Frasi su cascina


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Zucchero 182
composto chimico chiamato comunemente zucchero 1955
„In quel periodo non stavo bene. Ero sul "depression" e per 3 anni sono andato a vivere in una cascina di legno da solo col cane e lì ho scritto "Miserere.“

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Aldo Grasso 66
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„La comicità vera di "Cascina Vianello" nasce proprio dall'impatto fantasioso con il nuovo ambiente in cui i due si sono trasferiti per ritrovare la pace.“


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Aldo Grasso 66
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„[Su Cascina Vianello] Sandra e Raimondo hanno la grazia di un vino novello: leggeri, moderatamente effervescenti si lasciano sempre "bere". E siccome il vitigno da cui provengono è nobile, riescono a trasformare una trama esile e vaga (di Avellino, Consarino e Continenza) in una occasione di sincero divertimento.“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„Alcuni processi su Berlusconi sono andati in prescrizione e quindi non è stato accertato il fatto. In alcuni casi non c'è stata una pronuncia di assoluzione nel merito, ci sono state sentenze in cui non si è potuto dire né colpevole né innocente, perché è passato troppo tempo dal fatto. Prima della riforma emanata nel 2002, questi tipi di reati erano punibili molto più gravemente, oggi è diventata una semplice contravvenzione.“ Giuseppe Cascini

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Giovanni Testori 13
scrittore, drammaturgo e storico dell'arte italiano 1923 – 1993
„Nell'ora tarda, nell'ora, qui, della dorata sera, vieni, Madre nostra amata, vieni, cascina consacrata! [... ] Noi ti chiamiamo. Di Te sete, fame, bisogno abbiamo. Vieni, porta disserrata, speranza disarmata, cima altissima innevata! Tu sai, parlare Ti dobbiamo; su di noi, povere formiche, intorno a questa sedia che T'attende, non spirito, ma carne, Ti dobbiamo interrogare.“ da Interrogatorio a Maria, Rizzoli, 1979

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Tito Boeri 9
economista italiano 1958
„Serve un progetto che renda Milano una «città-mondo» anche nella produzione e commercializzazione del cibo; un progetto che aiuti le comunità di migranti a promuovere una diffusa imprenditoria alimentare e crei una rete di spazi (come le molte cascine dismesse presenti nei confini comunali) dove queste diverse culture possano trovare un supporto logistico.“ da Perché 29 Milioni di Visitatori dovrebbero venire a Milano per l'Expo?, Corriere della sera, 27 settembre 2008

„Esistono nelle città, nei paesi, nelle campagne, "rovine semplici"... Cascine abbandonate, un muro senza aperture, uno spiazzo solitario con una fabbrica dismessa, una vecchia ciminiera diroccata, una strada che non finisce, chiese, mausolei, tumuli lasciati al loro destino, attraversati dal tempo. Luoghi che apparentemente non dicono nulla di più della loro solitudine e del loro abbandono e in cui il motivo delle loro condizioni non si legge più tra le pieghe dell'architettura. Le ferite, se mai ci sono state, non mostrano la loro origine.
Troviamo queste rovine dappertutto nel mondo, sparse tra le nuove costruzioni, o isolate e lontane. Quello che colpisce è la tranquillità, la pacatezza. Non servono più a nulla, non possono essere sfruttate, manipolate. Possono solo essere cancellate da una ruspa. Questa fragilità è la loro forza. Ci affascinano perché ci somigliano. Somigliano al nostro essere caduchi, alla nostra mortalità, alla sete dei nostri attimi di felicità.“

