Frasi su arabo


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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Romano Battaglia 153
scrittore italiano 1933 – 2012
„Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte. Sull'arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: " È vera?" Sulla seconda campeggiare la domanda: " È necessaria ?" Sulla terza essere scolpita l'ultima richiesta: "È gentile ?" Una parola giusta può superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande. Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse.“


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Sergio Romano 21
storico, scrittore e giornalista italiano 1929
„[Sulla Primavera araba] Per una serie di circostanze, che lascio volentieri agli storici e ai sociologi, quello a cui stiamo assistendo, dopo la rivolta tunisina del dicembre 2010, è il fallimento dello Stato arabo-musulmano. È fallito lo Stato dei nuovi sultani: l’Egitto di Hosni Mubarak, la Tunisia di Zine El Abidine Ben Ali, la Libia del colonnello Gheddafi. È fallito il nazionalsocialismo iracheno di Saddam Hussein e quello siriano della famiglia Assad. È fallita la democrazia multireligiosa e multiculturale del Libano. È fallita la Lega Araba. E potrebbero fallire, prima o dopo, gli Stati patrimoniali del Golfo. Sopravvivono paradossalmente le monarchie, da quella di Mohammed VI in Marocco a quella di Abdullah II in Giordania, ma il rischio del contagio, soprattutto nella seconda, è altissimo. In alcuni casi, Siria e Libia, la crisi è diventata rapidamente guerra civile. In altri casi, Egitto e Libano, la guerra civile potrebbe scoppiare da un momento all’altro.“

„La rivoluzione tunisina, pur essendo stata la scintilla dell'incendio che da gennaio investe l'intero mondo arabo, non ha modelli né ricette da esportare. La verità è che l'insurrezione popolare contro il tiranno Ben Ali ha rivelato a un certo punto, quasi senza volerlo, una nuova legge di alchimia politica: ha dimostrato che le dittature tradizionali, nate nel secolo scorso, sono pressoché indifese di fronte a processi rivoluzionari "istantanei", che agiscono e reagiscono fulmineamente, alimentati da tecnologie e comportamenti (internet, facebook, twitter, tv satellitare ecc.) che nessun potere sa come controllare. Risultato: si accelera il "processo di fusione" del regime sotto assedio e non appena la paura cambia di campo, quando non è più la gente ma il tiranno a sentirsi in pericolo, il gioco è fatto. Così è andata anche in Egitto e così potrebbe andare altrove. Difficile prevedere come cambierà il mondo arabo, ma di questa scoperta noi tunisini siamo fieri, perché nulla sarà più come prima.“

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Adel Taarabt 11
calciatore marocchino 1989
„[Sulla scelta di giocare per il Marocco piuttosto che per la Francia] Mio padre, marocchino, insisteva per i Bleus, ma a casa si mangia e si parla arabo. Mi sento francese, ma l'inno del Marocco mi fa vibrare più della Marsigliese. E la Francia ha un problema di razzismo. Se scoppiano casini in nazionale è sempre colpa dei neri, dei Nasri, Ben Arfa, Benzema, mai dei Menez che non è neanche un cognome francese. Allora tanto vale convocare solo bianchi.“

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Gianfranco Miglio 37
giurista, politologo e politico italiano 1918 – 2001
„[Apprezzamenti ed epiteti espressi nei confronti di Umberto Bossi, nel 1994, in una serie di battibecchi polemici dopo la formazione del nuovo governo] "Bossi è un incolto, buffone, arrogante, isterico, arabo levantino mentitore, lo schiaccerò come una sogliola. Se mi si ripresenta lo caccio a pedate nel sedere“ 18 maggio), "Un botolo ringhioso attaccato ai pantaloni di Berlusconi", "Se gli dicessero che, per entrare nella stanza dei bottoni, deve travestirsi da donna, correrebbe a infilarsi la gonna e a darsi il belletto" (10 agosto) (citato in Marco Travaglio, Miglio col bene che ti voglio, l'Espresso 24 aprile 2009)

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Nasr Hamid Abu Zayd 24
teologo egiziano 1943 – 2010
„Sapevo che il mio preside era copto, e tuttavia per il fatto che stavo digiunando mi perdonò il ritardo. Era una scuola cristiana che io, alunno della scuola coranica, stavo frequentando; dove il mio professore di arabo era mussulmano e si chiamava Gesù; e dove i mussulmani avevano una propria stanza per pregare.“ pag. 46

