Frasi su viandante

Luigi Pirandello foto
Luigi Pirandello 120
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così. (da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886)“

Edgar Lee Masters foto
Edgar Lee Masters 23
1868 – 1950
„Viandante, | amare è trovare la propria anima | attraverso l'anima dell'amato. | Quando l'amato si ritrae dalla tua anima | allora tu l'hai perduta. (Mary McNeely, 2010)“


Honoré De Balzac foto
Honoré De Balzac 121
scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1799 – 1850
„L'astinenza ha dei mortali mancamenti che alcune briciole, cadute a una a una da quel cielo che da Dan al Sahara dà la manna al viandante, prevengono.“

Alfredo Panzini foto
Alfredo Panzini 41
scrittore e critico letterario italiano 1863 – 1939
„Automòbile. Dal greco αύτός = se stesso, e mobile: in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è automobile? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!“

„Secondo Alighieri, il viandante spossato | Rimira con gioia il cammino percorso. | Firenze la ricordo in chiaroscuro, | in bianco e nero, come mercurio al sole.“

„L'astronave, come un'anemone dai tenuissimi fili – come una ragnatela di tempo – teneva tutti i Viandanti intessuti in bozzoli di vita. E Lamar era la sciocca mosca ingabbiata. Viveva su quelle quattro piastrelle. Si poteva spostare per ogni dove camminando sui fili. Era come se affiancata a lui -nell'astronave – avesse un'immensa dispensa da cui attingere per vivere. Quelle povere piastrelle potevano essere inscritte di volta in volta in due pareti della cucina, o in un corridoio della casa, in un bagno, in una stanza da letto. Ciò che veniva toccato da Lamar, esisteva solo finché era usato quasi i suoi polpastrelli trasfondessero vita. Non appena lasciato, tornava nel vuoto. Lamar non poteva conservare niente, avere nulla. Con Lamar non c'era nessuno. Egli era solo. Solo. Faceva le pulizie di quelle quattro piastrelle, passava la spugnetta sul lavello che appariva e spariva, lo straccio in cucina. Lavava la biancheria, pensava al menù, cucinava. Mangiava da solo e poi lavava i piatti. Aveva molto tempo per guardare le stelle e per imparare il suo nuovo lavoro. (p. 97)“

Stephenie Meyer foto
Stephenie Meyer 134
scrittrice statunitense 1973
„«Ti ho tenuta in mano, Viandante. Ed eri bellissima.» (Ian)“

„Sai Lamar, ho visto cosa accade di notte sull'astronave. Durante quel tempo lungo migliaia di anni, l'astronave riduce la propria struttura a pura essenza. Durante quelle lunghissime notti l'astronave ripone i paesaggi nei quali gli uomini abitano durante il giorno. Poi, all'approssimarsi di una nuova alba, li ricostruisce esattamente uguali, esattamente al punto in cui erano stati lasciati. Se qualcuno potesse guardare, vedrebbe un'immensa e fragilissima anemone con agli estremi innumerevoli capocchie di spillo: i letti dove dormono i singoli viandanti. Un cristallo di vita rappresa che vola nel vuoto dello spazio. Sai? Ho visto l'istante dell'alba. Non si sa come, ma ci si accorge che arriva il termine di una notte, di una vera, autentica, profondissima ed interminabile notte, e l'astronave sussulta con un brivido. È passato qualcosa che ti sveglia dal sonno. L'astronave sbadiglia le crisalidi di spazio che per millenni ha conservato e rinascono i mille paesaggi, immagine di quelli interiori dei singoli Viandanti. (p. 65)“


Franz Kafka foto
Franz Kafka 113
scrittore e aforista boemo di lingua tedesca 1883 – 1924
„La storia degli uomini è un attimo fra due passi di un viandante. (da III quaderno; 2010)“

Pandolfo Collenuccio 13
umanista, storico e poeta italiano 1444 – 1504
„ESOPO. La castagna una volta si mise in dosso una sua veste orrida, spinosa, spiacevole, coprendosi tutta insino al volto, talché li viandanti non ardivano toccarla, anzi detestandola la schifavano. Passando per la selva Autunno, la pregò che 'l volto si scoprisse e dicessegli chi ella era. Il che fatto, e la sua grata condizione conosciuta: – Quanto son pazzi li omini – disse Autunno – che da la vista di fòra de l'altrui condizione fanno iudicio! (Da Apologo intitolato Specchio d' Esopo, composto dal magnifico cavaliere e dottore Messer Pandolfo Collenuccio da Pesaro, p. 37)“

Duiliu Zamfirescu foto
Duiliu Zamfirescu 9
scrittore e diplomatico rumeno 1858 – 1922
„Un senso di pace infinita, di cieca sottomissione al tempo che passa e ingiallisce i luoghi deserti derivava da quello spettacolo. Pareva che così dovesse essere. Abituato ora all'indole dei contadini, Matteo capiva meglio la natura attraverso gli uomini che non gli uomini attraverso la natura. Il fischiettìo del viandante che a tarda notte ritorna a casa e in poche note tormentate dice la umana commozione, era l'arpa di quella solitudine; i volti calmi dei falciatori riflettevano la luce un po' tarda del sole al tramonto. E anche lui si sentì preso dallo scoraggiamento, guardandosi innanzi. «Sarà»: questa parola, così romena, gli venne in mente.('Matteo', capitolo XIV, p. 101)“

