Frasi su zucchero

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Gigi D'Agostino 98
disc jockey e produttore discografico italiano 1967
„Alla faccia di chi ci vuole male, e non distingue lo zucchero dal sale...“

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Cassandra Clare 111
scrittrice statunitense 1973
„Quando ero piccolo, scoprii che se ripetevi all'infinito e abbastanza velocemente una parola qualsiasi, perdeva ogni significato. Stavo a letto sveglio e mi dicevo di continuo: zucchero, specchio, sussurro, buio. Sorella – disse piano. – Tu sei mia sorella.
– Non importa quante volte lo ripeti, sarà sempre vero.
– E non importa cosa non mi lasci dire, anche quello sarà sempre vero.“


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Lucio Battisti 177
compositore, cantautore e produttore discografico italiano 1943 – 1998
„Aho, io se volevo sudà facevo il minatore! [Osservando Zucchero in concerto]“

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Fabri Fibra 279
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Volevo valorizzare un italiano semplice. Nessuno, tranne la Nannini, scrive più testi interessanti. Voglio fare un rap di classe. Le parolacce le lascio alle radio: le usano per paura che la gente cambi canale. A proposito di censura, l'avvocato della casa discografica ha detto che ci sono 22 punti perseguibili. Ne ho tolto solo uno per rispetto a Zucchero.“

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Giovanni Trapattoni 109
allenatore di calcio ed ex calciatore italiano 1939
„Quando ti abitui allo zucchero non accetti più il sale.“

„Anche nella cura del diabete vale il proverbio: il troppo stroppia. Nel tenere bassa la glicemia (il livello di zucchero nel sangue) non bisogna esagerare perché si rischia di mettere in pericolo la vita dei pazienti.“

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Saˁdi 71
poeta persiano 1184 – 1291
„[... ] spegnere il fuoco e lasciar la brace, uccidere la vipera e custodirne i figli, non è impresa da saggi.
Se acqua di vita piovesser le nuvole, | mai non côrresti alcun frutto dal salice. || Con gente vile il tempo tuo non perdere, | ché da canne da stuoie | mai non potresti aver sapor di zucchero. ( da La natura non si cancella, vol I, p. 43)“

Nantas Salvalaggio 16
scrittore italiano 1923 – 2009
„Un bell'ebete, anzi un ebete piuttosto bruttino, malfermo sulle gambe, con gli occhiali fumè dello zombie, dell'alcolizzato, del drogato "fatto". (citato in [http://www. corriere. it/Spettacoli/2008/Sanremo/gegiz_abbagli_giurie_32715e84-e763-11dc-9342-0003ba99c667. shtml Abbagli delle giurie: da Celentano a Vasco (più Zucchero e Patty), Corriere della sera], 1 marzo 2008)“


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Nikolaj Vasiljevič Gogol 67
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Le marsine nere si precipitavano qua e là, separatamente e a gruppi vagolavano come fanno le mosche sopra un candido e splendente pan di zucchero, di luglio, nella calda stagione estiva, quando la vecchia dispensiera lo rompe e lo divide in blocchetti scintillanti dinanzi alla finestra aperta: i bimbi, tutti raccolti intorno, guardano seguendo curiosamente il moto delle mani dure di lei che alzano il martello, e gli squadroni aerei delle mosche, sollevate dall'aria lieve, entrano arditamente a volo, come padrone assolute e, approfittando della vista corta della vecchia e del sole che le disturba gli occhi, si spargono sui ghiotti pezzi, dove ad una ad una e dove in gruppo. Fatte sazie della ricca estate che già di per sé offre loro ad ogni tratto cibi succulenti, esse non sono entrate a volo unicamente per cibarsi, ma per farsi vedere, per passeggiare avanti e indietro sul mucchio di zucchero, per sfregarsi ora l'una sull'altra le zampette davanti e di dietro, per grattarsi con esse sotto le alucce, oppure, protese le due zampette anteriori, strofinarsele sulla testa, per voltarsi e volar via e tornare poi di nuovo, a noiosi squadroni. (I; 2003, pp. 17-18)“

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Zucchero (cantante) 5
cantautore e musicista italiano 1955
„Il mio stile preferito è quello straccione. (citato in R. Cri., Zucchero delude l'amico Gianni «Meglio vestire da straccione», La Stampa, 24 gennaio 1993, p. 12)“

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Eugenio Montale 60
poeta, giornalista e critico musicale italiano 1896 – 1981
„Folta la nuvola bianca delle falene impazzite | turbina intorno agli scialbi fanali e sulle spallette, | stende a terra una coltre su cui scricchia | come su zucchero il piede [... ] | e l'acqua seguita a rodere | le sponde e più nessuno è incolpevole. (da La primavera hitleriana, in La bufera e altro)“

Sergio Saviane 18
scrittore e giornalista italiano 1923 – 2001
„I comici italiani fanno un po' l'effetto degli antibiotici, ti distruggono tutto; Roberto invece è un bicchiere di qualcosa che fa sempre bene. Zuccheri, calorie, vampe.“


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Isaac Bashevis Singer 65
scrittore polacco 1902 – 1991
„Mosche, api e farfalle entrarono dalla finestra aperta. Le mosche e le api andarono a posarsi su un po' di zucchero rovesciatosi. Una farfalla si librò sopra una fetta di pane. Non voleva mangiare, ma sembrava assaporare l'odore. Per Herman quelli non erano insetti parassiti da scacciare; vedeva, in ognuna delle minuscole creature, le manifestazioni dell'eterna volontà di vivere, esperienza, comprensione. Le mosche, protendendo i palmi verso il cibo, si stropicciavano le zampette posteriori. Le ali della farfalla ricordavano a Herman uno scialle di preghiera. Le api ronzavano e tornavano a volar via. Una formichetta strisciava qua e là. Era sopravvissuta alla gelida notte e stava camminando sulla tavola... ma dov'era diretta? Si soffermò accanto a una briciola, poi proseguì, zigzagando avanti e indietro. Si era separata dal formicaio e adesso doveva cavarsela per suo conto. (IV, 5; p. 125)“

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Andrea Camilleri 95
scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925
„Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perchè la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perchè noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perchè in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“

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Will Tuttle 56
1953
„Perché la credenza erronea che i carboidrati facciano ingrassare è così diffusa? Vi sono due ragioni principali: innanzitutto, la nostra cultura ha creato e prodotto in massa un tipo di carboidrati completamente innaturali, lo zucchero bianco e la farina bianca raffinati, utilizzati dall'industria alimentare per produrre cibi spazzatura che sono anche ricchi di grasso. Hanno un alto indice glicemico e si scompongono troppo velocemente nel corpo, squilibrando il livello di glucosio nel sangue; i nutrizionisti, giustamente, concordano che è meglio evitarli. In secondo luogo, questi carboidrati raffinati artificiali sono diventati il capro espiatorio della nostra cultura dell'allevamento, poiché l'ultima cosa che vogliamo ammettere è che l'origine dell'obesità e degli altri problemi che ci affliggono sono i cibi animali che caratterizzano la nostra alimentazione. Così demonizziamo erroneamente i «carboidrati», che sono invece il combustibile naturale e sano con cui la nostra fisiologia di pace è destinata a funzionare. (p. 87)“

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Abhinavagupta 142
950 – 1020
„Proprio come la «dolcezza» è presente nella sua interezza in ogni atomo della canna da zucchero, allo stesso modo ogni atomo [dell'universo] porta in sé l'emanazione di tutte le cose. (1, 1064)“

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