Frasi su vocabolo

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Sigmund Freud 167
neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psi... 1856 – 1939
„Psiche" è un vocabolo greco che significa "anima". Perciò per "psichico" s'intende "trattamento dell'anima"; si potrebbe quindi pensare che voglia dire trattamento dei fenomeni patologici della vita dell'anima. Ma il significato dell'espressione è diverso. Trattamento psichico vuol dire invece trattamento a partire dall'anima, trattamento di disturbi psichici o somatici, con mezzi che agiscono in primo luogo e direttamente sulla psiche umana.
Questo mezzo è costituito anzitutto dalla parola, e le parole sono anche strumento fondamentale del trattamento psichico. Certo, difficilmente il profano potrà comprendere come le "sole" parole del medico possano rimuovere disturbi patologici somatici e psichici. Penserà che gli si chieda di credere nella magia. E non ha tutto il torto; le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata.“

Leone Traverso 39
traduttore italiano 1910 – 1968
„[... ] già con Hölderlin in Germania e col Leopardi in Italia (o anzi già col Petrarca?) s'instaura in luogo della tradizionale mitologia pagana una sorta di nuova singolarissima mitologia fondata sullo strumento stesso della poesia: sul linguaggio. La carica straordinaria di certe parole collocate opportunamente, un intimo ritmo che governa il moto della frase, la cadenza di una musica segreta, giungono a destare fantasmi remoti come sorti dal cuore, circonfusi di stupore quasi apparizioni invocate di figure leggendarie. Da allora ogni oggetto del ricordo o della speranza si fa "mito", anzi per taluni la parola stessa, per un ritorno involontario alla radice del vocabolo, ché "mito" vale in greco appunto "discorso", "parola". (da Introduzione alla lettura di Pindaro, p. 39)“


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Antonio Rezza 56
attore, regista e scrittore italiano 1965
„Il giorno dopo, mentre i cadaveri iniziavano discretamente a puzzare, Victor Munoz tenne regolarmente il comizio davanti a nessuno: parlò di uguaglianza, di santità, di equo vivere con una naturalezza tale da far sembrare ogni vocabolo pertinente e credibile. (pag. 12)“

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Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„La calunnia è un vocabolo sdentato che, quando arriva a destinazione, mette mandibole di ferro.“

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Michael Faraday 4
chimico e fisico britannico 1791 – 1867
„Questo gaz è idrogeno, — corpo classificato fra quelli che noi chimici chiamiamo elementi poiché non si può ricavarne nient'altro. Una candela non è un corpo elementare, poiché ci ha fornito carbonio ed idrogeno, od almeno l'acqua che produce codesto gaz. Il vocabolo idrogeno è tratto da due parole greche, — idro, acqua, e geno, io genero; fu così battezzato, poiché combinato con un altro elemento esso genera l'acqua. (p. 73)“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Ci viene insegnato che nella lingua araba classica una radice comune lega tappeto e farfalla e certo non soltanto per la fascinazione dei colori. Il tessere e l'annodare alludono di per sé alle vicende ordite per gli uomini da invisibili mani. E si sa come il vocabolo greco che indica l'attimo senza ritorno, da cogliere come un fiore miracoloso − kairos – sia usato per definire un altro indefinibile: la momentanea, lampeggiante fissura tra l'ordito e la trama in cui la spola penetra fulmineamente, come la lama mortale tra i due pezzi di un'armatura. (da Il flauto e il tappeto, Tappeti volanti, p. 68)“

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Giuseppe Ungaretti 26
poeta italiano 1888 – 1970
„Né vi sorprenda che Canosa occupando i tre quarti d'un colle apparisca, straordinario giuoco di bussolotti, sull'incurvarsi di una strada storica. E se non una città di fatalità omeriche e designata a fiorire prima forse che fosse nato Omero, quale poteva ambire d'essere scelta fra quelle che avrebbero legato ufficialmente Roma al mare? È una collina come un'onda gonfia più che non dovrebbe consentire la calma che le si stende ai piedi. Ma la Valle dell'Ofanto dalla quale esce Canosa è tutt'altro che calma, se "calma" non fosse vocabolo capace come uno di quegli inganni messi in opera da Annibale e proprio da queste parti che convincevano il nemico a schierarsi anche contro il vento, il polverone e il sole.“