Nikolaj Vasiljevič Gogol foto
Nikolaj Vasiljevič Gogol 67
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Felice lo scrittore, il quale, lasciando da parte i caratteri noiosi ed antipatici che lo hanno colpito per il loro banale, triste realismo, si dedica alla descrizione di quelli che rivelano l'alta dignità dell'uomo, e felice colui che dall'immenso turbine delle immagini ogni giorno ricorrenti, ne sceglie solo pochissime ed elette; felice lo scrittore che non ha mai tradito l'elevato tono della propria ispirazione, non si è abbassato dalla sua altezza al livello dei poveri confratelli mortali, si è tutto immerso nelle proprie immagini idealizzate, senza mai toccare la terra, da cui queste sono tanto lontane. Doppiamente invidiabile è la sua splendida sorte: sta in mezzo alle sue splendide creature come nella propria famiglia, e alte e lontane si diffondono le sue parole. Ha offuscato gli occhi degli uomini con fumi inebrianti, li ha meravigliosamente lusingati, celando le tristezze della vita e mostrando loro bellissimo l'uomo. Tutti, applaudendo, lo seguono e corrono dietro il suo carro trionfale. Lo dicono un grande universale poeta, che s'innanza sugli altri geni del mondo, come l'aquila al di sopra degli altri uccelli. Soltanto a sentirne il nome, palpitano i giovani ardenti cuori; lacrime gli rispondono, brillano negli occhi di tutti... Non v'è chi l'uguagli nella sua forza: egli è un dio! Ma non è questo il destino, ben diversa è la sorte dello scrittore, che osa far venire alla superficie quando sta sempre bene in vista, ma che gli occhi indifferenti non vedono, che osa smuovere la terribile melma delle piccinerie che sviano la nostra vita, che penetra nella profondità delle nature fredde, volgari e meschine, di cui brulica il nostro cammino sulla terra, a volte amaro e tedioso; guai allo scrittore che osa, con la potenza del suo scalpello implacabile, rappresentarle in preciso rilievo, agli occhi di tutti! Egli non raccoglie gli applausi del popolo, non scorge lacrime di riconoscenza, non conosce l'unanime plauso degli animi commossi; non gli vola incontro la fanciulla sedicenne, col cervello acceso, colma di eroico entusiasmo; a lui non è dato obliarsi nel dolce incantesimo dei suoni da lui stesso evocati; né può sfuggire al giudizio dei contemporanei, al giudizio ipocritamente insensibile dei contemporanei, un giudizio che dirà di nessun conto e degne di disprezzo le creature da lui vagheggiate, gli assegnerà un posto disprezzato tra gli scrittori che offendono l'umanità, attribuirà a lui le peculiarità dei personaggi che ha descritto, gli negherà il cuore, l'anima e la divina fiamma dell'ingegno, poiché il giudizio dei contemporanei non riconosce come siano egualmente belle le lenti che guardano il sole e quelle che ci mostrano i movimenti degli insetti invisibili; il giudizio dei contemporanei non riconosce che occore una eccezionale profondità dello spirito per illuminare un quadro che ritrae il lato spregevole della vita e trasformarlo nella perla dell'opera d'arte: il giudizio dei contemporanei non riconosce che l'altisonante riso dell'entusiasmo è degno di stare a fianco agli elevati moti lirici e che un abisso si apre fra questo riso ed i contorcimenti di un pagliaccio da fiera! Non riconosce tutto questo, il giudizio dei contemporanei, e tutto volge a rimprovero e beffa dello scrittore misconosciuto: senza trovare partecipazione, rispondenza, simpatia, come un viandante che non abbia famiglia, egli resta solo sulla strada. Duro è il suo cammino e ben amara la sua solitudine. (VII; 2003, pp. 146-147)“


Erri De Luca foto
Erri De Luca 195
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„Perché reggono l'intero peso. | Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi. | Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare. | Perché portano via. | Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta. | Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali. | Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica. | Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare. | Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura. | Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin. | Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante. | Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio. | Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo. | Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella. | Perché non sanno accusare e non impugnano armi. | Perché sono stati crocefissi. | Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio. | Perché, come le capre, amano il sale. | Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte. (da Elogio dei piedi)“

Alfredo Oriani foto
Alfredo Oriani 12
scrittore, storico e poeta italiano 1852 – 1909
„Viaggiatore silente ed invisibile passate sulla strada come un fantasma, facendo spesso dare un balzo al viandante stracco che vi si trascina ancora.“

Hugo Von Hofmannsthal foto
Hugo Von Hofmannsthal 55
scrittore, drammaturgo e librettista austriaco 1874 – 1929
„Vediamo i volti, ma i volti non sono tutto; vediamo nei volti i destini, ma anche i destini non sono tutto. In ognuno che ci saluta è ancora un'altra cosa, più lontana, un al di là di tutt'e due, che ci tocca. (da Momenti in Grecia, II, Il viandante, p. 340)“

Jack Kerouac foto
Jack Kerouac 205
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„Il vuoto dell'universo circonda il viandante solitario. (p. 185)“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 152 frasi