Frasi su viale

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Carlo Emilio Gadda 64
scrittore italiano 1893 – 1973
„Il flusso continuo dei taxi, sul viale maggiore, pareva la vana furia degli uomini, che ad ogni costo volesse arrivare a una fine. (Un'orchestra di 120 professori [parte ultima]: p. 190)“

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Dargen D'Amico 61
rapper e cantautore italiano 1980
„Preferisco viaggiare per posta | e non lasciare il circondario e girar su me stesso | come il riflesso o l'orario o la gente in vita o la clessidra che impassibile gira sull'asse, | non guarda giù e non ha paura di quello che pensa chi la tormenta, | come vorrei che mi insegnasse a non temere gli sguardi del vicino, | io quando cammino solo sul viale della Centrale! io pur di non incontrare nessuno, sai, inseguo l'ombra che mi sta davanti! e si infila in ogni buco come i guanti, la seguo se temo manometta qualche treno. (da Perché non sai mai (quel che ti capita), n.° 3)“


Giuseppe Marotta (scrittore) 26
scrittore e sceneggiatore italiano 1902 – 1963
„Napoli, panorama – È un panorama per modo di dire, incompleto, la striscia che va da Mergellina a Castel dell'Ovo con una curva in cui il mare si rifugia e dorme. Riconosco il viale Elena e via Caracciolo, mezza collina di Pizzofalcone, la Villa Comunale, il cielo bianco e adulto del primo pomeriggio. Qui, in agosto, l'aria odora di alberi e di carne giovane, non so, come se le foglie crescessero sul capo di un bambino; dall'altro lato le acque blu vi sgridano se cedete al piacere della terra, non esiste un colore più salato e ironico del loro. (pp. 79-80; 1955)“

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Banana Yoshimoto 91
scrittrice giapponese 1964
„E infine a tutti voi che avete preso in mano il mio libro, cittadini di questo paese speciale, nelle cui vene scorre l'amore per la bellezza e il piacere, grazie.
Nella speranza che le notti raccontate in queste pagine possano raggiungere il cuore delle bellissime notti italiane!
In Giappone, guardando un viale dove le foglie di giunko stanno mutando in un giallo dorato.“

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Massimo Bontempelli 57
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„Possedevo un'automobile: una sera da un luogo di villeggiatura accompagnai certa gente alla stazione della città più vicina. Il treno era in ritardo, loro dicevano: "Vattene pure, si fa buio, fino a casa hai forse cento chilometri, ecc.". Ma io ho preferito aspettare, per andarmene poi traverso la notte piena, quando il creato si rifà semplice ed eterno.
Partita la gente uscii dalla stazione e ripresi in fretta il mio posto al volante. In breve ero fuori delle case, via per il bel viale diritto, a fari accesi.“

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Franco Califano 49
cantautore, poeta e scrittore italiano 1938 – 2013
„Trovato il paese, poi dopo fai presto, per l'auto al parcheggio, c'è un povero cristo, trapassa la piazza imbocca il viale, finché non incontri una rampa di scale, 300 gradini e arrivi al mio nulla, mi vedi trascino la mente che sballa, un sorso di mare, una lama di sole, per l'ultima spiaggia di un uomo animale, laggiù, dove mi hai spinto tu, sto io che aspetto il turno mio, ormai dal tempo anitco dell'addio, ho solamente una gran voglia di morire, la solitudine, morire in solitudine (L'ultima spiaggia)“

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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Davanti al 40 di Viale Gorizia c'era una panchina: Giulia mi disse di aspettarla, ed entrò nel portone come un vento. [... ] Ha avuto molte traversie e molti figli; siamo rimasti amici, ci vediamo a Milano ogni tanto e parliamo di chimica e di cose sagge. Non siamo malcontenti delle nostre scelte e di quello che la vita ci ha dato, ma quando ci incontriamo proviamo entrambi la curiosa e non sgradevole impressione (ce la siamo più volte descritta a vicenda) che un velo, un soffio, un tratto di dado, ci abbia deviati su due strade divergenti che non erano le nostre. (Fosforo)“

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Margaret Mazzantini 99
scrittrice italiana 1961
„Sei arrivata dal fondo del viale, in volata verso l'incrocio. Ce l'avevi quasi fatta, e quello della macchina ce l'aveva quasi fatta a schivarti. Ma c'era fango per terra, guano oleoso di storni in raduno. Le ruote della macchina hanno slittato dentro quella crosta sdrucciolevole, poco, ma quel poco è bastato a sfiorare il tuo scooter. Sei andata su verso gli uccelli e sei tornata giù dentro la loro merda, e insieme a te è tornato il tuo zaino con gli adesivi. (p. 7)“


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Margaret Mazzantini 99
scrittrice italiana 1961
„Ogni vita ha il suo viale dove tramontano lampadine. (libro Splendore)“