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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Calma, signor mio, calma. Non dimenticare quel che nell'illuminato Settecento diceva il matematico e philosophe Jean-Baptiste d'Alembert. In un'isola selvaggia e disabitata diceva, un poeta (leggi scrittore) non sarebbe molto utile. Un geometra sì. Il fuoco non fu certo acceso da uno scrittore, la ruota non fu certo inventata da un romanziere. Quanto al mestiere più esaltante e più appagante del creato, aggiungerai, domandalo agli scrittori che scrivono ogni ora e ogni giorno per anni, che a un libro immolano la loro esistenza. Ti risponderanno colonnello, crede seriamente che per dare un tale giudizio basti scrivere qualche ora dopocena a Beirut? Crede seriamente che per scrivere un libro basti avere idee o costruire a grandi linee una storia? Crede seriamente che scrivere sia una gioia?!? Glielo spieghiamo noi che cos'è, colonnello. È la solitudine atroce d'una stanza che a poco a poco si trasforma in una prigione, una cella di tortura. È la paura del foglio bianco che ti scruta vuoto, beffardo. È il supplizio del vocabolo che non trovi e se lo trovi fa rima col vocabolo accanto, è il martirio della frase che zoppica, della metrica che non tiene, della struttura che non regge, della pagina che non funziona, del capitolo che devi smantellare e rifare rifare rifare finché le parole ti sembrano cibo che sfugge alla bocca affamata di Tantalo. È la rinuncia al sole, all'azzurro, al piacere di camminare, viaggiare, di usare tutto il tuo corpo: non solo la testa e le mani. È una disciplina da monaci, un sacrificio da eroi, e Colette sosteneva che è un masochismo: un crimine contro sé stessi, un delitto che dovrebb'esser punito per legge e alla pari degli altri delitti. Colonnello, c'è gente che è finita o finisce nelle cliniche psichiatriche o al cimitero per via dello scrivere. Alcoolizzata, drogata, impazzita, suicida. Scrivere ammala, signor mio, rovina. Uccide più delle bombe. (l'immaginaria moglie del Professore: II, VI, IV; p. 418)“


Julien Benda 1
filosofo e scrittore francese 1867 – 1956
„[... ] li vedevo proclamare il loro disprezzo per l'ispirazione, per la scelta del soggetto, per l'intento morale, disposti a venerare solo la cura della forma, del ritmo, del vocabolo, creando, in breve, la religione dell'attività propriamente letteraria, della «letteratura». Sì [... ] voi ritrovate in questi giardini d'Oriente il medesimo fervore che profuma i vostri salotti. Vi ritrovate anche (il culto dell'arte per l'arte porta di necessità a questo) la religione dell'ermetismo, la venerazione per l'autore che solo pochi comprendono. Permettetemi di farvi conoscere Licofrone, che il suo secolo soprannominò l'oscuro. [... ] Licofrone si presenta nettamente come un autore oscuro e, grazie a lui, possiamo sapere una volta per sempre come questo genere di scrittori intendesse il compito del lettore. Egli proclama all'inizio della sua Cassandra“

