Frasi su vezzo

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Sándor Márai 109
scrittore e giornalista ungherese 1900 – 1989
„Un giorno anche noi diventiamo adulti, e scopriamo che la solitudine, quella vera, scelta consapevolmente, non è una punizione, e nemmeno una forma morbosa e risentita di isolamento, né un vezzo da eccentrici, bensì l'unico stato davvero degno di un essere umano. E a quel punto non è più tanto difficile da sopportare. È come poter vivere per sempre in un grande spazio e respirare aria pura.“

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Roy Keane 5
allenatore di calcio e ex calciatore irlandese 1971
„Guanti, sciarpe, cappelli, scaldacollo, e tutte queste altre cose non c'erano ai miei tempi. Sono un vezzo moderno che ha reso il calcio più "soffice", lo ha rammollito. Non so nemmeno come facciano i giocatori a concentrarsi con tutta quella roba addosso.“


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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„A prescindere da cultura alta o bassa, è il racconto della realtà che ti incunea la realtà nella testa, e te la fa esplodere dentro. I fatti diventano tuoi o quando ti schiantano la vita, direttamente, o quando qualcuno te li compone in racconto e te li spedisce in testa. Che vuol dire anche: raccontare non è un vezzo da dandy colti, è una necessità civile che salva il reale da un'anestetizzata equivalenza. Il racconto, e non l'informazione, ti rende padrone della tua storia.“

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Primo Levi 115
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Non so, e non mi interessa sapere, se nel mio profondo si annidi un assassino, ma so che vittima incolpevole sono stato ed assassino no; so che gli assassini sono esistiti, non solo in Germania, e ancora esistono, e che confonderli con le loro vittime è una malattia morale o un vezzo estetistico o un sinistro segnale di complicità; soprattutto, è un prezioso servigio reso (volutamente o no) ai negatori della verità. […] Rimane vero che, in Lager e fuori, esistono persone grigie, ambigue, pronte al compromesso. La tensione estrema del Lager tende ad accrescerne la schiera. (p. 35)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Non vorremmo, dopo averne deplorato il brutto vezzo, contribuire alle polemiche nel momento in cui bisogna invece accantonarle per fare compatto fronte per il salvataggio del salvabile. Ma basta con le «regole» che servono soltanto a rendere impenetrabili le responsabilità dei disastri quando i disastri si possono ricondurre a delle responsabilità umane (come non accade, per esempio, nei terremoti). Ma quando verrà l'ora della ricostruzione, ricordiamoci che l'urbanistica e il paesaggio italiani hanno bisogno non di altre, ma di meno «regole». E, più che di cemento, di dinamite. (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/1998/maggio/09/licenze_facili_leggi_oscure_co_0_9805099009. shtml Le licenze facili e le leggi oscure], 9 maggio 1998, p. 1)“

Yehuda Alharizi 1
poeta spagnolo 1165 – 1225
„Sotto gli alberi folti, dove al rezzo | amica l'ombra a meriggiar c'invita, | – la rosa e il mirto fan aulente vezzo – | oh, lasciaci libar licor di vita! | La saggezza celata dentro il sangue | dell'uva apprendi, amico, ch'è squisita: | la fiamma in nobil cuore giammai langue, | anzi con gli anni si fa più clarita.“

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Baruch Spinoza 119
filosofo olandese 1632 – 1677
„Il vezzo diffuso tra gli uomini di narrare le cose, non come sono realmente, ma come vogliono che siano, si manifesta più che in ogni altra cosa nei racconti di spiriti e di spettri. (LII, 1974)“

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Diego De Silva 25
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1964
„Il falso cinismo è il vezzo del professionista che mostra d'essere altrove quando chi dipende dal suo intervento è vincolato a una condizione d'immobilità.“


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Ugo Foscolo 78
poeta italiano 1778 – 1827
„Ma se danza, | vedila! tutta l'armonia del suono scorre dal suo bel corpo, e dal sorriso | della sua bocca; e un moto, un atto, un vezzo | manda agli sguardi venustà improvvisa. (da Le Grazie, vv. 117-121)“

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Pier Ferdinando Casini 29
politico italiano 1955
„Per il Paese l'immagine è un punto determinante, ovunque nel mondo l'Italia è simbolo di qualità, di originalità, di gusto. Il rischio più grave? Banalizzare o volgarizzare l'origine italiana. Basta con il vezzo del cinismo ai danni del nostro Paese! (da Il Resto del Carlino, 9 novembre 2004)“

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Osvaldo Bagnoli 16
allenatore di calcio 1935
„Appena si abbassa la temperatura, io ho sempre il mio cappellino in testa. Ma non è un vezzo. Soffro di sinusite e all'inizio mi curavo con i fumenti, l'acqua calda e la camomilla. Fu un medico, tanti anni fa, a dirmi: mettiti il cappello e non toglierlo più. John Lennon non c'entra. Mica indosso sempre lo stesso modello.“