Luigi Natoli 10
scrittore italiano 1857 – 1941
„La strada di Mezzomonreale, che per oltre tre miglia corre diritta dalle falde del colle Caputo alla Porta Nuova di Palermo, era nel secolo XVIII per un buon tratto, dalla Porta fino al convento dei Cappuccini, fiancheggiata da grandi e ombrosi alberi, fattivi piantare da Marcantonio Colonna durante il suo viceregno. Alcune fontane, delle quali ancora ne avanza qualcuna, ornavano il largo viale, e dei sedili offrivano comodi riposi all'ombra. Di qua e di là, oltre i muri che fiancheggiavano la strada, oltre le case rare, si stendevano orti, prati e agrumeti, sorgevano ville magnifiche, qualche chiesa lanciava sopra il verde il suo campanile svettante, il vetusto e grigio palazzo della Cuba torreggiava, triste e solitario superstite di una grandezza scomparsa, ridotto a caserma di cavalleria. Questo stradale era in quei tempi una delle passeggiate favorite dai cittadini di Palermo, specie nelle ore vespertine e nelle prime ore notturne, nelle quali le ombre avvolgevano di mistero i convegni degli innamorati.“

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Sandro Principe 2
politico italiano 1949
„Il libro dei sogni è molto ampio, ci sono migliaia di pagine, e i sogni diventano realtà quando si ha una capacità realizzatrice. (dal discorso d'inaugurazione di Viale Parco Rendese, [http://www. youtube. com/watch? v=6Pnw4IYug0s#t=03m17s youtube], 9 dicembre 2009)“

Renato Mucci 14
traduttore e poeta italiano 1893 – 1976
„Languidi giorni d'autunno. Perché nelle lamine d'oro che svolgete all'occaso ci par di rivedere l'immagine delle persone care che ci hanno lasciato, e non torneranno mai più? [... ] Terzo tempo nella sinfonia delle stagioni, Autunno. Noi vorremmo che tu non passassi, che non cedessi il passo a quella che verrà dopo di te. [... ] Ma presto volgerai. Le due vecchine, che nel cupo silenzio della sera all'ombra del viale quasi deserto tesson parole al telaio della saggezza, sono l'annuncio del nero inverno. (da L'Autunno)“


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Susanna Tamaro 111
scrittrice italiana 1957
„Leggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all'interno della nostra memoria. Ogni bel libro porta qualche elemento, un'aiuola, un viale, una panchina sulla quale riposarsi quando si è stanchi. Anno dopo anno, lettura dopo lettura, il giardino si trasforma in parco e, in questo parco, può capitare di trovarci qualcun altro.“

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Luca Barbareschi 2
attore e regista italiano 1956
„AN, in viale Mazzini, ha portato solo mignotte. (citato in Corriere della Sera, 21 maggio 2008)“

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Giovanni Verga 87
scrittore italiano 1840 – 1922
„Vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un esercito di formiche, tracciando sbadatamente il nome del vostro ultimo ballerino sulla sabbia del viale? Qualcuna di quelle povere bestioline sarà rimasta attaccata alla ghiera del vostro ombrellino, torcendosi di spasimo; ma tutte le altre, dopo cinque minuti di pànico e di viavai, saranno tornate ad aggrapparsi disperatamente al loro monticello bruno. – Voi non ci tornereste davvero, e nemmen io; – ma per poter comprendere siffatta caparbietà, che è per certi aspetti eroica, bisogna farci piccini anche noi, chiudere tutto l'orizzonte fra due zolle, e guardare col microscopio le piccole cause che fanno battere i piccoli cuori. (Vita dei campi (1880), Fantasticheria)“

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Carlo Levi 58
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975
„Gli operai hanno terminato di appendere agli alberi grappoli di lampade gialle e rosa, aranci e limoni di fuoco, e festoni e archi sulle strade e i palazzi, e col calare della notte, d'un tratto, tutta la città si accende. Splende la grande strada che attraversa Palermo, via Maqueda, via Ruggero Settimo, come un portico sterminato di luci, splende il viale della Libertà come un aranceto sfavillante: visto di lontano, dalle vie più strette che lo continuano pare una grande distesa in salita coperta da una folla innumerevole, o un prato di montagna, o una immensa muraglia obliqua che salga a toccare il cielo. Brillano le vie laterali; i Quatto Canti di città con le statue e le modanature sono le quinte di un fastoso teatro seicentesco. Tutto un popolo coi suoi infiniti occhi si aggira silenzioso in quel bagno di luce, esce dai palazzi dei principi e dei baroni e dai «catoi» dei vicoli, e si mescola per le strade. Le tre cupole rotonde della moschea, all'ombra del campanile romanico, della chiesa barocca e del neoclassico teatro Bellini, stanno rosse sul cielo. (p. 101)“

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