Frasi su responsabile

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema responsabile.

Argomenti correlati

Un totale di 325 frasi, il filtro:


Robert Baden-Powell photo

„Il ragazzo, mentre lavora in collaborazione con gli altri, è responsabile della propria parte del lavoro.“

—  Robert Baden-Powell militare, educatore e scrittore inglese, fondatore del movimento scout 1857 - 1941

da Suggerimenti per l'educatore scout – (EN) del 1920

Oriana Fallaci photo
Etty Hillesum photo
Fabrizio De André photo
Piero Calamandrei photo
Jean Paul Sartre photo

„Non facciamo quello che vogliamo e tuttavia siamo responsabili di quel che siamo.“

—  Jean Paul Sartre filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1905 - 1980

Origine: Da Situazioni.

Benito Mussolini photo
Sándor Márai photo

Help us translate English quotes

Discover interesting quotes and translate them.

Start translating
Jonathan Safran Foer photo
Albert Camus photo
Andy García photo
Kobe Bryant photo

„[Un mese prima dell'annuncio dell'addio] Sto facendo schifo, sono il 200° miglior giocatore della Nba in questo momento. […] I miei compagni mi danno la palla, mi fanno dei passaggi meravigliosi. Il loro lavoro è rendermi la vita facile, il mio è di concludere. La cosa più responsabile da fare è fare canestro.“

—  Kobe Bryant cestista statunitense 1978 - 2020

Origine: Citato in Nba, Kobe Bryant: "Faccio schifo, sono il 200° giocatore in questo momento" http://www.gazzetta.it/Nba/02-11-2015/nba-lakers-kobe-bryant-130759678261.shtml, Gazzetta.it, 2 novembre 2015.

Jean Paul Sartre photo

„Non si fa quello che si vuole. Tuttavia si è responsabili di quello che si è.“

—  Jean Paul Sartre filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1905 - 1980

George Steiner photo
Giorgio Perlasca photo

„Mi era arrivata la voce dai primi di gennaio che gli ultranazisti ungheresi volevano rastrellare tutti gli ebrei del ghetto internazionale per portarli al ghetto comune, chiuderli dentro, dare fuoco al ghetto, e uccidere quelli che tentavano di scappare. C'era già un muro intorno. Io non credevo a una cosa del genere perché mi sembrava un'enormità, un'atrocità enorme. Non ci credevo. Però, una bella mattina, ho visto passare una colonna di ebrei […] portati verso il ghetto che era lì a trecento metri. Ho domandato chi erano, e mi hanno detto che erano i portoghesi, ebrei ungheresi protetti dalla legazione del Portogallo. Durante la notte - credo le due di notte - era venuto in legazione un inviato della legazione portoghese: mi chiedevano che assumessi la protezione degli interessi portoghesi perché lui non ce la faceva più. Quando la mattina ho visto passare questa colonna di ebrei ungheresi protetti dalla legazione portoghese, ho cominciato a capire che qualcosa stava succedendo. E così ho scritto una lettera a questo ministro Vajna, dicendo che ho sentito queste voci e sono sicuro che lui, come ministro dell'interno e responsabile civile e militare della capitale assediata, non avrebbe permesso una cosa del genere. Quello non ha risposto. Allora […] mi sono presentato lì dove lui aveva la sua sede, nel sotterraneo del municipio di Budapest, che è un grandioso edificio, con un sotterraneo spazioso con uffici, e lì ho trovato Wallenberg, lo svedese, e Zürcher lo svizzero, ai quali ho detto "adesso io vado dentro e poi vi saprò dire". Sono andato da questo signore, il quale mi ha detto chiaro e tondo che lui aveva intenzione di fare una cosa del genere. Io ero sbalordito. Pensavo dentro di me: "ma questo qui proprio sta diventando matto, lui è ministro degli interni, è responsabile civile e militare della capitale assediata, come fa a pensare di fare una strage del genere?". Penso che ci fossero dentro nel ghetto sessantamila [prigionieri], più trentamila che venivano dalle case protette, insomma: si trattava di ammazzare un centinaio di migliaia di persone, oltre che distruggere la parte storica della capitale.“

—  Giorgio Perlasca funzionario italiano 1910 - 1992

Giorgio Gaber photo

„Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Etiam egestas wisi a erat. Morbi imperdiet, mauris ac auctor dictum.“