Frasi su carteggio


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Cesare Pavese 226
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950
„Io trovo molto bello questo maltrattarci insaziabile [... ] siamo una bellissima coppia discorde. (dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)“

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Massimo D'Azeglio 34
politico italiano 1798 – 1866
„In tutti i modi la fusione coi Napoletani mi fa paura; è come mettersi a letto con un vaiuoloso! (da una lettera a Diomede Pantaleoni, 17 ottobre 1860, in M. d'Azeglio e D. Pantaleoni, Carteggio inedito, 1888)“


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Enrico Falqui 6
scrittore e critico letterario italiano 1901 – 1974
„Le persone di cui si tratta nel carteggio sono ormai tutte defunte, tranne una; e nei confronti di quasi tutte il Campana ebbe occasione e motivo di esprimere, successivamente, giudizi altamente favorevoli. (da La Fiera Letteraria, pag. 7, 23 febbraio 1967.)“

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Cesare Pavese 226
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950
„Crudele lo sono ancora certamente, se crudeltà si può chiamare il normale contegno di chi rispetta le donne al punto di non volerne sapere di loro. [... ] Per guarire da ogni nostalgia amorosa non c'è che sperimentare d'essere amato o voluto o bramato o quello che vuoi, da una persona che ci dia ai nervi. (dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)“

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Camillo Benso Cavour 33
politico e patriota italiano 1810 – 1861
„Il formare l'Italia, fondere insieme gli elementi che la compongono, armonizzare il Nord con il Sud, presenta altrettanti difficoltà di una guerra contro l'Austria o una lotta con Roma. (da una lettera a William de la Rive, in La liberazione del Mezzogiorno e la formazione del Regno d'Italia. Carteggi di Camillo Cavour, a cura della Commissione editrice, Zanichelli)“

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Giovanni Papini 99
scrittore, poeta e aforista italiano 1881 – 1956
„Se Roma ti ha fatto scrivere l' Ora di Barabba, Parigi t'ispirerebbe l' Ora di Lucifero — o forse l' Ora d'Iddio. Perché Parigi, in fondo, è più morale e cattolica di quel che non si creda da lontano. La maggior parte della gente è massa borghese che lavora dalla mattina alla sera per guadagnar soldi — l'Industria del Vizio fa parte dell'Industria dello Straniero ed è esercitata in gran parte da stranieri. (lettera a Domenico Giuliotti, Parigi, 19 maggio 1928, carteggio Giuliotti-Papini)“

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Giustino Fortunato 9
politico e storico italiano 1848 – 1932
„Non "rivoluzione", no, ma "rivelazione" è stato, e rimane, il fascismo: rivelazione di quel che realmente è, di quel che realmente vale l'Italia. Il fascismo è proprio l'Italia, di ieri e dell'altro ieri, così come sarà indubitatamente, l'Italia di domani e di domani l'altro. (da Carteggio 1927-1932, Laterza, 1981, p. 185)“

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Giustino Fortunato 9
politico e storico italiano 1848 – 1932
„[Lettera a Pasquale Villari] L'unità d'Italia è stata e sarà – ne ho fede invitta – la nostra redenzione morale. Ma è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E c'è di peggio. Tutto il macchinario dello Stato presente, se è tollerabile dalle forze dell'Alta Italia, è intollerabile dalle esauste nostre forze. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonda i suoi beneficii finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali. Tutto ciò, forse, Vi parrà un'eresia. Ma aspettate ancora due o tre mesi: avrete allora un libro di Francesco Saverio Nitti, magnifico e terribile, a un tempo, che Vi toglierà ogni dubbio, facendovi toccar con mano la dura verità delle Cose. Quel libro sarà una benedizione... Esso combatterà uno de' maggiori, de'peggiori pregiudizii de' settentrionali, specialmente de' signori lombardi, quello, cioè, secondo cui i meridionali non pagano imposte e scialacquano sul bilancio dello Stato. Esso "proverà" il contrario. Il libro potrebbe esser dannoso, se potesse esercitare azione su' meridionali. Ma questo pericolo non c'è. L'unità non corre, non correrà mai rischio per opera dei meridionali. Potete giurare su ciò. E poi, i meridionali non leggono! (da Carteggio 1865-1911, Laterza, 1978, pp. 64-65)“


