Frasi su disoccupato pagina 2


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Alain de Benoist 11
scrittore francese 1943
„I rivoltosi non hanno motivazioni fondamentalmente politiche o religiose. Essi incendiano le loro stesse scuole, i loro stessi ospedali, le automobili dei loro vicini. Praticano sui loro "territori" la politica della terra bruciata. Quello che esprimono è un'ostilità assoluta per tutto quello che, da vicino o da lontano, evoca l'autorità, le istituzioni, lo Stato o i pubblici poteri. La violenza a cui assistiamo in questi giorni è un lungo grido di odio, ma anche di disperazione, da parte di «giovani» che sono quasi tutti disoccupati, in situazione di fallimento scolastico e che constatano di non avere alcun posto in una società globale dove la povertà non cessa di avanzare, mentre le grandi società industriali vedono regolarmente aumentare i loro utili. Essi si ribellano perché constano questo, ma più si ribellano più arretrano. Per questi giovani ribelli, dediti fin dall'infanzia alla delinquenza e alla strada, semplicemente non c'è futuro. Una «vita normale» sembra un sogno inaccessibile. Molti pensano che tali rivolte segnino il fallimento della «società multiculturale». La formulazione è troppo facile. Contrariamente a quello che si afferma ovunque, noi non siamo in una società "multiculturale", ma in una società contemporaneamente multi-etnica e tristemente monoculturale (in cui la cultura si riduce ai valori mercantili e alla passione per il consumo).“ da "La Francia va a fuoco?", Tribune libre, 7 novembre 2005

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Max Horkheimer 28
filosofo tedesco 1895 – 1973
„Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all'incirca così. Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati. Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall'orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l'indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l'inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali... Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.“


Paola Taverna 13
politica italiana 1969
„«Ce lo chiede il popolo italiano», dicevate. Ma quando avete visto gli italiani scendere in piazza al grido: «Senato delle autonomie subito!»? Ho visto gli italiani lottare per i propri diritti costituzionalmente garantiti, non certo per avere una Camera di nominati, non certo per una riforma che non farà trovare lavoro al 43 per cento di giovani disoccupati, che non migliorerà la sanità, sempre lasciata in balìa degli avidi appetiti delle Regioni, con le note disuguaglianze tra quelle virtuose e quelle no. Chi di voi avrebbe la faccia tosta di dire che il bicameralismo rallenta il procedimento legislativo? [... ] Allo stesso modo non vi interessa la soluzione del conflitto di interessi che viola il principio costituzionale dell'uguaglianza di tutti i cittadini nell'accesso alle cariche elettive, sempre sacrificata sull'altare del baratto politico. Queste sono le vere riforme che il popolo italiano ci e vi chiede, non per cancellare, ma per attuare la nostra legge fondamentale, la «grande incompiuta», come diceva Calamandrei, per realizzare pienamente i principi della nostra Costituzione. Tutto questo però il Premier fa finta di non saperlo. Tanti giornali titolano: «Renzi vuole uscire vincitore», come se il nostro ordinamento costituzionale fosse la scommessa di un Premier infantile, il premio da attribuire a un narciso egoista, arrogante sul piano nazionale e irrilevante su quello europeo. E chi se ne frega se nelle università, così come nei pochi media liberi e tra i nostri banchi, in molti disperatamente chiedono di fermare una riforma sbagliata.“

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Francesco Tullio Altan 62
fumettista, disegnatore e sceneggiatore italiano 1942
„Con la crescita zero l'Italia invecchia. Tra un po' avremo un pensionato a carico di ogni disoccupato.“

Paolo Barnard 43
giornalista italiano 1958
„Se si pagano troppi stipendi, cioè se si eliminano tutti i disoccupati, allora arriva l’inflazione, cioè ci saranno troppi soldi in giro e il prezzo delle merci salirà troppo e sempre di più.“ libro Nonna, ti spiego la crisi economica

Tiziano Terzani 95
giornalista e scrittore italiano 1938 – 2004
„Vogliamo eliminare le armi? Bene: non perdiamoci a discutere sul fatto che chiudere le fabbriche di fucili, di munizioni, di mine anti-uomo o di bombe atomiche creerà dei disoccupati. Prima risolviamo la questione morale. Quella economica l'affronteremo dopo. O vogliamo, prima ancora di provare, arrenderci al fatto che l'economia determina tutto, che ci interessa solo quel che ci è utile?“

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Lino Banfi 32
attore italiano 1936
„Borlotti: Lei è un disoccupato! Lo sa?
- Canà: E lei è un cornuto lo sa?“
Film L'allenatore nel pallone

Christian Nestell Bovee 28
scrittore 1820 – 1904
„Una mente disoccupata è una mente che non sta provando gioia.“


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Aaron Douglas 3
attore 1971
„Ad un attore succede spesso di essere disoccupato e conosco bene lo stress della ricerca di un ingaggio.“

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Gianroberto Casaleggio 44
imprenditore e politico italiano 1954
„Se uno è disoccupato, nella logica del sistema la colpa è sua, il sistema oggi tende a scaricare sulla persona responsabilità che sono invece della società, della collettività.“ libro Il Grillo canta sempre al tramonto

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Alessandro Siani 19
comico, attore e cabarettista italiano 1975
„Io so' figlio di disoccupati, disoccupati a tempo indeterminato!“ Film Benvenuti al Nord

Giuseppe Martini 2
esperantista italiano 1924 – 2007
„In Italia uno studente ha oggigiorno solo l'alternativa di diventare un disoccupato intelligente o stupido.“


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Zig Ziglar 30
scrittore statunitense 1926 – 2012
„Fortunatamente, i problemi sono parte quotidiana della nostra vita. Considera questo: se non ci fossero problemi, molti di noi sarebbero disoccupati. Realisticamente, più problemi abbiamo e più sono grandi, più grande è il nostro valore agli occhi di chi ci impiega.“

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Jeff Bridges 19
attore, produttore cinematografico e musicista statunitense 1949
„E cosa conteneva la sua valigetta?
- Lebowski: Documenti... sì solo i miei documenti di lavoro...
- E lei che lavoro fa?
- Lebowski: Disoccupato...“
Film Il grande Lebowski

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Giorgio Bocca 80
giornalista italiano 1920 – 2011
„L’impiego pubblico non manca a Lamezia, su una popolazione di settantamila abitanti gli impiegati comunali sono settecento, molti non si fanno mai vedere, ma tutti ritirano ogni settimana i settanta litri di benzina che il Comune dà come rimborso spese. I disoccupati sono cinquemila, gli invalidi seimila, i pensionati dodicimila; chi vuol vedere come nel sud si possa vivere producendo niente può accomodarsi.“ libro Aspra Calabria

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Paolo Virzì 5
regista italiano 1964
„Io ero un ragazzo di provincia che era andato via da una cittadina proletaria come Livorno. All’epoca era una città operaia, adesso sono tutti pensionati o disoccupati o cassintregrati. All’epoca, però, era ancora una città operaia, e io scappavo dal mio destino di lavoratore subalterno, inseguendo questo sogno un po’ stupido, per certi versi anche assurdo, pretenzioso, di fare il cinema.“