Frasi su affettazione


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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Roberto Benigni 138
attore, comico, showman, regista, sceneggiatore e cantan... 1952
„Recitare È dolore, estasi del movimento, affettazione del divenire, occultazione del presentare. Recitare è entrare nel personaggio e uscire, entrare e uscire, avanti e indietro, e non vorrei andare oltre in questa similitudine...“


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Miguel de Cervantes 61
scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare spa... 1547 – 1616
„Abbi il passo lento, parla pacatamente, ma non in modo che paia che tu ascolti te stesso: ogni affettazione è cattiva. (2007)“

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„In un settimanale inglese, un attacco contro Marco Aurelio, che l'autore accusa d'ipocrisia, di filisteismo e di affettazione. Furente, mi apprestavo a rispondere quando, pensando all'imperatore, mi sono in fretta ripreso. Era giusto che non mi indignassi in nome di chi mi ha insegnato a non indignarmi mai.“

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Giuseppe Verdi 12
compositore italiano autore di melodrammi 1813 – 1901
„Si rinunci per moda, per smania di novità, per affettazione di scienza, si rinneghi l'arte nostra, il nostro istinto, quel nostro fare sicuro spontaneo naturale sensibile abbagliante di luce, è assurdo e stupido. (lettera a Clara Maffei, 20 aprile 1878; citato in Franco Abbiati Giuseppe Verdi (Milano: Ricordi, 1959) vol. 4, p. 79)“

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Eugéne Delacroix 21
artista e pittore francese 1798 – 1863
„Tiziano è uno di coloro che si avvicinano maggiormente allo spirito degli antichi... in tutti gli altri si direbbe che ci sia un grano di pazzia: lui solo è equilibrato e padrone di sé, della sua esecuzione, della facilità che non lo domina mai e di cui non fa sfoggio.... Egli commuove, credo, non per la profondità delle espressioni, né per una grande comprensione del soggetto, ma per la semplicità e la mancanza di affettazione. In lui le qualità pittoriche sono portate al punto massimo: quel che dipinge, è dipinto: gli occhi guardano e sono animati dal fuoco della vita. Vita e ragione sono presenti ovunque.“

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Cesare Cantù 69
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„L'affettazione nello scrivere equivale all'ipocrisia neh" operare; la declamazione è il linguaggio delle idee e de' sentimenti falsi; né colla candida parola potrebbero accoppiarsi il magistrale ostentamento di concetti futili, la grande boria de' piccoli spiriti; il ghigno sistematico, l'epidemia di imprecazioni e d'ammirazioni arcadiche, le generalità ambiziose e inani, le idiote adulazioni a un pubblico stravagante, agl'ignoranti pretensivi, ai vili implacabili; le minacciose vanterie di eroiche paure. (in prefazione p. XII)“

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Max Brod 2
giornalista, scrittore e compositore ceco 1884 – 1968
„[Franz Kafka, all'acquario di Berlino, ] vedendo i pesci nelle vasche luminose disse [... ]: «Adesso posso guardarvi tranquillamente, non vi mangio più». Era il periodo in cui era diventato rigorosamente vegetariano. Chi non ha udito siffatte parole dalle labbra stesse di Kafka difficilmente potrà farsi un'idea del modo semplice e lieve, senza ombra di affettazione, senza tono patetico (che del resto gli era del tutto estraneo) con cui diceva queste cose.“


„La pur folta pattuglia dei napoletani non sciorina le sue cose migliori e i suoi nomi più autorevoli; la presenza dei Toscani, già agguerritissimi a Parma, è affidata al Signorini, a Giovanni Fattori e al Borrani. In quella rassegna sono due i pittori che attirano con insistenza l'attenzione del Boito: Il Cammarano un pittore maschio, spesso ruvido e Giuseppe De Nittis con due studi sopraffini dove si scorge una bella e coscienziosa ricerca del vero anche se non priva di qualche affettazione parigina. (p. XIII)“

Charles Lloyd 2
1775 – 1839
„Il suo Filippo II è un tremendo tiranno, ritrattato con più forza che quello di Schiller. sebbene Schiller come poeta è lungi sopra Alfieri. Ma il Filippo della storia è molto più terribile carattere di quello che Alfieri ha concepito, più terribile forse che egli non fosse capace di concepire: Filippo fu un sovrano che deliberatamente commetteva i più indegni delitti e crudeltà non per volontà perversa o cattivo cuore, non senza erano state avvelenate dal sistema di religione il quale sarebbe un'affettazione di candore e un tradimento della vera religione designare con più leggero epiteto che quello di orribile.“

