Frasi su collocazione


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Aldous Huxley 164
scrittore britannico 1894 – 1963
„Quando mi alzai e presi a camminare, potei farlo del tutto normalmente, senza falsare i contorni degli oggetti. Lo spazio era sempre là, ma aveva cessato di predominare. La mente si interessava, soprattutto, non di misure e collocazioni, ma di essere e significato. E con l' indifferenza per lo spazio venne una indifferenza ancora più completa per il tempo. (p. 16)“

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Mario Monicelli 36
regista italiano 1915 – 2010
„Io ho una collocazione che è di sinistra, socialista, unitaria, democratica, anticonformista.“


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Aldo Capitini 70
filosofo, politico e antifascista italiano 1899 – 1968
„La nonviolenza [... ] è collocazione e scelta volontaria, non un dogma; e ognuno può a sua ispirazione (Spiritus ubi vult spirat) dirigerla.“

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Rita Levi-Montalcini 87
neurologa e senatrice a vita italiana 1909 – 2012
„Il NGF avrebbe aperto di fronte a noi panorami e orizzonti sempre più vasti nella ricerca della sua collocazione all'interno della scacchiera delle neuroscienze. (pag. 277)“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 270
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„La fede non è la speranza e non è la fiducia, ma è uno stato particolare dello spirito. La fede è la presa di coscienza dell'uomo della sua collocazione nel mondo, la quale lo obbliga a certe azioni. (p. 102)“

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Mike Oldfield 107
compositore e polistrumentista britannico 1953
„Vendi-vendi... | non c'è modo di uscire né di entrare | dalle sacre sale della cerchia interna | Tu sei solo un viso nella folla | non hai una collocazione | quando sei giù di corda e fuori dal giro.“

Alberto Strumia 8
matematico e professore universitario italiano 1950
„Oggi la ricerca dei fondamenti razionali che rendono possibile l'adesione alla fede deve potersi misurare con il metodo scientifico e contemporaneamente la scienza sembra ormai richiedere una collocazione antropologica in una visione globale della realtà che non si esaurisce in una rappresentazione matematizzata dell'universo.“

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Pier Ferdinando Casini 31
politico italiano 1955
„Per Antonio Di Pietro ci vuole un ruolo di primo piano nell'alleanza di centro-destra, la sua collocazione più naturale. Dovrebbe essere uno dei leader della coalizione. (14 aprile 1995; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Piercasinando, la Repubblica, 14 febbraio 2006)“


Bruno Maier 4
critico letterario, scrittore e docente italiano 1922 – 2001
„Una convincente collocazione storica dell'Alfieri e della sua opera deve ricorrere ai due essenziali termini di riferimento dell'illuminismo e del romanticismo, restando inclusa in quest'ultimo quella corrente letteraria tedesca che fu detta dello Sturm und Drang. (p. XIV)“

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Mario Liverani 1
storico, archeologo e storico delle religioni italiano 1939
„E se oggi questa mitologia del diverso come opposto appare infine debellata, ciò non si deve tanto alla rinuncia al mito in sé, quanto piuttosto al suo dislocarsi altrove, magari nell'extra-terrestre e nel futuro che hanno preso il posto dell'Orientale e dell'Antico ormai abbastanza noti da precludere la collocazione in essi dell'utopia e dell'anti-modello. (da Antico Oriente – Storia società economia, ed. Laterza, Roma-Bari, 2009, p. 8, ISBN 978-88-420-9041-0)“

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Giorgio Faletti 247
scrittore italiano 1950 – 2014
„Appoggiò la testa alla sua spalla e rimase a odorare e adorare quel piccolo miracolo rappresentato dalla propria pelle contro quella di lui. Le piaceva immaginare che qualcuno, forse una alchimista geniale e ruffiano, avesse fabbricato di proposito le loro epidermidi con elementi fatti apposta per funzionare l'uno da richiamo per l'altro. Poi, aveva atteso paziente il loro incontro per avere la conferma del successo della sua opera. Il suo sorriso di trionfo era diventato il loro sorriso. Fra lei e Connor c'erano parole e rispetto e ammirazione e talvolta una forma di pudore di fronte alle rispettive collocazioni nel mondo, però Maureen non poteva fare a meno di rabbrividire di piacere a ogni abbraccio, che aveva dentro di sé quella perfezione che solo la casualità può creare.“