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Claudio Lotito 43
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1957
„Nell'Ottocento i ricchi si davano alla caccia alla volpe: era di moda. Poi fu la volta delle scuderie e dei cavalli. Nel secolo scorso, negli anni '50, ricchi e arricchiti si sono buttati nel calcio, il vezzo è diventato acquistare un club. Senza badare ai conti: una volta lo sport era quasi avulso dal carattere economico. Oggi è un mercimonio. (dall'intervista di Cesare Lanza "Nel calcio ci sono più magnager che manager", lamescolanza. com, 8 febbraio 2006)“


„[... ] Occorre constatare che l'eredità negativa del vocabolo [Ateo], lungamente sedimentata e assorbita nel tempo, manifesta ancora qualche effetto: così che seguendo l'odierna tendenza all'uso di eufemismi prudenti si preferisce comunque usare nel linguaggio ordinario la locuzione sinonimo «non credente», quasi si desideri far apparire meno aspra l'antinomia.
Vezzo, com'è noto, diffuso ormai su larga scala, per cui non esistono più ciechi, minorati fisici o psichici, netturbibi e bidelli, ma soltanto «non vedenti», «portatori di handicap», «diversamente abili», «operatori ecologici» e «personale scolastico ausiliario». (p. 27-28)“

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Roger Federer 351
tennista svizzero 1981
„Diventavo impaziente, pretendevo troppo, non ero più capace di fare un punto normale, mi nutrivo dell' applauso. Ho avuto bisogno di fermarmi perché stava andando tutto troppo veloce: da campione del mondo juniores, col titolo di categoria a Wimbledon, alle due finali Atp del 2000, e poi sempre più su, più su. Parlando con uno psicologo ho confessato a me stesso che spesso in partita non mi sentivo a mio agio, che mi sentivo stupido e avevo paura del giudizio della gente. Perciò ai cambi campo avevo preso il vezzo di nascondermi il viso sotto un asciugamani. Allora mi sono imposto reazioni più controllate, ho messo a dormire il mio io. Ma poi non mi riconoscevo più, e comunque per esprimere il mio tennis avevo bisogno di quel fuoco. [fonte 4]“

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Piero Gobetti 21
giornalista, politico e antifascista italiano 1901 – 1926
„Il mussolinismo è [... ] un risultato assai più grave del fascismo stesso perché ha confermato nel popolo l'abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza.“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Tre cartellini gialli, 43 falli: 22 fischiati contro l'Argentina, 21 contro l'Inghilterra. Detta così sembra facile. Il fatto è che bisogna saperla rendere facile una partita come Argentina-Inghilterra, con tutto quel che si portava dietro, dalla mano de dios dell'86 alla sceneggiata di Simeone del '98 e sullo sfondo tutto il resto che sappiamo. Il fatto è anche che quell'unico fischio di differenza è proprio quello che la differenza l'ha fatta, quando mancava poco più di un minuto alla fine del primo tempo. Pure, non ci ha pensato un istante il nostro Collina. Piazzato, tanto per cambiare, in posizione ideale per decidere, Collina ha visto la gamba di Pochettino alzarsi d'istinto per intercettare quella di Owen. [... ] Non ha azzeccato soltanto quel fischio, Collina. Ha indovinato anche gli altri quarantadue, così come i tre cartellini: uno a Batistuta per aver lasciato il piede su Cole che rinviava, subito in avvio, per far capire che aria tirava, uno allo stesso Cole per sgambetto su Ortega, uno a Heskey per aver allontanato il pallone fingendo di non aver udito il fischio. Dopo tanti dilettanti allo sbaraglio con l'hobby dell'arbitraggio, finalmente un fuoriclasse del fischietto, non a caso reputato il migliore del mondo. Mica per altro. Per la disinvoltura con cui riesce a rendere facili le partite difficili, quale certamente era questa di Sapporo. Come era successo ad Agnolin al Mondiale messicano dell'86, quando aveva domato da par suo un'Argentina-Uruguay ben più avvelenata della sfida di ieri. E come non era invece accaduto a Gonella, unico arbitro italiano a dirigere una finale nella storia dei Mondiali, in Argentina-Olanda del '78, al cospetto dei generali padroni di casa. E se in Italia, Collina non gode della stessa reputazione che lo accompagna nel resto del mondo, non è soltanto perché da noi restano più gettonati gli arbitri che sanno essere deboli con i forti e forti con i deboli. È anche perché, per evadere dalla routine di indiscutibile primo della classe, Collina coltiva il ben noto vezzo, tra tante partite difficili che riesce a rendere facili, di renderne di tanto in tanto difficile una che sarebbe facile. (8 giugno 2002)“

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