Frasi su violetta

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Teresa di Lisieux 236
religiosa e mistica francese 1873 – 1897
„Dio ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere paragonati ai gigli ed alle rose; ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi si debbono contentare d'essere margherite o violette, destinate a rallegrar lo sguardo del Signore quand'egli si degna d'abbassarlo.“

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Platone 151
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.
„E quando Socrate ebbe detto queste cose, i presenti applaudirono; [... ]
e d'un tratto fu picchiato alla porta del cortile, che fece gran rumore, per opera – sembrava – di una brigata allegra, ed essi udirono la voce di una flautista [... ]
E non molto dopo udirono la voce di Alcibiade dal cortile: era completamente ubriaco e gridava forte domandando dove fosse Agatone e pretendendo che lo si conducesse da Agatone.
Sorreggendolo, dunque, la flautista e alcuni altri del suo seguito lo condussero dai presenti; e lui si fermò sulla porta, cinto da una fitta corona d'edera e di violette, e con una gran quantità di nastri sul capo, e disse: – Vi saluto, signori: volete accettare come compagno nel bere un uomo ubriaco fradicio, oppure dobbiamo andarcene...?
... giungo adesso, con i nastri sul capo per toglierli dal mio capo e inghirlandare il capo del più sapiente e del più bello.
Riderete forse di me perché sono ubriaco? Eppure io, anche se voi ridete, so bene di dire la verità... (212 c, d, e, traduzione di Giorgio Colli)“


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Robert Henri 18
pittore statunitense 1865 – 1929
„[Diego Velázquez] Non fu costretto a scostarsi dalla natura, perché egli sapeva vedere il bello nella natura. Dipingeva con sicuri e ampi movimenti, e nelle sue opere la precisione è sempre accompagnata dalla facilità d'espressione. Le sue forme creano un ritmo meraviglioso. Una luce argentea percorre la sua opera. Vi è un tono violetto nel viso spagnolo.“

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Michail Alekseevič Kuzmin 6
scrittore, compositore e poeta russo 1872 – 1936
„A primavera il pioppo cangia foglie | e ritorna Adonai | dal regno dei defunti a primavera. | Perché tu parti, amore, a primavera? | Van tutti sulla spiaggia a primavera | e a cavallo negli orti fuori cinta. | Ma io non ho nessuno | che mi culli in caicco sopra i flutti. | Tutti indossan bei panni a primavera | e a coppie van sui prati appena in fiore | a cogliere violette. | Perché soltanto io rimango a casa? (da Canti d'Alessandria, III)“

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Joseph Roth 71
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939
„Tutti noi avevamo perso rango e posizione e nome, casa e denaro e valori: passato, presente, futuri. Ogni mattina quando aprivamo gli occhi, ogni notte quando ci mettevamo a dormire imprecavamo alla morte che invano ci aveva attirato alla sua festa grandiosa. E ognuno di noi invidiava i caduti. Riposavano sotto terra e la primavera ventura dalle loro ossa sarebbero nate le violette. Noi invece eravamo tornati a casa disperatamente sterili, coi lombi fiaccati, una generazione votata alla morte, che la morte aveva sdegnato. Il reperto della commissione di arruolamento era irrevocabile. Diceva: «Giudicati inabili alla morte». (cap. XXVI, p. 146)“

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John Keats 58
poeta inglese 1795 – 1821
„Non sopportiamo la poesia che ha un disegno chiaro per noi [... ] La poesia dovrebbe essere grande ma discreta; qualcosa che ti penetra dentro senza farti trasalire, senza colpirti in sé stessa, ma col suo messaggio. Come sono belli i fiori nascosti! Come se ne sciuperebbe la bellezza se si spingessero dalla strada gridando: "Ammiratemi: sono una violetta! Adoratemi: sono una primula!". (da Lettera a John Hamilton Reynolds, 3 febbraio 1818)“

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Luigi Pirandello 136
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„E mi svolse (fors'anche perché fossi preparato a gli esperimenti spiritici, che si sarebbero fatti questa volta in camera mia, per procurarmi un divertimento) mi svolse, dico, una sua concezione filosofica, speciosissima, che si potrebbe forse chiamare lanterninosofia. Di tratto in tratto, il brav'uomo s'interrompeva per domandarmi: – Dorme, signor Meis? E io ero tentato di rispondergli: – Sì, grazie, dormo, signor Anselmo. Ma poiché l'intenzione in fondo era buona, di tenermi cioè compagnia, gli rispondevo che mi divertivo invece moltissimo e lo pregavo anzi di seguitare. E il signor Anselmo, seguitando, mi dimostrava che, per nostra disgrazia, noi non siamo come l'albero che vive e non si sente, a cui la terra, il sole, l'aria, la pioggia, il vento, non sembra che sieno cose ch'esso non sia: cose amiche o nocive. A noi uomini, invece, nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di sentirci vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita, mutabile e vario, secondo i tempi, i casi e la fortuna. E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che projetta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione? – Dorme, signor Meis? – Segua, segua pure, signor Anselmo: non dormo. Mi par quasi di vederlo, codesto suo lanternino. – Ah, bene... Ma poiché lei ha l'occhio offeso, non ci addentriamo troppo nella filosofia, eh? e cerchiamo piuttosto d'inseguire per ispasso le lucciole sperdute, che sarebbero i nostri lanternini, nel bujo della sorte umana. Io direi innanzi tutto che son di tanti colori; che ne dice lei? secondo il vetro che ci fornisce l'illusione, gran mercantessa, gran mercantessa di vetri colorati. A me sembra però, signor Meis, che in certe età della storia, come in certe stagioni della vita individuale, si potrebbe determinare il predominio d'un dato colore, eh? In ogni età, infatti, si suole stabilire tra gli uomini un certo accordo di sentimenti che dà lume e colore a quei lanternoni che sono i termini astratti: Verità, Virtù, Bellezza, Onore, e che so io... E non le pare che fosse rosso, ad esempio, il lanternone della Virtù pagana? Di color violetto, color deprimente, quello della Virtù cristiana. Il lume d'una idea comune è alimentato dal sentimento collettivo; se questo sentimento però si scinde, rimane sì in piedi la lanterna del termine astratto, ma la fiamma dell'idea vi crepita dentro e vi guizza e vi singhiozza, come suole avvenire in tutti i periodi che son detti di transizione. Non sono poi rare nella storia certe fiere ventate che spengono d'un tratto tutti quei lanternoni. Che piacere! Nell'improvviso bujo, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s'aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d'accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicajo, otturata per ispasso da un bambino crudele. Mi pare, signor Meis, che noi ci troviamo adesso in uno di questi momenti. Gran bujo e gran confusione! Tutti i lanternoni, spenti. A chi dobbiamo rivolgerci? Indietro, forse? Alle lucernette superstiti, a quelle che i grandi morti lasciarono accese su le loro tombe? (Cap XIII)“

