Frasi su bacchetta pagina 2


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Louis Philippe de Ségur 6
storico, diplomatico 1753 – 1830
„Niun libro mi avrebbe potuto insegnare quel che mi fecero conoscere, in poche conversazioni Marmontel, e La Harpe sopra le forme dello stile e sui mezzi secreti dell'eloquenza, Boufflers sopra l'arte di far cadere naturalmente un tratto piccante e felice, il duca di Nivernais sopra la finezza del tatto, sopra le gradazioni della grazia, sopra la delicatezza del gusto, e l'abate Delille sopra il modo di agitare colla nostra immaginazione quella bacchetta magica che sa dar l'anima ad ogni cosa.“ da Mémoires; citato in Giuseppe Bianchetti, Dello scrittore italiano discorsi nove

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Un fatto, un'immagine, un'opera d'arte viene modificata già dall'evidenza della percezione come se fossero toccati con la bacchetta magica. Qualcosa viene tolto, semplificato, tralasciato, e precisamente in quanto diminuisce la parte invisibile dell'oggetto a favore del visibile, e in quanto nel film domina lo svolgimento meccanico nei confronti dell'emozione interiore.
Qui l'uomo in azione è sempre rappresentato meglio, è sempre al posto giusto invece di colui che medita, ed i cui pensieri -come dice Vauvenargues- 'avvengono nel cuore'
Una volta fotografare era definito abnehmen (togliere o rimuovere)
Come una maschera, così si toglie un aspetto esteriore, cioè l'apparenza dell'uomo.“
pagg. 120-121


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Frank McCourt 31
scrittore statunitense 1930 – 2009
„Alla scuola statale Leamy ci sono sette maestri e tutti quanti hanno una cinghia di cuoio, una verga, una bacchetta di prugnolo, Con la bacchetta ti picchiano sulle spalle, sulla schiena, sulle gambe e soprattutto sulle mani. Quando ti picchiano sulle mani si dice bacchettata. Ti picchiano se arrivi in ritardo, se hai un pennino che sgocciola, se ridi, se parli e se non sai le cose. Ti picchiano se non sai perché Dio ha creato il mondo, se non sai chi è il santo patrono di Limerick, se non sai il Credo, se non sai quanto fa diciannove più quarantasette, se non sai quanto fa quarantasette meno diciannove, se non conosci i capolughi e i prodotti delle trentadue contee d'Irlanda, se non riesci a trovare la Bulgaria sulla carta geografica del mondo appesa al muro che è tutta una macchiata di sputi, moccio e inchiostro che ci hanno tirato sopra scolari imbestialiti sospesi vita natural durante. Ti picchiano se non sai dire come ti chiami in irlandese, se non sai dire l'Ave Maria in irlandese, se non sai chiedere il permesso di andare al gabinetto in irlandese. Conviene ascoltre i bambini più grandi che stanno nelle classi avanti perché ti possono informare sui gusti del maestro che hai al momento, cosa gli piace e cosa non sopporta. C'è un maestro che ti picchia se non sai che Eamon De Valera è il più grand' uomo mai vissuto sulla terra. Ce n'è un altro che ti picchia se non sai che il più grand' uomo mai vissuto sulla terra è stato Michael Collins. Il maestro Benson odia l'America perciò bisogna ricordarsi di odiare l'America, sennò lui ti picchia. Il maestro O'Dea odia l'Inghilterra perciò bisogna ricordarsi di odiare l'Inghilterra, sennò lui ti picchia. E se per caso dici una cosa bella qualsiasi su Oliver Cromwell ti picchiano tutti quanti.“

