Frasi su crocevia


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Sun Tzu 28
filosofo, militare (generale e stratega) -600 – -500 a.C.
„In un terreno aperto non ti accampare. In una zona di confine stringi alleanze. In una zona crocevia non restare. In un terreno chiuso elabora strategie. In un terreno di morte combatti. (libro L'arte della guerra)“

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Carlo Maria Martini 71
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1927 – 2012
„La crisi del ruolo della donna nella società è il crocevia di molti altri problemi sociali, umani e religiosi del nostro tempo.“


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Carlo Lizzani 7
regista italiano 1922 – 2013
„È patrimonio nostro, è anche cultura italiana, tutto l'universalismo rinascimentale, tutto quell'immenso repertorio di immagini e parole creato nei tanti secoli in cui l'Italia non fu nazione ma crocevia decisivo di tutta la civiltà occidentale.“

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Arturo Pérez-Reverte 67
scrittore e giornalista spagnolo 1951
„Ma quello che amo davvero è che le nostre strade hanno lo stesso odore che si respira nelle stive di un brigantino: carne e pesce sotto sale, cannella e caffè... L'odore della nostra infanzia, cugina. Dei nostri rimpianti... E, soprattutto, mi piacciono quei crocevia con un cartello dove si vede disegnata una nave su un mare blu o verde; e in alto l'insegna più bella del mondo: Magazzino di prodotti d'oltremare e coloniali. (p. 465)“

„Robert era un accanito ascoltatore di blues. Cantava male e suonava peggio una chitarra che si era costruito da solo. Ma un giorno, era lui stesso a raccontarlo, si era recato a mezzanotte al centro di un crocevia e lì si era messo a suonare in attesa di un possibile evento. Ed era arrivato un uomo tutto nero che gli aveva preso la chitarra, l'aveva accordata, aveva suonato un motivo sconosciuto e poi gli aveva restituito lo strumento. Non si erano scambiati una parola, il ragazzo e quel diavolaccio nero. [... ] Tutto ciò racconta Peter Guralnich che alla ricerca del "re del blues" ha dedicato quasi una vita.“

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Giulio Ferroni 2
critico letterario, scrittore e giornalista italiano 1943
„Napoli è vero e proprio crocevia della cultura italiana dell'ultimo secolo, luogo reale e simbolico, tempio della lacerazione e della speranza, delle ipotesi che balenano senza poter davvero trasformarsi in realtà e delle derive più inarrestabili, dove è possibile l'abbandono melodico e lo strappo più cupo, dove si esercitano il soccorso più solidale e la beffa più impietosa, l'intelligenza più problematica e la più becera volgarità, dove convivono violenza e dolcezza. (dalla prefazione a Ermanno Rea, Rosso Napoli, BUR, 2009)“

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Richard Nixon 40
37º presidente degli Stati Uniti d'America 1913 – 1994
„Non possiamo ignorare una qualsiasi parte del mondo con la scusa che è troppo lontana dai nostri interessi per dovercene occupare. L'inizio degli anni ottanta ci ha ricordato questa lezione con gli avvenimenti dell'Afghanistan: fatto che ha anche presentato il suo lato ironico, in quanto per molti anni i cronisti americani hanno denigrato le analisi di ciò che accadeva nelle terre lontane definendolo afghanistanismo. [... ] L'Afghanistan [... ] era usato come metafora per tutti gli avvenimenti lontani e di scarso interesse che cadevano sotto gli occhi del lettore americano. Nella vita reale l'Afghanistan è ben altro. [... ] Nel corso della storia è stato il crocevia di conquistatori; Alessandro il Grande, Gengis Khan e Tamerlano hanno invaso tutti le polverose colline dell'Afghanistan nella loro sete d'impero. [... ] Oggi l'Afghanistan è il banco di prova di una nuova, minacciosa, impudente fase della spinta espansionistica sovietica.“

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Georges Simenon 33
scrittore belga 1903 – 1989
„Il paese è tranquillo. Gli agricoltori sono gente pacifica. L’unica abitazione del crocevia è una di quelle belle vecchie case di campagna che stanno alla borghesia come i castelli alla nobiltà. (libro La pazza di Itteville)“


Cesare de Seta 5
storico dell'arte e scrittore italiano 1941
„Mai come in Sicilia, antropologia e scienze naturali trovarono un punto di contatto e d'incontro. D'altronde anche questa peculiarità non è certo in assoluto una novità, se è vero che Dante nel Paradiso così descrive l'isola: «E la bella Trinacria che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga | non per Tifeo ma per nascente zolfo». La Sicilia diviene nel corso del XVIII secolo un crocevia ideale di interessi: dove artificio e natura, mito e pittoresco, il senso del caos e del sublime e del terrifico, il groviglio delle civiltà si amalgamano.“

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Federico García Lorca 27
poeta e drammaturgo spagnolo 1898 – 1936
„Mi accomiaterò al crocevia. Accorsero in lacrime le persone amate! Mi accomiaterò al crocevia. Per entrare nel sentiero della mia anima. Ridestando ricordi e ore spiacevoli giungerò all'orticello della mia canzone bianca e mi metterò a tremare come la stella del mattino. (libro I sonetti dell'amore oscuro)“

