Frasi su vetrino

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Anatole France 71
scrittore francese 1844 – 1924
„Era uno di quegli uomini che pretendono di rinchiudere l'universo in un armadio. Questo è il sogno di ogni collezionista. E siccome questo sogno è irrealizzabile, i veri collezionisti, come gli amanti, anche nella felicità vengono colti da tristezza infinita. Sanno che non potranno mai chiudere a chiave la terra intera, mettendola in una vetrina. Da qui viene la loro profonda malinconia. (da La carezza del bibliofilo)“

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Andy Warhol 89
pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, ... 1928 – 1987
„Mi sono guardato nella vetrina di un negozio e ho notato che sono proprio appariscente per la strada.“


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Gianni Clerici 54
giornalista italiano 1930
„Ho voluto bene ad Arthur Ashe, perché altro non si poteva fare. Un negro che difendeva i diritti suoi e dei suoi fratelli senza urlare né rompere vetrine, a bassa voce, come accadeva in altri tempi alla Camera dei Lord. Un negro che faceva massima attenzione a vestirsi di candide flanelle, e una volta che un suo sponsor lo costrinse al blu mi disse indignato che non avrebbe rinnovato il contratto. Un gentleman, e cioè un uomo di animo gentile. Proprio a lui doveva toccare una trasfusione di sangue infetto di Aids. Proprio lui doveva essere denunciato su un quotidiano da un suo corazziale che ancora scrive, senza vergogna, a pochi metri da me. L'ultima volta che l'abbracciai, Arthur, mi parve di tenermi stretto un sacco vuoto.“

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Georges Simenon 33
scrittore belga 1903 – 1989
„Per quarant'anni mi sono annoiato. Per quarant'anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. (libro L'uomo che guardava passare i treni)“

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Luciana Littizzetto 80
attrice, cabarettista e doppiatrice italiana 1964
„La verità è che ci sono certe madri che hanno dimenticato il cervello al centro commerciale. Ho visto coi miei occhi in una vetrina del centro uno scamiciatino taglia sette anni, con su scritto brillantinato: “Erotic Girl”. Ma come Erotic Girl? Ma se una è un’erotic girl a sette anni a tredici anni cosa ne facciamo? Le facciamo aprire un bordello? Allora scusa. Qui ci vuole la par condicio. Perché non mettiamo ai maschietti dei bermudini con su scritto “Nerchia pazza” oppure “È arrivato il trapana-tope”? Son scritte che fanno simpatia... Anche un bel biberon per maschi veri di sei mesi con scritto sopra “ciucciamelo (libro La Jolanda furiosa)“

Connor Cruise O'Brien 6
politico 1917 – 2008
„Un gruppo di contestatori che sono scontenti della rapida espansione dei negozi Starbucks hanno ripetutamente infranto le vetrine di un negozio Starbucks nel Maine. I clienti hanno detto che il fatto ha procurato loro dei disagi perché, per parecchio tempo, hanno dovuto andare dallo Starbucks della strada di fronte.“

Guido Sperandio 30
giornalista, copywriter, scrittore, blogger
„Nostalgia di una Milano che adesso non chiamano più città. Ma City. Nostalgia di troppe cose che sono state e non sono più né mai saranno. Milano, vetrina ora di lussi deliranti che saranno global-internazionali ma proprio per questo sempre più lontani. (libro La signora nera)“

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Wim Kan 9
cabarettista 1911 – 1983
„Gli studenti sono quelli che sfasciano le vetrine delle aziende che più tardi sperano di dirigere.“


Yutang Lin 20
inventore, scrittore 1895 – 1976
„Preferisco imbattermi per caso in un minuscolo gioiello nascosto tra la cenere, che guardarne uno gigantesco nella vetrina di un gioielliere.“

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Suzanne Collins 75
scrittrice e sceneggiatrice statunitense 1962
„La ragazzina con la camicetta che sporgeva sulla schiena come la coda di una paperella, quella che aveva bisogno di aiuto per arrivare ai piatti e ti supplicava di farle vedere i dolci glassati nella vetrina della panetteria. Il tempo e la catastrofe l’hanno costretta a crescere troppo in fretta, almeno per i miei gusti, e a trasformarsi in una giovane donna che ricuce ferite sanguinanti e sa che nostra madre non è in grado di darle retta più di tanto. (libro Il canto della rivolta. Hunger games)“

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Andrea G. Pinketts 49
scrittore, giornalista e drammaturgo italiano 1961
„Domanda: "Cosa c'è fuori dal bar?". Risposta: "Fuori dal bar c'è fuori dal bar". Non ci sono più bottiglie allineate sotto la specchiera. C'è il disordine e, se ti vuoi specchiare, devi farlo in una vetrina di un negozio. Le auto vanno chissà dove. Rallentano come belve domate da un semaforo... poi ripartono. I bambini escono dalle scuole dove li aspettano le mamme e i maniaci. Tra qualche anno li aspetteranno le fidanzate e gli spacciatori di droga. Meglio così. È bello avere qualcuno che ti aspetta. Fuori del bar c'è il resto del mondo con la sua colonna sonora di clacson e di "stronzo, io venivo da destra". Fuori dal bar sei più basso. Nel bar eri più alto del juke-box, fuori sei più basso del grattacielo di fronte. Fuori dal bar ci sono i mendicanti sciolti sugli angoli come pupù di cani dopo la pioggia. Fuori del bar c'è il sole o la luna, a seconda di a che ora esci dal bar, a testimoniarti che il tempo è passato mentre tu finivi la birra, e che diventerai vecchio, vecchio, coi capelli bianchi come la schiuma della birra che hai bevuto per non pensarci. Fuori dal bar ci sono i cani randagi, quelli che vorrebbero avere un collare e al momento, purtroppo, hanno solo le pulci. Fuori dal bar ci sono gli ubriachi: quelli che sono stati buttati fuori dal bar. Fuori dal bar c'è un deserto pieno di gente. Meglio stare nel bar. (da Spara pure, è un papero, in Sangue di yogurt)“