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Victor Hugo 259
scrittore francese 1802 – 1885
„Nel centro della tela, nel posto ove suole stare il ragno, Gwynplaine vide una cosa formidabile e magnifica: una donna nuda.
Non assolutamente nuda. Questa donna era vestita e vestita dalla testa ai piedi. Indossava una camicia lunghissima, come le stole d'angeli nei quadri di santi, ma così sottile che sembrava bagnata, Donde un incirca di donna nuda, più fervido e pericoloso che la nudità assoluta.
La tela d'argento trasparente era una tenda. Fermata soltanto in alto, essa poteva essere sollevata. Separava la sala di marmo, ch'era una sala da bagno, da una camera, ch'era una camera da letto. Questa camera, piccolissima, era una specie di grotta tutta specchi. Ovunque cristalli veneziani, aggiustati poliedricamente, congiunti da bacchette dorate, riflettevano il letto ch'era nel centro. Su quel letto, d'argento come la toeletta e il canapè, era sdraitata la donna. Ella dormiva.
Dormiva col capo supino. Coi piedi respingeva le coltri, come il succubo sopra al quale aleggia il sogno.
Il suo guanciale di trine era caduto a terra sul tappeto. Fra la sua nudità e lo sguardo dell'uomo, erano due ostacoli: la camicia e la tenda di velo d'argento. Due trasparenze. La camera, più alcova che camera, era illuminata lievemente dal riflesso della sala da bagno.
Forse la donna non aveva pudore, e la luce invece ne aveva ancora.
Il letto era senza colonne, né cortinaggio, né cielo, così che la donna, aprendo gli occhi, poteva vedersi riflessa mille volte nuda negli specchi che aveva sopra il capo.
Una veste da camera di magnifica seta della Cina era gettata sulla sponda del letto.
Oltre il letto, in fondo all'alcova, era forse una porta, nascosta, segnata da uno specchio piuttosto grande, sul quale eran dipinti pavoni e cigni.
Al capezzale del letto era fermato un leggio d'argento ad aste girevoli, ed a fiaccole fisse, sul quale si poteva vedere un libro aperto, che in cima alle pagine aveva questo titolo a letteroni rossi: Alcoranus Mahumedis.
Gwynplaine non scorgeva nessuna di queste cose. La donna: ecco quello che vedeva.“
1967, p. 236

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Wynton Marsalis 9
trombettista e compositore statunitense 1961
„Il presidente Obama non è in grado di curare tutti i nostri mali con un colpo di bacchetta magica, ma se ci concentriamo su ciò che siamo come nazione, sulla cultura che ci unisce, affronteremo il futuro con fiducia suprema.“

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Fabio Caressa 54
giornalista e conduttore televisivo italiano 1967
„Arriva il buio. "Mamma, ho paura!". Il lumino non basta, l'armadio scricchiola. "Mamma, ho paura!". L'uomo nero può anche essere biondo, può aver segnato 14 goal. Ma arriva sempre una notte in cui si vincono i demoni in sogno. Li scacci con la pistola da cowboy, la spada di Zorro... la bacchetta di una fata. Quella è la notte in cui si comincia a crescere. "Mamma, stasera non si può avere paura!!!"“

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Norman Vincent Peale 30
religioso 1898 – 1993
„Il Natale agita una bacchetta magica sopra il mondo, e per questo tutto è più morbido e più bello.“

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Salvatore Satta 42
giurista e scrittore italiano 1902 – 1975
„La fantasia entrava nella casa austera coi libri, e operava silenziosamente, toccando con la sua bacchetta magica uomini e cose.“ libro Il giorno del giudizio


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Daniel Radcliffe 17
attore britannico 1989
„Quella bacchetta procura più guai di quel che vale. E sinceramente ho passato abbastanza guai per una vita intera!“ Film Harry Potter e i doni della morte: Parte 1

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J. K. Rowling 168
scrittrice britannica 1965
„È la bacchetta che sceglie il mago, lo ricordi. Credo che da lei dobbiamo aspettarci grandi cose, signor Potter... Dopo tutto, Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato ha fatto grandi cose... terribili, è vero, ma grandi.“ Olivander: p. 85

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Anna Maria Ortese 9
scrittrice italiana 1914 – 1998
„Ho abitato a lungo in una città veramente eccezionale. Qui, [... ] tutte le cose, il bene e il male, la salute e lo spasimo, la felicità più cantante e il dolore più lacerato, [... ] tutte queste voci erano così saldamente strette, confuse, amalgate tra loro, che il forestiero che giungeva in questa città ne aveva [... ] una impressione stranissima, come di una orchestra i cui istrumenti, composti di anime umane, non obbedissero più alla bacchetta intelligente del Maestro, ma si espremisero ciascuno per proprio conto suscitando effetti di meravigliosa confusione...“ da L'Infanta sepolta, Adelphi Edizioni, Milano, 1994, p. 17

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Max Frisch 22
scrittore e architetto svizzero 1911 – 1991
„All'inizio, devo ammetterlo, era divertente. Le mie mani, dicono, sono come una bacchetta del rabdomante; trovano alla fonte del desiderio ciò che il marito in dieci anni non è mai riuscito a trovare.“ libro Don Giovanni o l'amore per la geometria