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Papa Benedetto XVI 333
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„In realtà, l'uomo, separato da Dio, è ridotto a una sola dimensione, quella orizzontale, e proprio questo riduzionismo è una delle cause fondamentali dei totalitarismi che hanno avuto conseguenze tragiche nel secolo scorso, come pure della crisi di valori che vediamo nella realtà attuale. Oscurando il riferimento a Dio, si è oscurato anche l'orizzonte etico, per lasciare spazio al relativismo e ad una concezione ambigua della libertà, che invece di essere liberante finisce per legare l'uomo a degli idoli. Le tentazioni che Gesù ha affrontato nel deserto prima della sua missione pubblica, rappresentano bene quegli «idoli» che affascinano l'uomo, quando non va oltre se stesso. Se Dio perde la centralità, l'uomo perde il suo posto giusto, non trova più la sua collocazione nel creato, nelle relazioni con gli altri. Non è tramontato ciò che la saggezza antica evoca con il mito di Prometeo: l'uomo pensa di poter diventare egli stesso «dio», padrone della vita e della morte.“


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Francesco De Gregori 278
cantautore italiano 1951
„Quello della politica è l'equivoco più delicato che mi riguarda. Sono di sinistra, però in più occasioni ci sono state appropriazioni indebite, fraintendimenti e collocazioni che non mi sono piaciute.“

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Roberto Calderoli 36
politico italiano 1956
„quello che i peccati li ha fatti tutti perché bisognerà scavare un buco talmente profondo per mettercelo che addirittura [... ] io penso che alla fine [... ] tanti tanti peccati alla fine fanno un satanasso veramente. Io non so, concorrerà con Lucifero nella collocazione della scala dei valori all'Inferno. (da un intervento al Senato durante la discussione del ddl Cirinnà, 25 febbraio 2016)“

Mario Guarino 8
scrittore e giornalista italiano 1945
„Nel 1999 lo psichiatra Luigi Cancrini firmerà una «Perizia psichiatrica su padre Pio». Scriverà Cancrini: «Una diagnosi psichiatrica relativa al caso di padre Pio non è difficile da proporre. Osservato longitudinalmente, il disturbo di cui ha sofferto padre Pio è, secondo il Dsm IV (il manuale diagnostico preparato dall'Associazione degli psichiatri americani e oggi largamente utilizzato anche in Italia e in Europa), un disturbo istrionico di personalità. Osservato trasversalmente, nelle sue manifestazioni sintomatiche più evidenti, il suo è un disturbo di trance dissociativa. I criteri di ricerca per il disturbo di trance dissociativa sono di ordine sintomatico e culturale. Il primo prevede due diverse condizioni morbose che possono presentarsi, in periodi diversi, nella stessa persona. [... ] Il secondo criterio, di ordine culturale, pone un problema più generale di rapporto fra questo tipo di esperienza e i luoghi sociali in cui esso si manifesta. [... ] È intorno a storie del tipo di questa che si definiscono, ancora oggi, sentimenti di appartenenza, visioni del mondo, forme del giudizio capaci di influire profondamente sui comportamenti collettivi. La diffusione e la santificazione di un sentimento religioso affascinato dalle imprese (sintomi) di un santo (persona con gravi disturbi personali) significa, da questo punto di vista, promozione e diffusione tra i fedeli di una credenza che molti pensavano superata: il male del mondo, si legge nella vita di padre Pio, è opera del diavolo e delle tentazioni cui un grande scommettitore (Dio) esporrebbe la creatura uomo semplicemente per vedere se a esse sarà in grado di resistere; credenza medievale dal punto di vista della collocazione storica, primitiva e un po' perversa dal punto di vista dell'organizzazione psicologica di chi la provoca o la condivide e che non è mai stata negata apertamente, tuttavia, dalla Chiesa di Roma [... ]». (pp. 51-52)“

„Che si parli di Eraclito, di Leopardi, di Montale o di Ungaretti, le opere di Ignazio Fresu non sono mai così eccessivamente concettuali e incomprensibili come ci si aspetterebbe da un artista contemporaneo, anzi con la loro leggerezza e ironia ci strappano un sorriso, ci ammaliano per l'inusuale collocazione in cui spesso si trovano, destano meraviglia per gli improbabili equilibri in cui si pongono ed inevitabilmente ci attraggono provocando nel nostro intimo un flusso continuo di domande e di pensieri. La scelta di avvalersi di titoli evocativi, riferibili all'universo letterario o filosofico, è un mezzo per Ignazio Fresu per parlare della realtà circostante attraverso il linguaggio dei grandi mediato dalla sua incredibile capacità di alleggerire.“