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Michele Amari 4
storico, politico e orientalista italiano 1806 – 1889
„[Sul falsario Giuseppe Vella] Tra tanta penuria [di studi orientalistici], piombò in Palermo il maltese Giuseppe Vella, frate cappellano dell'Ordine Gerosolimitano, il quale con quel suo dialetto mescolato d'arabico corrotto e di pessimo italiano, potea comprender tanto dell'idioma degli Arabi, quanto un contadino di Roma intenderebbe Cicerone o Tito Livio senza avere mai studiato il latino; e, per giunta, il Vella ignorava i caratteri, né li apprese che a capo di parecchi anni, da uno schiavo musulmano che vivea in Palermo. Digiuno d'ogni erudizione, ma furbo, baldanzoso, sfacciato, ciarlatano che testè facea mestier di dare i numeri del lotto, il Vella aprì nuova bottega: fabbricò due codici diplomatici in arabico, dicea, ma ne mostrava la sola versione italiana; dei quali il primo intitolò "Consiglio di Sicilia", e vi finse il carteggio degli emiri dell'isola coi principi aghlabiti e fatimiti d'Affrica; il secondo, "Consiglio d'Egitto", e lo disse raccolta delle lettere dei principi normanni di Sicilia, i quali, per passatempo, raccontassero tutte le faccende di casa loro ai moribondi califi fatimiti d'Egitto. (pp. 8-9)“

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Bernardo Tanucci 7
politico italiano 1698 – 1783
„Le Repubbliche composte di Mercanti si delizino con tali ladroni; il Monarca che è parziale dei mercanti è sospetto di aver più cura delle sue Dogane, che del bene dei popoli e dello Stato. (dalla lettera a L. Viviani del 25 febbraio 1770, in E. Viviani Della Robbia, Bernardo Tanucci ed il suo più importante carteggio, Firenze, 1942, vol. II, p. 211; Raffaele Ajello, pp. 406-407)“

Bianca Garufi 2
scrittrice, poetessa e psicoanalista italiana 1918 – 2006
„Tu sei padronissimo di scrivermi la solita lettera cinica arcigna desesperada e angolosa. (dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)“

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Ardengo Soffici 46
scrittore italiano 1879 – 1964
„Io considero Fiume città italiana cioè facente parte dell'ente spirituale che si chiama Italia. Considero però ingiusto chi ci nega quella città e idiota e porco chi la rifiuta o non la reclama a ogni costo, per concludere contratti, prestiti ecc. Stimo perciò d'Annunzio come l'attuatore di una necessità spirituale italiana e Nitti e i nittiani delle canaglie o degli idioti incoscienti. (dalla lettera a Giovanni Papini, Poggio a Caiano, 26 settembre 1919, in Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Carteggio IV. 1919-1956, a cura di Mario Richter, Ed. di Storia e Letteratura, 2002)“


Maria Giuseppa Guacci 10
poetessa italiana 1807 – 1848
„Bisogna dunque contare dal diciannovesimo anno il cominciamento degli studi miei, e nemmeno liberamente, imperocché dovevo far sempre da copista al mio povero babbo, e per me non rimaneva che la notte. (citato in P. Papa, Giuseppina Guacci Nobile ed un suo carteggio inedito, in Rivista contemporanea, 3−5−6 1888)“

Alessandro Spina 3
scrittore siriano naturalizzato italiano 1927 – 2013
„A Isfahan visitai una volta una bottega dove dinanzi a un grande telaio verticale una donna, con alla destra e alla sinistra tre giovinette, annodava un tappeto. Udire le parole di Cristina al Collegio di Musica o sull'Aventino non è che replica di quell'immagine, sorprenderla in bottega mentre con un gran foglio davanti annoda le frasi. Il nodo è un segreto di noi orientali, che così procediamo nel compiere la tela. Per questo, Lilla Cristina, la Sua opera ci appartiene. Ha rubato il nostro tempo, cioè il nostro computo del tempo − e così ci onora. (da Lettera di A. Spina a C. Campo del 1 novembre '71, in Cristina Campo − Alessandro Spina, Carteggio, Editrice Morcelliana, Brescia, 2007, ISBN 9788837221850, p. 219)“

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Bernardo Tanucci 7
politico italiano 1698 – 1783
„[... ] tutto il mondo vuol far Codici di Legislazione, ma poco è il profitto delle nazioni; pessima republica plurimae leges. Le scienze e le arti che muovano per piacere gli animi... alla verità son più utili delle leggi, che forzano senza persuadere, onde son inutili nella maggior parte del tempo e del popolo, il quale procura di evitar la forza, e il più delle volte lo conseguisce. (dalla lettera di Tanucci a Viviani, 19 febbraio 1771, in E. Viviani Della Robbia, Bernardo Tanucci ed il suo più importante carteggio, Firenze, 1942, vol. II, p. 253; Raffaele Ajello, p. 61)“

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Bernardo Tanucci 7
politico italiano 1698 – 1783
„[... ] tutto il mondo vuol far Codici di Legislazione, ma poco è il profitto delle nazioni; pessima republica plurimae leges. Le scienze e le arti che muovano per piacere gli animi... alla verità son più utili delle leggi, che forzano senza persuadere, onde son inutili nella maggior parte del tempo e del popolo, il quale procura di evitar la forza, e il più delle volte lo conseguisce. (Tanucci a Viviani, 19 febbraio 1771, in E. Viviani Della Robbia, Bernardo Tanucci ed il suo più importante carteggio, Firenze, 1942, vol. II, p. 253; citato in Raffaele Ajello, p. 61.)“

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