Frasi su disegnatore


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Luz (disegnatore) 1
fumettista e illustratore francese 1972
„Il problema di noi disegnatori è che non sappiamo parlare. Viviamo in un mondo complicato e facciamo dei piccoli disegni per tentare di spiegare in immagini quello che vediamo, come quando eravamo bambini.“

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Andrea Pazienza 18
fumettista e pittore italiano 1956 – 1988
„Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza [... ] Ho la patente da sei anni ma non ho la macchina. Quando mi serve, uso quella di mia madre, una Renault 5 verde. Dal '76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile "Frigidaire". Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch'io conosca. Io sono il più bravo disegnatore vivente. Amo gli animali ma non sopporto di accudirli. Morirò il sei gennaio 1984. (da Paese Sera, 4 gennaio 1981)“


Bonvi 3
fumettista italiano 1941 – 1995
„Secondo me un personaggio nasce di getto nella mente del disegnatore. Dopo si tratta solo di trasferirlo sulla carta nella maniera migliore.“

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Osvaldo Cavandoli 6
animatore e fumettista italiano 1920 – 2007
„All'inizio lavoravo come disegnatore tecnico ed avevo un po' la passione per il disegno, senza però aver fatto alcuna scuola, ed iniziai col disegno industriale.“

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Lorenzo Mattotti 2
fumettista e illustratore italiano 1954
„Il cinema mi ha sempre accompagnato, è stato una miniera d'immagini e ha molto influenzato il mio modo di raccontare. Da giovane sognavo di fare il regista più che il disegnatore, ma non ne avevo le competenze e ho scelto il fumetto. Ci sono stati dei momenti in cui avrei potuto tuffarmi nel grande schermo, ma mi spaventa il rapporto con la troupe e gli attori. (dall'intervista di Andrea Fornasiero, FilmTV, 7 gennaio 2009, p. 6)“

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Giorgio Bocca 80
giornalista italiano 1920 – 2011
„Ma la democrazia dov'è? Che democrazia è questa autoritaria che si va affermando nel nostro paese? Ai suoi sostenitori basta che il governo non apra i suoi lager, che non fucili gli oppositori, che non soffochi tutte le voci critiche per gridare che la democrazia è salva. Ma la mutazione autoritaria è sotto gli occhi di tutti, anche dei rassegnati o indifferenti: i personaggi della televisione invisi al potere cacciati o tacitati, gli autori dei libri all'indice berlusconiano esclusi dalla televisione e ignorati dai giornali, i dirigenti di qualsiasi ufficio o istituzione, dalle fiere campionarie agli enti lirici, scelti dal padrone, i disegnatori satirici ostili al potere emarginati, i cortigiani imposti. (pref., 2004, p. 14)“

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Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„Il controdesign è una rabbia o meglio una noia o forse una disperazione o forse una presa in giro o forse semplicemente il risultato della consapevolezza di quello che sta succedendo negli atti e nei discorsi che si fanno in torno al DESIGN dato che questo design sta diventando un affare sempre più impegnativo e impegnato e consumato, pompato, sollecitato e soprattutto usato per gli affari di tutti, attori e spettatori, disegnatori e produttori, venditori e consumatori.
Il controdesign non è una formula, ma un modo di essere consapevoli,...“