„Gli Stati Uniti sono una società multiculturale a tutti gli effetti. [... ] Nella vita quotidiana, la musica, i cibi, la moda sono ampiamente influenzati dalle culture africane e arabe, tuttavia gli afro americani e gli arabo americani sono ancora visti con sospetto e paura.“


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Pitigrilli 67
scrittore e aforista italiano 1893 – 1975
„Mano fredda, cuore caldo. Anche in francese si dice cosi: anche in russo, anche in arabo. Questo dimostra che l'imbecillità è universale.“

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Joséphine Baker 11
cantante e danzatrice statunitense 1906 – 1975
„Continuerò a cantare finché potrò. Oggi il problema centrale è di aiutare gli uomini a conoscersi fra loro perché possano superare le difficoltà. Quali uomini sono oggi più lontani di un arabo e un ebreo? Eppure il mio piccolo Israeliano Moses e la piccola algerina Marianna si vogliono bene!“

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Jocelyn Pook 5
compositrice, pianista e violista britannica 1960
„Sono molto contenta di essere in Italia con questa cantante [Najma Akhtar] e con un gruppo così numeroso dove sono presenti anche altri musicisti che utilizzano strumenti di altre culture: Parvin Cox, voce dalla Persia, Abdullah Chhadeh al quanun, una cetra a corde pizzicate molto usata nel mondo arabo, e Harvey Brough al salterio.“

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Giorgio Bocca 80
giornalista italiano 1920 – 2011
„La cultura politica mimata e cantata, l'impegno del rock, le grandi indimenticabili stagioni degli Inti Illimani e della Baez ci sono estranei, probabilmente per ragioni di età, ma possiamo capirli e rispettarli. Quello che ci riesce più difficile capire e rispettare, a fronte della tragedia guerra, è l'astrattezza, il velleitarismo, questo gridar pace pace sulle piazze senza chiedersi a che prezzo, con quali effetti. Sembra che nessuno o pochi di questi pacifisti abbiano capito, alla prova di questa dura guerra, che la posta in gioco non sono i pozzi di petrolio del Kuwait, ma il tentativo iracheno di formare nel giro di pochi anni un potentato arabo superarmato, revanchista avente come obbiettivo centrale, per affermarsi nel mondo arabo, la distruzione di Israele.“


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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„A suo tempo imprigionato dagl'israeliani per complicità col terrorismo palestinese, e liberato per l'intervento del Vaticano con l'impegno di astenersi dalla politica, l'Arcivescovo libanese di Gerusalemme Hilarion Capucci ha dichiarato in un'intervista all'Europeo che i rivoltosi di Gaza e della Cisgiordania non ricevono ordini da nessuno: «Li prendono solo da Dio, loro unico leader». Lo abbiamo sempre detto, noi: a grattare un arabo, anche se cristiano e Monsignore, viene fuori un Ayatollah. Ma forse non c'è neanche bisogno di grattare.“ da Il meglio di "Controcorrente", Rizzoli, 1993

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Tamim Ansary 12
1948
„Jihad non ha mai significato "guerra santa" o "violenza". Ci sono altre parole in arabo che stanno a significare più direttamente "combattere“ e sono usate con questo significato nel Corano). Una traduzione migliore di jihad sarebbe "lotta", con le stesse connotazioni che la parola ha nella retorica dei movimenti per la giustizia sociale tanto cari all'Occidente: la lotta è considerata nobile quando è combattuta per una giusta causa e se la cause implica la "lotta armata", va bene; essa è santificata dalla causa.

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Adonis 3
poeta e saggista siriano 1930
„Ma esiste un cosiddetto "saper degli arabi" rispetto al cosiddetto "sapere dell'occidente"? Penso che la risposta si possa formulare in un drastico: il sapere arabo non ha dato un contributo particolare, e chiaramente connotato, all'esplorazione del mondo moderno o alla formulazione delle sue problematiche.“

Harold Anthony Nutting 1
1920 – 1999
„Nasser fu uno dei capi rivoluzionari egiziani che nel 1952 detronizzarono re Faruk. Alla vigilia del colpo di Stato, Nasser trovò un suo compagno in preda a una grande agitazione e gli disse, in inglese: «Stasera non c'è tempo per i sentimentalismi; dobbiamo serbare le nostre energie per tutto ciò che potrebbe succedere».
L'altro gli chiese perché avesse parlato in inglese e Nasser rispose ridendo che l'arabo non è una lingua adatta a esprimere la necessità di mantenere la calma.“ da Nasser; citato in Selezione dal Reader's Digest, febbraio 1976