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Philip Stanhope, IV conte di Chesterfield 29
nobile e politico inglese 1694 – 1773
„Qualsiasi affettazione nel vestire implica, a mio giudizio, un difetto nella comprensione.“

Jacques Martin Barzun 8
storico 1907
„I grandi cambiamenti culturali iniziano nell'affettazione e finiscono nella routine.“


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Simon Munnery 11
comico, drammaturgo 1967
„Io stesso porto gli occhiali. Per affettazione, come segno di intelligenza elevata e per vedere.“

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Edward Armstrong 2
storico britannico 1846 – 1928
„È il premio, o la pena, di una natura versatile e intelligente, di essere considerato come un mistero. La mente più tarda non può seguire con sufficiente speditezza il funzionamento di uno strumento tanto sensibile, benché l'occhio segua la molteplicità dei risultati. La realtà è che l'azione e la reazione delle circostanze e del carattere sono singolarmente rapide, mentre l'osservatore crede che le manifestazioni esterne siano artificiali e drammatiche, e abbiano pochissima relazione con la vita interiore. [... ] È per questo dunque che Lorenzo il Magnifico è stato così spesso dichiarato un mistero.... In realtà poche nature sono state meno misteriose della sua. Egli era un uomo completamente naturale, con una mente singolarmente aperta all'influsso delle circostanze. E proprio come il suo intelletto era versatile, così il suo carattere era ricettivo. Egli possedeva in abbondanza quelle virtù «del dare e del ricevere» quel potere di comunicare agli altri il dono della «simpatia» che per gl'Italiani significa molto di più di quanto non significhi la corrispondente parola inglese. Lorenzo era naturale e privo di affettazione [... ] (da Lorenzo De' Medici and Florence in the Fifteenth Century)“

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Giuseppe Baretti 16
critico letterario, traduttore e poeta italiano 1719 – 1789
„Quel Benvenuto Cellini dipinse quivi sé stesso con sommissima ingenuità, e tal quale si sentiva d'essere [... ], cioè animoso come un granatiere francese, vendicativo come una vipera, superstizioso in sommo grado e pieno di bizzarria e di capricci; galante in un crocchio d'amici, ma poco suscettibile di tenera amicizia; lascivo anzi che casto; un poco traditore, senza credersi tale; un poco invidioso e maligno; millantatore e vano, senza sospettarsi tale; senza cirimonie e senza affettazione; con una dose di matto non mediocre, accompagnata da ferma fiducia d'essere molto savio, circospetto e prudente. Di questo bel carattere l'impetuoso Benvenuto si dipinge nella sua vita senza pensarvi su più che tanto, persuasissimo sempre di dipingere un eroe. Eppure quella strana pittura di sé stesso riesce piacevolissima a' leggitori, perché si vede chiaro che non è fatta a studio, ma che è dettata da una fantasia infuocata e rapida, e ch'egli ha prima scritto che pensato; e il diletto che ne dà, mi pare che sia un po' parente di quello che proviamo nel vedere certi belli ma disperati animali armati d'unghioni e di tremende zanne, quando siamo in luogo da poterli vedere senza pericolo d'essere da essi tocchi ed offesi. (da La Frusta letteraria, vol. 1, Società tipograf. de' classici Italiani, Milano, 1838, p. 232)“

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Jorge Luis Borges 134
scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino 1899 – 1986
„È una rivelazione confrontare il Don Chisciotte di Menard con quello di Cervantes. Questi, per esempio, scrisse (Don Chisciotte, prima parte, capitolo nono):«… la verità, la cui madre è la storia, emula del tempo, deposito delle azioni, testimone del passato, esempio e consiglio del presente, avvertimento dell'avvenire». Redatta nel XVII secolo, redatta dal «genio profano» Cervantes, quell'enumerazione è un mero elogio retorico della storia. Menard, invece, scrive:«… la verità, la cui madre è la storia, emula del tempo, deposito delle azioni, testimone del passato, esempio e consiglio del presente, avvertimento dell'avvenire». La storia, madre della verità; l'idea è stupefacente. Menard, contemporaneo di William James, non definisce la storia come un'indagine della realtà, ma come la sua origine. La verità storica, per lui, non è ciò che è avvenuto; è ciò che riteniamo che sia avvenuto. Le clausole finali – esempio e consiglio del presente, avvertimento dell'avvenire – sono sfacciatamente pragmatiche. È anche nitido il contrasto tra i due stili. Lo stile arcaizzante di Menard – in fin dei conti straniero – soffre di una certa affettazione. Non così quello del precursore, che impiega con disinvoltura lo spagnolo corrente della sua epoca. (2003, p. 43)“