Frasi di Alessandro Varaldo pagina 2

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Alessandro Varaldo

Data di nascita: 1878
Data di morte: 1953

Alessandro Varaldo è stato un giornalista e scrittore italiano.

Esordì nel 1898 con La principessa lontana, cui seguì una sterminata e varia produzione sempre accompagnata dall'attività su importanti giornali quali la Gazzetta del Popolo ed il Caffaro.

Scrisse commedie, tra cui L'altalena , romanzi e novelle come La grande passione , L'ultimo peccato , La troppo bella ed anche opere biografiche. Fu presidente della Società italiana degli Autori ed Editori dal 1920 al 1928 e direttore dell'Accademia d'arte drammatica di Milano dal 1943, succedendo a Silvio D'Amico.

Varaldo si specializzò in romanzi gialli e noir; a differenza di Augusto De Angelis egli seppe conciliare il genere tradizionalmente anglosassone del giallo con i valori dell'etica fascista, risultando così particolarmente apprezzato dal regime.


„L'altro [Jean-Jacques Rousseau] era un borghese, in apparenza, non grasso, a prima vista goffo: una giacca marrone, delle grosse calze di lana, un farsetto di picchè, delle informe scarpe a punta rotonda e ben difesa da un cerchietto di metallo. Non portava parrucca e i capegli scarmigliati d'uno sperso grigio non vantavano certo parentela col pettine. Rispose, strizzando un rotolo di carte, che agitava come fosse la bacchetta del direttore d'orchestra:
– E torto avete mio caro abate. Non c'è salvezza per l'umanità, se non torna alla natura.“
p. 10

„Le vie della provvidenza sono davvero imperscrutabili.“ p. 87


„Benché poi si sia data una grande ampiezza alla gloria militare nascente del Bonaparte, da Tolone all'attacco di Oneglia, si può dire che il primo suo vero fatto d'armi di qualche conto e respiro sia stato Vendemmiaio [22 settembre ~ 21 ottobre]. Ma nessuno credeva nel suo genio guerresco, neanche Barras, che poi se ne vantava.“ p. 35

„La Senna faceva un gomito e non si scorgeva nemmeno un tetto: gli alberi, alti, fronzuti e nodosi, circondavano uno spiazzo, donde giungevano grida fanciullesche, in tono gaio, frammiste a proteste e fischi: una specie di sommossa in miniatura.
– Eccovi degli esemplari al naturale, Rousseau, – disse Galiani. – Convincetemi o convincetevi.“
p. 13

„Michelet, osserva che, oltre il busto di Houdon, l'unico ritratto rassomigliante del Bonaparte è quello di David, del 1810: l'Imperatore non vi ha né ciglia, né sopraciglia, pochi capegli castani e gli occhi grigi.“ p. 39

„Fu in quel giorno, undici di giugno, verso il tramonto, che arrivò Desaix all'accampamento di Stradella. Appena avvistato, il Bonaparte gli uscì incontro felice. L'aveva lasciato in Egitto a malincuore. Lo amava anche perché sentiva di essere amato, d'essere centro nel cuore di Colui, che fu nobile figlio della Rivoluzione, d'una folla di sentimenti, tutta una gamma, dalla simpatia alla fraternità, dalla intuizione all'ammirazione. Il rude Kléber aveva detto una volta:
– Non bisogna sentire la fedeltà cieca del cane!
E Desaix aveva risposto sorridendo:
– Io posso permettermelo sono di razza.
Luigi Carlo Antonio Desaix de Veygoux era nato nobile, ma aveva abbracciato la Rivoluzione. Fedele al Re, poco mancò non pagasse con la vita il suo attaccamento. Però il Comitato di Salute Pubblica era formato di fanatici sì, ma di intelligenti. E Desaix fu generale quando Il Bonaparte non lo era ancora. Ma non era vano, e non era avido. E sapeva essere amico.“
p. 98-99

„Cadeva su Londra una notte strana. Purissima la volta del cielo ed Espero luceva come la si vede sul Palatino od affacciata ai monti di Sorrento: si presentava una luna piena come rare notti può illuminare la Torre spaventosa o l'acqua oliata del maestoso fiume. E tutta questa gaiezza, questa festività notturna della natura ci pesava tristemente addosso mentre ci incamminavamo verso il Phoenix Park.“ p. 72

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