Frasi su deformazione


Sri Aurobindo foto
Sri Aurobindo 27
filosofo e mistico indiano 1872 – 1950
„Il caso non esiste in questo universo; l'idea d'illusione è anch'essa un'illusione. Non c'è mai stata ancora, nella mente umana, un'illusione che non nascondesse una verità o non ne fosse la deformazione.“

Georges Bataille foto
Georges Bataille 45
scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 – 1962
„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l' errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da un parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economa non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia.“ da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79


José Saramago foto
José Saramago 228
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1928 – 2008
„La Lettera assume, per così dire, la forma e il tono di un libello accusatorio, si pone come un regolamento di conti finale, è un bilancio tra il dovere e l'avere di due esistenze che si scontrano, di due reciproche ripugnanze, per cui non si può respingere l'ipotesi che vi si trovino esagerazioni e deformazioni dei fatti reali, soprattutto quando Kafka, nell'epilogo del testo, passa improvvisamente a usare la voce del padre per accusare se stesso... Ne Il processo, Kafka può disfarsi della figura paterna, oggettivamente considerata, ma non della sua legge.“ da L'ombra del padre (2), p. 151

Richard Wagner foto
Richard Wagner 44
compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggis... 1813 – 1883
„Solo a voi, agli amici dell'arte a me propria, del mio particolare modo di creare ed operare, potevo rivolgermi per partecipare i miei progetti. Solo grazie alla vostra collaborazione per questa mia impresa posso ora essere in grado di presentare quest'opera, priva di deformazioni, a quanti hanno dimostrato sincera inclinazione verso la mia arte nonostante il fatto che finora essa sia stata loro presentata in modo impuro e deformata.“ dal discorso inaugurale della posa della prima pietra per la costruzione del teatro di Bayreuth 22 maggio 1872

Roberto de Mattei 27
storico italiano 1948
„I sensi colgono la bellezza e l'armonia di ciò che esiste nell'universo e lo trasmettono alla nostra intelligenza, che ha come oggetto specifico la conoscenza della verità. La volontà, a sua volta, ama il bene che l'intelligenza gli propone come vero. Verum, bonum, pulchrum, verità, bene e bellezza, sono proprietà stabili e permanenti dell'essere che in Dio, Essere perfettissimo, coincidono e costituiscono un'unica perfezione. La bellezza è dunque l'espressione visibile del vero e del bene. La bruttezza nasconde in sé la perfidia del male e la deformazione della verità.“ n. 25, p. 2

Silvio Berlusconi foto
Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„È parso rinunciabile il divieto relativo alla partecipazione di bambini e adolescenti all'azione pubblicitaria, in quanto, se si guarda al bambino concreto e non al concetto astratto di "infanzia" è facile capire che si difende la dignità dei più giovani non escludendoli fisicamente dalla rappresentazione pubblicitaria, ma garantendo la naturalezza delle situazioni rappresentate, evitando le deformazioni caricaturali, e bandendo eccessivi irrealismi.“ citato in Lo spot è bambino, la Repubblica, 13 dicembre 1984

„La verità della Scrittura dipende dalla sua unità totale. Scoto oppone così l'integralità del Canone delle Scritture ricevuto nella fede cattolica alla lettura parziale e mutila, che definisce le altre religioni. La gnosi manichea rifiuta l'Antico Testamento, attribuito a un principio del male. I Giudei, simmetricamente, non riconoscendo Cristo come Messia, accettano solo l'Antico Testamento. I Saraceni (musulmani) riprendono solo una parte dei due Testamenti, e ritengono il resto un una deformazione abramitica. Certi eretici infine, definendo la loro particolarità sulla base di alcuni testi della Scrittura, ne trascurano altri. La fede cristiana si caratterizza dunque come una tradizione storica tra altre, ma come la più esauriente.“ p. 67-68

Ettore Sottsass foto
Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„Quindi mi pare che il problema sia di trasferire nel disegno degli strumenti che vengono via via a popolare sempre più la nostra esistenza, l'immagine dei processi con i quali il corpo umano aderisce meglio e si espande meglio negli ordini cosmici e di aiutarlo invece a liberarsi dalle costrizioni, deformazioni, manipolazioni e condizionamenti cui è sottoposto con la scusa della falsa organizzazione sociale e delle false realtà politiche.
Mi pare che questa sia o possa essere la vera e ultima funzione del design. Una funzione terapeutica,... Oppure, il design può essere esatto e concentrato a tal punto da non rispondere neanche a una funzione precisa ma da diventare, per quello che è, la risposta verso una libertà finale e totale, così come qualche volta è già successo.“


Karlheinz Deschner foto
Karlheinz Deschner 34
storico e scrittore tedesco 1924 – 2014
„Se il prete non è un attore per natura, lo diviene ex professo. Ama la mise en scène, il ruolo e il travestimento, il camouflage: il suo carisma. «L'ho sentito vantare più volte, un commediante potrebbe insegnare a un prete». Non solo durante la «funzione religiosa» egli, a seconda dell'anno liturgico, si infila in paramenti sempre nuovi, si adorna e cangia colore durante feste e digiuni. Non solo in politicis la sua natura proteica ottiene con l'inganno trionfi su trionfi, attraversando le epoche come un camaleonte; anche teologicamente vuole, come Paolo, l'Astuto, essere tutto per tutti, e così facendo la tattica (non magari la vergogna!) lo costringe a nascondigli sempre più meschini, a una sempre più sottile capacità di simulazione, a scaltrezze sempre più virtuosistiche, a un'ottica la cui deformazione non è così lesta a tradirsi, a prassi terminologiche che si prendono spesso gioco di ogni chiarezza e solidità, il suo armamentario resta intenzionalmente impreciso, ambiguo, e fluttua come qua e là nella nebbia, in modo che anche lui, fluttuando, cianciando, tacendo, sopravviva, l'autentica divina commedia.“ da Perché sono un agnostico, pp. 70-71

