Frasi su chiostro


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Licio Gelli 23
faccendiere e giornalista italiano 1919 – 2015
„Ho visto un uomo penzolare dalla croce
sulla vetta di una montagna
e, quando ormai lo credevo sepolto
nella quiete di un chiostro,
l'ho rivisto in un angolo di strada.
Era solo, solo come un barbone, ma non come lui lieto.
Non reggeva un cappello consunto,
non chiedeva le poche lirette da sprecare in un quartino.
Non chiedeva con le parole,
non chiedeva con lo sguardo ansioso,
non chiedeva con le mani tese.
Chiedeva con il sangue: il sangue delle ferite.
... e visto abbiamo gente squartata grondar sangue!
Piangere sangue
e sangue piovere dalle membra straziate:
troppi salire sul Golgota in un'alba di terrore!
Sussultava quell'uomo sulla croce
ad ogni tocco della campana,
ampliando ogni volta di più le sue ferite.
Ad ogni soffio di vento gridava: "Ho sete",
ma nessuno gli dava ascolto
e mentre tutti i cannoni tuonavano,
"pietà" gridava, ma nessuno udiva la sua voce.
Erano intenti a uccidere e altri a morire.
Troppi abbiamo visto penzolare dalla croce,
come i ladroni al suo fianco e lui morire ad ogni morte,
ad ogni anelito perduto nelle tenebre del mondo.
... ma non siamo ancora stanchi di ucciderlo,
ancora non siamo sazi di quest'orrendo deicidio.
La guerra continua.“

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Chiara d'Assisi 4
religiosa italiana 1193 – 1253
„Stringiti alla sua dolcissima Madre, che nel piccolo chiostro del suo sacro seno raccolse e nel suo grembo verginale portò Colui che i cieli non potevano contenere... È ormai chiaro che la più degna di tutte le creatura, cioè l'anima dell'uomo fedele, è per la grazia di Dio più grande del cielo. Mentre il cielo, infatti, con tutte le altre cose create non può contenere il Creatore, l'anima fedele, invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno, e cò soltanto in forza della carità di cui gli empi sono privi. È la stessa Verità che lo assicura, dicendo: Colui che mi ama, sarà amato dal Padre mio; ed io pure l'amerò; e verremo a lui e porremo in lui la nostra dimora. – Come, dunque, la gloriosa Vergine delle vergini portò Cristo materialmente nel suo grembo, tu pure, seguendo le tue vestigia, specialmente dell'umiltà e della povertà, nel tuo corpo casto e verginal puoi sempre, senza alcn dubbio, portarlo, spiritualmente. E conterrai in te Colui dal quale tu e tutte le creature siete contenute, e possederai ciò che, a paragone di tutti i transeunti beni di questo mondo, è possesso ben più stabile e definitivo. (citato in Michele Maria Iorio, I santi e la Madonna, Casa Mariana, Frigento, p. 8)“


Vincenzo Consolo 26
scrittore e saggista italiano 1933 – 2012
„Rosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha ròso, il mio cervello s'è mangiato. Rosa che non è rosa, rosa che è datura, gelsomino, bàlico e viola; rosa che è pomelia, magnolia, zàgara e cardenia. Poi il tramonto, al vespero, quando nel cielo appare la sfera d'opalina, e l'aere sfervora, cala misericordia di frescura e la brezza del mare valica il cancello del giardino, scorre fra colonnette e palme del chiostro in clausura, coglie, coinvolge, spande odorosi fiati, olezzi distillati, balsami grommosi. Rosa che punto m'ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore. Lia che m'ha liato la vita come il cedro o la lumia il dente, liana di tormento, catena di bagno sempiterno, libame oppioso, licore affatturato, letale pozione, lilio dell'inferno che credea divino, lima che sordamente mi corrose l'ossa, limaccia che m'invischiò nelle sue spire, lingua che m'attassò come angue che guizza dal pietrame, lioparda imperiosa, lippo dell'alma mia, liquame nero, pece dov'affogai, ahi!, per mia dannazione. Corona di delizia e di tormento, serpe che addenta la sua coda, serto senza inizio e senza fine, rosario d'estasi, replica viziosa, bujo precipizio, pozzo di sonnolenza, cieco vagolare, vacua notte senza lume, Rosalia, sangue mio, mia nimica, dove sei?“

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Jean Cocteau 114
poeta, saggista e drammaturgo francese 1889 – 1963
„Non ci sono solo rovine in Sicilia e commoventi testimonianze di un passato con il quale tutte le civiltà si sono sposate. Non ci sono solo le strade solitarie dove circolano i carretti dipinti con scene della Bibbia, trainati da cavalli piumati che sembrano dover partecipare ad un torneo. Non ci sono solo i templi morti e i chiostri con i mosaici colorati. Non ci sono solo i giardini della Bella e la Bestia e le terrazze battute da ondate di profumi. Non ci sono solo i feudi misteriosi pieni di specchiere nere e di busti che tendono le mani fuori dalle nicchie. C'è una grande diga in costruzione vicino a Troina, dove ingegneri e operai sembrano volare su carrelli sopra la voragine, c'è Palermo che ricostruisce il suo Duomo, c'è lo sforzo di tutte le persone per connettere il passato con il futuro, ed essere così degne della loro autonomia, e alle quali auguro buona fortuna con tutto il cuore.“