Vintilă Horia 39
scrittore rumeno 1915 – 1992
„I grandi scrittori dello spazio di Vienna, fra i quali si devono citare Rilke, Kafka, Musil e Broch, e anche il triestino Italo Svevo, amico e ammiratore di Joyce, hanno vaticinato con le loro opere la sorda rovina dell'impero e hanno convertito il dolore e la morte, la vecchiaia e la sofferenza, in autentiche tecniche di conoscenza. In questo senso, anche Thomas Mann appartiene a questa atmosfera spirituale. Uno spazio tragico si stava formando e questo era suscettibile, secondo l'interpretazione che Max Scheler dà ai vocaboli «tragico» e «tragedia» di rappresentare la sfera dei «valori». Scheler scrive: «In uno spazio, in cui non c'è posto per i valori — come quello che sta attualmente costruendo la fisica meccanicistica — non esiste la tragedia. Soltanto dove esistono il superiore e l'inferiore, il nobile e il volgare, possono esistere anche cose capaci di assumere le apparenze di avvenimenti tragici». E più avanti: «Forse è necessario che un valore sia distrutto perché il tragico possa manifestarsi». (da James Joyce e il senso dell'autorità, pp. 91-92)“

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Mario Luzzatto Fegiz 10
giornalista, critico musicale e saggista italiano 1947
„Nell'album "Cosa succederà alla ragazza" uscito in questi giorni Battisti spinge a fondo questa sfida con qualche piccola modifica. I testi sono sempre un guazzabuglio di vocaboli, ma sono parole in libertà vigilata. Infatti nel delirio verbale si può intravedere una certa lubrica malizia [... ]. Ma il disco è noioso più che per i versi, per il sapore ossessivo e quasi ipnotico delle musiche. Se lo si mette sul giradischi senza prestargli troppa attenzione, suona da perfetto sottofondo come certi lavori di "new age".“

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Alessandro Borghese 19
cuoco e conduttore televisivo italiano 1976
„Strumenti, ritmo, armonia, equilibrio, note. Ci vogliono delle analogie nei vocaboli che si usano quando si gusta il cibo e quando si ascolta il brano dell'anima: il piatto preferito è come la canzone che ami, entrambi sono legati al ricordo di un momento, te li porti dentro e non li scordi mai. Il palato è sempre attento nel riconoscere il sapore a cui sei legato, fin dal primo assaggio, e si tratta dello stesso "gesto" che compie l'orecchio nell'ascoltare le prime note musicali del brano prediletto. E poi ci sono gli occhi, che quasi istintivamente si chiudono sia durante l'assaggio di un cibo adorato sia quando senti la tua canzone. In cucina si usano gli strumenti e con l'esperienza si raggiunge il giusto ritmo del cibo nei gesti durante la preparazione.“


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Ludwig Wittgenstein 108
filosofo e logico austriaco 1889 – 1951
„Un nuovo vocabolo è come un seme fresco gettato nel terreno della discussione. (1929)“

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Benedetto Varchi 8
umanista, scrittore e storico italiano 1503 – 1565
„I vocaboli delle lingue vanno, e vengono, come l'altre cose tutte quante.“

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Ashley Montagu 35
antropologo e saggista inglese 1905 – 1999
„Per quanto concerne il suggerimento di eliminare o limitare o sospendere l'uso della parola razza, si registrano casi analoghi nella scienza. Forse il caso più clamoroso negli anni recenti è la cancellazione del vocabolo istinto da parte dgli psicologi per motivi simili a quelli che rendono indesiderabile il vocabolo razza. Alla stessa guisa in antropologia il vocabolo selvaggio è stato completamente abbandonato, mentre il vocabolo primitivo riferito a popolazioni viventi è stato in gran parte sostituito dal vocabolo analfabeta... (p. 370)“

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Gianfranco Ravasi 17
cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano 1942
„L'assemblea risponde costantemente a ogni asserto con un'antifona fissa: kî leʿolam hasdô, «perché per sempre è il suo amore». Affiora il vocabolo hesed, «fedeltà, amore, grazia», particolarmente caro al Salterio che lo usa centoventisette volte. Difficile è rendere la trama allusiva dei significati di questo termine con una nostra sola parola. Hesed, infatti, evoca quell'indecifrabile e inesauribile atmosfera di intimità che intercorre tra due persone che si amano. È per questo che diverrà il vocabolo vessillo dell'alleanza tra il Signore e il suo popolo. (p. 46)“

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