Frasi su decorso


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Roger Waters 11
compositore, bassista e paroliere britannico 1943
„Quell'anno mi resi conto che la vita faceva il suo decorso, mia madre aveva l'ossessione dell'educazione e l'idea dell'infanzia e dell'adoloscenza e così via... erano periodi in cui ti saresti preparato ad una vita più tardi. Un tratto mi resi conto che la vita non inizia più tardi, ma da zero e fa il suo decorso da sempre. In ogni momento puoi prendere in mano le tue briglie e dirigere la tua sorte, questo fu una rivelazione, un grande shock per me. Preparati ad alzarti in piedi e vivi la vita con autenticità. (dal Dvd The Anniversary 30° The Dark Side of the moon del 2002)“

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Sigmund Freud 193
neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psi... 1856 – 1939
„Nell'istituto di anatomia cerebrale mi misi al lavoro con lo stesso impegno e fervore di cui avevo dato prova nel laboratorio di fisiologia, e dopo tutto anche in quegli anni di attività ospedaliera misi a punto alcune piccole ricerche (sul decorso delle fibre e sulle origini dei nuclei del midollo allungato) che furono notate da Edinger … Dal punto di vista pratico l'anatomia cerebrale non rappresentava certo un progresso rispetto alla fisiologia. Delle esigenze pratiche cominciai a tener conto quando decisi di dedicarmi allo studio delle malattie nervose. A quel'epoca a Vienna questa specialità medica veniva coltivata da poche persone, il materiale d'osservazione era disseminato in diversi reparti dell'ospedale e, dato che non esistevano buone opportunità di farsi una preparazione adeguata, ciascuno era costretto a essere il maestro di sé stesso … Giacché la fama del grande Charcot era giunta fino a me, concepii il proposito di prendere a Vienna la docenza in malattie nervose, per poi proseguire la mia preparazione professionale a Parigi. (p. 79)“


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Amadeo Bordiga 8
politico italiano 1889 – 1970
„La scuola del benessere [welfare], con la sua pretesa che l'assorbimento individuale di consumo possa salire oltre ogni limite, gonfiando le poche ore, che il lavoro obbligato e il riposo lasciano a ciascuno, di passi e riti e morbose follie parimenti obbligate, esprime in realtà il malessere di una società in rovina, e volendo scrivere le leggi della sua sopravvivenza non fa che confermare il decorso, forse ineguale, ma inesorabile, della sua orribile agonia. (Vulcano della produzione o palude del mercato?, da Il Programma Comunista, 1954, nn 13 ÷ 19)“

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Wolfgang Pauli 12
fisico austriaco 1900 – 1958
„Le leggi generali della natura dovrebbero conservare invariata la loro forma anche nei sistemi non galileiani. Questa possibilità è offerta dal cosiddetto principio di equivalenza. Nella teoria newtoniana, un sistema situato in un campo gravitazionale uniforme è perfettamente equivalente, dal punto di vista meccanico, a un sistema di riferimento uniformemente accelerato. La richiesta che anche tutti gli altri processi fisici debbano svolgersi nei due sistemi secondo le stesse leggi, costituisce il principio di equivalenza di Einstein, che è uno dei pilastri fondamentali della teoria della relatività generale, da lui sviluppata più tardi. Poiché il decorso di un processo in un sistema accelerato può venire calcolato, risulta possibile valutare l'influenza di un campo gravitazionale uniforme su un processo qualunque. In questo consiste tutto il valore euristico del principio di equivalenza. Einstein è pervenuto in questo modo al risultato secondo cui orologi situati in punti di basso potenziale gravitazionale procedono più lentamente di orologi situati in punti di più alto potenziale, e ha previsto lo spostamento verso il rosso delle righe spettrali emesse dal sole rispetto a quelle emesse da sorgenti terrestri. Risultò inoltre che la velocità della luce in un campo gravitazionale è variabile, e di conseguenza i raggi luminosi vengono incurvati, come se ad ogni energia corrispondesse non solo una massa inerziale, ma anche una massa gravitazionale in E=m/c2. In un lavoro successivo Einstein mostrò che la curvatura dei raggi luminosi ha per conseguenza uno spostamento delle stelle fisse visibili in prossimità del bordo del sole, suscettibile di verifica sperimentale. L'effetto calcolato allora risultò uguale a 0,83 secondi d'arco. (pp. 212-213)“

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Oswald Spengler 15
filosofo, storico e scrittore tedesco 1880 – 1936
„Una civiltà nasce nel punto in cui una grande anima si desta dallo stato della psichicità primordiale di una umanità eternamente giovane e si distacca, forma dall'informe, realtà limitata e peritura di fronte allo sconfinato e al perenne. Essa fiorisce sul suolo di un paesaggio esattamente delimitabile, al quale resta radicata come una pianta. Una civiltà muore quando la sua anima ha realizzato la somma delle sue possibilità sotto specie di popoli, lingue, forme di fede, arti Stati, scienze; essa allora si riconfonde con l'elemento animico primordiale. Ma finché essa vive, la sua esistenza nella successione delle grandi epoche, che contrassegnano con tratti decisi la sua progressiva realizzazione, è una lotta intima e appassionata per l'affermazione dell'idea contro le potenze del caos all'esterno, così come contro l'inconscio all'interno, ove tali potenze si ritirano irate. Non è solo l'artista a lottare contro la resistenza della materia e contro ciò che in lui vuol negare l'idea. Ogni civiltà sta in un rapporto profondamente simbolico e quasi mistico con l'esteso, con lo spazio in cui e attraverso cui essa intende realizzarsi. Una volta che lo scopo è raggiunto e che l'idea è esteriormente realizzata nella pienezza di tutte le sue interne possibilità, la civiltà d'un tratto s'irrigidisce, muore, il suo sangue scorre via, le sue forze sono spezzate, essa diviene civilizzazione. Ecco quel che noi sentiamo e intendiamo nelle parole egizianismo, bizantinismo, mandarinismo. Così essa, gigantesco albero disseccato di una foresta vergine, ancor per secoli e per millenni può protendere le sue ramificazioni marcite. Lo vediamo in Cina, in India, nel mondo dell'Islam. Così la civilizzazione antica del periodo imperiale giganteggiò in apparenza di forza giovanile e di pienezza, togliendo luce e aria alla giovane civiltà araba d'Oriente. Questo è il senso di ogni tramonto nella storia, il senso del compimento interno ed esterno, dell'esaurimento che attende ogni civiltà vivente. Di tali tramonti, quello dai tratti più distinti, il «tramonto del mondo antico», lo abbiamo dinanzi agli occhi, mentre già oggi cominciamo a sentire in noi e intorno a noi i primi sintomi di un fenomeno del tutto simile quanto a decorso e a durata, il quale si manifesterà nei primi secoli del prossimo millennio, il «tramonto dell'Occidente». (da Il tramonto dell'Occidente, Guanda, traduzione italiana di Julius Evola)“

