Frasi su alveo


Marco Aurelio foto
Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
<br“

Che Guevara foto
Che Guevara 64
rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino 1928 – 1967
„Arrivo a Salta alle due del pomeriggio e vado a trovare i miei amici dell'ospedale, [... ] la domanda di uno di loro è: Che cosa vuoi vedere? Una domanda che resta senza risposta, perché a questo scopo fu formulata e perché non c'è niente da rispondere, perché il punto è che cosa vedo io; quanto meno, io non mi nutro delle stesse cose dei turisti e mi stupisce vedere sui dépliant promozionali, per esempio in quello di Jujuy, l'altare della patria, la cattedrale dove fu benedetta la bandiera, [... ]. No, non è questo il modo di conoscere una città, il suo modo di essere e di interpretare la vita; quella è una copertina lussuosa, mentre la sua anima si riflette nei malati all'ospedale, nei rifugiati nel commissariato o nel passante ansioso con cui si fa amicizia mentre in basso il Río Grande mostra il suo alveo gonfio e turbolento.“ p. 38


François Lenormant foto
François Lenormant 13
assiriologo e numismatico francese 1837 – 1883
„Dal punto di vista pittoresco non vi è più bella passeggiata di quella del circuito della Ipponio greca. Nulla di più stupendo del contrasto dei due panorami di cui si gode, percorrendo le due creste, ovest e est, dell'altopiano. Da un lato vi è il mare che si estende a perdita d'occhio, e lo sguardo segue il litorale graziosamente arrotondato in emiciclo, al di là dei declivi che vi scendono coperti di giardini e sparsi di case bianche. Dall'altro lato, la rupe, che limita l'altopiano, è quasi a picco, e si distingue alla sua base, a 300 metri al di sotto del livello in cui ci troviamo, il villaggio di Stefanaconi, a partire dal quale comincia la pianura fortemente ondulata, attraversata da mille burroni, che ha al centro la valle del Mèsima col suo alveo profondo.“ p. 137

Gualberto Alvino 6
filologo, critico letterario e scrittore italiano 1953
„Il miglior fabbro della nostra recente narrativa (cui si rimpiange abbia arriso in vita — sia detto in pieno spirito polemico — una fortuna altrettanto diffusa e plenaria che impressionistica, tecnicamente inadeguata, tutta di blanda natura recensiva quando non agiograficamente prefatoria) lascia pressoché intatto un territorio di ricerca nel quale campeggia, ormai ineludibile, un dilemma di portata capitale: se sia lecito, e soprattutto euristicamente remunerativo, confinare il più splendido modello d'italiano degli ultimi decennî (sempreché il predicato suoni ancora laudatorio in un'epoca soggiogata, come l'attuale, dal falso idolo della semplicità e dell'uniformità denotativa) nell'alveo angusto d'un virtuosismo formalistico di matrice rondesco-dannunziana e d'una ricercatezza basata sul recupero acritico di materiali aulici e preziosissimi; o non piuttosto riconoscere in esso lo statuto d'una scrittura duttile, densa, sorprendentemente viva e vitale, capace di contrastare la dilagante mediocrità espressiva e insieme di conciliare con assoluto rigore e straordinaria intelligenza le ragioni della letterarietà tradizionale (mai, beninteso, passivamente accolte, bensì filtrate, in un folto coimplicarsi d'echi intertestuali, attraverso una sensibilità originale, austeramente selettiva) con la tensione analitica e di scavo, la trasfigurazione lirica, la compromissione estrema di chi assegna alla letteratura una funzione taumaturgica, poco meno che salvifica, essenzialmente sacrale. E tanto basti a legittimare l'equazione, se inusitata plausibilissima, letterarietà-autenticità, o, a dir tutto, artificio-affabilità comunicativa. (da Artificio e pietà. Contributo allo studio di Gesualdo Bufalino, in Gualberto Alvino, Tra linguistica e letteratura. Scritti su D'Arrigo, Consolo, Bufalino, introduzione di Rosalba Galvagno, Roma, Fondazione Antonio Pizzuto, 1998).“

