Frasi su cineasta


Fernand Braudel 18
storico francese 1902 – 1985
„E Napoli ha continuato a dare molto all'Italia, all'Europa e al mondo: essa esporta a centinaia i suoi scienziati, i suoi intellettuali, i suoi ricercatori, i suoi artisti, i suoi cineasti..... Con generosità, certo. Ma anche per necessità. Mentre non riceve nulla, o pochissimo, da fuori. L'Italia, secondo me, ha perso molto a non saper utilizzare, per indifferenza, ma anche per paura, le formidabili potenzialità di questa città decisamente troppo diversa: europea prima che italiana, essa ha sempre preferito il dialogo diretto con Madrid o Parigi, Londra o Vienna, sue omologhe, snobbando Firenze o Milano o Roma.“

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Irene Bignardi 5
critica cinematografica italiano
„[Su Alessandro Blasetti] È stato un cineasta totale, capace di ogni avventura e ogni esperimento, dal realismo alla fantasia, un anticipatore e precursore del cinema di poi, un organizzatore, un cineasta aperto alle idee altrui, un grande che sapeva incoraggiare gli esordienti e scoprirne il talento, un intellettuale capace di essere popolare, un narratore che metteva tutto il peso della sua bravura nell'impegno a non deludere il pubblico. (da Blasetti, l'uomo dagli stivali che folgorò il giovane Fellini, la Repubblica, 4 luglio 2000)“


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Gilles Jacob 19
1930
„Ho sempre amato i vecchi registi. Il mestiere di cineasta è talmente duro che si è vulnerabili a qualsiasi età, ma quando sono vecchi, malati, dimenticati, quando passano il tempo a ripetere vecchie storie o quando cercano di mettere in piedi un progetto di cui dovrebbero essere i primi a sapere che non vedrà mai la luce, allora gli Huston, i Ford, i Welles, gli Sternberg non sono più semplicemente degli esseri commoventi, sono come delle grandi querce colpite dal fulmine. (pp. 94-95)“

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Suso Cecchi D'Amico 49
sceneggiatrice italiana 1914 – 2010
„Come scrive il mio collega Carrière, la sceneggiatura è il bozzolo, e il film la farfalla. Il bozzolo ha già in sé il film, ma è uno stato transitorio destinato a trasformarsi e a sparire. Lo sceneggiatore deve quindi impadronirsi al meglio della materia da trattare, e lavorarci poi con il regista e con i colleghi per trarne una proposta valida in assoluto, mirata a sfruttare al massimo le possibilità del regista ed evitando il pericolo di fare letteratura. Lo sceneggiatore non è uno scrittore; è un cineasta e, come tale, non deve rincorrere le parole, bensì le immagini. Deve scrivere con gli occhi. (p. 141)“

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Carla Bruni 21
modella italiana 1967
„Ho fatto parte di una comunità di artisti. Eravamo bohémien, eravamo di sinistra, ma in quel periodo io votavo in Italia. Non ho mai votato per la sinistra in Francia e, vi dirò, non è adesso che comincerò a farlo. Non mi sento più veramente di sinistra. Ci sono stati alcuni fatti, alcuni commenti, in particolare sull'affare Polanski-Mitterrand (NDLR: il Ministro della Cultura aveva sostenuto il cineasta, egli è stato poi accusato di aver avuto rapporti sessuali con minori e averne fatto apologia nel suo libro "La Mauvaise Vie"). Ho sentito leader socialisti dire la stessa cosa di quelli del Fronte Nazionale. Sono rimasta davvero scioccata. (da «Carla Bruni-Sarkozy : Je n'ai jamais voté pour la gauche en France», Le Parisien, 31 janvier 2011)“

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Francesco Rosi 12
regista italiano 1922 – 2015
„Scelsi per il ruolo della madre di Giuliano, una contadina il cui figlio era finito male. Lo sapevo: ma, qualche volta, un cineasta che vuole dare l'impressione del vissuto è spinto a essere crudele... L'ho portata, quasi spinta, dentro l'obitorio. Era la prima volta che ci entravamo. La luce era quasi inesistente. Nella penombra si muovevano a fatica, oltre al fonico, Di Venanzo e Pasqualino De Santis. La donna doveva fingere di essere una madre che vede il cadavere del figlio. Lo fece con forte emozione e, insieme, con perizia da attrice di professione. La ripresi con l'obiettivo 75 che avvicina molto il personaggio ma, di continuo, rischia di perderlo dal quadro. Non potevo, naturalmnete, chiederle di andare ai segni. Le dissi di seguire, con la coda dell'occhio, i movimenti della mia mano. L'avrei guidata, e ai miei gesti lei doveva andare avanti, rallentare, tirarsi un poco indietro. La donna si scioglieva in lacrime, viveva il dolore di una madre che ha perso il figlio e, intanto, seguiva alla perfezione le mie indicazioni finché, quando glielo indicavo, si arrestava d'improvviso. Furono tre riprese, tutte istinto e controllo. Una pausa e, poi, un pianto raccapricciante. Fuori dall'obitorio, nel frattempo era arrivato un funerale. Piangevano dentro e fuori, qui per finta e là per davvero. Questo, anche questo ahimè, è il cinematografo. (da Il mestiere del narratore (conversazione con Francesco Rosi), p. 27)“