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Ida Magli 56
antropologa italiana 1925 – 2016
„Funari è un tipo che farebbe diventare volgare anche un mazzo di violette.“


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Mário de Sá-Carneiro 9
poeta e drammaturgo portoghese 1890 – 1916
„Pensai che fosse mia la tua stanchezza – | che sarebbe fra noi un lungo abbraccio | il tedio che, snella, ti piegava... || E fuggisti... Che importa? Se lasciasti | il violetto ricordo che animasti, | dove la mia nostalgia è già Colore? (da Ultimo sonetto, p. 103)“

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John Cheever 22
scrittore statunitense 1912 – 1982
„Non è un sospiro profumato di violette né uno spasimo chopinesco: è qualcosa di rozzo e reale come i peli sulla mia pancia. (libro Una specie di solitudine: I diari)“

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Leo Ortolani 99
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„Sono dei telefilm. Sposo l'idea di Roberto Recchioni, mi perdonerà se lo copio per una volta. [... ] Non è che non vadano bene, è che bisogna saperlo prima. Bisogna andare al cinema solo se hai visto anche gli altri, perché altrimenti non sai di cosa parli quello che viene dopo. E questa è la potenza del marketing della Disney: sotto sotto, io ti costringo a vederli tutti, altrimenti tu non capirai dei particolari del prossimo, non saprai perché quella battuta fa ridere tutti tranne te e sarai un paria. Sono stato al cinema a vedere Civil War con Marcello Cavalli e Michele Ampollini. Michele non aveva visto Age of Ultron e Winter Soldier e volevamo chiedergli cosa venisse a fare! Potevi andare a vedere Violetta!“

Rossella Calabrò 22
scrittore, blogger
„Davanti a una scarpiera la diversificazione dei sessi esplode in tutta la sua evidenza. E le sfumature che distinguono un Grey da un Gigio sono infinite. Il pover’uomo non può capire che, per esempio, se una dice «stivali», dice contemporaneamente: con tacco alto, con tacco basso, con la zeppa, a tronchetto, sopra il ginocchio, sportivi, eleganti, classici, trendy, e poi declina tutto questo per almeno una decina di colori e di materiali diversi. Per lui esistono solo due tipi di stivali: quelli comodi e quelli da zoccola. E le ballerine? Chi glielo va a spiegare, al Gigio, che di ballerine ce ne vogliono minimo minimo un paio per ogni colore dell’arcobaleno? E come coinvolgerlo in quell’estasi artistica che ci prende quando le rimiriamo tutte insieme, rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto? (libro Cinquanta sbavature di Gigio: Il lato B della trilogia più hot dell'anno)“


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Alda Merini 294
poetessa italiana 1931 – 2009
„Sempre, Violetta, il tempo ti oscurava | dentro quella mordente nostalgia | di cose pure, nate dal pensiero | purificate al vivo nel dolore. (Sogno)“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Stetti a lungo davanti a una iris violetta dalla corona tripartita; l'accesso ai calici passava per un velo d'oro e finiva in un abisso di ametista.
Fiori, chi vi ha ideati? (da Nota di diario del 17 giugno 1941, St. Michel, p. 37)“

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Tu, Violetta, in forma più che umana, | foco mettesti dentro in la mia mente | col tuo piacer ch'io vidi; | poi con atto di spirito cocente | creasti speme, che in parte mi sana. (da Deh, Violetta, che in ombra d'Amore)“

Guido Piovene 50
scrittore e giornalista italiano 1907 – 1974
„Il disegno dei monti e degli scogli che circondano il porto, tendenti all’ocra ed al violetto, sulle acque d'un azzurro carico, quale lo si contempla dal Pellegrino, è meno dolce, meno tenero, ma più puro dei monti circondanti Napoli. Come in Grecia, in Sicilia la natura è rimasta ferma a modelli eterni, e hanno mutato invece gli uomini. Il contrasto fa la natura anche più alta e più lontana; l'animo di chi guarda è costretto a una specie di altalena perpetua.“

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