Alberto Moravia foto
Alberto Moravia 67
scrittore italiano 1907 – 1990
„Pur tenendosi costantemente a un alto livello espressivo, Fellini pare cambiar maniera secondo gli argomenti degli episodi, in una gamma di rappresentazione che va dalla caricatura espressionista fino al più asciutto neorealismo. In generale si nota un'inclinazione alla deformazione caricaturale dovunque il giudizio morale si fa più crudele e più sprezzante, non senza una punta, del resto, di compiacimento e di complicità, come nella scena assai estrosa dell'orgia finale o in quella della festa dei nobili, ammirevole quest'ultima per sagacia descrittiva e ritmo narrativo.“

Giuseppe Berto 30
scrittore italiano 1914 – 1978
„Da quando Flaubert ha detto "Madame Bovary sono io" ognuno capisce che uno scrittore è, sempre, autobiografico. Tuttavia si può dire che lo è un po' meno quando scrive di sé, cioè quando si propone più scopertamente il tema dell'autobiografia, perché allora il narcisismo da una parte e il gusto del narrare dall'altra possono portarlo ad una addirittura maliziosa deformazione di fatti e di persone. L'autore di questo libro spera che gli sia perdonato il naturale narcisismo, e quanto al gusto del narrare confida che sarà apprezzato anche da coloro che per avventura potessero riconoscersi alla lontana quali personaggi del romanzo.“ Giuseppe Berto, dall'introduzione

Palmiro Togliatti foto
Palmiro Togliatti 26
politico e antifascista italiano 1893 – 1964
„In questo grande quadro, decisivo è stato l'impulso dato in Italia dal fondatore del nostro partito, Antonio Gramsci, uno dei più originali pensatori dei nostri tempi, il più grande degli italiani dell'epoca nostra, per la traccia incancellabile che col pensiero e coll'azione egli ha lasciato. Con Gramsci il marxismo, liberato dalle parassitarie deformazioni del fatalismo positivistico e del materialismo volgare, riacquista tutto il suo valore di concezione del mondo e visione integrale della storia. È di nuovo guida dell'azione e del pensiero in tutti i campi, non solo nella ricerca puramente politica, ma nella critica di una decrepita cultura idealistica incapace di farci capire il mondo di ieri e di oggi, nella costruzione di una cultura nuova e nella lotta per il rinnovamento della società.“ cap. XIV, p. 142


Filippo Facci foto
Filippo Facci 59
giornalista italiano 1967
„Per me una condanna per diffamazione - per un giornalista - è la cosa più normale del mondo. Lo è sempre stata. I grandi vecchi del giornalismo hanno centinaia di condanne che son tutte medaglie, come si diceva un tempo. Ora questo imbarbarimento, questo sostituire la fedina alla carta d'identità, questa deformazione per cui i ragazzini considerano clamoroso che un giornalista sia condannato per diffamazione, tutto questo, insomma, è proprio una delle eredità culturali che Travaglio lascerebbe a questo mestiere se domani gli venisse un colpo. È la vera, sola grande diga che ha rotto: a cominciare da quando scrisse che le diffamazioni di Lino Jannuzzi meritavano il carcere. Travaglio ha diverse condanne, ma nessuna definitiva. Da qui la sua pretesa verginità. Peccato che se ne fotta di chiunque sia nelle sue stesse condizioni: per impiccare un politico o un collega gli basta un verbale, e i ragazzini applaudono.“

Carlo Cannella 1
scienziato e accademico italiano 1943 – 2011
„... è per camuffare le deformazioni alle articolazioni, caratteristiche della gotta.“ dall'intervista di Piero Angela nel documentario Michelangelo: in compagnia di un genio, Quark DVD - Rai Trade, 2001

Juan Gris foto
Juan Gris 1
pittore spagnolo 1887 – 1927
„Comincio con l'organizzare il mio quadro, poi qualifico gli oggetti. Si tratta della creazione di nuovi oggetti che non possono paragonarsi ad alcun oggetto della realtà. È precisamente ciò che distingue il cubismo sintetico dal cubismo analitico. Questi nuovi oggetti, per questo, sfuggono alla deformazione. Il mio violino, essendo una creazione, non deve più temere il confronto.“

Fernaldo Di Giammatteo 1
critico cinematografico e storico italiano 1922 – 2005
„Otto e mezzo è un film stupefacente. Teso nello sforzo di appendere allo schermo, come un trofeo, la sua psicologia, Fellini ha compiuto un salto pericoloso e spettacolare. Ha dovuto inventarsi una lingua nuova, morbida e flessuosa, che non ripetesse le convenzioni del racconto tradizionale. C'è riuscito. Il suo esperimento è una delle cose più stimolanti che, da questo punto di vista, abbia fatto il cinema italiano, pur così facondo oggi di tentativi e di invenzioni. Costretto a seguire unicamente il ritmo delle sue fantasticherie, ha saputo eliminare i confini tra la realtà e il sogno per immergersi in una nuova dimensione temporale che non ha alcun rapporto con la vita e che — insieme — non precipita mai nelle deformazioni surrealistiche o espressionistiche.“ da Bianco e nero, anno XXIV, n. 4, aprile 1963