu trascinato il fardello di spine | fino allo strano cimitero ove il cielo leggevi. | Vedo negli occhi tuoi le soste prostrate di disperazione | e l'alba che riproponeva cotone e miniere.“

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Gianfranco Ravasi 17
cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano 1942
„L'assemblea risponde costantemente a ogni asserto con un'antifona fissa: kî leʿolam hasdô, «perché per sempre è il suo amore». Affiora il vocabolo hesed, «fedeltà, amore, grazia», particolarmente caro al Salterio che lo usa centoventisette volte. Difficile è rendere la trama allusiva dei significati di questo termine con una nostra sola parola. Hesed, infatti, evoca quell'indecifrabile e inesauribile atmosfera di intimità che intercorre tra due persone che si amano. È per questo che diverrà il vocabolo vessillo dell'alleanza tra il Signore e il suo popolo. (p. 46)“

Guglielmina Ronconi 20
insegnante italiana 1864 – 1936
„Ave, Vessillo, su cui fu scritta la inaudita delle parole, quella del perdono, e di tutte la nuovissima, quella che divinamente percorrendo ogni umana conquista della coscienza e del sentimento, disse, con una sintesi che fu suggello sublime: tutto è compiuto!“

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Matteo Ricci 27
gesuita, matematico e cartografo italiano 1552 – 1610
„L'uomo superiore fa della verità il suo vessillo. Quando si deve trovare la verità, bisogna conformarsi ad essa, ma quando non vi sia verità, si opporrà.“


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Giosue Carducci 88
poeta e scrittore italiano 1835 – 1907
„Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci, nel santo vessillo; ma i colori della nostra primavera e del nostro paese, dal Cenisio all'Etna; le nevi delle Alpi, l'aprile delle valli, le fiamme dei vulcani. (Reggio Emilia, 7 gennaio 1897, durante i solenni festeggiamenti per il primo Centenario del Tricolore)“

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Alfred Rosenberg 8
politico e filosofo tedesco 1893 – 1946
„Il 21 marzo 1933 è festa nazionale. Ciò che avviene in questo giorno è un fatto storico, un simbolo.
Il 21 marzo la rivolta del 1918 è superata...
Il 21 marzo ha inizio l'agonia del marxismo.
Il 21 marzo muore la concezione dello Stato degli ultimi 150 anni...
Il 21 marzo ha termine finalmente il Medioevo.
Quest'epoca, che pure fu il prodotto della grandezza germanica, ha visto nascere il fatale conflitto delle confessioni religiose...
Con questi pensieri andiamo a Potsdam, con questi sentimenti trascorreremo la storica giornata e vedremo i nostri simboli uniti ai vessilli di Leuthen e di Tannenberg: e, davanti alla tomba del grande re di Prussia [Federico II] l'unità della Grande Germania sarà compiuta. (da Völkischer Beobacher 21.3)“

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Giuseppe Ferrari 4
filosofo, storico e politico italiano 1812 – 1876
„I reazionarii delle due Sicilie si battono sotto un vessillo Nazionale, voi potete chiamarli Briganti, ma i padri e gli Avoli di questi hanno per ben due volte ristabiliti i Borboni sul Trono di Napoli, ed ogni qual volta la Dinastia legittima è stata colla violenza cacciata, il Napoletano ha dato tanti briganti, da stancare l'usurpatore e farlo convincere che, nel Regno delle Due Sicilie, l'unico Sovrano che possa governare, dev'essere della Dinastia BORBONICA, perché in questa Famiglia Reale soltanto si ha fede, e non in altri. Dicano quel che vogliano i nemici dei Borboni, ma la mia convinzione è questa, ed è basata sull'esperienza del passato e sui fatti che attualmente si compiono. (citato in Teodoro Salzillo, Roma e le menzogne parlamentari, Malta, 1863, p. 34)“

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George R. R. Martin 52
autore di fantascienza statunitense 1948
„Si muove nel talamo nuziale come qualcuno che marcia a vessilli spiegati sul campo di battaglia, occhio cupo e piglio fiero nel compiere il proprio dovere. (libro Il Trono di Spade 1. Il Trono di Spade, Il Grande Inverno.: Libro primo delle cronache del Ghiaccio e del Fuoco)“