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Muriel Barbery 108
scrittrice francese 1969
„Tangeri. Forse la città più forte al mondo. Forte del suo porto, del suo statuto di città di confine, di imbarchi e sbarchi, a metà strada tra Madrid e Casablanca, forte di non essere comunque una città portuale, al contrario di Algeciras, dall'altra parte dello stretto. Nonostante le enormi banchine spalancate sull'altrove, Tangeri è salda, è sé stessa senza mediazioni e in sé stessa si racchiude, animata di vita propria, enclave di sensi al crocevia delle rotte [... ] (p. 23)“

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Raffaele La Capria 44
scrittore italiano 1922
„Ne Il posto delle fragole di Bergman, in una muta silenziosa sequenza appare al protagonista circonfusa di una bianca luminosità irreale, l'immagine del padre e della madre che da una barca pescano con la canna in un lago. Tutto è calmo e immobile immerso in un tempo fermo dove la vita e la morte sembrano essere la stessa cosa. Come si sente, in quell'immagine struggente che il passato è irrimediabilmente passato e nello stesso istante è irrimediabilmente presente, fa parte di un presente che non avrebbe senso senza quella mancanza, senza quella lacerante partecipazione delle figure di chi ci fu caro, in quell'eterno crocevia di vita e di morte che sono le nostre vicende familiari e private. (p. 23)“


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Giancarlo De Cataldo 70
scrittore, drammaturgo e magistrato italiano 1956
„Il Vecchio era l'interlocutore privilegiato della diplomazia parallela che legava a filo doppio Italia e Stati Uniti. Il campione dell'anticomunismo viscerale. Il Vecchio era un moderato. Temperava le asprezze degli estremisti con la sua calma sapienza. Era ben gradito anche oltrecortina. No, il Vecchio non era che un rottame, un sopravvissuto di altre epoche, uno specchietto per le allodole, un uomo di paglia che tenevano relegato in un ufficetto senza né fondi né uomini. Macché. Mai come nel caso del Vecchio il ruolo formale non corrispondeva al potere effettivo: mediocre e periferico il primo, oscuro e illimitato il secondo. Il Vecchio era uno spaventapasseri che si agitava nei momenti di crisi. Il Vecchio era il crocevia della Storia segreta dell'ultimo quarto di secolo. (p. 407)“

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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„Ma mi sono anche convinto che un paese come l'Italia, ricco e carico di storia, ma che non ha ambizioni egemoniche, può essere un crocevia importante nel mondo di oggi. È questo lo sforzo che l'Italia deve fare e che il governo italiano sta facendo, quello dell'internazionalizzazione dell'Italia.“

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Giancarlo De Cataldo 70
scrittore, drammaturgo e magistrato italiano 1956
„Eravamo a un passo dal cuore putrido dell'affare. Un passo, uno solo. C'eravamo arrivati per caso, indagando sull'omicidio di un malavitoso di mezza tacca. Abbiamo scoperto cose incredibili. Un filo che partiva da quella che io chiamo la «mafia romana» e passava per l'uccisione di Moro, la strage di Bologna, dieci anni di omicidi, e portava nel bunker di una branca speciale direttamente dipendente dallo Stato. Una sezione che ufficialmente non esiste, con un capo fantasma che è il crocevia di tutti i più grandi misteri della Storia recente. ('Nicola Scialoja', p. 540)“

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Eugenio Scalfari 68
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„Quella mattina pioveva e grandinava sui vetri dell'aula di seconda liceo, sezione C, liceo-ginnasio Cassini, Sanremo. Eravamo trentuno studenti in quella classe. I ripetenti quattro o cinque, confinati negli ultimi banchi come si usava allora. Ma lo ricordo quel temporale, a Sanremo capitava di rado, c'era un clima un po' speciale, infatti le famiglie facoltose di Torino e di Milano rivenivano a svernare per sopportare meglio gli acciacchi. E per giocare al Casinò. Me lo ricordo perché quel giorno ci fu uno degli incontri importanti della mia adolescenza: l'insegnante di filosofia, che teneva lezione due volte alla settimana, aveva preannunciato il tema nella lezione precedente. Aspettò chela grandine finisse e tornassimo a sederci ai nostri banchi. Poi cominciò a parlare di Cartesio: la vita, la morte, le opere di geometria, di matematica, di filosofia, il suo tempo. Disse che Cartesio era, nella storia delle idee, un punto di arrivo e anche una ripartenza con tante biforcazioni. Insomma un crocevia dal quale comincia la modernità. «Se non capite Cartesio non capirete niente di quello che è venuto dopo e non capirete niente di voi stessi e del mondo che vi circonda». Ci mise molto calore in quella perorazione, non l'aveva mai fatto con gli altri filosofi che già avevamo studiato con lui sul manuale del Lamanna. Forse con Socrate l'anno prima, ma non con quelle parole e quel tono che sembrava voler coinvolgere la vita di ciascuno di noi. E mio compagno di banco alzò la mano. «Dica pure», disse il docente che, insieme al prete che insegnava italiano e latino, rifiutava di usare il "voi" prescritto dal regime. «Secondo lei, professore, chi non fa il liceo e nemmeno sa che è esistito un certo Cartesio non potrà dunque dare nessun senso alla sua vita?». Ci fu un gran silenzio in classe, perfino i ripetenti degli ultimi banchi in qualche modo chiamati in causa da quella domanda si fecero attenti. n professore guardò fisso il mio compagno e ricordo che rispose con una domanda: «Lei, Calvino, ha già trovato il senso della sua vita?» (cap. II, La gabbia dell'io, p. 20)“

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