Frasi su campagna


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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972
„Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il Fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di culture, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell’arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui. Non ama l’amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre.“

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Konstantin Dmitrievič Bal'mont 1
poeta russo 1867 – 1942
„Campagna di Russia, c'è in te una solenne | ma tacita voce di doglie struggenti, | desìo senza speme, silenzio perenne, | vertigini fredde, pianure fuggenti. | O vieni all'aurora sull'erta del prato! | Sul fiume si libra la bruma serena. | Nereggia la mole del bosco agghiacciato. | Al cuore fa male, al cuore fa pena. (da Senza parole)“


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Philip Glass 5
compositore statunitense 1937
„Quando sono andato in Germania con il mio ensemble, nei primi anni Settanta, venivo considerato come una specie di selvaggio primitivo, nessuno sapeva di questo mio training classico. I musicisti guardavano le mie partiture e pensavano che fossi un sempliciotto autodidatta appena arrivato dalla campagna...“

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Honoré De Balzac 144
scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1799 – 1850
„La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie. (da Il medico di campagna)“

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Rabindranath Tagore 84
poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano 1861 – 1941
„Agli indiani la trasmigrazione dell'anima dall'animale all'uomo e viceversa non sembra strana, quindi dai nostri libri sacri non è stata bandita come esagerazione sentimentale la pietà per tutte le creature senzienti. Quando mi trovo in diretto contatto con la Natura, in campagna, l'Indiano si risveglia in me e io non posso rimanere freddo e indifferente davanti a tutta la gioia di vivere che batte nel soffice petto, ricoperto di piume, di un solo uccellino. (p. 72)“

„La vasta e superba facciata di pietra che si erge a Karnak, nell'Alto Egitto, molto vicino alle celebri nilotiche di Luxor e di Tebe, narra ancor oggi la più vecchia cronaca di guerra che l'antichità ci abbia tramandato. Questa imponente muraglia del tempio di Amon-Ra, interamente ricoperta di geroglifici, è nota tra gli archeologi, con il nome di «Annali di Thutmosi III». Grazie alle annotazioni prese giorno per giorno dagli scribi di questo quinto faraone della XVIII dinastia, la muraglia ci dà notizia delle 16 campagne condotte dal sovrano egizio quindici secoli prima della nostra era.“

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Barack Obama 77
44º Presidente degli Stati Uniti d'America 1961
„Quando abbiamo superato delle prove apparentemente insuperabili; quando ci hanno detto che non eravamo pronti o che non dovevamo provare o che non potevamo, generazioni di americani hanno risposto con una semplice frase che riassume lo spirito di un popolo.
Sì, noi possiamo.
Questa frase era scritta nei documenti fondatori che dichiaravano il destino di un paese.
Sì, noi possiamo.
È stata mormorata dagli schiavi e dagli abolizionisti, aprendo uno spiraglio di luce verso la libertà nella notte più buia.
Sì, noi possiamo.
Lo hanno cantato i migranti che lasciavano terre lontane e i pionieri che progredivano verso ovest nonostante una natura spietata.
Sì, noi possiamo.
È stato l'appello degli operai che si organizzavano in sindacati; delle donne che lottavano per il diritto di voto; di un presidente che ha fatto della Luna la nostra nuova frontiera; e di un re che ci ha portato in cima alla montagna e ci ha mostrato la strada verso la Terra promessa.
Sì, noi possiamo avere giustizia e uguaglianza. Sì, noi possiamo avere possibilità e prosperità. Sì, noi possiamo guarire questa nazione. Sì, noi possiamo riparare questo mondo.
Sì, noi possiamo. (dal discorso della campagna elettorale nel New Hampshire del 10 gennaio 2008)“

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Herman Melville 80
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Mercoledì 18 febbraio
Prima dell'alba siamo passati tra Capri e il Continente e siamo entrati nel Golfo di Napoli. Ero sul ponte. L'indistinta massa del Vesuvio fu presto in vista. L'ho riconosciuta da un quadro (della mamma?). Ben presto ho «sentito» la città. Luci brillanti. Siamo stati trattenuti a bordo fino alle nove dalla polizia che se la prende con comodo. Con alcuni altri sono sceso all'Hotel de Geneve. Colpito dalla prima apparizione di Napoli. Grandi folle, strade belle, edifici alti. A colazione Rhinelander e Friedman han detto che sarebbero andati a Pompei. Mi sono unito a loro, le ferrovie sono dovunque le stesse. Siamo passati attraverso Portici, Resina, Torre del Greco. Pompei è uguale ad ogni altra città. La stessa antica umanità. Che si sia vivi o morti non fa differenza. Pompei è un sermone incoraggiante. Amo più Pompei che Parigi. C'erano delle guardie silenziose come il Mar Morto. Al Vesuvio a dorso di cavallo. Vigneti sulle pendici. Arrampicata sulle ceneri. Aggrappato alla guida. Discussione. Il vecchio cratere di Pompei. Il cratere attuale è come una vecchia miniera abbandonata. L'uomo che brucia. Rosso e giallo. Tuoneggiante. Boati. Una lingua di fuoco. Sono sceso nel cratere. Liquirizia congelata. Son sceso giù in fretta. Crepuscolo. Cavalcata nel buio. All'Annunziata trovato un vetturino per Napoli. Una corsa nel freddo senza soprabito. Di ritorno all'Hotel a mezzanotte. La strada e la campagna erano silenziose. Un sobborgo. Cena a letto. (da Diario italiano 1856)“