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Joel Fuhrman 10
medico statunitense 1953
„Sebbene possa sembrare esagerato affermare che una semplice dieta può modificare il decorso di una malattia tanto grave come l'artrite reumatoide, i risultati ottenuti confermano che non prenderla in considerazione è un atteggiamento irresponsabile.“

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Edgar Wallace 17
scrittore, giornalista, sceneggiatore e commediografo br... 1875 – 1932
„Nel decorso temporale di chi si ama, i minuti pesano più dei secoli e i secoli guizzano via rapidi come secondi. (libro Il mistero delle tre querce)“

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Quino 48
fumettista 1932
„Sig. Dante Poveruomo gentile signore: in accordo con la sua data di nascita, che opera per mio conto, e tenendo presente che lei ha seguito un normale e sano decorso biologico, ho il piacere di comunicare che è riuscito a raggiungere un'importante tappa: in effetti, la sua gioventù è definitivamente terminata. Essendo questo un processo irreversibile, tale quale lo dispone la legge della natura, lei è promosso al periodo di esistenza immediatamente superiore. Null'altro da aggiungere, con viva cordialità. La vita (p. 387)“


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Lucio Villari 4
storico italiano 1933
„Cominciava con una febbre intensa, un malessere diffuso e crescente: il malato aveva, in pochi giorni, una progressiva perdita di funzioni con momenti di delirio; infine entrava in uno stato di incoscienza. Un decorso violento che lasciava sgomenti quanti gli erano vicini. L'angoscia era accresciuta dalla singolarità di un male che colpiva esclusivamente adolescenti e giovani.“

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Dean Ornish 4
medico statunitense 1953
„Oltre a prevenire numerose patologie croniche, un sostanziale mutamento dello stile di vita [... ] è spesso in grado di invertirne il decorso.“

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Marie-Louise von Franz 13
psicoanalista svizzera 1915 – 1998
„È dunque possibile dimostrare empiricamente che l'intero ambito psichico, che Jung definisce inconscio collettivo, lo strato più sotterraneo dell'inconscio osservabile psichicamente, possiede una struttura di campo, i cui punti «carichi d'energia» corrispondono agli archetipi. I decorsi energetici in questo campo seguono un processo lineare irreversibile, e quindi determinano il tempo. (p. 45)“

Jean Carper 31
giornalista e saggista statunitense 1932
„Oltre alla vitamina C, frutta e verdura potrebbero contenere altre sostanze ad attività antiasmatica. Sembra infatti che passando alla dieta vegetariana sia possibile migliorare notevolmente il decorso della malattia. [... ] Come mai la dieta vegetariana è così efficace? Nessuno è in grado di dare una risposta precisa, tuttavia gli esperti ipotizzano che evitando gli alimenti di origine animale, il rischio di assumere sostanze in grado di scatenare una reazione allergica venga annullato quasi completamente. (pp. 396-397)“


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Rita Levi-Montalcini 87
neurologa e senatrice a vita italiana 1909 – 2012
„La saga del NGF prospettata con la dovuta umiltà come paradigmatica del decorso a tappe successive delle ricerche scientifiche ha seguito un percorso tortuoso non programmato e imperfetto. Come tale avvalora il concetto che l'imperfezione e non la perfezione sono alla base dell'operato umano. (pag. 289)“

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Thomas Robert Malthus 6
economista inglese 1766 – 1834
„Ogni bambino nato in soprannumero rispetto all'occorrente per mantenere la popolazione al livello necessario deve inevitabilmente perire, a meno che per lui non sia fatto posto dalla morte degli adulti... pertanto... dovremmo facilitare, invece di sforzarci stupidamente e vanamente di impedire, il modo in cui la natura produce questa mortalità; e se temiamo le visite troppo frequenti degli orrori della fame, dobbiamo incoraggiare assiduamente le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare. Invece di raccomandare ai poveri l'igiene, dobbiamo incoraggiare il contrario. Nelle città occorre fare le strade più strette, affollare più persone nelle case, agevolando il ritorno della peste. In campagna occorre costruire i villaggi dove l'acqua ristagna, facilitando gli insediamenti in tutte le zone palustri e malsane. Ma soprattutto occorre deplorare i rimedi specifici alla diffusione delle malattie e scoraggiare quella persone benevole, ma tratte decisamente in inganno, che ritengono di rendere un servizio all'umanità ostacolando il decorso della estirpazione completa dei disordini particolari.“