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Piero Bargellini 7
scrittore e politico italiano 1897 – 1980
„Nel giorno dell'Ascensione i Fiorentini invadono il parco delle Cascine, per celebrare la festa del grillo. Tale usanza, antica di parecchi secoli, deriva molto probabilmente dall'ecatombe primaverile, fatta dai contadini, che consideravano un vero flagello l'apparizione dei grilli nelle loro campagne. In seguito ci si contentò d'imprigionare i piccoli devastatori dentro gabiette di saggina. Ma i Fiorentini, per la festa del grillo, preferirono, col tempo, far merenda sui prati delle Cascine, acquistando dai rivenditori le gabbie col «grillo canterino», che di sera attaccavano fuori dalla finestra, per ascoltare, durante la notte, il tremulo e malinconico verso.
In questi ultimi anni la caccia al grillo è sembrata troppo crudele, e dolorosa è apparsa la cattività dell'insetto. C'è stato qualcuno che ha proposto l'abolizione della festa tradizionale, o per lo meno la sparizione delle gabbie col grillo prigioniero. Ma la festa del grillo senza più grillo non avrebbe più significato. Ora però l'usanza fiorentina è meno crudele: i grilli sono ancora venduti dentro le graziose gabbiette, ma i compratori, specie i bambini, li liberano dalla prigionia e il divertimento consiste nel vedere i grilli sparire rapidamente nell'erba. A casa vien riportata la gabbietta vuota a testimonianza di un rito che il tempo ha ingentilito.“ da La festa del grillo a Firenze; citato in Selezione dal Reader's Digest, settembre 1962


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Antonio Guadagnoli 10
poeta e letterato italiano 1798 – 1858
„Misericordia! cantavano i grilli | Il dì dell'Ascensione alle Cascine, | Per muovere a pietà coi loro strilli | I Fiorentini e più le Fiorentine.“ da I grilli, 1

Rosetta Loy 4
scrittrice italiana 1931
„Era quella dei Martini una cascina a mezza costa sulle colline di Lu e quando Luis arrivò il ballo era già cominciato e la Rosetta del Fracin impegnata per tutti i balli. Ma come da lontano lo vide con il suo cappelletto indietro sui ricci, dimenticò tutte le promesse fatte e si mise in piedi ferma sotto un albero di mele cotogne ad aspettarlo fra le foglie larghe e scure. E appena Luìs le arrivò vicino gli girò le braccia intorno al collo come se aspettasse solo lui per ballare e Luis divenne pallido, le mani gli tremarono mentre la stringeva per la vita e cominciava a girare.“ p. 72

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Aldo Cazzullo 8
giornalista e scrittore italiano 1966
„Villarbasse cascina fatale | nella vasta pianura padana | chi si ferma a guardar le tue mura | presto un segno di croce si fa.“

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Vasco Pratolini 28
scrittore italiano 1913 – 1991
„Napoli fu per Metello il Rettifilo, via Toledo, piazza Plebiscito, e via Sergente Maggiore, via de' Fiorentini, quando gli sembrava di non aver altro da fare e si voleva prendere una distrazione. Non soltanto la mancanza di denaro, ma la divisa un poco lo umiliava; e dové adattarsi a quelle domestiche della Villa comunale, seppure non erano, per lui che aveva avuto Viola, proprio il suo tipo. Col tempo fece ghega insieme a un livornese, uno di Cascina, un fiorentino di Porta Romana: Mascherini, che negli anni dipoi non seppe mai dove fosse finito. Leoni, quello di Cascina, riceveva denaro, suo padre era mobiliere, ed egli era tirato ma finiva per offrire. Fu un sodalizio che durò a lungo: si frequentarono le bettole di Forcella, del Vasto e del Pendino, rioni che chiamano sezioni, come chi dicesse Sezione San Niccolò o Madonnone. Ebbero a che fare con la gente, per quei vicoli traversi o tutti in salita, dove la miseria e la spocizia erano pari all'animazione che vi si trovava. Entrarono, piuttosto che in via Sergente Maggiore, in alcuni bassi, dietro una sottana: ragazze tutte more di capelli, dai volti appassiti e i grossi seni. I bambini giocavano al di là della tenda. Non ci si toglieva nemmeno le mollettiere. Poi magari si restava a cena con tutta la famiglia, si diventava amici, ci tenevano in conto di figlioli: era gente come noi, come il livornese che non viveva meglio dietro la Darsena, come Mascherini che aveva il babbo fiaccherajo. E un po' ci si vergognava. Si vuotavano le tasche dell'ultimo soldino, come per farci perdonare. Cose trapassate nella memoria, viste e vissute da dentro la campana.“

Davide Lajolo 4
scrittore, politico e giornalista italiano 1912 – 1984
„Ritrovammo la cascina qualche centinaio di metri prima del paese, prospiciente alla strada che da Canelli porta a S. Stefano Belbo. Era allora una grossa cascina con il fienile, la stalla e sull'altro fianco le stanze d'abitazione.“ p. 14