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Luciano Ligabue 353
cantautore italiano 1960
„[... ] amo questo Paese e non sopporto il fatto che non ci sia una classe dirigente capace di farlo diventare un Paese moderno, che abbia un futuro, o che semplicemente prometta un futuro. Adesso i politici non sono capaci di promettere un futuro neanche nelle loro campagne elettorali. (p. 7)“

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Ugo Foscolo 89
poeta italiano 1778 – 1827
„E uscir del teschio, ove fuggìa la Luna, | l'ùpupa, e svolazzar su per le croci | sparse per la funerea campagna, | e l'immonda accusar col luttuoso | singulto i rai di che son pie le stelle | alle obblîate sepolture. (81-86)“

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Giorgio Almirante 10
politico italiano 1914 – 1988
„I grandi spacciatori di droga, che sono i nemici principali della nostra gioventù, devono essere impiccati agli alberi delle nostre città. Perché meritano non soltanto la pena di morte, ma meritano la pubblica esecrazione, e la condanna deve essere talmente vistosa da togliere a chichessia la voglia di spacciare droga in grandi quantità. (da un comizio tenuto in Roma per la campagna elettorale, elezioni politiche 1987)  Fonte ulteriore?“

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Vecchio, benedetto, Pekisch, questo non me lo dovevi fare. Non me lo merito. Io mi chiamo Pehnt, e sono ancora quello che se ne stava sdraiato per terra a sentire la voce nei tubi, come se quella arrivasse davvero, e invece non arrivava. Non è mai arrivata. E io adesso sono qui. Ho una famiglia, ho un lavoro e la sera vado a letto presto. Il martedì vado a sentire i concerti che danno alla sala Trater e ascolto musiche che a Quinnipak non esistono: Mozart, Beethoven, Chopin. Sono normali eppure sono belle. Ho degli amici con cui gioco a carte, parlo di politica fumando il sigaro e la domenica vado in campagna. Amo mia moglie, che è una donna intelligente e bella. Mi piace tornare a casa e trovarla lì, qualsiasi cosa sia successa nel mondo quel giorno. Mi piace dormire vicino a lei e mi piace svegliarmi insieme a lei. Ho un figlio che amo anche se tutto fa supporre che farà l'assicuratore. Spero che lo farà bene e che sarà un uomo giusto. La sera vado a letto e mi addormento. E tu mi hai insegnato che questo vuol dire che sono in pace con me stesso. Non c'è altro. Questa è la mia vita. Io lo so che non ti piace ma io non voglio che tu me lo scriva. Perché voglio continuare ad andare a letto, la sera, ed addormentarmi. Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. Mai visto niente del genere, a Quinnipak. Ma forse proprio per questo, io qui ci sto bene. A Quinnipak si ha negli occhi l'infinito. Qui, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio. Ed è diverso. Non so come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è cosa spregevole. È bello. E poi chi l'ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l'impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà. È proprio obbligatorio essere eccezionali? Io non so. Ma mi tengo stretta questa vita mia e non mi vergogno di niente: nemmeno delle mie soprascarpe. C'è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli. Si guardava sempre l'infinito a Quinnipak, insieme a te. Ma qui non c'è l'infinito. E così guardiamo le cose, e questo ci basta. Ogni tanto, nei momenti più impensati, siamo felici. Andrò a letto, questa sera, e non mi addormenterò. Colpa tua, vecchio, maledetto Pekisch. Ti abbraccio. Dio sa quanto ti abbraccio. Pehnt, assicuratore.“


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Jules Renard 338
scrittore e aforista francese 1864 – 1910
„Come sindaco devo preoccuparmi della buona manutenzione delle strade di campagna: come poeta preferirei che fossero trascuratissime. (28 maggio 1904; Vergani, p. 218)“

James Hillman 22
psicoanalista, saggista e filosofo statunitense 1926 – 2011
„E se la terra volesse la guerra? Come si spiega il fatto che Ares sia anche un antico dio dell'agricoltura? E che a Marte sia assegnato un suo appezzamento, in campagna, fuori le mura della città? A chi si sforza di comprendere la furia della guerra di secessione americana, e anche la composta, paziente sopportazione di quella guerra, che andò avanti per quattro anni, arrivando a toccare la Florida e il Nuovo Messico (oltre diecimila distinti scontri armati in cui rimasero uccisi oltre seicentomila uomini e ragazzi), le motivazioni di solito elencate non paiono all'altezza di tanta carneficina.“

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Adriano Celentano 123
cantautore, ballerino e showman italiano 1938
„Belli come noi | ben pochi sai | ce n'erano | e dicevano | quelli vengono | dalla campagna. | Ma ridevano | si spanciavano | già sapevano | che saremmo ben presto anche noi diventati come loro. (da Un albero di trenta piani, n.° 2)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„Oltre ad essere quanto di più lontano si potrebbe immaginare dallo spirito della gioventù d'oggi, Charles Lamb possedeva un'altra peculiarità che pochi dei giovani d'oggi condividerebbero: non era uno scrittore impegnato. [... ] Il Lamb ricorda la fine delle guerre napoleoniche perché Hyde Park è profanato dalle baracche in occasione delle feste per la pace tra Inghilterra e Francia; il malcontento sociale che intorno al 1830 provocò l'incendiarismo nelle campagne fece scrivere al Lamb, in una lettera a un amico: «Le cose non sono andate più bene per l'Inghilterra da quando i poveri si son messi a riflettere sulle loro condizioni...». Queste frasi, e un'altra di trent'anni prima: «Le pubbliche faccende - a meno che non mi tocchino direttamente e così si tramutino in private - non posso sforzare l'animo mio a provarci alcun interesse», ci confermano nell'idea che nessuno dei giovani d'oggi si sentirà invogliato a leggere questo classico dell'umorismo.“

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