Alfonso Salvini 3
scrittore e religioso italiano
„Lavorare per la gloria di Dio nel chiostro di Coimbra, forse fra le acclamazioni di una città, sembrava al Santo ben poca cosa. Il sacrificio gli sarebbe stato così lieve, che si sarebbe ancora dato la taccia di ozioso nella mistica vigna. (p. 50)“

Antonio Aliotta 8
filosofo e accademico italiano 1881 – 1964
„Nel travagliato criticismo di Kant, è tutto il tormento del Cristianesimo; nella sua teoria del male radicale persiste, per quanto filosoficamente trasfigurato, il dogma del peccato originale. Giustamente scriveva al Goethe lo Schiller: «Vi è sempre in Kant, come in Lutero, qualcosa che ricorda il monaco, il quale, anche uscito dal chiostro, non può tuttavia cancellarne da sé le tracce.» (da Logos, II fascicolo p. 113)“

„Sopravvenuta la rivoluzione e quindi la dominazione francese in Piemonte, la prepositura di Vezzolano fu involta nella generale soppressione delle abazie, monasteri ed altri religiosi istituti.
Rimaneva la chiesa col chiostro e parte degli edifizi della canonica, e ne era già stata decretata la vendita, quando la comunità di Albugnano ricorse ed ottenne in tempo dal Governo che almeno quella fosse riservala come prezioso monumento d'antichità, ed annessa alla parrocchia di quel luogo ; il rimanente degli edifizi, compreso il chiostro, nel quale esistono ancora pregevoli opere di arte del medio evo e specialmente i dipinti in principio di questi scritti menzionati relativi alla fondazione di questa chiesa, divennero proprietà privata.“

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Friedrich Schiller 69
poeta, filosofo e drammaturgo tedesco 1759 – 1805
„Vi è sempre in Kant, come in Lutero, qualcosa che ricorda il monaco, il quale, anche uscito dal chiostro, non può tuttavia cancellarne da sé le tracce. (da una lettera del 21 dicembre 1798, in Corrispondence entre Goethe et Schiller; citato in Antonio Aliotta, Logos, II fascicolo, Roma, 1940)“


Francesco Paolo Ruggiero 2
giurista, economista e politico italiano
„Testamento è atto grande, | Che fa l'uom presso alla morte, | E chiamato il buon consorte, | La regina volle far. | In virtù di quella legge, | Son cinquanta sventurate | In un chiostro rinserrate | Notte e dì a salmeggiar. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 788)“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Come appariva [... ] un tale Germano «migliorato», sedotto al chiostro? Come una caricatura d'uomo, come un aborto: era diventato «peccatore», stava in una gabbia, lo si era rinserrato tra idee semplicemente terribili... Ora se ne stava lì, malato, meschino, incattivito contro se stesso: pieno di odio verso gli impulsi alla vita, pieno di sospetto per tutto quanto fosse ancora forte e felice. Insomma, un «cristiano»... (da I miglioratori dell'umanità, 2, 1989)“

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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985
„Questa storia che ho intrapreso a scrivere è ancora più difficile di quanto io non pensassi. Ecco che mi tocca rappresentare la più gran follia dei mortali, la passione amorosa, dalla quale il voto, il chiostro e il naturale pudore m'hanno fin qui scampata. [... ] Dunque anche dell'amore come della guerra dirò alla buona quel che riesco a immaginarne: l'arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s'accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla. (cap. VI)“

„Allor Maria dipinta d'amore, | Baciò la mano del buon genitore. | Baciò la madre, le grazie rendeo, | E lor congedo, pregando, chiedeo. | E quindi in aria di voce brillante, | Entrò nel chiostro col piè trionfante. | Così talora gentil fiorellino | Apre sua boccia sul fresco mattino, | E poi si chiude, lasciando d'intorno | Afflitte l'api pel resto del giorno | Tal sul fiorire s'asconde la figlia, | E lascia in duolo la smorta famiglia. (p. 6-7)“


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Paul-louis Courier 33
scrittore e grecista francese 1773 – 1825
„Sotto Luigi XIV si scoprì che un contadino è un uomo, o meglio questa scoperta, fatta da tempo nei chiostri dalle giovani religiose, solo allora si diffuse e all'inizio parve una fantasticheria di queste buone suore, come racconta La Bruyère. Per delle ragazze chiuse in convento, dice, un contadino è un uomo. Con ciò egli testimonia quanto quest'opinione gli sembri strana. Ora essa è comune e, su questo punto, molti la pensano proprio come le religiose, senza averne le stesse ragioni. Si ritiene abbastanza in generale che i contadini siano degli uomini. Di qui a trattarli come tali, ce ne passa. (p. 27)“