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Charlie Chaplin 108
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977
„Il giorno prima di lasciare San Francisco feci quattro passi per Market Street, dove m'imbattei in una botteguccia con la vetrina coperta da una tenda e un cartello che diceva: «Fatevi leggere la fortuna sulle mani e sulle carte. Un dollaro». Entrai, un po' imbarazzato, e mi trovai di fronte a una donna rubiconda sulla quarantina che uscì da una stanza interna masticando un boccone del pasto interrotto. Con aria noncurante m'indicò un tavolino addossato al muro opposto alla vetrina, e senza guardarmi disse: «Prego, si accomodi». Poi sedette davanti a me. I suoi modi erano bruschi. «Mescoli queste carte e tagli il mazzo tre volte, poi metta le mani sul tavolo col palmo in alto, per favore.» Voltò le carte e le sparse sul tavolo, le studiò, poi mi guardò le mani. «Lei sta pensando a un lungo viaggio, il che significa che presto lascerà gli Stati Uniti. Ma vi tornerà fra breve per dedicarsi a un'altra attività... diversa da quella che fa ora.» Qui la donna esitò e parve confondersi. «Be', è quasi la stessa, però è diversa. Vedo un enorme successo coronare questa nuova iniziativa; lei ha davanti a sé una carriera straordinaria, ma non so dirle quale sia.» Per la prima volta alzò lo sguardo su di me, poi mi prese la mano. «Oh sì, ecco tre matrimoni: i primi due non riusciranno, ma lei giungerà alla fine dei suoi giorni felicemente ammogliato e con tre figli.» (Qui sì che si sbagliava!) Poi tornò a studiarmi la mano. «Sì, farà una fortuna eccezionale, è una mano da soldi la sua.» Scrutandomi in viso, disse: «Morirà di broncopolmonite all'età di ottantadue anni. Un dollaro, prego. Ha qualche domanda da fare?».«No» dissi ridendo «mi pare che basti.» (pp. 155-156)“


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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„In una sua memorabile inchiesta un giornalista d'incrollabile fede sinistrorsa, ma di esemplare onestà, Giampaolo Pansa, mise benissimo in luce questo contrasto fra i due atteggiamenti e mentalità, che ieri ha trovato una eloquente conferma nella manifestazione di Torino. Niente chiasso, niente sceneggiate, niente slogans, niente insomma che appartenga al repertorio del buffonismo nazionale. Nessuno ha rotto le righe per andare a rovesciare auto o a fracassar vetrine. Questa, sì, era Danzica, sia pure senza Madonne; non i picchettaggi e i pestaggi di Mirafiori, sia pure con le Madonne. Ora sappiamo già cosa diranno gli altri, oggi e domani. Diranno che gli operai non c'erano. Infatti. Doveva trattarsi di quarantamila presidenti, consiglieri delegati, ingegneri: insomma, la solita «maggioranza silenziosa»: termine che soltanto nella lingua italiana ha significato spregiativo. La maggioranza silenziosa esiste in tutti i Paesi del mondo, dove nessuno si vergogna di appartenervi perché è essa, in definitiva, che ristabilisce gli equilibri. Fu la maggioranza silenziosa – autoqualificatasi come tale – di seicentomila parigini che dodici anni fa pose fine al carnevale sessantottesco, riportò De Gaulle all'Eliseo e restituì alla Francia la stabilità di cui tuttora essa gode. [... ] Il motivo vero che farà i dimostranti bersaglio delle peggiori critiche e accuse è ch'essi rappresentano la rivolta delle persone serie contro gli arruffoni della «conflittualità permanente», dei «modelli di sviluppo» e via baggianando. E in questo Paese nulla fa più paura, perché nulla è più rivoluzionario, della serietà. (15 ottobre 1980)“

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Leonard Woolley 9
archeologo inglese 1880 – 1960
„[... ] l'archeologo opera generalmente con l'appoggio di un'istituzione che è ansiosa di assicurarsi nuovi esemplari per le vetrine del museo: ed è certamente un fine encomiabile dato che non v'è nulla di più efficace, per risvegliare l'interesse intorno ad una nuova scienza, del richiamo visivo: «vedere è credere» e i musei sono un mezzo potente di educazione. (da L'inizio di uno scavo, pp. 127)“

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George Burns 32
comico e attore statunitense 1896 – 1996
„Una volta ha girato una scena di fronte a un negozio di pipe, con l'indiano di legno in vetrina. L'indiano lo ha sepolto con la sua mimica.“

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Jean Kerr 14
scrittore, drammaturgo 1922 – 2003
„Sposare un uomo è come acquistare qualcosa che da tempo ammiravate in una vetrina. Quando la portate a casa, magari vi piace, ma non sempre si accorda, poi, con tutto il resto.“

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