Giovannino Guareschi foto
Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Pochi istanti dopo s'udì partire a motore imballato la giardinetta della ragazza e don Camillo uscì dal confessionale e andò a sfogare col Cristo dell'altar maggiore la tristezza del suo animo:
"Signore, se questi giovani che si prendono gioco delle cose più sacre sono la nuova generazione, che mai sarà della Vostra Chiesa?"
"Don Camillo" rispose con voce pacata il Cristo "non ti lasciare suggestionare dal cinema e dai giornali. Non è vero che Dio ha bisogno degli uomini: sono gli uomini che hanno bisogno di Dio. La luce esiste anche in un mondo di ciechi. È stato detto 'hanno gli occhi e non vedono'; la luce non si spegne se gli occhi non la vedono."
"Signore: perché quella ragazza si comporta così? Perché per ottenere una cosa che potrebbe facilmente avere soltanto se chiedesse, deve estorcerla, carpirla, rubarla, rapinarla?"
"Perché, come tanti giovani, è dominata dalla paura d'essere giudicata una ragazza onesta. È la nuova ipocrisia: un tempo i disonesti tentavano disperatamente d'essere considerati onesti. Oggi gli onesti tentano disperatamente d'essere considerati disonesti."
Don Camillo spalancò le braccia:
"Signore, cos'è questo vento di pazzia? Non è forse che il cerchio sta per chiudersi e il mondo corre verso la sua rapida autodistruzione?"
"Don Camillo, perché tanto pessimismo? Allora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?"
"No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pudore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l'autodistruzione di cui parlavo. L'uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. L'unica vera ricchezza che, in migliaia di secoli, aveva accumulato. Un giorno non lontano si ritroverà esattamente come il bruto delle caverne. Le caverne saranno alti grattacieli pieni di macchine meravigliose, ma lo spirito dell'uomo sarà quello del bruto delle caverne. Signore: la gente paventa le armi terrificanti che disintegrano uomini e cose. Ma io credo che soltanto esse potranno ridare all'uomo la sua ricchezza. Perché distruggeranno tutto e l'uomo, liberato dalla schiavitù dei beni terreni cercherà nuovamente Dio. E lo ritroverà e ricostruirà il patrimonio spirituale che oggi sta finendo di distruggere. Signore, se questo è ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi?"
Il Cristo sorrise.
"Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l'asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede a mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più; ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomini di molte parole e di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri. Uomini d'ogni razza, d'ogni estrazione, d'ogni cultura.“

Leon Max Lederman foto
Leon Max Lederman 8
fisico statunitense 1922
„Quando enormi quantità di atomi si uniscono a formare gli oggetti macroscopici (aeroplani, ponti e robot), gli inquietanti e controintuitivi fenomeni quantistici, con il loro carico di incertezza, sembrano cancellarsi a vicenda e riportare i fenomeni nell’alveo della precisa prevedibilità della fisica newtoniana.“ libro Fisica quantistica per poeti

Pietro Nigro foto
Pietro Nigro 82
poeta italiano 1939
„Ma avvertii che franavano gli argini | che ti costringevano al credo antico | di un corso obbligato | e t' appressavi rivolo esitante che tenta il suo alveo | al mio flusso turbinante vv. 5-9“ da Forma mentis, vv. 1-3

Robert Nozick 6
filosofo e insegnante statunitense 1938 – 2002
„Il fiume della politica scorre nell'alveo dell'etica.“


Procopio di Cesarea foto
Procopio di Cesarea 2
storico bizantino 490 – 565
„Alle radici del Vesuvio vi sono fonti di acqua potabile, da cui si forma un fiume di nome Dracone, che scorre vicino alla città di Nuceria. Sull'una e l'altra riva di questo fiume si accamparono allora entrambi gli eserciti. Il Dracone è piccolo di alveo, ma non guadabile né a cavallo né a piedi, poiché raccogliendo le acque in stretto spazio e erodendo il terreno molto profondamente da ciascun lato rende come pensili le rive. Non so se la natura del terreno o se quella dell'acqua ne sia il motivo.“

Domenico Paladino foto
Domenico Paladino 3
pittore, scultore e incisore italiano 1948
„Sono cresciuto nell'alveo delle avanguardie. Per me avanguardia non è un'etichetta o una griffe. Ma è l'essenza della mia ricerca: rinvia alla mia necessità di scoprire ogni giorno forme che prima non conoscevo. Questa esigenza convive con il mio bisogno di non separarmi mai dalla civiltà contadina da cui provengo, che ha in sé bellezza, sapienza.“

Gesualdo Bufalino foto
Gesualdo Bufalino 245
scrittore 1920 – 1996
„La pittura di Battiato, qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l'hobby d'un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell'autore e in quest'alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un'anima.“