Frasi su cammino


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Marc Chagall 12
pittore russo 1887 – 1985
„Io sono un tuo figlio inetto | Che sulla terra appena cammina | Tu hai colmato le mie mani povere | Di splendidi colori e di pennelli | Ma ora io non so come dipingerti“ da Tu mi hai colmato le mani (1940-1045), p. 70

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Reinhold Messner 23
alpinista italiano 1944
„Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento.“


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Eminem 46
rapper, attore e produttore discografico statunitense 1972
„Cammino lungo questa strada da solo, la colpa non è di nessuno, è solo mia, questo è il sentiero che ho scelto di percorrere.“

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Aristofane 25
commediografo greco antico -446 – -385 a.C.
„Mai otterrai che il granchio cammini diritto...“ da La pace, in Le Commedie

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Salvatore Quasimodo 61
poeta italiano 1901 – 1968
„Di te amore m'attrista | mia terra, se oscuri profumi | perde la sera d'aranci | o d'oleandri, sereno | cammina con rose il torrente | che quasi ne tocca la foce.“ Isola

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Berardino Rota 7
poeta italiano 1508 – 1575
„Fugga pur'io, dove il mattin dall'onde | Riede il Sole al suo primo alto soggiorno; | O dove poi si posa, e si nasconde | Stanco la sera del cammin del giorno.“

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Carl Gustav Jung 136
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„Chiunque avanzi sul cammino dall'autorealizzazione deve inevitabilmente riportare alla coscienza i contenuti del suo inconscio personale, allargando in tal modo in grande misura il campo della sua personalità.“ p. 109; 1997

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Carlo Zannetti 28
chitarrista, cantautore e scrittore italiano 1960
„Il fatto di avere voluto scrivere un libro con il cuore si è tradotto anche nello sforzo di "celebrare" con affetto numerosi personaggi che ho incontrato lungo il mio cammino. Personaggi universalmente considerati ai margini della società, ma che a me hanno dato moltissimo. In un certo senso, credo che "Il paradiso di Levon" sia un inno alla riconoscenza.“


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Vittorino Andreoli 77
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta.“ da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002

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David Maria Turoldo 10
religioso e poeta italiano 1916 – 1992
„Anima mia canta e cammina, | anche tu, oh fedele di chissà quale fede | oppure tu uomo di nessuna fede, | camminiamo insieme | e l'arida valle si metterà a fiorire. | Qualcuno, | colui che tutti cerchiamo, | ci camminerà accanto.“

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Claudio Chieffo 8
cantautore italiano 1945 – 2007
„È bella la strada per chi cammina, | è bella la strada per chi va, | è bella la strada che porta a casa | e dove ti aspettano già.“ da È bella la strada

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José Saramago 228
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1928 – 2008
„Insomma, un popolo che è stato capace di riconoscersi colpevole pubblicamente, anche se in modo implicito, non dovrebbe essere del tutto perduto, dovrebbe avere ancora dentro di sé intatto un principio di bontà, autorizzandoci quindi a concludere, con minimo rischio di errore, che dev'esserci stata una certa precipitazione nella venuta del Salvatore. Mentre oggi sì che ne varrebbe la pena, perché non soltanto i corrotti perseverano nel cammino della loro corruzione, ma sta anche diventando ogni giorno più difficile trovare ragioni per interrompere un linciaggio già cominciato.“ p. 161


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Leo Buscaglia 48
docente, scrittore 1924 – 1998
„Una bellissima fiaba racconta di una fanciulla che cammina in un prato e vede una farfalla impigliata in un rovo. La farfalla, liberata con gran cura, sembra in procinto di volar via, ma poi ritorna indietro e si trasforma in una splendida fata. "Per ringraziarti della tua gentilezza d'animo" dice alla fanciulla "esaudirò il tuo più grande desiderio". La ragazzina riflette un istante e poi risponde: "Voglio essere felice". Allora la fata si piega su di lei, le mormora qualcosa all'orecchio e scompare. La fanciulla diventa donna e nessuno in tutto il paese è più felice di lei. Quando le chiedono il segreto della sua gioia, si limita a sorridere e dice: "Ho seguito il consiglio di una buona fata". Gli anni passano, la fanciulla diventa vecchia ed i vicini temono che il favoloso segreto possa morire con lei. "Rivelaci che cosa ti ha detto la fatina" la scongiurano. La deliziosa vecchina, sorridendo, dice: "Mi ha rivelato che, anche se appaiono sicuri, tutti hanno bisogno di me!". Morale: Tutti abbiamo bisogno uno dell'altro.“ da La coppia amorosa

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Odio la gente che continua a promettere | che mi presenterà qualcuno perché so trasmettere | quando in verità io sto cercando di smettere | cammino a gattoni faccio fatica a connettere | che sono dieci anni che agli stessi ripetiamo | continua a sostenere questo hip-hop italiano!“ da Non fare la puttana, n.° 12

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Claudio Baglioni 184
cantautore italiano 1951
„Il giorno cammina ancora sulle tegole del cielo e sembra non sedersi mai.“ da Io dal mare

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Luigi Giussani 105
sacerdote e teologo italiano 1922 – 2005
„Il cammino del Signore è semplice come quello di Giovanni e Andrea, di Simone e Filippo, che hanno cominciato ad andare dietro a Cristo: per curiosità e desiderio. Non c'è altra strada, al fondo, oltre questa curiosità desiderosa destata dal presentimento del vero.“ da Alla ricerca del volto umano, Rizzoli

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