Frasi di Giorgio Renato Franci

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Giorgio Renato Franci

Data di nascita: 18. Settembre 1933
Data di morte: 10. Gennaio 2012

Giorgio Renato Franci è stato uno storico delle religioni, filosofo e linguista italiano.

Ha insegnato filosofia dell'India e dell'Asia Orientale presso l'Università di Bologna: i suoi interessi si sono concentrati principalmente sullo studio delle molteplici manifestazioni della spiritualità indiana. Dopo essersi laureato a Bologna con Luigi Heilmann, ha poi compiuto studi di perfezionamento a Roma sotto la supervisione del grande orientalita Giuseppe Tucci. Suo compagno di studi dell'epoca fu Raniero Gnoli, altro noto indologo italiano.

Frasi Giorgio Renato Franci


„Questa è la nobile verità del dolore: la nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la malattia è dolore, la morte è dolore, l’unione con ciò che non è caro è dolore, la separazione da ciò che è caro è dolore, non ottenere quello che si desidera è dolore.“ libro Il buddhismo

„Questa è la nobile verità della cessazione del dolore: la cessazione del dolore è l’estinzione, la sua completa scomparsa, l’abbandono, il rifiuto di questa brama, la liberazione e il distacco da quella.“ libro Il buddhismo


„Il nirvāṇa in vita è estinzione del fuoco dell’egocentrismo, dell’avidità, dell’odio, con trasformazione della personalità.“ libro Il buddhismo

„Dall’universalità del vuoto non deriva una sua realtà ontologica.“ libro Il buddhismo

„Questa è la nobile verità dell’origine del dolore: essa è la brama, che porta a nuove esistenze, è unita al piacere e all’attaccamento: brama di godimento degli oggetti dei sensi, brama di esistenza, brama di non-esistenza.“ libro Il buddhismo

„Questa è la nobile verità del sentiero che porta alla cessazione del dolore: è il nobile ottuplice sentiero, e cioè retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retti mezzi di vita, retto sforzo, retta attenzione, retta concentrazione.“ libro Il buddhismo

„Preoccuparsi per gli altri, presenti o futuri, serve a scoprire la non-differenza tra sé e gli altri, cioè a negare l’errore radicale che ci fa credere di essere un io come realtà a sé stante, e per di più stabile, rendendoci schiavi di quella condizione dolorosa e piena di desideri che è così ben definita dalle prime due nobili verità.“ libro Il buddhismo

„Non ci si deve disperdere dietro ad alcun pensiero, ma solo stabilirsi nella distesa consapevolezza della propria condizione di seduti meditanti.“ libro Il buddhismo

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