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Charles Baudelaire 152
poeta francese 1821 – 1867
„Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni, e versa, abbracciando l'intero giro dell'orizzonte, una luce diurna più triste della notte; quando la terra è trasformata in umida prigione dove, come un pipistrello, la Speranza sbatte contro i muri con la sua timida ala picchiando la testa sui soffitti marcescenti; quando la pioggia, distendendo le sue immense strisce, imita le sbarre d'un grande carcere, e un popolo muto d'infami ragni tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli, improvvisamente delle campane sbattono con furia e lanciano verso il cielo un urlo orrendo, simili a spiriti vaganti, senza patria, che si mettono a gemere, ostinati. E lunghi trasporti funebri, senza tamburi né bande, sfilano lentamente nella mia anima, vinta; la Speranza, piange; e l'atroce Angoscia, dispotica, pianta sul mio cranio chinato, il suo nero vessillo.“

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Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Io trovo vergognoso che tanti italiani e tanti europei abbiano scelto come vessillo il signor (si fa così per dire) Arafat. Questa nullità che grazie ai soldi della Famiglia Reale Saudita fa il Mussolini ad perpetuum e che nella sua megalomania credi di passare alla Storia come il George Washington della Palestina. Questo sgrammaticato che quando lo intervisti non riesce nemmeno a compilare una frase completa, un discorso articolato. Sicché per ricomporre il tutto, scriverlo, pubblicarlo, duri una fatica tremenda e concludi che paragonato a lui perfino Gheddafi diventa Leonardo da Vinci. Questo falso guerriero che va sempre in uniforme come Pinochet, mai che indossi un abito civile, e che tuttavia non ha mai partecipato ad una battaglia. La guerra la fa fare, l'ha sempre fatta fare, agli altri. Cioè ai poveracci che credono in lui. Questo pomposo incapace che recitando la parte del Capo di Stato ha fatto fallire i negoziati di Camp David, la mediazione di Clinton. No-no-Gerusalemme-la-voglio-tutta-per-me, Questo eterno bugiardo che ha uno sprazzo di sincerità soltanto quando (en privè) nega a Israele il diritto di esistere, e che come dico nel mio libro si smentisce ogni cinque secondi. Fa sempre il doppio gioco, mente perfino se gli chiedi che ora è, sicché di lui non puoi fidarti mai. Mai! Da lui finisci sistematicamente tradito. Questo eterno terrorista che sa fare solo il terrorista (stando al sicuro) e che negli Anni Settanta cioè quando lo intervistai addestrava pure i terroristi della Baader-Meinhof. Con loro, i bambini di dieci anni. Poveri bambini. (Ora li addestra per farne kamikaze. Cento baby-kamikaze sono in cantiere: cento!). Questa banderuola che la moglie la tiene a Parigi, servita e riverita come una regina, e che il suo popolo lo tiene nella merda. Dalla merda lo toglie soltanto per mandarlo a morire, a uccidere e a morire, come le diciottenni che per meritarsi l'uguaglianza con gli uomini devono imbottirsi d'esplosivo e disintegrarsi con le loro vittime. Eppure tanti italiani lo amano, sì. Proprio come amavano Mussolini. Tanti altri europei, lo stesso.“

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Steven Runciman 2
storico britannico 1903 – 2000
„I crociati [... ] si lanciarono sulle strade, dentro le case e le moschee, uccidendo tutti quelli che incontravano, uomini, donne e bambini allo stesso modo. Il massacro continuò per tutto il giorno e l'intera notte. Il vessillo di Tancredi non protesse i rifugiati nella moschea di al-Aqsa. Il giorno successivo, di primo mattino, una banda di crociati vi entrò a forza e assassinò tutti [... ]. Gli ebrei di Gerusalemme si rifugiarono in massa nella loro sinagoga principale. Ma furono accusati di avere aiutato i musulmani e non si ebbe alcuna pietà di loro. L'edificio venne dato alle fiamme e dentro bruciarono tutti vivi. La carneficina di Gerusalemme colpì profondamente il mondo intero. Nessuno può dire quante furono le vittime, ma nella città non restarono più abitanti ebrei o musulmani.“