Christian Metz 1
semiologo francese 1931 – 1993
„Se Otto e mezzo si differenzia dagli altri film "raddoppiati", non è soltanto perché in esso il raddoppiamento è più sistematico o più centrale, ma anche e soprattutto perché esso vi funziona diversamente. Infatti Otto e mezzo, cosa che deve essere attentamente valutata, è un film due volte raddoppiato, e se si dice che esso è costruito in abisso, è di una doppia costruzione in abisso che si dovrà parlare. Non abbiamo soltanto un film sul cinema, ma un film su un film che è a sua volta verte sul cinema; non soltanto un film su un cineasta, ma un film su un cineasta che riflette egli stresso sul proprio film. [... ] Non basta dunque parlare di "film nel film": [... ] Otto e mezzo è il film che in Otto e mezzo si va facendo; il "film nel film" è in questo caso il film stesso. [... ] Questa costruzione a tre stadi dà il suo senso più vero all'elucidazione del film, che è stato diversamente interpretato. La versione definitiva stabilita da Fellini non comporta uno ma bensì tre scioglimenti successivi. [... ] Se è giusto notare quanto c'è di paradossale e di clamoroso in Otto e mezzo, meditazione potentemente creativa sull'impotenza di creare, bisogna osservare che questo stesso tratto rinvia, al di là di ogni possibile ammiccamento da parte di Fellini, a una situazione più fondamentale e meno paradossale di quanto non si dica. Da tutta la confusione di cui il film ci ha reso testimoni sta per nascere [... ] un film mirabilmente costruito e il meno confuso possibile. (da Semiologia del cinema, Garzanti, Milano, 1972, pp. 306-311)“

Paul Clinton 1
critico cinematografico 1951 – 2006
„Babbo Natale assume un suo proprio carattere angosciante. In uno sforzo eccessivamente zelante di rendere l'aspetto di Babbo Natale come se fosse dotato di una certa specie di luce interna di benevolenza, i cineasti ne hanno reso l'aspetto completamente radioattivo. È quanto basta per farti decidere di saltare il latte e i biscotti e voler indossare dei guanti e degli abiti di protezione alla vigilia di Natale.“


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Il Farinotti 35
critico cinematografico italiano 1951
„Il genio ha colpito ancora. Dopo più di vent'anni di carriera c'è veramente da togliersi il cappello davanti ad un uomo, prima ancora che regista, capace come nessuno mai prima nel campo del cinema d'animazione (e non solo) di riuscire a centrare sempre e comunque l'obbiettivo che ogni cineasta dovrebbe avere come scopo unico: emozionare. E di emozioni, quest'opera di Hayao Miyazaki ne offre davvero. Howl's Moving Castle è un ulteriore tassello nel mosaico che il regista giapponese sta componendo col passare degli anni, che mescola l'attenzione alle tematiche ambientali, all'utilizzo malsano della tecnologia, che propone esseri umani calati in universi fantastici ed immaginari, dove creature soprannaturali insegnano all'uomo come vivere e quali valori seguire e difendere. (Il castello errante di Howl, pp. 387-388)“

Ed Wood (film) 34
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico stat... 1924 – 1978
„Ed Wood': Mi scusi signore!'Orson Wells': Sì?'Ed Wood': Eh! Sono un giovane cineasta, suo grande ammiratore, volevo solo conoscerla. 'Ed Wood': Eh, signor Wells! Conviene davvero?'Orson Wells': Sì, quando funziona sì! Lo sa su quale dei miei film ho avuto il controllo totale? Quarto potere. La produzione lo avrebbe bruciato ma nessuno è riuscito a toccare neanche un fotogramma. Ed...'Ed Wood': Sì?'Orson Wells': Per difendere l'immaginativa bisogna combattere! Perché spendere una vita a realizzare i sogni di qualcun'altro?'Ed Wood': Grazie Orson!“

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Mamoru Oshii 10
scrittore e regista giapponese 1951
„Personalmente non mi ritengo uno sperimentatore in senso stretto; credo che il lavoro del cineasta non sia sistemare alla perfezione tutte le cose che ci sono e fare tutto il possibile per creare un film ben confezionato – il che è sicuramente importante, ma non è tutto –, bensì dar vita a qualcosa che si ha dentro di sé, e creare un prodotto nuovo e proprio.“

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Francois Truffaut 16
regista francese 1932 – 1984
„Appartengo a una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo visto Quarto potere. (citato in Orson Welles ovvero la magia del cinema)“

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Martin Sheen 8
attore statunitense 1940
„Terrence Malick non si sente a suo agio se lo riconoscono per quello che fa. Si sente a suo agio se lo riconoscono per quello che è: un cineasta. Questa è solo una piccola parte della sua personalità. (citato in Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895)“