Frasi su antro


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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Trilussa 38
poeta italiano 1871 – 1950
„Seconno le statistiche d'adesso | risurta che te tocca un pollo all'anno: | e, se nun entra nelle spese tue, | t'entra ne la statistica lo stesso | perch'è c'è un antro che ne magna due.“


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Giuseppe Gioachino Belli 54
poeta italiano 1791 – 1863
„L'ommini de sto monno sò ll'istesso | Che vvaghi de caffè nner mascinino: | C'uno prima, uno doppo, e un antro appresso, | Tutti cuanti però vvanno a un distino. (da Er caffettiere fisolofo, 211)“

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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885
„Far il poema della coscienza umana, foss'anco d'un sol uomo, del più infimo fra gli uomini, sarebbe come fondere tutte le epopee in un'epopea superiore e definitiva. La coscienza è il caos delle chimere, delle cupidigie e dei tentativi, la fornace dei sogni, l'antro delle idee di cui si ha vergogna; è il pandemonio dei sofismi, è il campo di battaglia delle passioni. Penetrate, in certe ore, attraverso la faccia livida d'un uomo che sta riflettendo, guardate in quell'anima, in quell'oscurità; sotto il silenzio esteriore, vi sono combattimenti di giganti come in Omero, mischie di dragoni ed idre e nugoli di fantasmi, come in Milton, visioni ultraterrene come in Dante. Oh, qual abisso è mai quest'infinito che ogni uomo porta in sé e col quale confronta disperatamente la volontà del cervello e gli atti della vita! (I, III, VII; 1981)“

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Tansillo: L'eroico ingegno si contenta più tosto di cascar o mancar degnamente e nell'alte imprese, dove mostre la dignità del suo ingegno, che riuscir a perfezione in cose men nobili e basse.
Cicada: Certo che meglio è una degna ed eroica morte, che un indegno e vil trionfo.
Tansillo: A cotal proposito feci questo sonetto:
Poi che spiegat'ho l'ali al bel desio, | Quanto piú sott'il piè l'aria mi scorgo, | Piú le veloci penne al vento porgo, | E spreggio il mondo, e vers'il ciel m'invio. | Né del figliuol di Dedalo il fin rio | Fa che giú pieghi, anzi via piú risorgo. | Ch'i' cadrò morto a terra, ben m'accorgo, | Ma qual vita pareggia al morir mio?
Cicada: Io intendo quel che dice: basta ch'alto mi tolsi; ma non quando dice: e da l'ignobil numero mi sciolsi, s'egli non intende d'esser uscito fuor de l'antro platonico, rimosso dalla condizion della sciocca ed ignobilissima moltitudine; essendo che quei che profittano in questa contemplazione, non possono esser molti e numerosi.
Tansillo: Intendi molto bene. (parte prima, dialogo III)“

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Giuseppe Gioachino Belli 54
poeta italiano 1791 – 1863
„Subbito ch'un zovrano de la terra crede ch'un antro j'abbi tocco un fico, dice ar popolo suo: 'Tu sei nimmico der tale o der tar re; fàje la guerra'. (libro Sonetti)“

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Claudio Magris 85
scrittore italiano 1939
„L'eroe Colorni, capisce quanto egli abbia anche e soprattutto da imparare da quell'uomo nevrotico e geniale, grande e meschino, rintanato nella sua libreria come un animale rapace e braccato nel suo antro. Saba gli svela come la verità della vita – e anche della storia e dell'epoca, specie di un'epoca tenebrosa e infera come quella che entrambi stanno vivendo – si manifesti anche e soprattutto nella soggettività esasperata e ferita, nelle debolezze nevrotiche, nelle ansie perfino grette, nelle idiosincrasie e nel disadattamento.“

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Cesare Pascarella 19
poeta e pittore italiano 1858 – 1940
„Ma intanto, guarda si cos'è la vita! | Lei pareva morisse de dolore; | S'era ridotta un osso; era spedita; | E si la vedi mo, te pare un fiore. | E jeri venne qui tutta vestita | De festa, e dice: – A voi, sor Sarvatore, | Ve porto 'sti confetti. – Se marita? – | – Sposa domani un antro muratore. | Te capacita? Dopo tante doje... | E poi, no pe' di' male, Dio ne guardi! | Ma ar morto, lei, lo sai? nun j'era moje. | – Nun j'era moje? E er fio? – Casa Projetti. | – Ma come? L'hanno messo a li bastardi? | – Cose der monno. – Damme du' confetti. (Cose der monno, sonetto III, da La scoperta dell'America e altri sonetti, a cura dell'Accademia dei Lincei, Mondadori, 1951)“


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Giuseppe Gioachino Belli 54
poeta italiano 1791 – 1863
„Se curre a le commedie, a li festini, se va pe l'ostarie, se fa l'amore, se traffica, s'impozzeno quadrini, se fa d'ogn'erba un fascio... eppoi se more! E doppo? doppo viengheno li guai. Doppo c'è l'antra vita, un antro monno, che dura sempre e nun finisce mai! (libro Sonetti)“

