Frasi su alveare


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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Ciò che non giova all'alveare non giova neppure all'ape. (da Pensieri; VI, 54)“


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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„N[ives]: Quando vedi dove finisce il viaggio, quei passi li ami, li aggiungi con il tocco di grazia con cui metti dei fiori a tavola in un giorno di festa. I passi che portano in cima sono stremati e però leggeri, sei al punto di massima usura del corpo, del massimo di perdita di peso, muscoli e cellule cerebrali, sei al ronzio di alveare nel tuo corpo, un rumore di fibre che si afferrano tra loro, compattano i tessuti: la cima finalmente. È il più certo dei limiti sul quale metti i piedi. Non so cos'è per un prigioniero il giorno di fine pena, cos'è per un malato l'arrivo dell'alba, cos'è per uno scrittore l'ultima parola del suo libro, ma deve somigliare alla cima, la promessa mantenuta al ragazzino che strepita in ognuno di noi. (pp. 19-20)“

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Isaak Emmanuilovič Babel 8
scrittore, drammaturgo, giornalista 1894 – 1940
„Io piango per le api. Le api vengono sterminate dagli eserciti in guerra. In Volinia non ci sono più api.
Noi abbiamo profanato bellissimi alveari, li abbiamo avvelenati con lo zolfo e distrutti con la polvere. Gli stracci fumanti hanno ammorbato le sacre repubbliche delle api. Morendo, le api volavano lente, e ronzavano che si sentivano appena. In mancanza di pane di siamo procurati il miele usando le sciabole. In Volinia non ci sono più api. (dal racconto La strada per Brody)“

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Francesco De Lemene 9
librettista italiano 1634 – 1704
„Per soverchio ferir stanco e sudato | Di bel giardin fra i fiori | Di Ciprigna dormía l'ignudo figlio, | Quando dall'alvear drappello alato | Uscì di pecchie, e sovra lui si pose. (da Male d'Amore, in "Scherzi poetici di vari celebri autori italiani e veneziani, raccolti da G. B. C.", Tip. Molinari, Venezia, 1834)“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Siamo ignoti a noi medesimi, noi uomini della conoscenza, noi stessi a noi stessi: è questo un fatto che ha le sue buone ragioni. Non abbiamo mai cercato noi stessi – come potrebbe mai accadere che ci si possa, un bel giorno trovare? Non a torto è stato detto:«Dove è il vostro tesoro, là è anche il vostro cuore»; il nostro tesoro è là dove sono gli alveari della nostra conoscenza. A questo scopo siamo sempre in cammino, come animali alati per costituzione, come raccoglitori di miele dello spirito, e soltanto un'unica cosa ci sta veramente a cuore – «portare a casa» qualcosa. Del resto, per quanto riguarda la vita, le cosiddette «esperienze» – chi di noi ha anche soltanto una sufficiente serietà per queste cose? [incipit della prefazione]“

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Paul Valéry 165
scrittore, poeta e aforista francese 1871 – 1945
„Estate, roccia d'aria pura, e tu, ardente alveare, | o mare! Sparso ovunque in mille mosche sopra | i cespi di una carne fresca come una brocca, | e fino nella bocca dove ronza l'azzurro, || e, casa ardente, Spazio, caro Spazio tranquillo, | dove l'albero fuma e perde qualche uccello, | ed infinitamente vi si rompe il rumore | del mare, e del moto e delle turbe d'acque, || conche d'odori, grandi cerchi delle felici | stirpi sul golfo che corrode e che ascende al sole, | nidi puri, cascate d'erbe, ombre d'onde cave, | cullate la fanciulla immersa in un fondo sonno. (da Estate)“

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Kevin Kelly 8
saggista, fotografo e ambientalista statunitense 1952
„Non c'è nulla da trovare in un alveare che non sia nascosto in un'ape. E tuttavia tu puoi scrutare in eterno un'ape con il ciclotrone o il fluoroscopio, e non troverai mai l'alveare.“


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Maxence Fermine 20
scrittore francese 1968
„Quando contemplava i suoi alveari, Aurélien aveva la sensazione che quegli insetti fossero riusciti lì dove l'uomo aveva fallito. Pigiate le une contro le altre, le api mantenevano così una temperatura costante. Si adoperavano insieme per la comunità. In una di quelle occasioni Aurélien si rese conto che, durante la sua lenta evoluzione, l'uomo si era pian piano ma sempre più allontanato dal paradiso. E si sorprese a sognare di diventare un'ape.“