Cesare Brandi 9
storico dell'arte, critico d'arte e saggista italiano 1906 – 1988
„[Canaletto] La precisione miracolosa, la purezza incandescente del più piccolo tratto, della più piccola lineetta resteranno, in queste beate pitture, fra i più grandi raggiungimenti di una civiltà al suo culmine. Solo un pittore che era l'erede qualificato di tutta la pittura italiana, poteva arrivare a fondere in una concezione formale d'una così osata perfezione, la prospettiva italiana e l'evidenza di Vermeer. Sarà chiaro ormai come un'altra interpretazione semplicistica da scartare sarebbe quella che facesse discendere unicamente la specialissima ellissi cromatico-luminosa di Canaletto, dal suo impareggiabile virtuosismo di disegnatore e di incisore. Nella progressiva maturazione dello stile di Canaletto [... ] si è constatato come disegno e pittura non siano che fasi di un'unica visione: né, per il fatto che, cronologicamente, il disegno precede la pittura "finita" corrispondente, si può dedurre questa da quello. Uno era l'artista, una l'intenzione formale. La particolare ellissi stenografica non nasce per ragioni di formula disegnativa, di affidare cioè alla linea tutto il fardello dell'immagine, ma proprio per la inconfondibile necessità spaziale [... ], per cui luci e ombre, per determinare la visione stereoscopica, devono continuamente avanzare o retrocedere rispetto all'oggetto cui si riferiscono: dissociarsene e scaglionarsi in profondità. Donde qualsiasi modulazione chiaroscurale o plastica deve per forza essere risolta in giustapposizioni, in scaglionamenti, in trapassi secchi. È in quanto che il piccolissimo punto bianco (che poi sarà un naso o un bottone) avanza più del dovuto – per così dire – che nella totalità dell'immagine riuscirà a ristabilire il nesso spaziale, lo spessore dell'oggetto, senza bisogno di termini intermedi. Chi rimprovera ciò a Canaletto non ha capito nulla dell'altissima ricerca formale e non imitativa che ha sempre retto la sua pittura. Senza quella particolare ellissi, senza quella sottile tecnica quasi ad intarsio, né a Vermeer né a Canaletto riuscirebbe di raggiungere la loro inarrivabile spazialità, che è come uno scandaglio nel mare. Non è una spazialità affiorante, non chiede la sua valenza al medium della luce: ma si serve della luce, come per messa a punto definitiva. È in quei punti luminosi, che brillano simili a pagliette, che si ha come la riprova dell'operazione riuscita [... ]. Altro che naturalismo, obbiettività manuale, inerte virtuosismo ottico. E quelle vedute ideate, come le chiamò lui stesso, che arrivavano fino al capriccio di impianto, allora quasi panniniano, quanto mal celato fastidio hanno sempre dato ai suoi critici, fissi nel volerlo vedere nei suoi panni reali solo quando sembra che copi esattamente dal naturale. [... ] Che colpo, per chi ambirebbe farne il coscienzioso pre-impressionista, sempre in plein air.“


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Gianfranco D'Angelo 2
attore, comico e cabarettista italiano 1936
„Prima di fare il disegnatore, Forattini faceva il rappresentante di frigoriferi, ma non era la sua strada: lui per le freddure è sempre stato negato. La sua filosofia satirica è magistralmente sintetizzata dall'aforisma: "Le vignette sono come il maiale, non si butta niente".“

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Antonio Serra 16
fumettista italiano 1963
„Leo [Ortolani] è un genio della narrazione perché è in grado di rinnovare continuamente le storie che formano il suo bagaglio culturale, ripresentandole al pubblico (che di sicuro non le ha "interiorizzate" come lui) in un modo nuovo, ironico, dissacratorio, ma al tempo stesso amorevole e rispettoso. In ogni vignetta Leo sembra quasi dire: senza queste storie, questi fumetti, questi film, questi autori a cui faccio riferimento (il grande disegnatore americano Jack Kirby in primis), io non potrei esistere.“

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Max Klinger 2
pittore e scultore tedesco 1857 – 1920
„il disegnatore modella le condizioni naturali secondo la sua capacità di esprimerle; [... ] il grafico non rappresenta il mondo, lo interpreta. (citato in I saperi integrati, p. 257)“

Vittorio Moschini 1
politico e storico dell'arte italiano 1864 – 1976
„Nel fondamentale gruppo di disegni ora a Windsor, che lo stesso Canaletto cedette al console Smith e che almeno in parte dovette eseguire per lui appositamente, mentre mancano gli appunti documentari e gli schizzi del tutto sommari, la varietà è notevole in quanto a carattere e grado di finitezza, ed è da mettere in relazione ai diversi momenti dell'artista in oltre trent'anni di lavoro. Si va da riprese sintetiche macchiate con vigore, ad altre tratteggiate regolarmente con un andamento incisorio, ed altre ancora a contorni lineari e con ombre acquarellate. Ma non basta, perché in qualche caso Canaletto si esercitò a ripetere fedelmente nella terza maniera, quasi con una diversa strumentazione, lo stesso soggetto già realizzato nella seconda: così da darci l'occasione di riflettere sulla parte dominante che talvolta dovette avere per lui la intenzione stilistica. Potrebbe darsi che i diversi modi di Canaletto disegnatore venissero in se stessi variamente apprezzati. Sarebbe sulla linea critica ormai tradizionale una preferenza agli schizzi sommari esprimenti di getto impressioni e idee in pochi tratti essenziali. Se però da tale orientamento, che certamente può essere motivato, si passasse, anche in modo non esplicito, a mettere da parte certi disegni finiti semplicemente perché tali, ciò rischierebbe di portare ad un accademismo alla rovescia e ad una incomprensione non solo della posizione storica di Canaletto ma dei risultati che egli seppe raggiungere in quei disegni. Non giova contrapporre l'estro lirico ad una meditata stesura, ma interessa piuttosto di riconoscere liberamente dove anche nei disegni più finiti la vibrazione poetica ha un battito inconfondibile, anche se tutti gli strumenti e gli accorgimenti sono stati usati, come del resto nei quadri e nelle miracolose incisioni dello stesso Canaletto.“