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Giuseppe Gioachino Belli 54
poeta italiano 1791 – 1863
„Dicheno che 'na vôrta un papa novo, | e cche dder monno nun capiva ggnente, | quanno de su la loggia come un ovo | vedde la piazza piena a llui presente; || disce che sse vôrtasse ar maggiordovo, | strillanno: — Pe' Ddio-padre-onnipotente! | che ssubbisso de popolo cqui ttrovo! | E ccome fa a mmagnà tutta sta ggente? — || Un cardinale che jje stava accanto, | je disse co' rrispetto e ddevozzione: | — Uno buggera l'antro, Padre santo.)“

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John Fante 44
scrittore e sceneggiatore statunitense 1909 – 1983
„La cucina: il vero regno di mia madre, l'antro caldo della strega buona sprofondato nella terra desolata della solitudine, con pentole piene di dolci intingoli che ribollivano sul fuoco, una caverna d'erbe magiche, rosmarino e timo e salvia e origano, balsami di loto che recavano sanità ai lunatici, pace ai tormentati, letizia ai disperati. Un piccolo mondo venti-per-venti: l'altare erano i fornelli, il cerchio magico una tovaglia a quadretti dove i figli si nutrivano, quei vecchi bambini richiamati ai propri inizi, col sapore del latte di mamma che ancora ne pervadeva i ricordi, e il suo profumo nelle narici, gli occhi luccicanti, e il mondo cattivo che si perdeva in lontananza mentre la vecchia madre-strega proteggeva la sua covata dai lupi di fuori. (VII; 2006, p. 73)“

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Cesare Pascarella 19
poeta e pittore italiano 1858 – 1940
„Guarda jeri: che c'era? Roba andante; | Er solo morto de quer fruttarolo | Che scoperse la moje co' l'amante. | E che antro? Gnent'antro, t'aricordi? | Eppure, vedi, co' quer morto solo | Ci ho guadambiato venticinque sòrdi. (Li giornalisti, da La scoperta dell'America e altri sonetti, a cura dell'Accademia dei Lincei, Mondadori, 1951)“


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Fabio Tombari 20
scrittore italiano 1899 – 1989
„Di notte, all'insaputa degli uomini una torma immane prendeva ad avanzare nel buio dell'incoscienza. A mandrie, a greggi, chi muggiva, qua e là isolati, smarriti; chi grugniva, chi squittiva; a frotte a branchi e nuvoli di uccelli tutti avviati verso l'antro immenso di una gola spalancata; e piante e frutti e acque correnti, via via inghiottiti nella voragine con gli escrementi; e in alto parvenze fumose e caotiche, ma sempre più radiose e variopinte, visioni splendenti della fantasia universale. (Quintetto di Ottobre)“

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Federigo Verdinois 14
giornalista, scrittore e traduttore italiano 1844 – 1927
„Il o che parli, o che rida, o che si lamenti, o che solo si muova, è cavernoso. Lo si direbbe una sibilla nell'antro o uno di quei barbuti profeti dell'antichità che si divertivano a preconizzare ogni sorta di disgrazia e di finimondo sul capo sciagurato del prossimo loro. Per questo ho detto che è nato troppo tardi. Porta il soprabito, ma è un anacronismo. Un pizzo lungo, folto, nero, ch'egli accarezza volentieri, pare che lo tiri in giù a pescare i suoi pensieri profondi nel centro della terra. (da Profili letterari, Giovanni Bovio, p. 78)“

Luigi Cunsolo 1
insegnante e scrittore italiano 1884 – 1979
„E sopra il monte scese rilucente | l'astro di fiamma nella notte chiara | di un immortale tremito di stelle. | Quando tra i cerri e i frassini del monte | la solitaria porpora del sole | tinse ler occe pendule dell'antro, | s'effuse un inno di commosso amore | che lungo i freschi rivolti correnti | discese a valle, dilagò da monte | a monte, diventò battito insonne | da mare a mare: sul dolore umano | ora la dolce Vergine Maria | nella quiete del profondo speco | le bianchi mani alla preghiera giunge | soavemente: e l'odono i mortali, | curvi nell'ombra della fosca sera. (da La Leggenda di Monte Stella; citato in Mario Squillace, L'Eremo di S. Maria della Stella, edizione Grottaferrata, 1965, pp. 26-27)“

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Cesare Pascarella 19
poeta e pittore italiano 1858 – 1940
„Diceva bene Checco a l'osteria: | «Ogni omo deve avécce er suo pensiero». | Pensi bianco? Si un antro pensa nero, | Rispetteje er pensiero e cusì sia. | Vor di', si te ce trovi in compagnia, | Je poi di': – Tu te sbaji... Nun è vero... – | Ma, sempre semo lì, vacce leggero, | Perché ar monno ce vo' filosofia. | E scrìvetelo drento a la ragione, | Che fra l'omo e er principio cambia aspetto. | Io defatti, si in quarche discussione | Trovo che di' co' quarche giovenotto, | Quello che sia principio lo rispetto, | Ma quello che sia omo lo scazzotto. (Li principii, da La scoperta dell'America e altri sonetti, a cura dell'Accademia dei Lincei, Mondadori, 1951)“

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