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Hippolyte Taine 14
filosofo, storico e critico letterario francese 1828 – 1893
„Si può considerare l'uomo come un animale di specie superiore che produce filosofia e poesie pressappoco come i bachi da seta fanno i loro bozzoli e le api i loro alveari. (libro Le origini della Francia contemporanea)“

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Santiago Ramón y Cajal 4
medico spagnolo 1852 – 1934
„L'uomo è un essere sociale la cui intelligenza per essere stimolata richiede il ronzio dell'alveare.“

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Jean Sénac 1
poeta e drammaturgo algerino 1926 – 1973
„Il mio paese sorride ai turisti | Algeri la Bianca riposa in pace | vanno e vengono i carri di polizia | la lebbra del cuore è ben difesa || Chi dunque griderà | il miele amaro degli alveari | i corpi all'addiaccio | i poveri che barano col freddo || Bella pelle di arancia dolce | e denti di fresco mattino || la miseria inganna | non fidatevi di tanta bellezza || Qui si muore in silenzio | senza orma sotto il sole (da Le belle apparenze)“


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Esiodo 35
poeta greco antico 70
„Come quando negli alveari ombrosi le api | nutrono i fuchi, che hanno parte dei frutti delle loro aspre fatiche | – esse per tutto il giorno, fino al tramonto del sole, | ogni giorno s'affrettano sollecite e fanno i bianchi favi, | e quelli restando dentro gli ombrosi alveari | l'altrui fatica nel loro ventre raccolgono – | cosi per gli uomini un male, le donne, | Zeus altotonante fece, che hanno parte dei frutti delle fatiche | moleste. (v. 594-602; 2007)“

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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„Era nel bosco, nella reggia estiva | del redimacchia. Intorno udia beccare | gemme di pioppo e mignoli d'uliva. || E la macchia pareva un alveare, | piena di frulli e di ronzii. Ma ella | sentiva anche un frugare, uno sfrascare, || un camminare. Chi sarà? Ma in quella | che riguardava tra un cespuglio raro, | improvvisa cantò la cinciarella. (da La notte, vv. 20-28)“

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Jeffrey Moussaieff Masson 89
psicoanalista statunitense 1941
„Un altro degli argomenti avanzati da chi sostiene che gli esseri umani non sono vegani per natura è che non c'è mai stata una civiltà nella nostra storia che osservasse integralmente o in parte il veganismo. Sebbene questo a rigor di logica sia vero, potremmo comunque dire che il jainismo comporta un ideale di civiltà assai prossimo allo stile di vita vegano. [... ] Pochi mesi fa sono andato a trovare un mio vecchio amico, il professor Padmanabh S. Jaini, [... ] il più eminente studioso di jainismo al mondo. Il professor Jaini è per certi versi come me: entrambi adoriamo le gemme più rare della letteratura antica. Quando gli ho spiegato lo scopo della mia visita (conoscere meglio l'atteggiamento jainista nei riguardi del vegetarismo), lui mi ha subito donato una di queste gemme. Mi ha detto che Jaina parla delle tre makaras (parole che cominciano con la lettera «m») da evitare: madhya, mamsa e madhu, alcol, carne e, con mia grande sorpresa, miele! [... ] I vegani non lo mangiano perché è un prodotto animale. Il motivo (con il quale io concordo) è che le api fanno il miele per sé e non per noi; quindi quando lo prendiamo dai loro alveari commettiamo un furto. (pp. 24-25)“

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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„La razza umana mi ha sempre, disgustato. Ciò che, in sostanza, me la rende disgustosa è la malattia dei rapporti familiari, il che include il matrimonio, scambio di potere e aiuti, cosa che, come una piaga, come una lebbra, poi diviene: il tuo vicino di casa, il tuo quartiere, la tua città, la tua contea, la tua patria... tutti quanti che s'abbrancano stronzamente gli uni agli altri, nell'alveare della sopravvivenza, per paura e stupidità animalesca. (p. 108)“

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