„La chiesa di s. Maria di Vezzolano presenta nel suo assieme tratti caratteristici di diversi siti, per cui difficilmente potrebbesi indicare con precisione l'epoca, in cui le diverse parti ne siano state costruite. E se in essa il tondeggiare delle strettissime finestre, i cordoni quadrali delle volte, i pilastri che reggono gli archi principali e vari dettagli e sagome potrebbero assegnarsi al terzo periodo dell'architettura bizantina, detto stile lombardo, la curva degli archi e delle volte e (cosa singolare) quella stessa dell'abside foggiata in acuto, non che varie sagome, richiamano già decisamente il periodo dell'architettura gotica, per cui potrebbesi concludere con fondamento appartenere l'insieme di questo monumento all'epoca di transizione fra i due stili ed essere perciò posteriore al secolo X ed XI ; benché la grettezza della costruzione e dei dettagli della parte occidentale del chiostro che ci è annesso sembri accennare ad età molto più antica, e verrebbe in conferma dell'essere già quivi a questa preesistita altra chiesa, come porterebbe la tradizione.“

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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Nulla di più comune, per esempio, che trovare un critico moderno che scriva cose di questo genere: 'Il Cristianesimo fu soprattutto un movimento ascetico, una corsa al deserto, un rifugio nel chiostro, una rinuncia alla vita e alla felicità; esso non fu che parte di una fosca e inumana reazione contro la natura stessa, un odio pel corpo, un aborrimento dell'universo materiale, una specie di suicidio universale dei sensi e anche dell'individuo. Derivava da un fanatismo orientale come quello dei fachiri, ed era basato su un pessimismo orientale che considerava l'esistenza stessa come un male'. In tutto questo la cosa straordinaria è che tutto è verissimo; vero in ogni particolare, con la sola differenza che è attribuito erroneamente a chi non ci ha niente a che vedere. Non è vero della Chiesa; è vero delle eresie condannate dalla Chiesa. È come se uno fosse obbligato a scrivere un'analisi degli errori e del malgoverno dei ministri di Giorgio III, con la piccola inesattezza che tutto il racconto si riferisse a Giorgio Washington; o come se uno facesse un elenco dei delitti dei bolscevichi con la sola variante di attribuirli allo zar. La Chiesa primitiva fu, sì, ascetica, ma in dipendenza di una filosofia totalmente diversa da quella di una guerra alla vita e alla natura; la quale realmente esistette nel mondo, e basterebbe che i critici sapessero dove andare a cercarla.“

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Giambattista Vico 46
filosofo, storico e giurista italiano 1668 – 1744
„Quindi è che la fortuna si dice esser amica de' giovani, perché eleggono la lor sorta della vita sopra quelle arti o professioni che fioriscono nella loro gioventù; ma, il mondo di sua natura d'anni in anni cangiando gusti, si ritruovan poi, vecchi, valorosi di quel sapere che non più piace e 'n conseguenza non frutta più. Imperciocché ad un tratto si fa un gran rivolgimento di cose letterarie in Napoli, che, quando si credevano dovervisi per lunga età ristabilire tutte le lettere migliori del Cinquecento, con la dipartenza del duca viceré vi surse un altro ordine di cose da mandarle tutte in brievissimo tempo in rovina contro ogni aspettazione; che que' valenti letterati, i quali due o tre anni avanti dicevano che le metafisiche dovevano star chiuse ne' chiostri, presero essi a tutta voga a coltivarle, non già sopra i Platoni e i Plotini coi Marsili, onde nel Cinquecento fruttarono tanti gran letterati, ma sopra le Meditazioni di Renato Delle Carte, delle quali è séguito il suo libro Del metodo, in cui egli disappruova gli studi delle lingue, degli oratori, degli storici e de' poeti, e ponendo sù solamente la sua metafisica, fisica e mattematica, riduce la letteratura al sapere degli arabi, i quali in tutte e tre queste parti n'ebbero dottissimi, come gli Averroi in metafisica e tanti famosi astronomi e medici che ne hanno nell'una e nell'altra scienza lasciate anche le voci necessarie a spiegarvisi. Quindi ai quantunque dotti e grandi ingegni, perché si eran prima tutti e lungo tempo occupati in fisiche corpuscolari, in esperienze ed in macchine, dovettero le Meditazioni di Renato sembrar astrusissime, perché potessero ritrar da' sensi le menti per meditarvi; onde l'elogio di gran filosofo era: «Costui intende le Meditazioni di Renato.“

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