Mark Millar foto
Mark Millar 8
fumettista scozzese 1969
„È stupefacente. È il migliore... l'ho già detto? John è il mio disegnatore preferito... dal 1989, credo. Nessuno racconta una storia come lui. Nessuno rappresenta l'azione come lui. Nessuno visualizza le emozioni come lui. È semplicemente superlativo. Il suo stile è quello di Frank Miller animato dallo spirito di Jack Kirby e inchiostrato da Moebius. È un mix perfetto di stili americani ed europei. E dire che lui per certi versi è talmente americano! Lavorarci insieme è un sogno e ancora non riesco a credere alla fortuna che ho avuto. Mi sento come se la ragazza più carina della scuola si fosse messa con me.“

Vittorio Messori foto
Vittorio Messori 35
giornalista e scrittore italiano 1941
„Nel maggio del 1949 fu istituito a Strasburgo il Consiglio d'Europa, organismo allora privo di poteri politici effettivi e incaricato solo di «porre le basi per la costruzione di una federazione europea». Così nell'atto della sua fondazione. L'anno dopo – dunque, nel 1950 – quel Consiglio bandì un concorso di idee, aperto a tutti gli artisti, per una bandiera della futura Europa unita. Un allora giovane disgnatore alsaziano, Arsène Heitz, partecipò con un bozzetto, dove dodici stelle bianche campeggiavano in un cerchio su uno sfondo azzurro. Come rivelò poi, l'idea non era casuale: devoto della Madonna, recitava ogni giorno il rosario. Proprio quando seppe del concorso europeo e decise di partecipare stava leggendo la storia di santa Catherine Labouré e – stimolato da quella lettura – si era deciso a procurarsi, per sé e per la moglie, una «Medaglia miracolosa», che sino allora non conosceva. Le stelle, dunque, del suo disegno vennero da lì: e, lì, venivano direttamente dall'Apocalisse e dalla sua «Donna vestita di sole» con la corona attorno al capo. Quanto all'azzurro, era il colore tradizionale della Vergine. Tra i 101 bozzetti giunti da tutto il mondo, «inspiegabilmente», come disse lo stesso Heitz (che aveva partecipato al concorso senza troppe speranze, quasi solo per rispondere a un impulso datogli dalla scoperta della Medaglia), il Consiglio d'Europa scelse proprio il suo. Si noti, tra l'altro, che il responsabile della commissione che procedeva alla scelta era un ebreo, Paul M. G. Lévy, direttore del Servizio di stampa e informazione del Consiglio. Non agirono, dunque, motivazioni confessionali [... ] Inoltre, a conferma della singolarità della scelta, contro la proposta di Heitz stava il fatto che, se dodici erano le stelle sulla bandiera proposta, non altrettanti erano allora gli Stati del Consiglio. In effetti, di fronte alle critiche, il disegnatore dovette replicare che il dodici rappresentava un «simbolo di pienezza» (e tale è, infatti, anche nell'Antico Testamento: dodici, tra l'altro, i figli di Giacobbe, come dodici le tribù di Israele; ed è perciò che dodici è il numero voluto da Gesù per i suoi apostoli, a significare che la Chiesa è il «nuovo popolo eletto»). Avendo adottato questa prospettiva simbolica, le autorità comunitarie, quando gli Stati membri dell'Europa finirono col superare la dozzina, stabilirono ufficialmente che il numero delle stelle sulla bandiera era da considerare immutabile. (pp. 107-108)“

John Romita Jr. foto
John Romita Jr. 2
fumettista statunitense 1956
„Qualche rara volta a un disegnatore capita di poter collaborare con un gruppo di persone di così grande talento, che lavora così bene insieme, che il risultato è una serie straordinaria come Kick-Ass. Sì, è questo ciò che è successo.“

Maurits Cornelis Escher foto
Maurits Cornelis Escher 10
incisore e grafico olandese 1898 – 1972
„Sulla mano del disegnatore c'è una sfera riflettente. In questo specchio egli vede un'immagine molto più completa dell'ambiente circostante, di quella che avrebbe attraverso una visione diretta. Lo spazio totale che lo circonda - le quattro pareti, il pavimento e il soffitto della sua camera - viene infatti rappresentato, anche se distorto e compresso, in questo piccolo disco. La sua testa, o più precisamente, il punto fra i suoi occhi, si trova nel centro. In qualsiasi direzione si giri, egli rimane il punto centrale. L'ego è invariabilmente il centro del suo mondo.“

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