„Dieci cose da non fare in Giappone

1. Evitate di fumare sigarette nelle strade principali, soprattutto a Tokyo dove in molte zone vige il divieto di fumo. È invece possibile fumare nel 99% dei locali.
2. Evitate di pulire rumorosamente il naso in un ristorante o in un luogo affollato. È considerato maleducazione... infatti la maggior parte dei giapponesi respinge rumorosamente il muco nasale fino a farlo rientrare nel cervello (l'importante è che non vi esca).
3. Non spaventarsi o cercare di rispondere se in un negozio vi dicono un sacco di cose dopo che voi avete pagato. Ripetono sempre la solita formula di ringraziamento.
4. Non passarsi il cibo con le bacchette. Tale atto infatti risulterebbe simile ad una funzione funebre in cui le ossa del defunto vengono passate dal monaco al beneficiante tramite le bacchette.
5. Per quanto possa sembrare un indicazione ovvia, non sostare davanti alle porte di un treno. Nell'ora di punta in cui in certe stazioni (per esempio Shibuya) scende il 90% dei passeggeri ci si potrebbe trovare trasportati dalla folla ben distanti dalla stazione.
6. Inutile lasciare mance ai camerieri. Cercherebbero di ritornarvi il resto all'infinito.
7. Le scarpe non sono considerate parte del vostro corpo: in molti locali e in quasi tutti i templi è necessario togliersi le scarpe prima di entrare e accomodarsi. Sebbene in molti casi possa sembrare un`usanza scomoda, i giapponesi sono molto legati ad essa tanto che nella maggior parte delle case e appartamenti si cammina scalzi. Non preoccupatevi per l`odore... i giapponesi solitamente non sudano.
8. Se siete in metropolitana e tutti i passeggeri accanto a voi dormono anche se sono le 11 di mattina, non temete un attacco terroristico al gas nervino. Infatti il passatempo tipico dei pendolari giapponesi è la pennichella a bordo treno a cui non possono rinunciare.
9. Adattare il tono di voce al luogo in cui siete. Quando andrete in Giappone noterete che in alcuni posti come treni e metropolitane le persone comunicano quasi bisbigliando, nel timore di svegliare il passeggero seduto vicino. Nei ristoranti o negli izakaya è invece abitudine parlare ad alta voce e ridere a squarciagola.
10. Non spaventatevi quando vi sederete in bagno e la tavola del gabinetto sarà calda. Sono i servizi sanitari all'ultima moda il cui scopo principale non è tanto quello di farvi espellere tutto ciò che volete ma rilassarvi mentre lo fate.“

Francesco Gungui 19
scrittore italiano 1980
„Tutti hanno una maschera, può essere una semplice mascherina per gli occhi, di quelle che si tengono con una bacchetta, oppure una maschera di gomma che copre tutta la testa, può essere molto appariscente oppure mimetica. C'è chi ne ha più di una, a seconda delle occasioni, e chi indossa anche un costume. E mentre inseguo il filo di questo pensiero, divento inevitabilmente vittima della mia riflessione: qual è la mia maschera?“

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Sándor Ferenczi 1
medico, psichiatra e psicoanalista ungherese 1873 – 1933
„Nelle favole i fantasmi d'onnipotenza sono e restano dominanti. Proprio là dove dobbiamo inchinarci maggiormente di fronte alle forze della natura, la favola ci soccorre con i suoi motivi tipici. Nella realtà siamo deboli: per questo gli eroi delle favole sono forti e invincibili; nella nostra attività e nel nostro sapere siamo limitati e ostacolati dal tempo e dallo spazio: per questo gli eroi delle favole vivono in terno, sono contemporaneamente in cento posti diversi, leggono l'avvenire e il passato. Pesantezza, durezza, impenetrabilità della materia ci si oppongono e ci ostacolano: nelle favole, invece, l'uomo possiede ali, il suo sguardo penetra attraverso le pareti, la sua bacchetta magica gli apre ogni porta.“ da Le tappe evolutive del senso di realtà, in Fondamenti di psicoanalisi, vol I, Teoria, Guaraldi, Rimini, 1972, p. 56.

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J. K. Rowling 168
scrittrice britannica 1965
„E la Morte parlò a loro. Era arrabbiata perché tre nuove vittime l'avevano appena imbrogliata: di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la Morte era astuta. Finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato tanto abile da sfuggirle. Così il fratello maggiore, che era un uomo bellicoso, chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo [... ]. Il secondo fratello, che era un uomo arrogante, decise che voleva umiliare ancora di più la Morte e chiese il potere di richiamare gli altri dalla Morte. [... ]Infine la Morte chiese al terzo fratello, il minore, che cosa desiderava. Il fratello più giovane era il più umile e anche il più saggio dei tre, e non si fidava della Morte. Perciò chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte, con estrema riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell'Invisibilità.“